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La letterina del sabato 16 maggio

Care Amiche e cari Amici,

prima di arrivare alla tema principale di questa Letterina di metà maggio, ci sono due notizie che meritano un commento veloce. La prima riguarda il perdurare di comportamenti incivili diffusi da tempo ed ora divenuti macroscopici. Sappiamo del ritrovamento dei rifiuti abbandonati presso il centro comunale di raccolta. I responsabili pare siano stati identificati e denunciati. Bene. Occorre perseguire e punire i responsabili di questi gesti incivili. La stragrande maggioranza dei Cittadini segue le regole, è attenta, ha cura dell’ambiente. I pochi che spavaldamente e con voluta e sdegnosa indifferenza continuano a fare porcherie vanno puniti e ricondotti ad un comportamento civile. Se ci sarà un giudice capace di adeguata elasticità la prima parte della condanna dovrebbe essere un affidamento forzoso e molto serrato dei colpevoli ai servizi di nettezza urbana, così da costringergli a pulire tutto il territorio comunale, fino all’ultimo fazzolettino di carta e all’ultima cicca di sigaretta. Poi c’è un’altra cosa da fare, sempre nel rispetto delle leggi e se la privacy non lo impedisce, far sapere a tutti chi sono questi soggetti affinché anche nel privato si possa dire loro, civilmente ma fermamente, che quello cha hanno fatto è stata un’offesa a ciascuno di noi che saremo capaci di ascolto e comprensione.

La letterina del sabato 9 maggio

Care Amiche e cari Amici,

siamo nella cosiddetta “fase 2”. Alcuni la stanno interpretando a modo proprio come un ritorno alla normalità. Così non è. È una fase difficile perché deve contemperare la necessità di rimettere in moto l’economia e quella di tutelare la salute, che è la cosa più importante insieme alla libertà. I numeri raccontano ancora di contagi e purtroppo di morti oltre che di guariti e di andamenti indirizzati ad una costante positività. Quindi occorre mantenere ben alta la guardia. Abbiamo trascorso molti giorni facendo sostanzialmente bene. Immaginiamo cosa accadrebbe se, per colpa di certuni, si ripresentasse il contagio: stare a casa in estate sarebbe davvero difficile, molto difficile. 

“Le sente sole che sta ‘ncampagne” di Cesidio D’Amato

In questa delicata poesia del maestro Cesidio D’Amato ci sono la contemplazione e l’ascolto della natura circostante e, in essa delle attività dell’uomo pastore e contadino. 

Più che immagini e suoni impressi nei suoi ricordi è una rappresentazione documentaristica delle nostre vallate.

La letterina del sabato 2 maggio

Care Amiche e cari Amici,

i primi segnali positivi cominciano a far sperare qualcosina sull’esito di questa pandemia. Non ci sarà il ritorno alla quotidianità conosciuta fino a un paio di mesi fa, una quotidianità che, lo sappiamo tutti, non potrà, non dovrà tornare uguale a prima. Il tempo che verrà dovrà esser un tempo nuovo. 

Sperando che i dati incoraggianti di queste ultime ore possano resistere alla stupidità di tanti che con eguale disinvoltura pontificano da esperti sui media o traducono a piacere nella propria vita disposizioni e consigli su come evitare ancora il contagio, il pensiero va agli appuntamenti che ci sono più cari. 

La letterina del sabato 25 aprile

Il passato non se ne va mai, gli piace nascondersi nella musica, nelle strade, nei sogni, nei ricordi, nella vita”. Riporto questa frase della quale non conosco l’autore. La utilizzo perché sintetizza una verità grande come la vita di ogni uomo. Aggiungo: il passato ama nascondersi ma non ama rimanere nascosto. Può esservi costretto se siamo noi a rimuoverlo facendogli violenza. Ed è un errore gravissimo, perché ognuno di noi è nulla, ogni popolo è niente senza il proprio passato. A volte la rimozione di quel che c’è stato è un’operazione interessata e senza buone ragioni: il negazionismo lo insegna.

La letterina del sabato 18 aprile

Care Amiche e cari Amici, 

domani per noi Miglianichesi è la Festa di San Rocco. Ma festa, pienamente festa non sarà. Non c’è stata questua nelle nostre case e non c’è ancora il Comitato Feste 2020. Non ci sono manifesti (e se pure ci fossero, chi li avrebbe letti?!). Non si è visto l’approntare delle luminarie. Però ci sarà sicuramente la devozione verso il Santo, Santo Rocho Pestem fuganti, al quale è dedicata la più grande chiesa di Miglianico e non solo di Miglianico tra quelle di nuova costruzione.  La nostra devozione, antica di secoli, sarà tutta nella preghiera dei singoli fedeli. Non sarà accompagnata dalla presenza in chiesa e non sarà preceduta né seguita dal nostro incontrarci la mattina al mercato, rivedendo amici e conoscenti in quella che è sempre stata la fiera di primavera per noi Miglianichesi.

“L’Amicìzie” di Mimmo Cicchitti

Oggi, in occasione del mio compleanno …. mi sono scritto una poesia”. È il nocciolo del bellissimo messaggio che Mimmo Cicchitti, valente operatore dell’accoglienza turistica e della ristorazione nonché nostro Presidente del Consiglio Comunale, mi ha inviato qualche giorno fa, il giorno del suo genetliaco. Mi annunciava che alla email che stava per spedirmi avrebbe allegato quella stessa poesia, il “regalo di compleanno” che si era fatto poco prima. 

Alla sorpresa s’è aggiunta sorpresa, una gran bella sorpresa. 

La letterina del sabato 11 aprile

Care Amiche e cari Amici,

da ormai non pochi giorni seguo in diretta streaming le Sante Messe e le azioni liturgiche che si svolgono nella nostra parrocchia. Facendolo e meditando ciò ho avvertito quel sentimento misto di desiderio e di tristezza che forse devono aver provato e che ancora provano i cattolici che vivono dove la professione della nostra fede non è libera o è carica di pericolo per la sicurezza personale e anche per la vita.

Venerdì Santo dell’anno di grazia 2020

Oggi è Venerdì Santo. Dobbiamo anche ricordarcelo vicendevolmente proprio oggi, perché nulla tra i riti e le consuetudini della nostra terra ce lo ricorderebbero in questo anno di grazia 2020. Il potente valore religioso di questo giorno che fa memoria della passione, crocifissione e morte di Nostro Signore Gesù Cristo non cambia certo per il fatto che non possiamo essere in Chiesa a seguire la particolare liturgia che dal pomeriggio con la lettura del “Passio” e con l’adorazione della Croce arriva al tramonto quando la processione penitenziale esce ed invade le vie del centro abitato illuminato e silente. Seguiremo quel che si farà attraverso la diretta streaming su Facebook, sul profilo privato del nostro parroco, don Gilberto Ruzzi, o sulla pagina pubblica dell'Azione Cattolica di Miglianico, che può essere visualizzata anche da chi non è iscritto al social network.

La letterina del sabato 4 aprile

Care Amiche e cari Amici,

siamo alla viglia della Domenica delle Palme che vivremo come mai l’abbiamo vissuta e, lo spero vivamente, mai più la vivremo. Non avremo rami d’ulivo da sventolare durante la benedizione, non avremo palme da portare a casa e nessuno ci darà un rametto dei suoi tornando dalla Messa. Sono un po’ triste ma anche curioso di vivere la Settimana Santa che sta per iniziare in questo tempo di vita senza contatti, obbligati alla distanza. Importante è esserci, anche a distanza, anche con l’immagine miniaturizzata sullo smartphone, che, spero lo si stia capendo, è meglio riservare ai riti religiosi che al pettegolezzo, alla maldicenza e alla propalazione di false informazioni. Importante è ricordarci che questo “momento forte” dell’anno liturgico forte è e forte rimane e che, alla fine, c’è la resurrezione, la salvezza dell’umanità, lo spalancarsi dell’eternità nella quale vivere al cospetto del Padre celeste.

La letterina del sabato 28 marzo

Care Amiche e cari Amici,

le parole del Sindaco, Fabio Adezio, durante il messaggio che puntualmente ci ha inviato anche ieri sera le avevo messe da parte per commentarle oggi. Tranne l’incipit (“Sono Fabio, il Sindaco”) e la conclusione (“Fidatevi di me”) che sono ormai quasi le sigle di ogni intervento quotidiano, il suo discorso, benché breve è stato di segno decisamente diverso rispetto ai giorni appena trascorsi.

Avrei voluto commentare questo e anche qualche uscita dalla serietà che qualcuno ha fatto nei giorni scorsi commentando la bellissima iniziativa relativa alle mascherine “Made in Miglianico” che ancora una volta hanno collocato la nostra Cittadina in testa a tutte quelle abruzzesi e non solo.  

Ma prima e dopo la comunicazione del Sindaco, ci sono stati due momenti molto importanti, troppo importanti.

Le mascherine “Made in Miglianico” che ci fanno gioire e sentire orgogliosi di essere Miglianichesi

Tra i preziosi, puntuali e affettuosi annunci che il Sindaco, Fabio Adezio, ci invia ogni giorno, ce n’è uno che colpisce molto, che tocca il cuore e ci fa sobbalzare di orgoglio. Non è più importante di altri. Non è quello che tutti aspettiamo di ascoltare sulla fine di questa emergenza. È la notizia della realizzazione di 2.800 mascherine fatte qui a Miglianico. È la ventata di generosità, di impegno, della la voglia di fare comunità che ha sollevato verso il cielo alcuni eccezionali Concittadini che si chiamano Melita Tropea, Enio Rosa, Michele Marcellan, Dario Di Rienzo, Amelia Paolini, Anna Berardocco, Anna Maria Petrongolo, Donatella Sallustio, Emilia Marini, Ester Pronio, Felicetta Cipollone, Ivana Catena, Lidia Palladinetti, Lilia Altobelli, Loredana Papponetti, Maria Marini, Patrizia Candeloro, Olivia Sarra, Francesca Di Mascio, Fabiola De Lutiis.

La letterina del sabato 21 marzo

Care Amiche e cari Amici,

è arrivata la primavera. Porta con sé una energia vitale che da sempre rigenera la natura, compresi gli uomini quando hanno consapevolezza di esserne elementi, i più importanti, forse per certi versi, ma non indifferenti o diversi da essa. Non siamo più davanti ai fogli da colorare o da riempire di temi o di poesie da mandare a memoria come ci accadeva sui banchi delle scuole elementari. Siamo dentro uno spirito forte e potente che parla di vita, di vita nuova, di vita colorata, di grande risveglio. È vero: non possiamo, non dobbiamo uscire ma possiamo accogliere questa stazione della speranza innanzitutto con tutto il nostro spirito positivo e poi, volendo anche con gesti semplici ma non senza significato come lo spalancare una finestra, l’affacciarsi al proprio balcone, ammirare la natura che sta cambiano i colori del nostro paesaggio. Sarà una primavera indimenticabile, una stagione che ci farà rinascere ad una vita più attenta e più consapevole, forse anche meno opulenta e sprecona, aperta ad un modo rinnovato di vivere la nostra comunità. 

La letterina del sabato 14 marzo

Care Amiche e cari Amici,

abbiamo una occasione importante per dare un senso vero a questa esperienza che ci sta mettendo alla prova duramente e che ha già cambiato il nostro modo di vivere. 

Penso che andrà bene, andrà tutto bene e che questo avverrà prima se saremo tutti responsabili, seri, tenaci, pazienti, sereni e anche capaci di quell’allegria che non deve mai mancare perché un buon cristiano sa che il bene vincerà e non può essere triste.

Peppino Vincolato, un Amico

Giuseppe Vincolato, Peppino, se n’è andato rispettando il suo stile. Discreto, affabile, educato da vero signore. In questi giorni di astinenza dalla frequentazioni personali è stato impossibile esserci alla camera ardente e poi al suo funerale. Non so se questo gli sarebbe dispiaciuto. Forse gli avrebbe fatto piacere non aver dato “fastidio” a tanti che sarebbero accorsi a testimoniare l’amicizia, l’affetto e la stima che ha ben meritato e che sono il suo grande lascito a quanti lo hanno conosciuto.

Colleghi ed Amici lo hanno potuto già ricordare con messaggi che hanno centrato in pieno il senso di una perdita che attendevamo, purtroppo, ma che è stata ugualmente molto dolorosa.

Noi Miglianichesi sappiamo a che Santo votarci

Il messaggio che don Gilberto ha diramato domenica sera ha segnato il mio cuore di una silenziosa tristezza in una serata pur viva di belle emozioni familiari e non solo. Il nostro Parroco ci annunciava che, su disposizione superiore, le Sante Messe le avrebbe celebrate senza popolo e che ogni altra cerimonia religiosa, compresi i funerali che ci auguriamo non ci siano mai, non sarà svolta fino al 3 aprile prossimo, salvo complicazioni, va aggiunto. L’invito conseguente e immediato è a unirci in preghiera virtualmente o a andare a pregare in Chiesa singolarmente negli orari consentiti, così come indicato dallo stesso don Gilberto: “La chiesa parrocchiale di S. Rocco sarà aperta tutti i giorni, per la preghiera personale, dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 18.00 alle 20.00 (cioè dopo la celebrazione della Messa).”  

La letterina del sabato 7 marzo

Care Amiche e cari Amici,

ci siamo. 

L’emergenza coronavirus è entrata nella nostra quotidianità. Abbiamo regole da seguire, anche se possono sembrarci esagerate, stili di vita da modificare, abitudini da rivedere. Fare i superficiali, pensare di aver capito tutto, peggio ancora pensare che internet dia verità assolute è un errore che questa volta può fare danni seri, molto seri. Bisogna avere fiducia nel Presidente Mattarella e in quello che il Governo dispone ufficialmente. Dobbiamo seguire le indicazioni del Sindaco e della nostra eccezionale Protezione Civile. Talk, gossip giornalistico, post e messaggini su questo fronte sono armi spuntate o, peggio, autolesionistiche. 

Qualcuno, che lo ammetta o no, ha paura o comincia ad averne. È normale. 

La letterina del sabato 29 febbraio

Care Amiche e cari Amici,

forse non capiterà più che uno dei nostri appuntamenti cada il 29 febbraio. Pensare di scrivere e di leggere una “Letterina del sabato 29 febbraio 2048” è solo un augurio che possiamo farci tutti, “amici, nemici e semplici conoscenti”. Il tempo lo attendiamo e lo accogliamo, con pazienza, come dono. 

La pazienza del tempo che viene ha portato, ad esempio, all’arrivo della fibra. È un grande traguardo promesso e mantenuto dal Sindaco, Fabio Adezio e dalla sua maggioranza. La fibra è un bene ma anche un male allo stesso tempo, come accade ad ogni passo avanti della tecnologia. Ne beneficeranno imprese, professionisti, lavoratori, studenti, creativi, comunicatori e tante, tante brave persone. Alcune altre, oche starnazzanti, cretini e imbecilli di varia risma avranno uno strumento più veloce, per la sconfinata inutilità delle loro insulsaggini social.

Il tempo che intanto passa ha già segnato i primi due mesi dell’anno corrente anche a Miglianico e non è stato utilizzato per mettere in cantiere almeno un paio di cose che arriveranno inesorabilmente, con la loro cadenza annuale.

La letterina del sabato 22 febbraio

Care Amiche e cari Amici,

probabilmente non avremo una campagna elettorale vivace, quella per il referendum del 29 marzo prossimo. Sembra però che abbiamo, meglio abbiamo avuto un Sindaco nella tormenta. 

In realtà così non è. Ma alcuni Concittadini hanno deciso di speculare su un post che il Sindaco, Fabio Adezio, ha scritto in risposta a una sorta di provocazione, quasi fossero i cervelli della macchina mediatica di Salvini, che alcuni, non so perché, chiamano “la bestia”. 

La vicenda è nota, arci-nota ai presidiatori locali dei social. La loro sentenza, “Il Sindaco si deve vergognare”, è stata immediata, spietata e senza possibilità di appello. Il fatto è che si tratta di quattro gatti, che per lo più si son parlati addosso. 

La letterina del sabato 15 febbraio

Care Amiche e cari Amici,

come promesso nella nota pubblicata ieri l’altro su questo spazio di libertà, ho atteso fino al classico rintocco della mezzanotte che gli autori dei commenti colà trattati alzassero la testa e commentassero a viso aperto, precisando nome e cognome della persona, per loro “il noto blogger paesano”, che hanno dileggiato e diffamato con arroganza e disprezzo. Quei Concittadini-e-non-concittadini, hanno ancora la testa china e una ingiustificata ritrosia, uso un eufemismo, per commentare a viso aperto. 

L’elevata probabilità non basta in certi casi. A questo punto, nella mancanza di certezza assoluta, non posso procedere a trattate quei commentatori come meriterebbero perché il loro bersaglio potrei non essere io. Non posso, per altro verso, slanciarmi a difesa di altri che non so chi siano se non per tutelare e far emergere il principio costituzionale sancito dall’articolo 21 e quello, pur previsto dal codice penale all’art. 595. Ma, come ho già affermato, ripeto che il ricorso al codice penale non sarebbe la risposta che adotterei se scoprissi di essere l’oggetto di quella diffamazione. 

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