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La Letterina del sabato 6 marzo 2021 / La Littirine de lu sabbete 6 di marze 2021

Care Amiche e cari Amici,

lunedì è l’8 marzo, l’ormai tradizionale Festa della Donna. Come ogni anno verremo bombardati di messaggi e di proclami. La gran parte di essi sarà lanciata da chi parla delle Donne l’8 marzo, un giorno l’anno La pandemia ci risparmierà cerimonie e manifestazioni piene solo di vuota ritualità, non sarà un male. Per le Donne, sulle Donne, penso questo: meno fiori, più rispetto; meno cerimonie, più rispetto, meno manifestazioni di sola apparenza, più rispetto; meno il tutto di un giorno solo, più rispetto; meno chiacchiere, più rispetto. Vero rispetto, tutto l’anno, ogni minuto di ogni giorno di ogni anno. Senza rispetto non c’è amore.

Ma non corriamo già alla settimana prossima. Ci sono cose accadute e che si devono valutare e c’è un impegno preso con i miei ventitré Lettori che devo rispettare.

 

Prima i fatti accaduti. Lo screening di massa è andato bene, meglio, molto meglio di tante attese, un po’ meno meglio di quanto si potesse fare. La cifra finale dei 2355 tamponi effettuati è notevole. Poteva essere ancora un po’ più corposa se non ci fossero stati scettici, bastian contrari, pigri, insofferenti alle pur brevissime attese, addirittura cacciatori di untori, gente cioè che ha allarmato parenti, amici e vicini di casa dicendo che andare a fare il tampone era pericolosissimo perché “lì si prendono i contagi” (Eh, si. Così non ne usciremo mai). Considerando che maggioranza e opposizione erano tutte e due concordi, ciascuna delle parti ha potuto a suo modo cantar vittoria. Ma sarebbe un inganno per i loro sostenitori, quelli ormai residui, pensare che ci sia sintonia con la Cittadinanza e che questo significhi addirittura consenso. 

E ora assolvo all’impegno preso con i miei ventitré Lettori la settimana scorsa. 

La situazione già presentata nella Letterina del 16 gennaio scorso (clicca qui per rileggerla) è effettivamente quella che è. 

Tralascio tutto quel che si sta desertificando e vengo al vertice del problema, laddove, forse, inconsapevolezza o leggerezza o presunzione di sé non fanno vedere la situazione per quella che è. E che si mostra sempre più nitida e dettagliata. Procedo rapidamente. Questo può comportare il rischio di una semplificazione che causerà incomprensione e anche irritazione. Fa niente. Le incomprensioni si risolvono al volo tra persone di buona volontà. Le irritazioni passano, con o senza lenimenti topici. 

Miglianico Cambia” non esiste più. Non è che ha “perso la sua forza propulsiva” (Cit. Enrico Berlinguer). È semplicemente scomparsa, come dimostrano l’abbandono a sé stessa di una sede in realtà mai aperta, la foto sbiadita degli ultimi post sul suo profilo Facebook e l’assenza della pur sola citazione del suo nome, cartello di un gruppo che tanto ha saputo fare tra il dicembre del 2013 e l’ultimo sussulto della primavera 2019. Lo spirito partecipativo, coinvolgente, positivo e propositivo di quel gruppo è scomparso. Perché? Perché probabilmente non c’è più né amalgama vivo né un vertice che sia motivatore e organizzatore di un gruppo che ha la necessità fisiologica di rigenerarsi senza sosta. Altrimenti si cristallizza, perdendo inesorabilmente le piccole scaglie che si vanno man mano separando con la paralisi del suo agire e del suo rinchiudersi in sé stesso. Sul piano amministrativo, dove il lavoro è intenso e di alto livello progettuale, l’involuzione del gruppo sta facendo apparire qualcosa che sembra una tecnocrazia fatta di persone che operano in laboratori sofisticati, super-efficienti ma inaccessibili. I singoli consiglieri parlano con tutti, dicono loro. È vero. Ma non riescono a colmare il vuoto del gruppo che non è più attivo da molti mesi sulla scena locale. Anche perché non raccontano a tutti la stessa storia. Il che segnala la presenza delle prime crepe nella sua struttura. Si è aperta la successione al Sindaco Fabio Adezio e non emerge concordia. Si è aperta e sta cominciando a evidenziare differenze forse non superficiali. 

Questa perdita di smalto di “Miglianico Cambia” non porta nessun beneficio a quella che oggi è ancora identificabile nell’opposizione. Insomma non c’è l’alternativa a portata di mano. L’insieme-che-divide è effettivamente un non-gruppo, nato e appiccicato solo a fini divisivi. Lo avevo presentato così senza essere certo più bravo e attento di tanti altri. Tale si è rivelato già nell’immediato dopo-voto delle comunali 2019. Qui la forza propulsiva non c’è mai stata e quindi non si può parlare di una sua perdita. La sua non-sede anche qui, soprattutto qui è un emblema.  È stato un esercito composito, assemblato alla bisogna. È stato creato per provare a scalzare la novità rivoluzionaria portata da “Miglianico Cambia” e per restaurare un modo di fare diventato vecchio mentre ancora c’era, impresentabile e irrecuperabile nel 2019, benché sostenuto da forti interessi e da ancor più forti avversioni. Qualche Amico molto attento mi ha lanciato questa provocazione: "Se si votasse oggi Carlo Biasone stravincerebbe". Penso che straperderebbe. E il suo silenzio, la sua assenza nell’attività politico-amministrativa, la sua finta attesa di rimettersi in gioco sono segnali molto chiari. Il gioco dell’insieme-che-divide è stato scoperto e solo le pur possibili divisioni dentro la maggioranza potrebbero regalare una vittoria a chi, come il mio Amico Carlo Biasone, ha perso l’occasione buona. Qual era? Era quella di aspettare la vera occasione, quella del fine decennio del Sindaco Fabio Adezio nel 2024.

Davanti al deserto del confronto politico-amministrativo locale oggi, in questo frangente modellato in modo straordinario dalla pandemia, si intravede poco o niente.

Sicuramente “Miglianico Cambia”, l’attuale compagine che amministra il Comune, si ripresenterà. Ma non sarà più la stessa per guida, donne/uomini, programmi e soprattutto per strategia. Non potrà più attaccare nessun passato e rischierà di doversi prevalentemente difendere dall’accusa di essere essa stessa il passato da criticare. Le opere parlano poco e convincono poco e niente in certi casi.

Altrettanto sicuramente l’insieme-che-divide non potrà ritentare il colpaccio fatto di una caccia cinica e spietata a voti chiesti scientificamente, ora per avversione al Sindaco Fabio Adezio (che non sarà più l’avversario) ora per “dare un voto a noi e uno a loro”, tattica regina dei divisori, tattica assolutamente produttiva che “Miglianico Cambia” ha drammaticamente sottovalutato, convinta che le sue opere avrebbero prevalso comunque e alla grande. Il che - dice la storia - non è stato. 

Un Amico, compagno di tante battaglie elettorali, commentando a caldo la Letterina già ricordata, quella del 16 gennaio scorso, ha ipotizzato il “richiamo dei riservisti”. Il suo ragionamento in fondo è semplice e non è certo campato per aria: occorre riempire un vuoto che si fa sempre più preoccupante. Se non si rimettono bene in corsa gli attuali amministratori comunali o se non emerge una novità affidabile, occorrerà richiamare in servizio quelli che, senza mai candidarsi o quasi, hanno combattuto tante battaglie e hanno dimostrato sul campo amore per Miglianico.

Buona Domenica. 

 

Car’Amiche e car’Amice,

 

Luniddì jè lu 8 di marze, l’orma’ tradizziunale Feste de la Donne. Come ugne anne verreme bumbardate di messagge e e di pruclame. La gran parte di isse sarà lanciate da chi parle delle Donne l’8 marze, nu jurne a ll’anne. La pendemije ci’a risparmiarrà cirimonie e manifetazziune piene sole di vuota ritualità, nen zarà nu male. Pe le Donne, sopr’a le Donne, penze queste: mene fiure, cchiù rispette; mene cirimonie, cchiù rispette; mene manifestazzijone di sol’apparenze, cchiù rispette; mene lu tutte di nu jurne sole, cchiù rispette; mene chicchiere, cchiù rispette. Rispette vere tutt’a l’anne, ugne minute di ugne jurne di ugne anne. Senza rispette n’ci sta amore.

Ma nen curreme ggià a la sittiman’a prossime. Ci stanne cose c’ànne successe e che s’a danna valutà e ci stà ‘n impegne pijate nghe li vintitrè Litttur’a mi ca ding’a rispittà.

Prime li fatt’accadute. 

Lu scrininghe di masse à jite bbone, meje, molto meje di tand’attese, nu ccune mene meje di quanta si putesse fa’. La cifr’a finale de li 2355 tampune effettuate jè notevole. Puteve essere angore nu ccune cchiù curpose si ni c’avesse state scittice, bbastiancuntrarje, pigre, ‘nzufferent’a le pure brevissime attese, addiritture cacciature di unture, ggende cioè c’à allarmate parinde, amic’e vicine di case dicenne ca a jì a fa lu tampone ere pericolossissime picchè “llà si pijne li cuntagge” (Eh, scì. Accuscì nn’arisceme maje). Cunziderenne ca maggiornaze e uppusizione erene tutt’e ddu concorde, ungune de le parte à putute a mode sé cantà vittorje. Ma sarebbe ‘n’inganne pe li sustinitur’a sì, quill’ormà rimaste, pinzà ca ci sia sintunije nghe la Citadinanze e ca queste significhe addiritture cunzense.

E mo’ assolve l’impegne che so pijate nghe li vintitrè Littur’a mi la sittimana passate.

La siatuazzion’a ggià prisintate ne la Littirine de lu 16 di gennaj’a passate (clicc’a ecche) jè effettivamende quelle chi jè. 

Tralasce tutte quelle che si st’a disirtificà e vinghe a lu vertice de lu prubbleme, addò, forse, inconzapevolezze o leggerezze o prisunzijone di se stesse nen fann’a vvidè la situazzjone pi quelle che jè. E che si mostre sempre cchiù nitide e dettagliate. Prucede rapidamende. Queste po’ cumpurtà lu rischie di ‘na simplificazzjone che causerà ‘ncomprenzione e pur’irritazzione. Nen fa nijente. Le ‘ncomprenzioni s’a rivolven’al vole tra persone di bbona volontà. Le irritazzioni passene, nghe o senze linimente lucale.

Mijaniche Cambie” nne esiste cchiù. Nni jè ca “à perse la forza prupulsiv’a se” (Cit. Enrico Berlinguer). Jè simplicemende scumparse, coma dimostrene l’abbandone a se stesse de ’na sede in realtà maj’aperte, la futografija sbiadite de li lutime poste sopra lu prufile feisbucch’a se e l’assenze de la pure e sola citazijone de lu nome, cartelle di nu gruppe che tant’à sapute fa tra lu dicembre de lu 2013 e l’utime sussulte de la primavere 2019. Lu spirite partecipative, cinvolggende, pusitive e prupusitive di che lu gruppe à scumparse. Picchè? Picchè probbabbilmende ‘n ci sta cchiù né amalgheme vive né nu vertice che sia mutivatore e urganizzatore di nu gruppe che te la nicissità fisiologgiche d’a riggenerarse senza soste. Altrimende si cristallizze, pirdenne inesorabbilmende le piccole scaglie che si vanne man’a mane siparenne nghe la paralise de l’aggir’e se e de lu rinchiuders’in se stesse. Sopr’a lu piane amministrative, addò lu lavor’è intenze e di alto livelle pruggettuale, l’involuzzione de lu gruppe sta facenn’apparì cacose che sembre ‘na tecnocrazzije fatte di pirsone che operene dentr’a labburatorje sufisticate, super-efficiente ma inaccessibbile. Li singule cunzijire parlene nghe tutte, dice isse. Jè lu vere. Ma nn’a riescen’a culmà lu vuote de lu gruppe che nni jè cchiù attive da molti mesi su la scena locale. Anche picchè nn’a ricconden’a tutte la stessa storie. Il che signale la prisenze de le prime crepe dentr’a la strutture. S’à’perte la succession’a lu Sindeche Fabbiie Adezie e nne emerge cuncordie. S’à’perte e sta ‘numingià a evidenzià differenze forse nen superficijale.       

Sta perdite di smalte di “Mijaniche Cambia” nen porte nisciune bbinificie a quelle che uje jè angore indentificabbile ne l’uppusiozzione. Inzomme n’ci sta l’alternative a purtate di mane. L’inzieme-che-ddivide jè effettivamende nu non-gruppe, nate e appiccicate sole pe fini divisive. L’avè ggià prisindat’accusci senza essere certe cchiù bbrav’e attende di tante itre. Tale s’à rivilate ggià nell’immediate dopo-vote de li cumunale 2019. Qua la forza prupusitive ‘n ci’à ma’ state e quindi n’ zi po’ parlà di ‘na perdite. La non sed’a se pur’a qqua, soprattutt’a qqua jè n’embleme. A’ stata n’esercite cumposite, assemblate a la bbisogne. A’ state crehate pi pruv’a scalzà la nuvità rivoluzzionarije purtate da “Mijaniche Cambie” e p’a ristaurà nu mode di fa duventate vicchie mendr’angore ci steve, ‘mpresentabbele e irrecuperabbele a lu 2019, benchè sustinute da furt’interesse e da angore cchiù furte avversione. Cacche Amiche molto cchiù attende m’à lanciate sta pruvucazzjone:<Se si vutesse uje Carle Bbiasone stravincesse>. Penze ca strapirdesse. E lu silenzi’a se, l’assenz’a se ne l’attività pulitic-amministrative, la fint’attesa se d’a rimetterse ‘n gioche sonne signale molto chiare. Lu joche de l’inzieme-che-divide à state scuperte e sole le pure pussibbile divisijone dendr’a la maggiuranze putessar’a rihalà ‘na vittorie a chi, come l’Amic’a me Carle Bbiasone, à perse l’uccasiona bbone. Qual ere? Ere quelle d’aspittà la ver’uccasijone, quelle de la fine de lu decennie de lu Sindeche Fabbie Adezie a lu 2024.    

Annenz’a lu diserte de lu cunfronte pulitic-amministrative locale uje, dentr’a stu frangente mudellate ‘n mode straurdinarje da la pandemije, s’intravvede poch’e nnijente.

Sicuramende ”Mijaniche cambie”, l’attual’a cumnpaggine c’amministre lu Cumune, s’a ripresendarrà. Ma nen zarà cchiù la stessa pe guide, femmene/hummene, prugramme e soprattutte strateggije. Nen potrà cchiù attaccà nisciune passate e rischierà di duvers’a prevalentemende difende da l’accuse d’essere esse stesse lu passate da criticà. Le opere parlene poche e cunvincene poch’e nnijende ‘n cirte case.  

Altrettand’a sicuramende l’inzieme-che-ddivide nen potrà ritentà lu culpacce fatte di na caccia cinich’e spietate a vute chieste scientificamende, mò pe avversione a lu Sindeche Fabbie Adezie (che nen zarà cchiù l’avversarije), mo per “da nu vote a nnu e un’a isse”, tattiche riggine de li divisure, tattic’assolutamende pruduttive che “Mijaniche cambie” à drammaticamende sottovalutate, cunvinte ca le oper’a si avessere prevalse cumunque e a la grande. Il che - dice la storie - n’à state.

N’Amiche, cumpagne di tand’a battaje eletturale, cummentenne a calle la Littirine ggià ricurdate, quelle de lu 16 di gennaje passate, à ipotizzate lu “richiame de li riserviste” Lu raggiunamend’a se in fonde jè semplice e nni jè ccerte campate pe d’arje: occorr’arimpjì nu vuote che si fa sempre cchiù preoccupande. Se nen z’a rimettene ‘n corse l’amminstratur’a cumunale attuale e si nni emerge ‘na nuvità affidabbile, uccurrerà a’richiamà ‘n zervizje quille che, senza ma’ candidarse o quase, ànne cumbattute tanda battaje e ànne dimustrate sul campo amore pi Mijaniche.

Bbona Dumeniche. 

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