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La letterina del sabato 9 gennaio / La Littirine de lu sabbete nove di gennaie ddumil’e vvintune

Care Amiche e cari Amici,

certamente vi siete accorti che nel corso dell’intero anno appena trascorso ho provato a fare un lungo e complesso esperimento. Ho voluto pesare quanto interessino le buone notizie, la condivisione dell’arte, le cose simpatiche e le curiosità rispetto alle polemiche e alla stimolazione di dibattiti più o meno accesi. La quasi totalità delle Letterine è stata dedicata a ciò. E ad esse ho aggiunto la condivisione di una quarantina tra poesie, novelle, documenti ormai storici, che molti di voi probabilmente non conoscevano o avevano cancellato dalla propria memoria.

La letterina del sabato 2 gennaio / La Littirine de lu sabbete ddu di gennaije ddumil’e vvintune

Care Amiche e cari Amici,

quasi tutte le innumerevoli riflessioni sull’anno appena trascorso sono state sostanzialmente dello stesso tenore. Il 2020 è stato accompagnato alla porta senza nessun rispetto, è stato quasi cacciato. Come se si potesse tagliare un pezzo di storia dell’umanità. Non ho letto né ascoltato commenti diversi. Eppure dopo 366 giorni qualcuno avrebbe potuto fare qualche considerazione diversa, se non per vero spirito di osservazione almeno per puntiglio, per orgoglio di diversità rispetto al coro fatto dei soliti copia-incolla che consentono di vestire alla moda messaggi inviati oramai quasi automaticamente.

La letterina del sabato 26 dicembre / La Littirine de lu sabbete vintisei di dicembre ddumil’e vvinte

Care Amiche e cari Amici,

questa è l’ultima Letterina dell’anno, di un anno che è riuscito a diventare memorabile a modo suo. In verità non è la pandemia che ricorderò più di altre cose. In questo 2020 che sta per andar via ho perso tanto, forse più di quello che pensavo di poter sostenere come dolore. Ma ce l’ho fatta perché ho potuto colmare i vuoti e lenire dolori laceranti con le tante gioie che mi son venute dalla Famiglia e da non poche persone care. Come sempre ho cercato in ogni momento di ogni giornata il tanto di buono che c’è o anche solo le poche briciole di buono e di positivo che ci son sempre state. Comunque non farò oggi un consuntivo di questo 2020 quasi al tramonto. È presto e, in fondo, siamo ancora nel pieno delle feste natalizie, quindi è meglio che certe cose aspettino un po’.

La letterina del sabato 19 dicembre / La Littirine de lu sabbete diciannove di dicembre ddumil’evvinte

Care Amiche e cari Amici,

Natale si avvicina e, sinceramente, sul fronte delle cose che si potranno o non si potranno fare ci si capisce ancora poco, quasi niente. È chiaro che non sarà un Natale come gli ultimi che abbiamo conosciuto. Non sarà neppure come ce lo siamo augurati e anche aspettati fino a qualche settimana fa. Ma sarà Natale. Nessuno potrà eliminarlo il Natale. Ha ragione Papa Francesco, quando afferma che restrizioni, crisi e disagi renderanno questo Natale meno consumistico e più vero. Se lo sapremo aspettare e preparare consapevolmente, senza la stupida isteria di chi pensa solo agli acquisti e ai regali, potrebbe essere davvero un buon Natale. Lo sarà per chi crede e anche per chi non vuole credere ma avrà l’opportunità storica di vivere un Natale senza farlo assomigliare ad un giorno qualsiasi.

La letterina del sabato 12 dicembre / La Littirine de lu sabbete dudice di dicembre ddumil’e vvinte

Care Amiche e cari Amici,

sabato scorso non sapevo che al meraviglioso albero di Natale “Made in Miglianico”, cioè fatto da prestigiose aziende e da amorevoli mani locali, si sarebbero aggiunti i rosoni filanti che ora ammiriamo in piazza. Quegli aquiloni quasi trattenuti nel loro volo sono stati infatti collocati in questi ultimi giorni. È giusto plaudire ancora e ancora più forte ad ogni “Fata Uncinetto”, agli instancabili e sempre disponibili dirigenti e volontari della Pro Loco ed a quanti hanno dato una mano o anche solo un incoraggiamento anche in questa occasione.

La letterina del sabato 5 dicembre / La Littirine de lu sabbete cingue di dicembre ddimil’e vvinte

Care Amiche e cari Amici,

abbiamo un’altra esperienza da vivere: quella delle feste natalizie stile 2020. Parto dalle poche cose sicure. Avremo il bellissimo albero fatto all’uncinetto. È già stato avvolto sulla struttura luminosa allestita dalla nostra eccezionale Pro Loco guidata dall’ottimo Nicola Santalucia, il presidente che preferisce il fare al dire. Il pregevole lavoro - è bello ricordarlo - è stato fatto con pazienza e passione dalle “Uncinettine”, le meravigliose signore che hanno dedicato tante ore di creativa attività alla realizzazione delle centinaia di tessere multicolori che ammireremo anche quest’anno.

La letterina del sabato 28 novembre / La Littirine de lu sabbete vintotte di nuvembre ddumil’evvinte

Care Amiche e cari Amici,

preferisco le Donne a Maradona. 

Ci avete fatto caso? Mercoledì scorso si stava facendo un minimo di attenzione su un dramma senza fine, in occasione della “Giornata internazionale per la eliminazione della violenza contro le Donne”, quando è arrivata la notizia della morte di Diego Armando Maradona.

Ora Maradona è stato sicuramente un grandissimo calciatore, non il più grande. È stato certamente importantissimo nel calcio degli anni ’80, ma usare per lui, come per chiunque altro, elogi come “Dio del calcio” è semplicemente una bestemmia, religiosa e laica. Siamo ancora al tempo dei gladiatori. La nostra smania di avere idoli effimeri da idolatrare ci porta a prostrarci davanti a personaggi che per quanto eccelsi nel loro campo, ben poco hanno per esser accostati a Dio.

La letterina del sabato 21 novembre / La Littirine de lu sabbete vintun’a di nuvembre ddumil’e vvinte

Care Amiche e cari Amici,

c’è una cosetta simpatica che vi voglio confessare senza star a pensare se può sembrarvi ridicola. Ogni sera viene interrotta l’erogazione dell’acqua potabile e ogni mattina successiva viene ripristinata. Mi chiedevo e vi chiedo: ma tutta l’aria che passa nei tubi non fa girare i nostri contatori così alla prossima bolletta pagheremo l’aria come l’acqua? L’aria e l’acqua sono due beni preziosissimi, forniti gratuitamente dal Padreterno. Ma noi uomini, in certe cose, abbiamo dato retta più a Satana che al buon Dio e misuriamo quasi tutto se non tutto coi soldi, poveri noi. Ora, che l’acqua abbia un costo e che non costi poco lo sappiamo. È una cosa difficile da accettare, ma è così. Però l’aria, fino ad ora, non l’abbiamo mai pagata. Il conto non lo so fare e penso che nessuno di voi riesca a farlo. Per poco o molto che sia, con una interruzione e un ripristino al giorno, quella parte dell’aria che arriva in casa nostra dentro i tubi sappiamo che costa quanto l’acqua potabile. E non è per niente poco, per poco che sia.

La letterina del sabato 14 novembre / La Littirine de lu sabbete quattordice di nuvembre ddumil’e vvinte

Care Amiche e cari Amici,

domani si celebra la “IV Giornata Mondiale dei Poveri”, voluta da Papa Francesco, quello che alcuni amici miei definiscono “un Papa che sbaglia” addirittura “un comunista”. Oh, ma quanto ci piace far polemica pensando di esser intelligenti senza accorgerci di quanto siamo stupidi e di come lo dimostriamo dicendo certe cose. Quanto danno ha fatto il populismo che alcuni credono sia il massimo della libertà di espressione quando invece è il punto più vicino all’oppressione.

Accantoniamo le chiacchiere e fermiamoci a riflettere sul tema vero di questa giornata.

La letterina del sabato 7 novembre / La Littirine de lu sabbete sette di nuvembre ddumil’e vvinte

Care Amiche e cari Amici,

siamo tutti preoccupati per la pandemia che ha ripreso forza anche grazie alle spinte che con la nostra leggerezza le abbiamo dato. Ci sono ancora quelli che dicono che si tratta di uno scherzo, che è solo una grande manovra per schiavizzare il popolo italiano, che non esiste nulla se non un po’ di raffreddore. Sarà! Bisogna però guardare alla realtà, senza chiacchiere. Non è un gioco virtuale, non è una finzione, non è un grande inganno. Qualcosa è. Conosco medici (medici veri) che sono molto allarmati e che non alimentano speranze immediate né autorizzano facili consolazioni. Anzi, il timore, il terrore è che quando le temperature si abbasseranno di 8/10 gradi le cose si potrebbero mettere molto male.

Letterina del sabato 31 ottobre 2020 / La Littirine de lu sàbbete trentune di uttobbre ddumil’e vinte

Care Amiche e cari Amici,

mi sto sforzando, come tutti voi, di mettere ottimismo in questi giorni non facili che sembrano esser i primi di altri difficili e molto difficili. Perciò cerco di dare risposte positive a certe domande. Preferisco fare la figura dello stupido piuttosto che essere troppo disinvolto nella distrazione e nella indifferenza. 

Sabato scorso, 24 ottobre, ho trovato il mercato in piazza. La sera precedente, visto quel che era stato già deciso e che si stava per decidere, ero convinto che il mercato non ci sarebbe stato.

La letterina del sabato 24 ottobre / La Letterine de lu sàbbete vintiquàttre di uttòbbre ddumil’e vvinte

Care Amiche e cari Amici,

domani potremo celebrare la Festa della Venuta di San Pantaleone. Il programma non sarà pieno delle cose che l’hanno caratterizzata negli ultimi decenni. Ma sarà comunque festa. Ci saranno le Sante Messe al Santuario e la Santa Messa solenne con la reposizione della statua al tramonto. Ci sarà la banda. Ci saranno spari di bombe e fuoco d’artificio. Non ci sarà il mercato né ci sarà lo spettacolo serale che manca già da qualche anno. Non c’è Comitato Feste e non c’è stata la questua casa per casa. Ma potremo, dovremo anche stavolta dare il nostro contributo versandolo in piazza dove sarà presente un gazebo della nostra Pro Loco che si è caricata l’organizzazione anche di questa festa.

Sarà una festa incompleta, è vero. Avrebbe potuto essere piena se fossimo stati più attenti.

La letterina del sabato 17 ottobre / La Letterine de lu sàbbete diciassette di uttobbre ddumil’e vvinte

Care Amiche e cari Amici,

aspettando di sapere come potremo festeggiare la Venuta di san Pantaleone in questo anno a suo modo indimenticabile, arriva un doppio appuntamento che meriterebbe tanta della nostra attenzione. Temo invece che non ci saranno post sui social. Non ci saranno neppure accenni nelle chiacchierate di questo fine settimana Oggi infatti si celebra la “Giornata mondiale contro la povertà” e domani la Chiesa Cattolica celebra la “Giornata Missionaria Mondiale”, quella che da bambino ho sempre conosciuto come la Domenica delle Missioni.

La letterina del sabato 10 ottobre / La Letterine de lu sàbbete diece di uttòobbre ddumil’e vvinte

Care Amiche e cari Amici,

anche se stanno aumentano i numeri dei contagi il pensiero va già alla festa della Venuta di san Pantaleone. Mancano due settimane all’arrivo di questa che è la più miglianichese delle feste tradizionali. Sappiamo che non sarà come gli altri anni. Importante è che ci sarà, come sarà possibile lo vedremo. Il fatto che ci sia è quello che conta perché significa tanto e non dobbiamo spiegarcelo tra di noi. 

La settimana prossima spero di poter condividere l’annuncio della festa. Nell’attesa non è il caso di azzardare commenti.

Un commento invece è il caso di farlo in merito ad una polemica che va avanti da non poche settimane, che ogni tanto torna vivace e che tornerà a far girare post e altre cose del genere in vista del 4 novembre. Al centro della polemica c’è ancora la nuova piazza.

La letterina del sabato 3 ottobre / La Letterine de lu sàbbete tre di uttòobbre ddumil’e vvinte

Care Amiche e cari Amici,

sapevamo da tempo che il market di via San Giacomo avrebbe cambiato gestione. Eppure quando è successo ci siamo ritrovati tutti con lo stesso pensiero. Nessuno ha pensato ad un’attività che resta aperta, che diventa più grande o più piccola, che cambia qualcosa ma che non cambia l’assetto commerciale di Miglianico. Tutti abbiamo pensato “Nando chiude”. Sembra niente ma è storia. Quando un nome significa da solo il luogo e l’attività, vuol dire che è entrato nella storia locale. Market nessuno lo ha pensato e l’ha detto da quarant’anni a questa parte, fino al 30 settembre scorso, senza abbinarci il nome di Nando, al secolo Nando Anzideo. Ma c’è di più.

Buon Compleanno!

Oggi è festa per “Viva Miglianico”, per i miei ventitré lettori e per chi ama la libertà. Festeggiamo i primi otto anni di vita. È sempre bello fare festa. È giusto far festa quando si possono contare traguardi come questo. Il trenta settembre di otto anni fa nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulla nostra longevità. Ma tutte le cose che nascono per provare a far qualcosa di buono hanno un’energia che non si esaurisce facilmente.

La letterina del sabato 26 settembre / La Letterine di sàbbete vintisèi settembre ddumil’e vvìnte

Care Amiche e cari Amici,

come pensavo e come ho serenamente anticipato, il SI ha prevalso nella consultazione referendaria di domenica scorsa. A Miglianico, che è quel che ci interessa, ci sono stati 1318 SI e 401 NO. Ognuno ha potuto fare e può ancora fare la sua analisi e le valutazioni del caso, se vuole. Sinceramente, anche sulla scorta del risultato registrato che testimonia quel che è la situazione anche qui, penso che pochissimi avranno fatto analisi e valutazioni. Ne faccio una semplice, specificando che ho votato NO con convinzione e senza far caso a chi propagandava (non se n’è accorto nessuno) il Si e il NO. L’analisi è che, come accade da molto tempo, Miglianico si colloca nella media dei risultati, non siamo una eccezione, siamo nel gregge. La valutazione è ottimistica: ci sono ben quattrocentouno Miglianichesi che hanno saputo resistere alla corrente restando fermi nel loro convincimento, pur sapendo di non poter salire sul carro dei vincitori, peraltro già troppo affollato e non proprio di buona compagnia.

La letterina del sabato 19 settembre / La Letterine di sàbbete diciannòve settembre ddumil’e vvìnte

Care Amiche e cari Amici,

se n’è andato Giuliano Cicchitelli, un uomo buono, un lavoratore, amico di tutti e sempre pronto a dare una mano senza chiedere mai niente. Se n’è andato un personaggio di questo paese che in quest’anno strano e maledetto perde un’altra fetta di bontà. Ci stavo pensando in chiesa durante il funerale di Giuliano, e son felice che ci fosse tanta gente, una cosa bella che mi ha rasserenato. Stavo pensando che, è vero, succede tutti gli anni, ma quest’anno, quando ho saputo che era morto anche Giuliano, mi è sembrato che veramente un destino cattivo e senza pietà mi sta togliendo tante ricariche di bontà, non solo a me ma penso a tutta questa comunità.

La Letterine di sàbbete dùdice settembre ddumile e vvìnte / La letterina del sabato 12 settembre

Car’Amiche e car’Amìce,

ùje è la feste de lu Nome di Marìje. Buon onomastiche a le nostre Marije, Marielle, Mariette, Mariucce, Marianne e a tutte le Donne che tènne nu nome cumposte pure da Marìje.

L’atru jire sta rubrichette ha fatte quattr’anne. Nn’è jè tante ‘mbacce a ‘na vita sane ma mànghe poche se une fa conte la realtà che jè stu spàzie di libbertà e cchiù ancòre rispètte a lu serràje de la realtà virtuale che jè velòce e che altrettànte alèste nasce e more. ‘N’zo fatte ma’ lu conte pricìse di quante n’ha state ste Letterin’a nustre: fusse na curiosità sole statistiche. Poche o nijente cagnèsse pe’ lu valutà sta nostre avvetur’epistulàre. Però a penza’ ca n’ha state alemène dducènte, in realtà n’ha state sicure di cchù, mi fa’ pinzà c’ha state tante le cose che le Letterine ha fatte sapè a le vintitrè litture a’mì. Ugne come hanne state accolte, stète sicure ca pe’ mè ha state addavère na ggioje a scrìvele e n’onòre a saperv’attenti a lèggerle.

Mò vùje pruvà a fàrve nu regàle che, a lu trumènte, è nu mode di dà ‘n’indentità cchiù forte a sta currispundènza nostre, pruvènne conciò a dà rette a li suggiurimìnte e a le preziose indicazioni che ci hanne dispenzàte quand’hanne prisintàte lu lìbbre di Margherite Anzellotte (di Pucètte). Haja pruvà, pe mò, e , si c’ariesce, da mò e pe’ dope, a scrive ugne vote ‘na Letterine bilingue, cioè in Italiane e nghè lu Mijanichèse, ‘na “lingua minoritaria” ma sempre ‘na lingua parlàte (e poche scritte) che esiste e che jè cunusciùte, alemene da ‘na bbella pùche di nu.

La letterina del sabato 5 settembre

Care Amiche e cari Amici,

siamo alle soglie della Festa della Madonna delle Piane, quella dell’8 settembre, che, nella nostra tradizione locale, segnava (e segna ancora) la chiusura dell’estate e l’ingresso nella stagione della raccolta dell’uva e poi delle olive. Di questo appuntamento, particolare e solo miglianichese, vi ho già parlato. In questo anno straordinario non è della festa che si potrà ragionare perché non è nella festa che si potrà sperare. Val però la pena di richiamare quello che l’indimenticabile Margherita Anzellotti ha scritto e che è stato poi riportato accuratamente nelle pagine 54/56 del libro di recente pubblicazione “I racconti di Miglianico”. Lì è narrata la Festa della Madonna delle Piane non molto lontano anche se molto meglio di come provai a mia volta a raccontare. Sono pagine che scuotono emozione intime difficili da illustrare. Manca nella pregevole narrazione della nostra Margherita quella notazione che mi permetto di riproporre qualora ai miei ventitré lettori dovessero aggiungersi per un capriccio della sorte uno o più tra quelli che decidono le nostre cose ad un certo livello.

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