Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

Novantotto e una sola candelina

“Tanti auguri a te, tanti auguri a te …”. Ieri pomeriggio ero a Messa e pensavo a Te che oggi avresti compiuto 98 anni. Ti vedevo quasi infastidito, come sempre, della festa a sorpresa che ti avremmo fatto stringendoci attorno a te, un po’ invecchiato ma sempre agile e scattante nello spirito e anche nel corpo. Vedevo quel sorriso timido e schivo che segnalava il tuo disagio nell’essere al centro dell’attenzione, capace di esser solo al centro dell’azione. Pensavo che anche oggi nessuno si sarebbe ricordato di te. Avevo gli occhi pieni di lacrime perché mentre don Gilberto leggeva il vangelo che ci ricordava quanto è facile voler bene agli amici e difficile esser “perfetti come il Padre vostro” nel voler bene a chi non ci è amico, mi veniva da pensare che neanche noi tuoi Amici, sempre troppo poco grati, avremmo avuto un saluto per te, proprio oggi, nel giorno del Tuo compleanno, vuoto di ricordi e di preghiere. 

La letterina del sabato 16 giugno

Care Amiche e cari Amici,

l’assenza della nostra squadra nazionale ai mondiali di calcio 2018 ci offre l’occasione di vivere pomeriggi e serate senza dover sapere prima chi giocherà mentre si organizza una cena tra amici e senza calcolare a che ora uscire per non perdersi la partita se, come accadrà anche stasera, la nostra attivissima Pro Loco avrà organizzato una serata interessante in piazza. 

Stasera, infatti, alle 20,30 ci sarà il “Karaoke in piazza” con animazione e stand gastronomici. Domani sera, stessa ora, la nostra piazza sarà animata daTutti in piazza per giocare”, una serata dedicata al divertimento dei più piccoli e delle loro famiglie. 

La letterina del sabato 9 giugno

Care Amiche e cari Amici, 

stasera la nostra Pro Loco ci donerà una prima serata di festa aprendo così il tempo dell’estate.  La “Ciclopedalata in abiti e bici vintage” inizierà alle 17,00 e proseguirà per tutta la serata con animazione e gastronomia in piazza. 

Le attività che gli impareggiabili dirigenti della Pro Loco, guidati dal Presidente-ovunque, l’Amico Tommaso Palmitesta, sono sempre motivo di orgoglio e di vanto per la nostra Comunità. Sono anche l’esempio di come si possa fare qualcosa per Miglianico senza atteggiarsi, senza sgomitare penosamente per mettersi in mostra quando non serve e, quel che è peggio, auto-indicandosi.

Telegramma n. 1

TELEGRAMMA 

MIN-INT - ROMA 

 

MIGLIANICO 3 GIUGNO 2018 - EST SEGNALATA IN PIAZZA UMBERTO PRIMO PRESENZA INDIVIDUI ABILMENTE INFILTRATI IN GRUPPO OPEROSO - STOP - INIZIALMENTE RISULTATI MEMBRI LOCALE CONFRATERNITA SAN PANTALEONE AUT AZIONE CATTOLICA - STOP - SUCCESSIVA FONTE ASSOCIAZIONE DENOMINATA MIGLIANICO INSIEME CLASSIFICA I MEDESIMI COME ADERENTI DETTA ASSOCIAZIONE - STOP - CONFERMASI MIGLIANICO INSIEME EST COSTITUITA DA NOTI PERSONAGGI LOCALI - VIRGOLA - PLURIATTENZIONATI IN VECCHI RAPPORTI - STOP - STOP -

La letterina del sabato 2 giugno

Care Amiche e cari Amici,

oggi come ieri non sarei andato a manifestare pro o contro il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La Presidenza della Repubblica è elemento essenziale della nostra struttura di Stato. Non può essere messa in discussione. Non deve essere oggetto di particolare o occasionale tutela. Deve rimanere al vertice delle garanzie costituzionali senza le quali si amplierebbero inevitabilmente gli spazi per le scorrerie dei prepotenti e si ridurrebbero a niente le speranze per il popolo. Oggi, grazie anche al Presidente Mattarella, festeggiamo serenamente, come ogni anno, il 2 giugno, Festa della Repubblica, a ricordo di quel giorno in cui si tornò a libere elezioni. Prima ci furono elezioni non libere e poi non ci furono più per un bel po’. L’Italia in quel 2 giugno del 1946, dopo tanto sangue sparso, dopo tante distruzioni, dopo tanto odio, decise di essere una Repubblica, organizzata con un sistema di governo fatto di pesi e contrappesi, dove neanche il voto popolare, nel quale pure si esprime la sovranità, ha il potere assoluto.

La letterina del sabato 26 maggio

Care Amiche e cari Amici, 

in questi giorni ho avuto poco tempo per farlo ma non ho dimenticato di dover chiarire e rispondere ad alcuni commenti postati sulla pagina Facebook di questo spazio di libertà. Alcuni di essi hanno confortato ancora una volta la scelta fatta di non avere un mio profilo. È vero, come dicono molti miei Amici, che è comunque utile e che potrei dare un contributo, qualunque sia. È più vero che non ho motivo di incappare in commenti che definire disinvolti è poco. Credo che Umberto Eco abbia colto in pieno il problema complessivo dei social quando ha detto che abbiamo avuto l’invasione degli imbecilli. 

Prima di passare a questo dolce dovere di corrispondenza, segnalo anche a Voi una novità straordinaria. Miglianico Cambia ha fatto un manifesto non per annunciare cose fatte e iniziative avviate né per invitarci alle periodiche riunioni sul territorio, ma lo ha fatto per attaccare i responsabili di un grave danno causato a tutti i contribuenti di Miglianico. Il manifesto riporta cifre esatte e motivi di queste spese non previste ma causate dalle attività messe in campo da sedicente comitato “Salviamo la piazza Umberto I”.

L'insieme che divide (quinta parte)

Cosa sta per accadere, cosa leggeremo sfogliando le pagine patinate del programma di “Miglianico insieme”?

Inutile fare previsioni. 

Inutile perché la trama è stata anticipata. L’associazione che sta per esser presentata, con la gran pompa che serve a stupire e con le belle parole che vogliono affascinare e stordire, altro non è che la base che si va costruendo, la cornice che si sta decorando, il pretesto civico individuato per giustificare un’operazione scontata: l’allestimento della lista da presentare alle prossime comunali e/o eventuali altre candidature, anche il modo di rendere presentabili i meno presentabili dei candidati.

L'insieme che divide (quarta parte)

L’altro personaggio, il campione della perversa sperimentazione alchimistica de “L’insieme che divide” è, ovviamente, il mio Amico, dr. Dino De Marco.

Devo ricordare a chi può averlo dimenticato un fatto non proprio vicino nel tempo ma già capace di delineare alcuni tratti del nostro personaggio. Il mio Amico Dino De Marco, allora componente del Direttivo della Sezione DC di Miglianico, della quale ero segretario politico, organizzò una cena di presunti dissidenti fuori dai confini comunali, per valutare sostanzialmente se ci fossero i numeri per poter conquistare con un colpo di mano la segreteria del partito. La sfida non era al Segretario politico ma al Sindaco, Mario Amicone, che stoppò subito il giochetto. Chi partecipò a quella cena, come sedicente pacificatore? Nicola Mincone. Il loro insieme, quello sì, c’è sempre stato.    

Il dr. Dino De Marco nella primavera del 2004, dopo primarie parzialmente drogate, fu messo, senza alcun merito e con lo specialissimo, grato appoggio di Nicola Mincone, sulla poltrona di Sindaco dall’UDC di Miglianico, del quale ero il Segretario cittadino. Lo preciso perché, almeno formalmente, essendo l’unico titolare della delega per la presentazione della lista, avrei potuto non scrivere il suo nome. Lo preciso perché, mentre stavamo perfezionando i documenti, lui stava poco lealmente componendo una lista con uno stemma civico, che era stato fatto dall’arch. Di Clerico e dal sottoscritto per il 1999.

Dino De Marco in pochi mesi riuscì a trovarsi diviso dalla sua maggioranza. 

L'insieme che divide (terza parte)

Nella terza di questa piccole riflessioni su alcuni effetti della perversa alchimia chiamata “L’insieme che divide”, arriviamo a trattare velocemente di uno dei due personaggi più importanti rispetto a quelli già presentati. I Concittadini (originali e di importazione) illustrati in precedenza, almeno sul piano della nostra piccola storia locale, hanno una dimensione nettamente inferiore ai due le cui rughe non solo fisiche, vengono illuminate in questa nota.

Parlare del mio Amico Nicola Mincone potrebbe sorprendere qualcuno o annoiare chi ha letto con assiduità e serenità le note su questo spazio di libertà. Dirà il solito amico equilibrista che l’immagine che tutti hanno di Nicola è quella di uno senza nemici, attore che sulla scena locale ha interpretato il paternalismo dozzinale e tutto quel che si può racchiudere nello stereotipo del buon Nicola”.

Così non è. 

L'insieme che divide (seconda parte)

Seguendo il consiglio di non pochi Amici che mi strapazzando ogni volta i timpani perché vogliono leggere testi brevi, proseguo nella presentazione dei capitoli di queste piccole riflessioni su alcuni effetti della perversa alchimia chiamata l’insieme che divide.

Ho scritto precedentemente di due primi esempi relativi alla ubiquità politica di alcuni soggetti. 

Trattando di loro e oggi di qualcun altro, siamo ancora nella fase delle divisioni che questo finto insieme sta presentando. Altra cosa sarà il discorso sulle coerenze che usciranno frullate dalla presentazione che verrà fatta nella data di inizio della Blitzkrieg (la guerra lampo) ideata e studiata fin nei minimi dettagli nel corse delle riunioni para-carbonare tenutesi ripetutamente in un noto studio professionale di Miglianico.

I primi dieci anni del Premio Paride Di Federico: una lezione bellissima per i presenti, un aspro richiamo per gli assenti

Ieri sera nella suggestiva cornice della Cripta di San Pantaleone, si è svolta la cerimonia del Premio Paride Di Federico.

Come sempre, da dieci anni, è stata una emozione continua, una bella e profonda emozione che valeva la pena di essere vissuta. 

Il momento più toccante è stato quello della premiazione di una giovanissima poetessa di Miglianico che non ha potuto trattenere lacrime probabilmente non solo di gioia ma di amore per il proprio Nonno per il quale ha scritto questa delicata e intensa poesia:

L'insieme che divide

Nella Letterina di ieri ho avuto modo di raccontarvi un fatto che è stato il piccolo prologo, o meglio, uno degli antefatti di quel che ci verrà presentato tra qualche giorno quando finalmente si paleseranno i protagonisti della costruenda lista “Miglianico insieme”.

La vicenda raccontata ieri è comunque uno degli eventi piccoli e grandi che costituiscono il vero effetto della guerra che quel gruppo di potenti Concittadini sta scatenando: la divisione.

A dispetto del suo moderato nome impresso a colori tenui sulla patinata copertina dietro la quale si celano ancora, i primi effetti sono solo divisivi. Lo saranno anche tutti gli altri, se le premesse sono quelle appena manifestatesi e se le persone sono quelle i cui nomi circolano senza smentite.

La letterina del sabato 19 maggio

Care Amiche e cari Amici,

lo scritto non ha l’immediatezza delle immagini. La sintesi che riesce a dare una buona foto, l’emozione che offre un dipinto richiedono solitamente non poche parole per esser pareggiate nell’efficacia. 

Lo scritto o il parlare (il leggere o l’ascoltare che è esercizio sempre meno praticato) occorrono non poche volte per illustrare le immagini che nella forza della loro sintesi contengono anche i molti rischi di confusione e fraintendimento contenuti nell’immediatezza.

La prima immagine che vi voglio raccontare è quella delle ultime quattro foto pubblicate sul profilo facebook “Salviamo la piazza”, presumibilmente attivato e animato dal sedicente Comitato, rimasto sempre anonimo nella sua interezza, fatti salvi i tre nomi più volte evidenziati anche in sede pubblica. 

Guardandole emergono due elementi, ambedue di una certa gravità.

Post Scriptum alla Letterina del sabato 12 maggio

Care Amiche e cari Amici,

la domenica evidentemente si fanno ancora i compiti a casa. Sono stato sempre contrario a questa tortura e, devo dire, con buon motivo, perché ai tempi del Liceo, tranne che per una materia (la Matematica), non avevamo compiti a casa da fare per il lunedì.

Se però i compiti si devono fare, si fanno.

Ma non si deve copiare.

Copiare, quando non è una necessità inevitabile, è segno di slealtà, di pigrizia, di sfruttamento avventizio del lavoro altrui. Per chi aspira a esser leader non è una bella medaglia da mostrare come vanto.

La letterina del sabato 12 maggio

Care Amiche e cari Amici,

attenti come siete, avrete certamente fatto caso all’improvviso risveglio della politica locale. 

Di solito occorre un richiamo elettorale ravvicinato. Invece questa primavera ha portato questo risveglio. Per alcuni sarà stato inatteso, forse anche un pochettino sorprendente. Chi frequenta questo spazio di libertà invece sapeva e sa che più di qualcosa si stava muovendo. 

I fatti più evidenti sono perlopiù esteriori: due manifesti e l’apertura in pieno centro di una sede. 

La letterina del sabato 5 maggio

La data di oggi non è di quelle che passano così come fosse una data qualunque. Il richiamo immediato alla morte di Napoleone, però, non mi porta lontano da Miglianico. La vicenda del piccolo caporale corso, divenuto imperatore dei francesi e conquistatore di mezza Europa, resta esemplare per descrivere le vicende degli uomini che dal niente diventano qualcuno e poi si trovano con un “ei fu” che, quasi vonomatopeico dello spirare, chiude la loro vita.

Napoleone Bonaparte è stato un personaggio interessante, studiato e conosciuto oltre i doveri scolastici.

La letterina del sabato 28 aprile

Care Amiche e cari Amici,

sta per partire la campagna di primavera dell’invencible armada che è stata allestita dai potentati locali per sfidare l’attuale Sindaco alle prossime elezioni comunali del maggio 2019. 

Abbiamo atteso fino a ieri, senza troppa curiosità la prima mossa di questo coacervo di potenti Concittadini. Finalmente la montagna ha partorito il topolino. Hanno fatto affiggere un manifesto. Poi qualcos’altro verrà: convegni, iniziative e varie attività di propaganda che potranno certamente interessare qualcuno o anche ammaliare qualcun altro. In ogni caso saranno la scusa, o meglio, il pretesto che certi soggetti utilizzeranno per mostrarsi finalmente al fianco degli uni e contro il Sindaco Fabio Adezio.

Ma oggi il fatto certo oggi è uno solo. Il manifesto è un figlio senza genitori.

La letterina... spiegata

Care Amiche e Cari Amici,

ho atteso i classici otto giorni per avere il report di quanto veniva scritto e commentato sui social a proposito della nota dal titolo “Il 18 aprile 1948 a Miglianico”. Tanto ho atteso per valutare, con calma e divertendomi non poco, quel che aveva suscitato il semplice scritto di questo vostro insignificante amico.

I commenti hanno dimostrato che buona parte di chi legge sul web scorre velocissimamente lo scritto, quindi non legge. Qualcuno ha la pessima abitudine di fermarsi al titolo, dedicando, al più, pochissimi secondi alle primissime e alle ultimissime righe di quel che si vorrebbe invece far pensare di aver letto con attenzione.

Cosa dovrei pensare altrimenti constatando che c’è chi ha semplicemente postato solo un generico e banale augurio per il mio Amico Nicola Mincone?

La letterina del sabato 21 aprile

Care Amiche e cari Amici,

mentre manovre e incontri stanno delineando sempre più chiaramente quel che si va preparando sul piano politico locale, siamo pronti a goderci la Festa di San Rocco. È tornata nella sua collocazione naturale, la penultima domenica di aprile, che slitta all’ultima solo quando la Santa Pasqua di Resurrezione cade la terza domenica.

Festeggiamo la tradizionale ricorrenza della scampata peste che colpì anche Miglianico e per celebrare la quale fu eretta la chiesa dedicata al “Beato Rocho pestem fuganti”, come trovavamo scritto sullo stipite del sacro edificio demolito nel 1985.

Il 18 aprile del 1948 a Miglianico

Si votò anche a Miglianico in quel 18 aprile del 1948, giorno in cui gli Italiani, dopo aver riassaporato il gusto della democrazia due anni prima, il 2 giugno del 1946, vennero chiamati ad eleggere il primo parlamento dell’era repubblicana.
Quelle votazioni sono state le più importanti della nostra storia democratica. Votando, le Italiane e gli Italiani hanno deciso di collocare definitivamente l’Italia nel quadrante occidentale dello scacchiere politico internazionale. Hanno affidato la guida del Paese al più grande statista dell’ultimo secolo, cioè ad Alcide De Gasperi, tanto onesto da meritare la beatificazione. Hanno scelto candidate, candidati e programmi della Democrazia Cristiana, che, insieme al Partito Comunista di Togliatti e poi di Longo e di Berlinguer, è stata il pilastro della nostra democrazia e, più di altri, è stata il motore della ricostruzione prima e poi dello sviluppo, perfino del cosiddetto “boom economico” della nostra amata Italia. Hanno garantito soprattutto la libertà, un bene divenuto assai raro nel ventennio precedente.

Joomla templates by a4joomla