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Acta Meridiana - 22

Non ho cambiato idea sulla strategia elettorale da usare nella serata di chiusura. Ma non ho difficoltà ad ammettere che la scelta di “Miglianico Cambia” di tenere unita la piazza ieri sera è stata un azzardo ma è decisamente riuscito. 

Davanti ad una folla di Cittadini accorsi per ascoltare, applaudire, sostenere anche solo per incontrare amici, il Sindaco Fabio Adezio si è presentato come ha sempre fatto in ognuno dei tanti incontri avuti con i Miglianichesi. Non per fare un comizio vecchio stile, non per arringare la piazza ma per ragionare sulla campagna elettorale che si concludeva, per illustrare il consuntivo, per presentare programmi e progetti, progetti veri già visibili, già finanziati, pronti ad essere realizzati.

Acta Meridiana - 21

Si chiude oggi la campagna elettorale. Stasera ci saranno i primi e ultimi comizi in piazza, è una novità storica per Miglianico. Comincerà “Miglianico Cambia” alle 20,30. Poi sarà la volta dell’insieme-che-divide dalle 22,30 a mezzanotte. L’esperienza maturata in non pochi anni di passione politica mi costringe alla constatazione che l’ultima sera è meglio separare le piazze e chiudere in contemporanea i luoghi diversi. Si abbassa la tentazione di dire o far dire cose esagerate e al contempo aumenta la pressione del festoso sostegno verso i propri preferiti. Il dibattito, il confronto, il rispetto sono chiacchiere se si tratta dell’ultima sera. Per quelle cose c’è stato il tempo di tutti i diciannove giorni precedenti. Se non ci fosse stata l’Azione Cattolica parrocchiale non avremmo avuto quel confronto serio, serrato, senza strappi polemici, finalizzato a dire cosa si pensa sui grandi temi oggetto dell’incontro. 

Acta Meridiana - 20

L’attesa per il confronto tra i candidati-Sindaco di ieri sera era grande non tanto per l’assenza dei comizi che devono ancora far la loro comparsa quanto soprattutto per la formula azzeccatissima della serata voluta dall’Azione Cattolica, un nome una garanzia.

Complimenti e ancora infiniti ringraziamenti ai gruppi giovanissimi, giovani e adulti dell’AC parrocchiale per l’eccellente organizzazione, per tutto quel che ci ha trasmesso sia con la scelta delle letture sia con le parole di don Gilberto, per la qualità delle domande, per la impeccabile conduzione da parte del prof. Antonello Antonelli, per l’esempio di servizio, di tolleranza e di accoglienza che sono stati gli elementi fondanti di un evento bellissimo che è stato anche un meraviglioso spettacolo della democrazia.

Cosa è successo? Ognuno la racconterà come vuole. Ma c’è un limite a tutto.

Acta Meridiana - 19

Benché le previsioni meteorologiche non siano proibitive, questa per Miglianico potrebbe essere la prima campagna elettorale per le comunali senza comizi in piazza. Il tempo sta per scadere. Resta, di fatto, la speranza, quindi l’attesa per venerdì sera, la sera del gran finale. Ci sarebbe spazio organizzativo e ci sarebbero forse anche condizioni meteo accettabili già domani sera, una soluzione non ancora annunciata ma che nessuno può ragionevolmente escludere. In ogni caso, siamo, come si dice, ai minimi storici in termini di comizi in piazza per le comunali. È il segno di una evoluzione della propaganda politica arrivata anche al livello delle Comunità più piccole, dove, vuoi per tradizione vuoi per convinzione, i comizi sono stati sempre tenuti nella massima considerazione.

Acta Meridiana - 18

 

Ho rinviato più volte il tema dell’Europa e delle elezioni europee alle quali voteremo domenica prossima. È stato per validi motivi che è accaduto, come i miei ventitré lettori hanno visto ed apprezzato. Qualcuno di quei motivi, rimasto fuori fino ad ora, si è messo davanti anche oggi. Devo farlo entrare, ruberà qualche minuto in apertura di questa piccola nota quotidiana, nulla di più. Approfitto per una doverosa precisazione: non c’è stata e non c’è la ”proliferazione delle Letterine segno che si avvicinano le votazioni”. Chi lo pensa e lo scrive non ha buona memoria. Nel 2014 la frequenza fu la stessa, una nota ogni giorno: una necessità non un capriccio, come appare se si ha l’onestà intellettuale di valutare i contenuti benché non condivisi.

Tra i motivi che si sono messi avanti c’è la “sindrome della catenella”.   

Acta Meridiana - 17

 

Tra i miei ventitré lettori, che sono tutti spiriti liberi ovviamente, ci sono alcuni che amano spesso pungolare, suggerire, sottolineare, ogni tanto, se vedono che dimentico qualcosa. Questa nota dovrebbe essere tutta dedicata ad un evento meraviglioso ma deve fare un po’ di spazio anche a quanto richiesto dai miei attenti lettori.

L’evento meraviglioso è stato l'inaugurazione del Parco Giochi di via Ettore Paolini. È stata una festa gioiosa, colorata dai bambini che, più puri dei loro genitori, non hanno avuto alcun dubbio che la festa fosse solo una festa e non il tentativo di convincerli a votare in un certo modo.

Acta Meridiana - 16

E mo’!? Mo’ le chiacchiere stann’a zero, come dicono ar Tufello.

Ieri pomeriggio c’è stata la inaugurazione, cioè la festa di augurio per la consegna del nuovo Municipio, anzi della Casa Comunale ai Miglianichesi. Festa doveva essere e festa è stata. Una festa di popolo e non di schieramento. Una festa gioiosa, serena, spettacolare, sorprendente come dirò dopo. 

Una organizzazione adeguata e ben strutturata ha messo in movimento hostess, banda, tappeti, accoglienza, viste guidate, tricolori fatti di luci e di fuochi d’artificio. Serviva per far bella la festa, serviva per far funzionare tutto alla perfezione anche la parte non facile della gestione istituzionale. 

Acta Meridiana - 15

Anche il comizio in piazza annunciato per ieri sera non c’è stato. L’insieme-che-divide ha dovuto constatare che le previsioni meteo non garantivano una serata tiepida. Azzardare di utilizzare la piazza avrebbe portato il rischio di veder sparire le persone man mano che la temperatura scendeva. Il mio Amico, Carlo Biasone, non doveva giustificarsi né temere rimproveri, almeno su questo. Ha fatto la scelta giusta. Ripeto che aveva disperatamente, ha disperatamente bisogno di un comizio perché chi attacca di questo ha bisogno, non era un’accusa. Era ed è una constatazione. Gli riconosco un qualcosa che gli va riconosciuto, ha tifosi più caldi di quelli che seguono invece più placidamente “Miglianico Cambia”. È anche vero che l’odio urla più del bene, ma questo è un mio pensiero. 

Acta Meridiana - 14

 

Si sente che siamo entrati nell’ultima settima a di campagna elettorale. I ritmi e la pressione della propaganda per le comunali aumentano sempre di più. Langue o è assente la propaganda per le Europee, il che non è né bello né giusto. Oggi però non posso soffermarmi su questo tema pur se si tratta di cose decisive per tutti noi più di quelle che possono essere decise a livello comunale. L’attualità locale si impone da sola.

Ieri sera sono andato in Sala civica ad ascoltare uno dei due contendenti e la sua squadra, cioè Fabio Adezio e i candidati di “Miglianico Cambia”.

Stasera, salvo complicazioni, ascolterò Carlo Biasone e quelli dell’insieme-che-divide

Acta Meridiana - 13

Devo comunicare ai miei ventitré lettori che stasera non ci sarà l’atteso comizio in piazza. “Miglianico Cambia” ha deciso di modificare il proprio calendario lasciando come data quella di stasera per il centro abitato ma modificando la sede, non sarà la piazza ma la sala Civica comunale. Dovremo attendere domani sera, venerdì 17, per rivivere le sensazioni del comizio in piazza, se l’insieme-che-divide non ci ripensa e dirotta anche il suo appuntamento in Sala Civica. Non amo le previsioni, non le so fare. Ma mi sbilancio. Carlo Biasone il comizio lo farà, ne ha un bisogno assoluto.  

Stasera i due contendenti continueranno a duellare a distanza. “Miglianico Cambia” in centro e l’insieme-che-divide in Contrada Piane San Pantaleone. 

Acta Meridiana - 12

Domani, visto che non pioverà, avremo la gioia di poter assistere al primo comizio in piazza. L’evento è stato annunciato per le ore 21,00 in piazza.

A rompere il ghiaccio sarà “Miglianico Cambia”. Venerdì sarà poi la volta dell’insieme-che-divide.   

Nell’arco di ventiquattr’ore avremo la possibilità di farci un’idea sulla capacità di affrontare il pubblico che hanno i due schieramenti in corsa per le prossime comunali.

Il comizio non è la riunione in un locale. In un luogo chiuso, benché pubblico o aperto al pubblico, non tutti vanno ad ascoltare, per diversi motivi che tutti conosciamo.

Presentarsi in piazza significa avere non solo i propri invitati, non solo quelli inviati dalla controparte, non solo i curiosi che vanno da tutte le parti e neanche quelli che vanno dall’uno e dall’altro per non avere problemi ma avere tutti quelli che vogliono sentire anche senza farsi vedere. Un comizio lo si può sentire e guardare anche senza essere schierato tra il pubblico, perché lo spazio aperto consente alle persone di mettersi in un posto qualunque dove la voce amplificata arrivi chiaramente.

Acta Meridiana - 11

Prima di far una prima capatina nei programmi elettorali depositati in Comune insieme alle liste dei candidati, devo dare ascolto a chi tra i miei ventitré lettori non si accontenta di leggere e commentare ma mi propone dei temi, più precisamente degli spunti da sviluppare. Quando uno ha solo ventitré lettori è contento perché si tratta di persone sincere e disinteressate. Ma deve anche far sì che non diminuiscano per l’abbandono di qualcuno che non trova quel che espressamente ha chiesto.

A chi mi ha ricordato che il mio Amico, Carlo Biasone, usa come slogan cose senza senso reale, come “Ritroviamo l’orgoglio di essere Miglianichesi”, devo rispondere che certe frasi si usano. O meglio c’è chi le scrive per Carlo pensando che possano avere effetti positivi sul piano elettorale. Non valuta, però, fino in fondo che certe cose son genericamente belline ma a volte anche controproducenti se messe in bocca a questo o a quel personaggio che, in un centro non grande come Miglianico, è già conosciuto per la sua storia politica, amministrativa, civica e sociale. Peggio di questo “non-sense” relativo ad un orgoglio che si ritiene perso e che si dovrebbe ritrovare grazie a lui, ci sono le frasi tipo “il sindaco di tutti”, peggio ancora “lui ti ascolta davvero”, perché qui siamo politicamente al millantato credito. 

Su ascolto e condivisione ho già raccontato qualcosa ai miei ventitré lettori. Altro racconterò in seguito. 

Acta Meridiana - 10

I miei ventitré lettori stanno dedicando il giusto tempo alla lettura ed al confronto dei programmi che le liste in campo per le prossime comunali hanno depositato. Oltre a leggere e confrontare si stanno dilettando nella scoperta o ri-scoperta di aspetti che sono anche divertenti, parlo di elementi contenuti nel documento elaborato dai cervelloni dell’insieme-che-divide. 

Come promesso, mi occuperò di questo nei prossimi giorni. Una cosa sola la posso anticipare.

Acta Meridiana - 9

Siamo a quindici giorni dal voto e ci sono ancora pesanti assenze in questa campagna elettorale.

Non ci sono i manifesti. Non sono stati affissi quelli con i candidati delle due elezioni per le quelli siamo chiamati a votare, cioè le Comunali e le Europee.

Non ci sono i manifesti dei partiti che concorrono alle Europee.

Non ci sono i manifesti delle due liste che si contendono la giuda del Comune per il prossimo quinquennio amministrativo.

Va a finire che ci saranno a partire da domani, visto che oggi è domenica o da dopodomani. Ma intanto il dato certo è che negli spazi destinati alle affissioni elettorali, oggi, domenica 12 maggio, non c’è altro che il vuoto, l’assenza dei manifesti. 

Acta Meridiana - 8

L’autogol o, se vogliamo dirlo in un italiano non influenzato da termini stranieri come era d’obbligo in un certo periodo, l’auto-rete è una nota che compare periodicamente nel tabellino delle gare elettorali, sempre con riferimento alla stessa squadra. I miei ventitré lettori ricorderanno l’autorete di “Progetto Miglianico” nel 2014 - in realtà ce ne fu più d’una ma allora ritenni di non dover infierire -. Ora la squadra ha cambiato la maglietta, si sta spacciando con un altro nome ma la propensione all’autogol è rimasta intatta. Uno dei miei Amici capaci di presidiare con intelligenza i social mi ha inoltrato un post pubblicato dall’insieme-che-divide. 

Cosa c’è scritto?

Acta Meridiana - 7

I miei ventitré lettori si saranno chiesti in questi primissimi giorni di campagna elettorale quando cominceremo a conoscere pubblicamente i programmi delle due liste in lizza, soprattutto quando potremo sentirli annunciare, spiegare e poi confrontare. Non c’è fretta. I programmi sono stati allegati alla presentazione delle liste. Non possono inventarli. Possono raccontarli mascherandoli. Ma questa è la propaganda. Le carte stanno lì. I programmi sanno che spesso vengono invocati ed evocati in certi momenti soprattutto da chi non ha il coraggio di schierarsi, da chi si cela dietro un banale "prima devo leggere i programmi", una cosa che è giusta se non è agitata per questa o altre scuse. 

Acta Meridiana - 6

In attesa dei comizi, argomento del quale proverò ad annoiare i miei ventitré lettori prossimamente, ci sono due rimbalzi mediatici interessanti. Il primo riguarda la narrazione. Quando non è tratta da conoscenza diretta o da fonti molto affidabili, si corre il rischio di andare fuori strada, di “toppare”, come si suol dire. Mi hanno fatto leggere un post molto interessante a questo proposito. Lo ha pubblicato il dott. Carlo Di Federico, che è stato candidato sindaco nel 2014, conducendo egregiamente la sua battaglia elettorale. Ha replicato ad una generica accusa mossa da Manuel Giampiero Sulpizio. Sul suo profilo Facebook, l’ottimo Giampiero, grande poeta, apprezzato critico letterario, amico e cugino avrebbe liquidato l’esperienza consiliare dei due componenti del gruppo “M5S” dicendo che durante quasi cinque anni non "hanno fatto opposizione".

Acta Meridiana - 5

Un Amico, capace di cogliere con pungente arguzia aspetti importanti che a molti spesso sfuggono o perché vengono coperti da rumorosi starnazzi o perché vengono confusi alla vista da abbacinanti mascheramenti, non più tardi di ieri pomeriggio mi ha voluto ricordare che la Sala civica comunale “può contenere al massimo 99 persone”. Gli ho risposto "Lo so. Ma ognuno aggiunge. Tra un po’ arriviamo ai 90.000 del Maracanà".

Ovviamente lui ha ragione sul piano squisitamente tecnico e autorizzativo. Ma non era questo il suo intento. Ha argutamente voluto richiamare un fatto che è invece alquanto più serio. Se uno che è avvocato e vuol fare il sindaco e se uno che il Sindaco già lo fa, o meglio, i loro rispettivi tifosi dicono che hanno fatto entrare in quella stessa Sala Civica molte più persone di quelle consentite forse una piccola contraddizione c’è, forse anche una certa esagerazione fuori luogo.

Acta Meridiana - 4

C’è gente che già comincia a dare i numeri, in ogni senso.

È comprensibile, fa quasi tenerezza per certi versi, l’accanimento dei più sfegatati tra i sostenitori delle due liste in lizza nel contabilizzare le presenze registrate nei due eventi di presentazione, quelli del 2 e del 3 maggio scorsi.

Contare le presenze di una o di due serate è un esercizio senza costrutto reale. I miei ventitré lettori sanno, avendolo già letto qui, che, nella seconda metà del secolo scorso le presenze venivano contate perché contavano davvero. Se si fosse aperta una campagna elettorale in piazza con una platea di 150/160 o anche 200 persone, quante ne può stipare oggi la Sala civica, si sarebbe segnata una pagina negativa. Duecento persone in piazza o in via Roma sono manifestamente poche, un brutto segnale. Oggi le cose son cambiate. Avere più di centro presenze è considerato un successo. Dovrebbe essere una consolazione. Non garantisce nulla.

Acta Meridiana - 3

Una differenza continua a segnare la distanza vera tra le due liste in lizza per le prossime Comunali del 26 maggio prossimo. La differenza è solo apparentemente piccola, quanto sono piccole le due lettere su quattro che cambiano nella costruzione delle due diverse parole. Ma è grande nello spessore di quel che queste parole possono significare. La differenza tra l’insieme-che-divide e “Miglianico cambia” è quella che passa tra il “dire” e il “fare”.

Oltre lo stato delle cose che connota il ruolo dei due schieramenti, c’è l’agire che ciascuno di essi sta mostrando.