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La letterina del sabato 28 novembre / La Littirine de lu sabbete vintotte di nuvembre ddumil’evvinte

Care Amiche e cari Amici,

preferisco le Donne a Maradona. 

Ci avete fatto caso? Mercoledì scorso si stava facendo un minimo di attenzione su un dramma senza fine, in occasione della “Giornata internazionale per la eliminazione della violenza contro le Donne”, quando è arrivata la notizia della morte di Diego Armando Maradona.

Ora Maradona è stato sicuramente un grandissimo calciatore, non il più grande. È stato certamente importantissimo nel calcio degli anni ’80, ma usare per lui, come per chiunque altro, elogi come “Dio del calcio” è semplicemente una bestemmia, religiosa e laica. Siamo ancora al tempo dei gladiatori. La nostra smania di avere idoli effimeri da idolatrare ci porta a prostrarci davanti a personaggi che per quanto eccelsi nel loro campo, ben poco hanno per esser accostati a Dio.

La letterina del sabato 21 novembre / La Littirine de lu sabbete vintun’a di nuvembre ddumil’e vvinte

Care Amiche e cari Amici,

c’è una cosetta simpatica che vi voglio confessare senza star a pensare se può sembrarvi ridicola. Ogni sera viene interrotta l’erogazione dell’acqua potabile e ogni mattina successiva viene ripristinata. Mi chiedevo e vi chiedo: ma tutta l’aria che passa nei tubi non fa girare i nostri contatori così alla prossima bolletta pagheremo l’aria come l’acqua? L’aria e l’acqua sono due beni preziosissimi, forniti gratuitamente dal Padreterno. Ma noi uomini, in certe cose, abbiamo dato retta più a Satana che al buon Dio e misuriamo quasi tutto se non tutto coi soldi, poveri noi. Ora, che l’acqua abbia un costo e che non costi poco lo sappiamo. È una cosa difficile da accettare, ma è così. Però l’aria, fino ad ora, non l’abbiamo mai pagata. Il conto non lo so fare e penso che nessuno di voi riesca a farlo. Per poco o molto che sia, con una interruzione e un ripristino al giorno, quella parte dell’aria che arriva in casa nostra dentro i tubi sappiamo che costa quanto l’acqua potabile. E non è per niente poco, per poco che sia.

La letterina del sabato 14 novembre / La Littirine de lu sabbete quattordice di nuvembre ddumil’e vvinte

Care Amiche e cari Amici,

domani si celebra la “IV Giornata Mondiale dei Poveri”, voluta da Papa Francesco, quello che alcuni amici miei definiscono “un Papa che sbaglia” addirittura “un comunista”. Oh, ma quanto ci piace far polemica pensando di esser intelligenti senza accorgerci di quanto siamo stupidi e di come lo dimostriamo dicendo certe cose. Quanto danno ha fatto il populismo che alcuni credono sia il massimo della libertà di espressione quando invece è il punto più vicino all’oppressione.

Accantoniamo le chiacchiere e fermiamoci a riflettere sul tema vero di questa giornata.

La letterina del sabato 7 novembre / La Littirine de lu sabbete sette di nuvembre ddumil’e vvinte

Care Amiche e cari Amici,

siamo tutti preoccupati per la pandemia che ha ripreso forza anche grazie alle spinte che con la nostra leggerezza le abbiamo dato. Ci sono ancora quelli che dicono che si tratta di uno scherzo, che è solo una grande manovra per schiavizzare il popolo italiano, che non esiste nulla se non un po’ di raffreddore. Sarà! Bisogna però guardare alla realtà, senza chiacchiere. Non è un gioco virtuale, non è una finzione, non è un grande inganno. Qualcosa è. Conosco medici (medici veri) che sono molto allarmati e che non alimentano speranze immediate né autorizzano facili consolazioni. Anzi, il timore, il terrore è che quando le temperature si abbasseranno di 8/10 gradi le cose si potrebbero mettere molto male.

Letterina del sabato 31 ottobre 2020 / La Littirine de lu sàbbete trentune di uttobbre ddumil’e vinte

Care Amiche e cari Amici,

mi sto sforzando, come tutti voi, di mettere ottimismo in questi giorni non facili che sembrano esser i primi di altri difficili e molto difficili. Perciò cerco di dare risposte positive a certe domande. Preferisco fare la figura dello stupido piuttosto che essere troppo disinvolto nella distrazione e nella indifferenza. 

Sabato scorso, 24 ottobre, ho trovato il mercato in piazza. La sera precedente, visto quel che era stato già deciso e che si stava per decidere, ero convinto che il mercato non ci sarebbe stato.

La letterina del sabato 24 ottobre / La Letterine de lu sàbbete vintiquàttre di uttòbbre ddumil’e vvinte

Care Amiche e cari Amici,

domani potremo celebrare la Festa della Venuta di San Pantaleone. Il programma non sarà pieno delle cose che l’hanno caratterizzata negli ultimi decenni. Ma sarà comunque festa. Ci saranno le Sante Messe al Santuario e la Santa Messa solenne con la reposizione della statua al tramonto. Ci sarà la banda. Ci saranno spari di bombe e fuoco d’artificio. Non ci sarà il mercato né ci sarà lo spettacolo serale che manca già da qualche anno. Non c’è Comitato Feste e non c’è stata la questua casa per casa. Ma potremo, dovremo anche stavolta dare il nostro contributo versandolo in piazza dove sarà presente un gazebo della nostra Pro Loco che si è caricata l’organizzazione anche di questa festa.

Sarà una festa incompleta, è vero. Avrebbe potuto essere piena se fossimo stati più attenti.

La letterina del sabato 17 ottobre / La Letterine de lu sàbbete diciassette di uttobbre ddumil’e vvinte

Care Amiche e cari Amici,

aspettando di sapere come potremo festeggiare la Venuta di san Pantaleone in questo anno a suo modo indimenticabile, arriva un doppio appuntamento che meriterebbe tanta della nostra attenzione. Temo invece che non ci saranno post sui social. Non ci saranno neppure accenni nelle chiacchierate di questo fine settimana Oggi infatti si celebra la “Giornata mondiale contro la povertà” e domani la Chiesa Cattolica celebra la “Giornata Missionaria Mondiale”, quella che da bambino ho sempre conosciuto come la Domenica delle Missioni.

La letterina del sabato 10 ottobre / La Letterine de lu sàbbete diece di uttòobbre ddumil’e vvinte

Care Amiche e cari Amici,

anche se stanno aumentano i numeri dei contagi il pensiero va già alla festa della Venuta di san Pantaleone. Mancano due settimane all’arrivo di questa che è la più miglianichese delle feste tradizionali. Sappiamo che non sarà come gli altri anni. Importante è che ci sarà, come sarà possibile lo vedremo. Il fatto che ci sia è quello che conta perché significa tanto e non dobbiamo spiegarcelo tra di noi. 

La settimana prossima spero di poter condividere l’annuncio della festa. Nell’attesa non è il caso di azzardare commenti.

Un commento invece è il caso di farlo in merito ad una polemica che va avanti da non poche settimane, che ogni tanto torna vivace e che tornerà a far girare post e altre cose del genere in vista del 4 novembre. Al centro della polemica c’è ancora la nuova piazza.

La letterina del sabato 3 ottobre / La Letterine de lu sàbbete tre di uttòobbre ddumil’e vvinte

Care Amiche e cari Amici,

sapevamo da tempo che il market di via San Giacomo avrebbe cambiato gestione. Eppure quando è successo ci siamo ritrovati tutti con lo stesso pensiero. Nessuno ha pensato ad un’attività che resta aperta, che diventa più grande o più piccola, che cambia qualcosa ma che non cambia l’assetto commerciale di Miglianico. Tutti abbiamo pensato “Nando chiude”. Sembra niente ma è storia. Quando un nome significa da solo il luogo e l’attività, vuol dire che è entrato nella storia locale. Market nessuno lo ha pensato e l’ha detto da quarant’anni a questa parte, fino al 30 settembre scorso, senza abbinarci il nome di Nando, al secolo Nando Anzideo. Ma c’è di più.

Buon Compleanno!

Oggi è festa per “Viva Miglianico”, per i miei ventitré lettori e per chi ama la libertà. Festeggiamo i primi otto anni di vita. È sempre bello fare festa. È giusto far festa quando si possono contare traguardi come questo. Il trenta settembre di otto anni fa nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulla nostra longevità. Ma tutte le cose che nascono per provare a far qualcosa di buono hanno un’energia che non si esaurisce facilmente.

La letterina del sabato 26 settembre / La Letterine di sàbbete vintisèi settembre ddumil’e vvìnte

Care Amiche e cari Amici,

come pensavo e come ho serenamente anticipato, il SI ha prevalso nella consultazione referendaria di domenica scorsa. A Miglianico, che è quel che ci interessa, ci sono stati 1318 SI e 401 NO. Ognuno ha potuto fare e può ancora fare la sua analisi e le valutazioni del caso, se vuole. Sinceramente, anche sulla scorta del risultato registrato che testimonia quel che è la situazione anche qui, penso che pochissimi avranno fatto analisi e valutazioni. Ne faccio una semplice, specificando che ho votato NO con convinzione e senza far caso a chi propagandava (non se n’è accorto nessuno) il Si e il NO. L’analisi è che, come accade da molto tempo, Miglianico si colloca nella media dei risultati, non siamo una eccezione, siamo nel gregge. La valutazione è ottimistica: ci sono ben quattrocentouno Miglianichesi che hanno saputo resistere alla corrente restando fermi nel loro convincimento, pur sapendo di non poter salire sul carro dei vincitori, peraltro già troppo affollato e non proprio di buona compagnia.

La letterina del sabato 19 settembre / La Letterine di sàbbete diciannòve settembre ddumil’e vvìnte

Care Amiche e cari Amici,

se n’è andato Giuliano Cicchitelli, un uomo buono, un lavoratore, amico di tutti e sempre pronto a dare una mano senza chiedere mai niente. Se n’è andato un personaggio di questo paese che in quest’anno strano e maledetto perde un’altra fetta di bontà. Ci stavo pensando in chiesa durante il funerale di Giuliano, e son felice che ci fosse tanta gente, una cosa bella che mi ha rasserenato. Stavo pensando che, è vero, succede tutti gli anni, ma quest’anno, quando ho saputo che era morto anche Giuliano, mi è sembrato che veramente un destino cattivo e senza pietà mi sta togliendo tante ricariche di bontà, non solo a me ma penso a tutta questa comunità.

La Letterine di sàbbete dùdice settembre ddumile e vvìnte / La letterina del sabato 12 settembre

Car’Amiche e car’Amìce,

ùje è la feste de lu Nome di Marìje. Buon onomastiche a le nostre Marije, Marielle, Mariette, Mariucce, Marianne e a tutte le Donne che tènne nu nome cumposte pure da Marìje.

L’atru jire sta rubrichette ha fatte quattr’anne. Nn’è jè tante ‘mbacce a ‘na vita sane ma mànghe poche se une fa conte la realtà che jè stu spàzie di libbertà e cchiù ancòre rispètte a lu serràje de la realtà virtuale che jè velòce e che altrettànte alèste nasce e more. ‘N’zo fatte ma’ lu conte pricìse di quante n’ha state ste Letterin’a nustre: fusse na curiosità sole statistiche. Poche o nijente cagnèsse pe’ lu valutà sta nostre avvetur’epistulàre. Però a penza’ ca n’ha state alemène dducènte, in realtà n’ha state sicure di cchù, mi fa’ pinzà c’ha state tante le cose che le Letterine ha fatte sapè a le vintitrè litture a’mì. Ugne come hanne state accolte, stète sicure ca pe’ mè ha state addavère na ggioje a scrìvele e n’onòre a saperv’attenti a lèggerle.

Mò vùje pruvà a fàrve nu regàle che, a lu trumènte, è nu mode di dà ‘n’indentità cchiù forte a sta currispundènza nostre, pruvènne conciò a dà rette a li suggiurimìnte e a le preziose indicazioni che ci hanne dispenzàte quand’hanne prisintàte lu lìbbre di Margherite Anzellotte (di Pucètte). Haja pruvà, pe mò, e , si c’ariesce, da mò e pe’ dope, a scrive ugne vote ‘na Letterine bilingue, cioè in Italiane e nghè lu Mijanichèse, ‘na “lingua minoritaria” ma sempre ‘na lingua parlàte (e poche scritte) che esiste e che jè cunusciùte, alemene da ‘na bbella pùche di nu.

La letterina del sabato 5 settembre

Care Amiche e cari Amici,

siamo alle soglie della Festa della Madonna delle Piane, quella dell’8 settembre, che, nella nostra tradizione locale, segnava (e segna ancora) la chiusura dell’estate e l’ingresso nella stagione della raccolta dell’uva e poi delle olive. Di questo appuntamento, particolare e solo miglianichese, vi ho già parlato. In questo anno straordinario non è della festa che si potrà ragionare perché non è nella festa che si potrà sperare. Val però la pena di richiamare quello che l’indimenticabile Margherita Anzellotti ha scritto e che è stato poi riportato accuratamente nelle pagine 54/56 del libro di recente pubblicazione “I racconti di Miglianico”. Lì è narrata la Festa della Madonna delle Piane non molto lontano anche se molto meglio di come provai a mia volta a raccontare. Sono pagine che scuotono emozione intime difficili da illustrare. Manca nella pregevole narrazione della nostra Margherita quella notazione che mi permetto di riproporre qualora ai miei ventitré lettori dovessero aggiungersi per un capriccio della sorte uno o più tra quelli che decidono le nostre cose ad un certo livello.

La letterina del sabato 29 agosto

Care Amiche e cari Amici,

l’estate sta finendo. Per quanto riguarda manifestazioni ed eventi è finita ieri sera con “Le avventure di Giannettino” un bellissimo spettacolo profumato di popcorn dedicato ai nostri Concittadini più piccoli. Per quel che so e per come stanno le cose la Festa della Madonna delle Piane, a parte forse una Santa Messa o due al massimo, non si farà. Quindi potremmo fare già un primo bilancio di quel che s’è fatto, di quel che si è potuto fare, di quel che non si è fatto e, attenzione, di quel che potrebbe essere già perduto. 

Prima di questo rapido passaggio però è bene ricordare che c’è chi ha fatto e chi non ha fatto, o peggio, non ha voluto fare anche quest’anno.

La letterina del sabato 22 agosto

Care Amiche e cari Amici,

in una settimana ricca di vivacissime emozioni culturali, che pure non hanno nascosto qualche nostro piccolo difetto, questa Letterina deve occuparsi anche di un problemino. Dico problemino perché va considerato sempre per quel che è la sua dimensione rispetto a tante vicissitudini che sono più grandi. Ciò non toglie che il problema c’è e che, se non avessimo quegli accidenti più macroscopici ed allarmanti, esso sarebbe in posizione ancor più evidente. La nostra Miglianico, le sue vie, le strade comunali e la stessa piazza non sono proprio pulitissime.

La letterina del sabato 15 agosto

Care Amiche e cari Amici,

in questa Letterina di Ferragosto voglio parlarvi ovviamente di Miglianico. Stavolta per due aspetti tra loro molto lontani ma uniti, guarda caso, proprio dal nome che amiamo moltissimo: Miglianico.

I due aspetti sono quello della storia e quello dello sport, che pure qui ha scritto una storia importante. 

La storia è quella che riguarda proprio il nome di Miglianico, come si è arrivati a questa denominazione della nostra Cittadina, cosa ha determinato il formarsi ed il perfezionarsi del toponimo a noi tanto caro. 

La letterina del sabato 8 agosto

Care Amiche e cari Amici,

siamo alla vigilia della domenica nella quale la nostra piccola storia locale ha collocato uno degli appuntamenti maggiormente attesi, uno dei più coccolati dal nostro affetto e uno di quelli che legittimamente suscitano il sano orgoglio di essere Miglianichesi: la 50^ ”Miglianico Tour”. 

Sappiamo che non ci sarà la grande corsa così come avrebbe dovuto essere. Ma qualcosa ci sarà. Non sarà affatto poco. Per poter valutare il tanto che ci sarà occorre infatti riflettere al niente che abbiamo potuto sperare o anche solo immaginare fino a qualche settimana fa.

La letterina del sabato 1 agosto

 

Care Amiche e cari Amici,

prima di entrare nel tema scelto per questa Letterina voglio dire una cosetta. Essa è rimasta come una vana attesa sin dai primi tempi della clausura imposta dalla pandemia da COVID-19. I postatori del cibo, sin dai primissimi giorni dell’emergenza, mi hanno bombardato di foto con pani e pizze, paste fresche paste ripiene, involtini, ricette riscoperte o innovative, insomma pietanze e leccornie di ogni sorta fatte cadere a valanga solo sui social.

Come segnalava acutamente l’ex Presidente dell’Accademia Italiana della Cucina, prof. Giovanni Ballarini, occorrerebbe chiamare più correttamente queste Amiche e questi Amicipornografi del cibo. Infatti mostrano senza risparmio di dettagli quel che può esser solo visto ma non goduto. 

Le cose belle di un’estate straordinaria

Cari i miei ventitré lettori,

che questa estate sia straordinaria non c’è bisogno di spiegarlo. 

Dopo tanti proclami buonisti, dopo tante promesse lanciate con gli auto-incoraggiamenti su tema “andrà tutto bene”, ormai scolorite come quei lenzuoli allora colorati, è arrivato il momento di fare un primo consuntivo su questa estate 2020. 

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