Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

Pulizie di primavera

Scrivo questa lettera aperta che in realtà tale non è, poiché non interesserà nessuno al di fuori dei miei ventitré lettori. A loro forse interesserà. O forse no. Il rispetto che ho per loro mi spinge a scriverla con la solita spassionata sincerità. Tanto resta tra noi.

I miei ventitré lettori forse conoscono alcuni, pochi soggetti che pensano di attaccarmi così che debba difendermi o soccombere sotto le loro tremende accuse.

Per loro fortuna non devo difendermi da alcunché perché, se dovessi farlo, lo farei attaccandoli alla loro penosità. 

Chi legge certi scritti però merita almeno un chiarimento, una spiegazione di quel che è stato compresso dalla necessità di non allungarla troppo o di non aggiungere, meglio di non ri-precisare, quel che ho già spiegato e ho ingenuamente ritenuto già chiaro.

Vado per capitoletti provando a non dimenticare nulla.

La letterina del sabato 16 marzo

Care Amiche e cari Amici,

nel ricordo che ho ancora vivissimo, questa data è stata ed è l’inizio di quei terribili e ancora inspiegati giorni che hanno stravolto la storia d’Italia quarantuno anni fa. Il 16 marzo del 1978 fu rapito Aldo Moro. Per farlo le BR e chi le aiutò in quel momento fecero strage di Servitori dello Stato in via Fani a Roma. Il calendario mi ha riportato per quarantuno anni questa data. Non so per quanti anni ancora essa ripasserà nella mia vita. Quel che provai allora lo provo ancora e penso che mi resterà dento per sempre. 

Avevo lasciato tutto lo spazio di questa Letterina di metà marzo per commentare il piccolo mistero svelato ieri sera, quello del candidato sindaco che guiderà la lista del “M5S” alle prossime elezioni comunali.

Ci arrivo subito. 

Candidati di una notte di fine inverno

Ammettiamo per un momento che lo scenario sia questo: i candidati che i tre riesumatori di Carlo Biasone avevano in mente si stanno squagliando. Si sfilano uno per volta praticamente tutti quanti, vuoi perché si fanno due conti e non vogliono perdere vuoi perché non si fidano dell’insieme-che-divide vuoi anche perché non ci pensano neppure a candidarsi, sentimento molto diffuso a Miglianico e altrove. 

Davanti a questo scenario, uno che sa come vanno le cose ha sempre pronto un piano di emergenze. Quindi, il mio Amico Carlo Biasone passa ad attuarlo. Riunisce i suoi, in uno di quei luoghi dove si può stare ma non si rischia che arrivi chi non è invitato.

La congiura dei signorotti

Le parole dette, come quelle scritte, a volte hanno un significato che va ben oltre quanto la loro concatenazione sintattica esprime. Questa concatenazione certe volte è ordinata, altre volte è scombinata, vuoi per gli effetti di una umana emozione vuoi anche per l’affanno di voler nascondere quel che non si può dire. 

Il discorso che il ri-disceso dall’alto, Carlo Biasone, ha tenuto il 1 marzo scorso, in più punti ha mostrato questa difficoltà nel presentare parole ordinatamente. Ho già sottolineato che, ad esempio, sulla vicenda del Municipio un po’ s’è impappinato, e non poteva esser diversamente visto che stava alzando castelli di carta. Lo ha fatto anche in un altro passaggio, quando ha parlato della "valorizzazione delle eccellenze di Miglianico". Lì ha anche spiazzato non pochi ascoltatori. C’era chi onestamente pensava che parlare di eccellenze locali preludesse al lancio di una proposta innovativa sui nostri prodotti tipici. Invece il fine, poco celato, è stato tutt’altro.

La letterina del sabato 9 marzo

Care Amiche e cari Amici,

non è ancora terminata l’illustrazione dei piccoli contributi, sereni e a volte divertiti, che offro alla valutazione delle cose che stanno accadendo con la ri-discesa dall’alto nell’agone elettorale miglianichese del mio Amico, Carlo Biasone.

Non c’è fretta. Una nuova Letterina tutta intera ora non la merita. 

Adesso è più importante commentare altre cose, tra le tante che sono più importanti del grande inganno dell’insieme-che-divide. Devo però dare seguito alla richiesta di alcuni Amici sinceri, i quali, nelle ore passate, mi hanno affrontato dicendomi: "Ti ha, ti hanno risposto. Che dici ora?". Ho chiesto "Chi ha risposto? Risposto cosa?". Mi hanno fatto leggere post e commenti che ri-Personaggi, Concittadine e Concittadini, nativi o di importazione, hanno pubblicato a commento di quanto vi ho raccontato e che ho commentato.

Costoro, indifferenti della propria dignità, vanno scrivendo e postando cose che ritengono intelligenti, pungenti, trancianti o addirittura esemplari. Sono perlopiù frasi penose, per il resto sono banalità di chi altro non sa o non può dire.  

Sono bolle di saliva.  

Aspettando la pizza-Godot

Come dice il richiamo per ignari? #parlaconcarlo. Tutta fuffa.

Avrei voluto parlare con Carlo (Biasone), anzi lui avrebbe voluto parlare con me e con qualcun altro che dirò in appresso. Ma non è accaduto, almeno non per argomenti legati alla politica locale, alle vicende amministrative e a siffatte questioni locali; almeno non con quelli con cui avrebbe dovuto parlare. Non è accaduto non in queste settimane nelle quali è stato impegnato a farsi fotografare coi filtri ed in posa. Non è accaduto per anni, quasi dieci anni, mica niente. E ora?

Dopo la sconfitta di “Viva Miglianico Viva” alle comunali del 2009, vicenda che ho diffusamente raccontato ma che meriterà un ulteriore analisi alla luce di quanto sta accadendo ora, il mio Amico Carlo Biasone si è ritirato a vita privata e nulla ha voluto più ascoltare, dire, fare sul campo politico locale.

Un vecchio vestito da Arlecchino

La discesa dall’alto del mio Amico Carlo Biasone è stranamente colorata sul piano politico. Lui, si appresta a presentare una lista che è una corbeille di fiori alquanto diversi tra loro. Lo può fare. Anzi, è costretto a farlo perché questo è il disegno strategico messo a punto da chi ha generato e attuato l’insieme-che-divide. I personaggi, noti e più che noti, che hanno deciso di far guerra al cambiamento promesso e realizzato dall’attuale Sindaco, Fabio Adezio e alla sua maggioranza, hanno fatto un calcolo facile-facile. Nessuno schieramento da solo può puntare ad avere la maggioranza rovesciando quella che c’è e che ben governa. Allora devono mettere nello stesso calderone quelli che insieme non potrebbero e non dovrebbero proprio stare. 

Carlo Biasone, dove sei stato? #carloassente

Un Amico è tale e resta tale perché ne conosci anche i difetti e nonostante questo gli sei amico. 

Mi è stato indifferente sul piano dell’amicizia ascoltare quello che Carlo Biasone ha detto venerdì sera in sala civica. Ma quel che ha detto, come lo ha detto e nel contesto nel quale lo ha detto, ha messo a dura prova la stima che avevo per il politico, l’amministratore comunale, l’uomo un tempo attivo a livello civico. Il suo chiudere il difficile discorso fatto con “Viva Miglianico!” mi ha fatto soprassedere qualche minuto riconoscendogli l’unica attenuante possibile: l’assenza e l’ignoranza di quanto è accaduto a Miglianico fino a ieri, dal giugno del 2009, quando il voto popolare lo mandò a casa, benché vice-sindaco uscente.

Trascorsi quei pochi minuti l’attenuante si è trasformata in aggravante.

La letterina del sabato 2 marzo

 


Care Amiche e cari Amici,

questo primo fine settimana di marzo è segnato dall’avvicinarsi della Quaresima. Da giovedì fino a stasera nelle Chiese del nostro territorio si svolgono le cosiddette “quarant’ore”, un tempo dedicato all’adorazione di Gesù eucaristico. 

Ci sono inoltre, molto più in basso, un paio di momenti politici e amministrativi che vanno evidenziati e commentati.

Il momento più importante è la verifica dell’esistenza e, in caso affermativo, dello stato di salute del PD a Miglianico. Dovremo cioè accertare innanzitutto se, domani, domenica 3 marzo, il PD organizzerà il suo gazebo anche a Miglianico per le primarie destinate alla scelta del nuovo segretario nazionale.

La letterina del sabato 23 febbraio

 

Care Amiche e cari Amici,

è difficile scrivere questa Letterina. È stata una settimana devastata da lutti. Una dopo l’altra mi sono arrivate notizie che di persona scomparse: il collega da poco in pensione Gino Di Meo, il bravissimo Giuseppe, il Papà del nostro consigliere comunale Antonio Di Sipio, il Papà del nostro amato Parroco, don Gilberto e il carissimo Zio Pino morto in Canada. È da tanto che ho superato la paura e soprattutto la scaramanzia che cerca stupidamente di cancellare la paura della morte. E da ancor più tempo cerco di affrontare il mistero della morte che è comunque un passaggio indecifrabile verso l’eternità della quale sono certo. Eppure quando arrivano queste notizie, tutte in una volta, mantenere il distacco, pensare che si è difronte all’inevitabile, proteggersi con la fede che illumina quel che c’è dopo, non mi evita uno scombussolamento che altro non è se non il sentimento umanissimo che travolge ogni persona normale. Vorrei dedicare, perché lo meritano, alcune parole a ciascuno di loro, soprattutto allo Zio Pino, ma le tengo nel cuore perché oggi non saprei metterle in fila in modo comprensibile. 

La letterina del sabato 16 febbraio

Care Amiche e cari Amici,

è vero che le schede elettorali, quelle votate, parlano e si fanno ben capire se uno le sa e le vuole ascoltare serenamente. È anche vero che dicono molto di più di quello che è il primo messaggio che riusciamo ad ascoltare. 

Il commento affidato a “Schede eloquenti” ha provato a inquadrare tutto ma non ha potuto approfondire ogni cosa. Infatti in più passaggi rimandava a questa Letterina. Cercherò di essere schematico anche se questo comprimerà non poco lo sviluppo di un ragionamento rischiando di far restar fuori un qualcosa. Comunque non ha una data di scadenza immediata e potrà sempre essere ripreso.

Parto dall’occasione persa. 

Schede eloquenti

Se si osserva con rispetto e senza pregiudizi un risultato elettorale si riesce a capire molto di quel che esso dice, molto di più di quel che si sente raccontare in giro. Questa voce è tanto più chiara quanto più vicine sono le urne elettorali.

Il risultato delle Regionali di domenica scorsa uscito dalle quattro urne di Miglianico è chiaro, i numeri sono alquanto netti e rispecchiano in linea di massima la tendenza registrata a livello regionale.

Da noi però c’erano due Candidate locali e la loro presenza ha inciso anche se non ha stravolto il quadro politico. I risultati di ambedue vanno considerati tenendo conto che le rispettive liste erano collocate nello schieramento che non ha vinto le elezioni. Se avesse vinto Giovanni Legnini le considerazioni, almeno per certi versi sarebbero state alquanto diverse, lo sarebbero stati i numeri, probabilmente anche quelli relativi alle nostre due Candidate locali.   

La letterina del sabato 9 febbraio

Care Amiche e cari Amici, 

è finita senza scossoni o sorprese questa campagna elettorale. Ci sono state però delle novità interessanti, che potrebbero esser anche delle prime belle esperienze sul piano locale. Ne segnalo un paio che sono quelle più importanti in questo momento. La presenza di candidature nuove, fin troppo nuove secondo alcuni, come quelle delle nostre due candidate locali, Celestina Di Febo e Daniela Palladinetti, slegate da vecchie appartenenze e comunque non riconducibili a gruppi o “fazioni” locali. La seconda novità è probabilmente legata alla prima, cioè al fatto che siano in campo due Donne, neppure tanto comuni, comunque diverse da altre che non hanno saputo introdurre belle novità sul campo del confronto elettorale, come, ed esempio, l’ultima candidata-sindaco di “Progetto Miglianico”. La novità è stata quella di aver affrontato e gestito tutta la propria campagna elettorale alla ricerca del contatto personale e del confronto su temi, problemi, programmi e idee.

Folgore celeste e orizzonte rosa

Ieri sera ho potuto dedicare il tempo necessario ai due eventi elettorali in programma. La candidata Celestina Di Febo ha voluto incontrare i Cittadini presso il centralissimo bar Whishing Well, aspettandoli con un ricco aperitivo. Con lei c’erano: l’ex-onorevole del Pdl berlusconiano e sostenitore del tentativo portato avanti dall’ex-deputato Fabrizio Di Stefano, Daniele Toto, che ha dovuto andar via prima di poter intervenire; Walter Palumbo, capolista della lista “Avanti Abruzzo - Legnini Presidente”, nella quale la nostra Concittadina è candidata, e il noto showman ‘Nduccio. Giunto apposta per lei.

L'errore, gli erranti e i soliti furbetti

Tra otto giorni andremo a votare per scegliere il Governatore della Regione e per eleggere il nuovo Consiglio regionale dell’Abruzzo. Questa ultima settimana di campagna elettorale si annuncia alquanto ricca di appuntamenti che cercheremo di raccontare, se vi sarà l’occasione e se avrò il tempo necessario.

Intanto le polemiche non mancano. È normale in campagna elettorale. Meglio, sarebbe normale se esse si sviluppassero tra avversari, cioè tra candidati e sostenitori delle quattro squadre che si confrontano. Invece da noi sembra che non ci sia battaglia tra i concorrenti. C’è all’interno dei gruppi che si battono insieme per lo stesso candidato.

La letterina del sabato 2 febbraio

Care Amiche e cari Amici,

abbiamo ancora una settimana di tempo per tornare a riflettere su quel che ci viene proposto dalla campagna elettorale in corso. Si avvicinano i giorni delle polemiche pre-elettorali ma possiamo fare una piccola pausa così qualcuno potrà dedicare più tempo a riverniciarsi e a far il proprio dovere di cacciatore di voti. 

Voglio condividere con voi una riflessione che a qualcuno sembrerà quasi banale, troppo semplice per avere la dignità di una nostra Letterina. Questa riflessione è legata ad un gesto piccolo ma indubitabilmente significativo compiuto dal Sindaco e dall’Amministrazione comunale. In tutte le case dei residenti è stata recapitata una busta che, tra le altre cose, conteneva una scheda per il prelievo di acqua potabile da uno dei due distributori presenti nel territorio comunale, le “casette dell’acqua”. 

La letterina straordinaria n. 3

Care Amiche e cari Amici,

l’altro aspetto da chiarire accantonato nella Letterina di sabato scorso e ricalibrato nella Letterina straordinaria n. 2, è quello del comportamento di chi dovrebbe appoggiare la candidata locale Daniela Palladinetti ma non lo fa.

Il primo aspetto è il più semplice da valutare. Riguarda l’impegno che non c’è da parte di Nicola Mincone, pluri-beneficiato dal voto utile per un Miglianichese. Elaborato a fine anni ’80 come strategia dalla DC locale e divenuto poi dottrina da insegnare e far seguire dal 1992 in poi, il voto campanilistico chiesto per lui gli ha consentito di essere, tra l’altro, per due volte consecutive consigliere provinciale e poi, per uno stralcio finale, anche consigliere regionale. Nel voto che Nicola Mincone ha ottenuto a partire dal 1975 in poi, ininterrottamente per oltre 40 anni, c’è stata anche la componente garantita dalla famiglia di Daniela Palladinetti, iscritta nelle file della DC in giovane età e il cui Papà è stato a lungo dirigente sezionale dello Scudocrociato. 

La letterina straordinaria n. 2

Care Amiche e cari Amici,

tra gli argomenti accennati ma non sviluppati nella Letterina di sabato scorso c’è quello descritto così: ”…capire cosa fa quel che resta della sinistra di Miglianico che è sempre un mondo difficile da esplorare e da capire”.

La storia recente e anche meno recente racconta di come la sinistra sia capace di farsi del male da sola, con ciò dando spesso un aiuto insperato ai suoi avversari di turno. Il caso che ci interessa non è di livello nazionale e nemmeno regionale, anche se di elezioni regionali si tratta in fin dei conti. Ci interessa quel che accade a Miglianico ora, in questi giorni di campagna elettorale.

La letterina del sabato 26 gennaio

Care Amiche e cari Amici, 

prima che la campagna elettorale imbocchi il rettilineo finale e tenendo ben presente il sacrosanto richiamo ai contenuti della Giornata della Memoria che celebreremo domani, vengo alla Letterina dedicata al valore del candidato locale, al voto di campanile utile per spingere un Concittadino ad essere eletto nei consessi sovracomunali.

Miglianico, come comunità di elettori, è arrivata alquanto tardi nel riuscire a sostenere un proprio concittadino al di là e al di sopra degli schieramenti pur presenti a livello locale.

La letterina straordinaria n. 1

Care Amiche e cari Amici,

come promesso, ecco la prima Letterina straordinaria. Questa campagna elettorale, a suo modo fuori dall’ordinario, visto che si vota solo per le regionali e che si vota in una data mai praticata, quella di una domenica di febbraio, offre spunti anch’essi non ordinari.

Joomla templates by a4joomla