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La letterina del sabato 15 dicembre

Care Amiche e cari Amici,

con le feste della gioia che di avvicinano non sarebbe il caso di trattare cose penose. Raccontare quel che accade a Miglianico purtroppo comporta anche questo. Non è colpa nostra, cioè la responsabilità della vicenda penosa non è né vostra né di chi vi scrive. La colpa è dell’”insieme-che-divide”. Il sodalizio-nuovo-fatto-di-vecchio ha pensato di far qualcosa in più rispetto agli pseudo-anonimi del sedicente Comitato “Salviamo la Piazze Umberto I”.

La letterina del sabato 8 dicembre

Care Amiche e cari Amici,

siamo entrati nelle festività natalizie. La vigilia dell’Immacolata Concezione con i suoi riti religiosi, folclorici e gastronomici ci avvia a tutte le altre feste che dureranno fino all’Epifania, il 6 gennaio del prossimo anno.

Come al solito sono state le forze migliori della nostra Comunità a darsi da fare per organizzare qualcosa di buono. 

La letterina del sabato 1 dicembre

Care Amiche e cari Amici,

la settimana dei miracoli appena trascorsa mi aveva sinceramente fatto sperare che qualcosa di buono, sul piano civico, si stesse muovendo.

Forse mi sbagliavo. Eppure sono certo che non è stata una illusione. 

Però non ho tenuto conto che ci sono concittadini che pur di fare polemica non guardano proprio a niente, a partire dalla propria dignità di persone impegnate nelle associazioni. 

L’insieme-che-divide ha deciso di pubblicare un manifesto che, non solo a me in verità, ha dato la netta impressione che fosse un altro di quei manifesti semi-anonimi a cui ci aveva abituato il sedicente Comitato “Salviamo la Piazza Umberto I”, nella ingloriosa fase di ostruzionismo alla riedificazione del Municipio.

Il contenuto del manifesto è quello che è. Lo giudicheranno i Miglianichesi.

La settimana dei miracoli

In una sola settimana, anzi, in un po’ meno di una settimana, a Miglianico si sono susseguiti tre o quattro piccoli miracoli. È stato quasi uno sciame sismico di un bel terremoto che ha scosso la nostra Cittadina. 

Ovviamente non si è trattato di prodigi dovuti all’intervento divino. Sono stati eventi straordinari ma solo sul piano della vita locale, miracoli civici se così si possono definire.

La letterina del sabato 24 novembre

Care Amiche e cari Amici,

oggi vi invito all’Opera. O meglio, vi estendo l’invito che ho ricevuto come tanti altri. Signore e Signori, andiamo ad assistere al “La Traviata”, la più celebre opera di Giuseppe Verdi, a sua volta il più grande tra gli autori del genere melodrammatico. Ci vediamo alle 20,30 italiane, nell’Auditorium “Don Vincenzo Pizzica (Chiesa di San Rocco) a Miglianico.

Ad esibirsi per tutti noi ci sarà l’Orchestra Giovanile “C. Monteverdi che accompagnerà il soprano Mariarita D’Orazio, il tenore Nunzio Fazzini ed il baritono Alessandro Pento. Il direttore d’orchestra sarà il Maestro Fausto Esposito. La voce narrante sarà quella di Enrico Beruschi, che molti di noi ricordano come attore comico ma che da anni si dedica egregiamente al mondo del melodramma e del teatro sia come attore si come regista. 

La letterina del sabato 17 novembre

Care Amiche e cari Amici,

mangiare merda” è capitato a tutti, non solo metaforicamente, cioè non solo dovendo ingoiare insulti, abusi, soprusi e amarezze. È letteralmente capitato a tutti di mangiare vere e proprie porcherie. Lo abbiamo fatto quando ce le hanno propinate con perfido inganno ristoratori e negozianti avidi e poco rispettosi della salute altrui. Lo abbiamo fatto anche quando siamo andati noi stessi, con tutta la nostra prosopopea di intenditori, a ordinare portate nei luoghi di ristoro o far la spesa, scegliendo prodotti fatti per ingannare e effettivamente pieni di …inganno. 

Ogni tanto qualche trasmissione televisiva più seria di altre ci fa vedere cosa capita ad andar per certi ristoranti o in determinati supermercati o negozi alimentari che pure hanno blasone e nomi di tutto rispetto.

La letterina del sabato 10 novembre

Care Amiche e cari Amici,

l’aria profuma di caldarroste. Siamo già avvolti dal caldo abbraccio che la nostra instancabile Pro Loco ci dà con l’ennesimo grande evento organizzato quest’anno: “Novello e Castagne 2018”. 

Attorno a questo appuntamento ormai tradizionale e atteso da molti, dentro e fuori Miglianico, ruotano le chiacchiere su quel che avviene invece più dentro che fuori dalle mura cittadine.

Prima però devo segnalarvi che domani, domenica 11 novembre, ci sarà una festa semplice ma importante: noi che siamo nati nel 1958 ci riuniremo per festeggiare i nostri gioiosi 60anni. Una Santa Messa, un’allegra conviviale con musica e danze. Poi rimarranno le foto e l’appuntamento alla prossima occasione, tra soli dieci anni.  

La letterina del sabato 3 novembre

Care Amiche e cari Amici,

prima di parlarvi di quel che sta per accadere presto e molto più in là voglio tornare a quel che è accaduto. Trattenere un commento può apparire inutile, perché quando lo si manifesta questo tempo accelerato lo respinge come non avesse più posto nei suoi vagoni. Invece così non è. 

Tutti si sono lanciati nel commentare l’evento più emozionante vissuto nello scorso fine settimana, cioè la inaugurazione e la benedizione delle nuove porte del nostro Santuario. Lo hanno fatto a ragione. È vero anche che si è scelto di far apparire quel che si avviava a essere il tono prevalente, cioè positivo ed elogiativo, mantenendo nel colloquio privato critiche, scetticismo, dubbi e qualche malignità. Il conformismo è una pressa ancor più inesorabile in questa epoca dei social.

La letterina del sabato 27 ottobre

Care Amiche e cari Amici,

questo fine settimana di fine ottobre è denso di momenti importanti per la nostra Miglianico.

Stasera verranno inaugurate le nuove porte del Santuario di San Pantaleone. L’opera, annunciata un paio di anni fa dal nostro amato Parroco, don Gilberto, arriva con un piccolo ritardo più che giustificato sia dal fatto che si tratta di opera che non può esser improvvisata né raffazzonata alla bell’e meglio sia dal fatto che, forse, la volontà della nostra Comunità nel fornire l’indispensabile sostegno economico all’iniziativa non è stata veloce e concreta come forse ci si aspettava. Sarei tentato di dire che avevo ragione quando un paio di anni fa segnalai alcune cose, ma ora non ha più importanza.

La letterina del sabato 20 ottobre

Care Amiche e cari Amici,

la montagna ha partorito il classico topolino. Quelli dell’insieme-che-divide avevano annunciato grandi rivelazioni su una vicenda che, in tempi di dignità e di serietà, avrebbe richiesto semplicemente delle scuse per un piccolo disguido organizzativo addebitabile tutto per intero a chi aveva promosso quella iniziativa, cioè a loro stessi, in particolare a uno di loro. Invece, i nostri signorotti, solerti allievi del maestro di vittimismo che li ha radunati tempo fa e docili al comando del loro gran manovratore, hanno scelto la polemica. 

La letterina del sabato 13 ottobre

Care Amiche e cari Amici,

solo chi fa può sbagliare. È vero. Comunque è meglio fare. Poi si viene criticati, si viene derisi, a volte anche calunniati da parte di chi al fare preferisce il giudicare senza aver mai fatto nulla. È sempre accaduto, continuerà ad accadere. Il fare però deve essere accompagnato da consapevolezza, da serietà e da voglia di esser positivi. A volte questo non accade e le critiche allora sono giustificate, anche se vengono da fannulloni capaci solo di far passare il vento tra i propri denti. Peggio è per chi pretende di ergersi a migliore degli altri, più capace, anche più umile (in modo farisaico e falso) o più autorevole e poi, nel fare io proprio, mostra la sua vera faccia, quella nascosta dalla maschera d’occasione, quella appunto dell’ipocrita. 

La letterina del sabato 6 ottobre

Care Amiche e cari Amici, 

avevo programmato di dedicare questa Letterina ad un altro appuntamento che celebra il nostro rapporto ormai duraturo. Infatti, alla fine del mese scorso questo spazio di libertà ha compiuto 6 anni, tutti filati senza interruzioni. Da quel fine settembre del 2012 son passati tanti giorni, tantissimi fatti e i tanti racconti e i commenti che avete potuto leggere qui. Un tale anniversario meritava una Letterina tutta intera. Invece no. 

Come talvolta accade, gli eventi arrivano come palle da bowling e spazzano via quel che si era sistemato. Sicché dovrò trovare un’altra occasione per celebrare il compleanno di “Viva Miglianico”. Poco male. Il tempo nulla toglie a questa forza. 

Ieri pomeriggio, mentre già si faceva sera, sono andato in Chiesa perché c’era la Santa Messa in suffragio dell’anima dell’indimenticato Remo Coletta, per tutti noi Padre Remo. Se n’è andato vent’anni fa. Come si dice, sembra ieri. Non è così. Il tempo è passato davvero. Il ricordo invece è vivissimo e distorce la visione del calendario che ha segnato il passato.

La letterina del sabato 29 settembre

Care Amiche e cari Amici,

scrivo poche righe perché questa Letterina celebra sé stessa e quindi anche Voi.
Sono passati da poco due anni dalla prima Letterina del sabato, scritta per Voi il 10 settembre del 2016. Ho iniziato questa rubrica allora e, sinceramente, mi rendo conto che due anni sono fatti di tanti appuntamenti e di tanta puntualità. Sono ormai centodieci o qualcuna in più le Letterine che Vi ho indirizzato da questo spazio di libertà, visto che ho dovuto aggiungere uno o più post-scriptum o dei seguiti a quelle pubblicate. La nostra non è una corrispondenza in senso stretto ma ho la certezza che Voi avete letto con la stessa cadenza e con la stessa puntualità che ho messo nell’inviarvela, settimana dopo settimana. E questo rende la nostra una corrispondenza vera.
Grazie di cuore.

La letterina del sabato 22 settembre

Care Amiche e cari Amici,

questo fine settimana porta non poche notizie, tutte degne di commento. Ne scelgo solo alcune, sperando di avere tempo e modo per non lasciare nel dimenticatoio le altre.

La prima è quella che sembra la più lontana nel tempo e nello spazio. Pare sia stato deciso, finalmente, che voteremo il 10 febbraio 2019 per il nuovo governatore e il nuovo Consiglio regionali. Che la data sia questa è un fatto che deriva da atti pubblici. Che resti questa è tutt’altro fatto. Comunque avremo non pochi effetti, anche a livello comunale, alcuni già prevedibili altri decisamente insospettabili.

La letterina del sabato 15 settembre

Care Amiche e cari Amici,

anche nel nostro piccolo ci deve essere una gola profonda. Solitamente questa figura, a metà tra la spia e il burattinaio, viene evocata in scenari complessi e quindi più ampi di un territorio comunale. Sono gli scenari in cui si intrecciano politica e affari con contorno di personaggi che dal buio emergono quasi fossero veri deus ex-machina. Da noi, al massimo, dovrebbe scatenarsi - si è scatenata - la ricerca dell’anticipazione sulle candidature alle prossime elezioni regionali o sulle possibili collocazioni di singoli soggetti o gruppi. Parlare di prossime elezioni potrebbe trarre in inganno, perché che siano le prossime in senso letterale è certo. Che si voglia intendere per prossime quelle che stanno per arrivare, cioè che sono vicinissime, è ancora da verificare, visto che non ci sono altro che illazioni, proteste (giustificate), aspirazioni, timori, manovre ma nessun atto certo che sia seguito alle dimissioni del governatore D’Alfonso.

La cura delle cose care

La Festa della Madonna delle Piane è stata l’occasione per ammirare i lavori appena compiuti in quella piccola Chiesetta tanto cara non solo ai Concittadini della omonima contrada. Una appropriata ritinteggiatura, la sistemazione delle luci interne, la collocazione di un incorniciato sull’altare capace di dare risalto al quadro della Vergine col Bambino che attende, come ha anticipato il nostro Parroco, don Gilberto, di avere a sua volta una vera cornice, il risanamento delle parti ammalorate per umidità, anche la riparazione dei gradini di accesso hanno reso molto bella dentro e fuori la Chiesetta posta sulla riva del Foro.

La Parrocchia non trascura dunque i suoi edifici. Ma i lavori da fare sono sempre tanti e quasi sempre hanno costi di una certa importanza.

La letterina del sabato 8 settembre

Care Amiche e cari Amici,

in questi giorni ci si prepara alla riapertura dell’anno scolastico e si attende di capire se il Sindaco e la maggioranza intendano fare chiarezza dopo i recenti attacchi dell’opposizione di “salvate progetto insieme affidati ai manifesti scritti dalla mano trinitaria che tutto sa e tutto illumina. Pare che gli scout di questa opposizione tutta nostra siano stati visiti sotto i ponti a caccia di allarmi capaci di fare scandalo e clamore. Non è che non li hanno trovati, è che non sanno quali sono i ponti del Comune, perché quelli di competenza di altri enti a loro non interessano, così come tutte le cose che non sono buone a fare un po’ di facile populismo.

La letterina del sabato 1 settembre

Care Amiche e cari Amici,

sappiamo tutti che la realtà spesso supera la fantasia. Voglio raccontarvi un piccolo siparietto di vita quotidiana che avrebbe potuto essere invece una scena di un film alla Cetto Laqualunque. Qualche giorno fa in un angolo di un centro abitato vicino al nostro, sono arrivati quasi uno dopo l’altro due automezzi: stessa marca, stesso modello, stesso colore.

La letterina del sabato 25 agosto

Care Amiche e cari Amici,

devo mantenere una promessa fatta martedì scorso. Al termine della bella serata svoltasi alla Casa delle Monache con la proiezione del film “L’ora legale” un’Amica mi ha chiesto il perché di certe assenze. Lei le riteneva volontarie. Le ho risposto su due piedi, mentre andavo via, che forse si trattava di un boicottaggio. Mi ha inseguito la sua domanda: <Ma è giusto?>. <Leggi la Letterina di sabato>, questa è la risposta che le ho lasciato insieme ai salutiMantengo la promessa.

Le assenze notate dalla mia attenta Amica sarebbero quelle di certi Concittadini che, proprio per il ruolo che si stanno ritagliando o che hanno già, avrebbero dovuto essere presenti non solo a quella serata ma anche alle due che l’hanno preceduta il 10 ed il 13 agosto. Ora, chi ha provato a ridipingersi utilizzando i colori istituzionali della Regione Abruzzo sotto una sigla scritta e sorretta da tanto vecchio modo di pensare e di essere, avrebbe effettivamente dovuto esserci. Se si predica lo stare insieme, il fare comunità, l’ascolto dei Cittadini e altri proclami simili si deve partecipare a certi eventi pubblici. Quantomeno si deve esser rappresentati così da poter sapere e capire. Soprattutto in modo da poter essere testimoni veri di quel che si va affermando. Se uno è consigliere comunale, soprattutto di opposizione, deve esserci per sapere e per capire cosa si sta facendo di un’opera pubblica appena inaugurata, in particolare quando su di essa si vanno accampando meriti di primogenitura. Se si è esponenti di partiti politici locali si deve esser presenti. Se lo si è di partiti di un certo orientamento si è moralmente obbligati ad essere presenti e ben riconoscibili, meglio ancora, bisogna essere partecipi e quasi protagonisti visto che in una serata di è parlato di Shoah e in quella più recente di legalità e pubblica amministrazione. Sul caso della nascita della Miglianico Tour, oggetto della serata del 10 agosto, credo che il richiamo al senso di vergogna per gli assenti volontari sia stato già opportunamente espresso nella Letterina di sabato scorso. Che poi loro abbiano un senso della vergogna andrebbe ben indagato. L’aver ascoltato, grazie ad una manina amica, le parole che il mio Amico Nicola Mincone ha pronunciato in occasione della cena fatta qualche giorno dopo la Miglianico Tour, mi ha confermato il pregiudizio e l’avversione preconcetta che anche lui ha suggerito a chi, insieme a lui, avrebbe dovuto esser invece presente al racconto della nascita della nostra Miglianico Tour e dell’ADESPossono rigirarla come vogliono, hanno sbagliato alla grande. Il vittimismo che alcuni vanno esibendo aggrava la loro posizione sul piano sociale e morale.

È vero, in uno scenario politico dominato non più dalla ragione e dal ragionamento ma solo da facili slogan, forse è anacronistico pensare che certi soggetti debbano dedicare tempo e buona volontà per esser almeno fisicamente presenti a certe manifestazioni. Ciò non toglie che chi ama ancora il confronto, il ragionare, la proposta e la critica come strumenti della politica non può che condannare la stupidità di chi pensa di esser protagonista politico attuando il boicottaggio di tutto quel che viene realizzato. In altri tempi la mancata presenza ad eventi marcatamente partitici era giustificata per evitare che l’avversario potesse vantare il successo dei numeri e anche perché, cosa molto più importante, metteva allo scoperto chi si mostrava in quei momenti accettando il rischio di essere classificato come appartenente all’altro partito. Ma erano i tempi delle contrapposizioni frontali, comunque molto più civili di quelle attuali, determinate da gigantesche divisioni mondiali. 

Il boicottaggio, come insegna la storia legata alla stessa etimologia del termine, è un’azione forte che va riservata a momenti forti, altrimenti diventa un atteggiamento sciocco e inefficace. Il più delle volte è la scusa per nascondere il disimpegno, la pigrizia sociale, la propria insulsaggine e anche un po’ di vigliaccheria politica. Ad esempio l’averlo attuato il 10, il 13 e il 22 agosto scorsi non ha portato frutti a chi lo ha deciso, perché le manifestazioni programmate hanno avuto un grande successo. Questo stupido tentativo di far fallire quel che è stato promosso e organizzato non da un partito avverso ma dal gruppo che si occupa di cultura locale è stato frustrato anche dal fatto che le assenze sono state notate negativamente e non come elementi di protesta o di evidenza di eventuali problemi.  

Tra tutti quelli recenti, pensati dagli stessi cervelloni, il boicottaggio peggio fatto e ancor peggio riuscito è quello che il sedicente Comitato Salviamo la Piazza Umberto I ha portato avanti cinicamente e spietatamente, senza alcun rispetto per Miglianico e i Miglianichesi, contro la riedificazione del Municipio. L’opera, il suo finanziamento, il suo progetto e la sua realizzazione erano e sono legittimi, trasparenti, validi, ineccepibili. Al sedicente coordinatore del sedicente Comitato interessava colpire il Sindaco e l’Amministrazione comunale. Sperava, voleva che un incidente di percorso, un’indagine, un piccolo scandalo locale potessero portare alla interruzione della consiliatura comunale, così da poter assaltare il palazzo per rioccupare le mai dimenticate poltrone. 

Care Amiche e cari Amici, ho scritto più volte di questa vicenda e ho più di una volta anticipato quel che non potevo comunque scrivere in chiaro. Oggi è lo stesso sedicente coordinatore del sedicente Comitato che mi danno la prova provata di quel che ho annunciato e ora posso scrivere. Nicola Mincone ha fatto anche un esposto alla Magistratura per colpire il Sindaco. Proprio lui che era contrario alle denunce, anche quelle davvero inevitabili, quando era all’opposizione, proprio lui che non avrebbe denunciato neanche Totò Riina anche se lo avesse trovato in flagranza di reato, proprio lui che non è stato denunciato e ha evitato a modo suo fi farsi denunciare anche quando potevano esserci i motivi per chiedere alla Magistratura di verificare certi passaggi amministrativi, proprio lui che continua a vantarsi di essereamico di tutti ha preso carta e penna e ha fatto una denuncia alla Procura della Repubblica. Lo ha fatto e non lo ha detto. Ha preferito una denuncia al confronto pubblico, aperto e trasparente. 

Gli è andata male, molto male. La Magistratura competente ha archiviato la denuncia. Vuol dire che le loro chiacchiere erano tutta fuffa. Come erano tutta fuffa le trovate archeologiche e i colpi a effetto sparati dal balcone di un ben noto palazzo signorile. Solo oggi Nicola Mincone ammette di aver fatto la denuncia. Chissà perché lo annuncia solo oggi. Forse c’è dell’altro che sta per accadere. Oggi scrive che non condivide la posizione del Magistrato. Aggiunge che la rispetta ma potrebbe far riscorso perché è convinto che il Magistrato abbia sbagliatoProva a elevarsi a eroe spiegando che nopropone ricorso per evitare danni alla Cittadinanza (altri danni, dovrebbe ammettere). Poi scrive altre cose senza costrutto solo per provare a giustificare quel che ha fatto. Chiacchiere. 

Una cosa è grave, oggi più di ieri. Continua a sostenere ipotesi e a rivolgere accuse senza proporre, anzi rimangiandosi, senza accettare quel che avrebbe dovuto e che dovrebbe fare: un confronto pubblico con il Sindaco e con i Miglianichesi su questo argomentoE perciò continua a non mostrare prima di tutto di che comitato si tratta e chi ne fa parteMa a lui, al sedicente Comitato che lui dice di coordinare, il confronto e la ricerca della verità evidentemente non interessano. 

Dopo questa ulteriore sconfitta decretata dalla Magistratura competente al mio Amico Nicola Mincone resterebbe da uscire allo scoperto, presentando il Comitato, la sua costituzione, i suoi aderenti e dirigenti, la raccolta di firme sempre sbandierata e mai esibita, le carte, i progetti alternativi e anche i testi delle denunce inviate. Ma questo atto di chiarezza e di vera trasparenza non ci sarà.     

Allora, a questo punto, dopo tutto il danno causato, dopo le acredini e le divisioni create artatamente, dopo la denuncia e la sua archiviazione non resta spazio per il rispetto politico di chi è stato capace di queste cose. Mi spingo a dare un consiglio al Sindaco, pur sapendo che non lo seguirà: da oggi in poi non accetti nessun confronto con Nicola MinconeNon accetti confronti con gli altri due (che tanto non avrebbero mai il coraggio di chiederlo e sostenerlo). Non accetti il confronto su questo specifico argomento con Miglianico insieme che è l’ultima creatura del duo Nicola Mincone-Dino De Marco. Li lasci perdere e parli con i CittadiniIl Sindaco dedichi il suo tempo a completare le opere e a confrontarsi casomai con le forze di opposizione nei modi previsti dal regolamento comunale. Dedichi ancora più tempo a informare i Miglianichesi. Così diraderà il frastuono delle chiacchiere alzate volutamente e strumentalmente solo per distrarre e ingannare i Miglianichesi. Così potrà aiutare tutti capire cosa è veramente successo in questi anni e cosa si sta facendo icerte stanze prima di allestire belle parole da esporre dietro una determinata vetrina.

Buona Domenica.          

 

La bella estate, la buona estate

Sta già finendo questa estate 2018, carica, come ogni altra stagione, anche di problemi e di disgrazie. L’estate la aspettiamo, la viviamo e la raccontiamo soprattutto perché è il tempo dello svago, del riposo, delle serate colorate di spettacoli, di incontri e tutto quanto fa festa. Grazie all’Amministrazione comunale, al Comitato Feste e, sopra tutti, alla nostra invincibile Pro Loco possiamo già dire che abbiamo vissuto una bella esatte.

Il consuntivo deve attendere la conclusione del cartellone.

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