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Articoli

Buona Pasqua!

A tutte le Amiche e a tutti gli Amici di Viva Miglianico, a tutta la nostra Miglianico e a quanti ci sono cari negli affetti vanno i gioiosi auguri per questa santa Pasqua di resurrezione.
Ci sono immagini stupende e, più ancora, ci sono frasi che si potrebbero usare per sintetizzare questi auguri. Le hanno usate e le stanno usando tanti altri e ce ne giungono così tante che non riusciamo neppure a cogliere i veri significati di quel che leggiamo e vediamo.
Voglio arrivare agli auguri più sinceri partendo da un episodio che per molti sarà alquanto insignificante. Penso che il Buon Dio me lo abbia messo in quella giornata non ancora tranquilla sul fronte delle cose fatte e da fare, proprio per farmi fermare a riflettere.

La letterina del sabato 20 aprile

Care Amiche e cari Amici,

nella piccola tradizione di questo spazio di libertà, la Letterina del sabato santo è tutta dedicata alla Pasqua. Benché, come sapete, non basterebbe un faldone di Letterine per parlare, per interrogarsi, per proclamare, per augurare la Pasqua. Almeno per gli auguri, semplici, sinceri e gioiosi qualcosa però si può fare, non qui. Seguirà tra breve.
Prima devo ricordare che si è già messo in azione il Comitato Feste 2019, guidato da Annalisa Palladinetti. Si è appena insediato e ha già organizzato le prime due Feste tradizionali del nostro calendario locale, quella di Sant’Antonio Abate in programma lunedì prossimo, il Lunedì dell’Angelo, e quella di San Rocco, che arriva subito dopo, domenica 28 aprile. È bello, oltre che giusto, far notare che si tratta di un Comitato, come dire, a trazione rosa.

La letterina del sabato 13 aprile

Care Amiche e cari Amici,

si apre domani la Settimana Santa. Come ci ricordava sempre don Vincenzo si tratta di un momento forte. È vero: in poche ore si passa dalla gioia del dono dell’eucarestia allo sconforto accorato per la crocifissione e morte di Gesù e, da lì, alla sua resurrezione che apre a tutti le porte dell’eternità. Per chi crede e anche per chi non crede questo non è il periodo delle sdolcinature, se non quelle che la nostra tradizione ci fa incontrare attraverso dolci che hanno un fascino sublime e la tenerezza dell’infanzia. 

Ma oggi è ancora sabato. Il dovere verso i miei ventitré lettori non va in ferie e non si fa fermare dal profumo di un cavallo o di una pupa né dalle dolci ogive di cioccolato.

Piccola cronaca del Consiglio di fine quinquennio

Sappiamo come sta iniziando questa difficile, strana e attesa campagna elettorale per le prossime Comunali che riserverà non poche sorprese. Nessuno onestamente può dire come andrà a finire. Ora, però, sappiamo come è finito il quinquennio di attività del Consiglio Comunale. Il finale merita di essere raccontato per le tante cose belle, utili e anche alquanto divertenti.

Lunedì sera, come anticipato nell’addendum alla Letterina di sabato 6 aprile, si è riunito il Consiglio Comunale. La seduta, fissata per le 18,00, è iniziata con più d’un quarto d’ora di ritardo. Questo ha consentito alla Sala civica di riempirsi come raramente è accaduto nel passato più o meno recente per le sedute di Consiglio ordinarie. Tra gli elementi accorsi ad assistere alla civica assise sono comparsi anche soggetti la cui presenza è stata utile non solo a loro ma anche a chi ha avuto modo di giudicarli in questo loro repentino e non spontaneo sorgere dai luoghi nei quali si sono rinchiusi per anni. 

Cominciamo bene!

Croce e bugie, buonismo come maschera e mezzucci da propaganda anni ’50: a questo si è ridotto il mio Amico Carlo Biasone seguito dallo sgangherato strombazzamento dell’insieme-che-divide. È poco consono a lui, alla formazione politica che pure ha ricevuto, alla storia che comunque ha vissuto fino ad alcuni anni fa il ridursi a certi mezzucci propagandistici il cui stile risale alla battaglie di stampo contradaiolo degli anni ’50 del secolo scorso, quelle simboleggiate da motti come “l’àcque a li Piàne e la luce a Catalàne”.

Se questo è l’inizio della campagna elettorale c’è proprio da dire: "Cominciamo bene!" e c’è da dirlo con alquanta delusione e non senza sconforto. 

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