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Acta Meridiana - 19

Benché le previsioni meteorologiche non siano proibitive, questa per Miglianico potrebbe essere la prima campagna elettorale per le comunali senza comizi in piazza. Il tempo sta per scadere. Resta, di fatto, la speranza, quindi l’attesa per venerdì sera, la sera del gran finale. Ci sarebbe spazio organizzativo e ci sarebbero forse anche condizioni meteo accettabili già domani sera, una soluzione non ancora annunciata ma che nessuno può ragionevolmente escludere. In ogni caso, siamo, come si dice, ai minimi storici in termini di comizi in piazza per le comunali. È il segno di una evoluzione della propaganda politica arrivata anche al livello delle Comunità più piccole, dove, vuoi per tradizione vuoi per convinzione, i comizi sono stati sempre tenuti nella massima considerazione.

 

Tra freddo e pioggia, tra calcoli e valutazioni di opportunità, ciascuna delle due liste ha preferito o ha dovuto evitare la piazza. Non è un’accusa - benché sia stata letta come tale - ritenere che chi vuole scalzare la maggioranza che governa ha “un disperato bisogno” del comizio in piazza, perché, sostanzialmente, se quello gli riesce, segna un bel punto a suo favore. Chi, come il Sindaco, Fabio Adezio, ha amministrato, ha amministrato bene, non ha avuto problemi interni, non ha avuto rogne giudiziarie, non è stata neppure scalfita dall’opposizione che oggi vorrebbe scalzarlo, fa affidamento sul curriculum dei cinque anni appena trascorsi. Potrebbe non bastare, secondo alcuni. Ma intanto sono cose che parlano a suo favore. È come giocare in casa il ritorno partendo dal un 2 a 0 già conseguito all’andata.

Il comizio, evento sul quale e sui possibili effetti del quale ho già annoiato i miei ventitré lettori in più di una occasione, non consente il confronto. Accende gli animi dei propri sostenitori e passa poi il pallino all’avversario che gioca anch’egli la sua partita comunicativa da solo. Anche le riunioni fatte fino a ieri sera, in sedicesimo, sono state senza confronto.

In queste serate che hanno segnato il territorio comunale ci sono state presenze sempre interessate mai aperte al confronto con la controparte ufficiale. A volte le presenze sono state insistite, qualche volta sono state sorprendenti, perché si sono conosciute e ascoltate persone mai viste né ascoltate prima benché originarie di questa o quella zona. Anche in questo tour parallelo fatto dai due gruppi in lizza si è notata una differenza. Uno dei miei ventitré lettori, molto attento oltre che buon conoscitore dei nostri Concittadini, l’ha saputa cogliere e mi ha chiesto di condividerla con gli altri. Gli strateghi dell’insieme-che-divide hanno deciso di forzare sui numeri per provare a convincere gli indecisi che dovrebbero intravedere il vincitore non per il consenso che sta conquistando ma per il gruppo che lo accompagna. È una tattica che ha i suoi motivi. Si porta tutto il proprio gruppo, famiglie al completo, e si aggiunge anche chi, amico o curioso, non è residente-elettore a Miglianico ma accetta di venire alla serata e così fa numero. Alla fine, dice il mio attento lettore, si tratta della tattica dei “carri armati di Mussolini”, i mezzi, sempre gli stessi, che il Duce faceva schierare qua e là per l’Italia volendo dimostrare una grande potenza militare che, come hanno dimostrato i fatti, si rivelò non vera. Ma nel mentre, cioè nella fase delle trattative che precedettero la Seconda Guerra Mondiale, per un po’ questa stratagemma comunicativo funzionò, l’Italia venne ad un certo punto considerata una grande potenza internazionale. Se non fosse poi entrata in guerra il trucco forse sarebbe durato di più. In questo caso le votazioni arrivano, vanno fatte nella data stabilita, non ci sono trattative che possano dilazionare “l’entrata in guerra” come fu per l’Italia fascista tra il 1939 ed il 1940. Le truppe cammellate non votano, i non residenti votano nei rispettivi Comuni di residenza, gli ascari possono vestire anche la divisa ma non sono truppe regolari né in battaglia né al rendiconto della storia, infatti non vincono mai anche se le cose si mettono bene.

Fabio Adezio e la squadra di “Miglianico Cambia”, a dispetto di quanto i supporters più anziani hanno ripetutamente sollecitato loro, non hanno dato alcun peso all’effetto scenico delle platee ma alla comunicazione diretta a pulita dei fatti. Anche questa è una scelta. La leggiamo oggi più con il portato delle esperienze degli anni passati che non con l’attenzione alla vera efficacia della comunicazione attuale. Emerge perciò quel che è il possibile lato positivo e quello che è il suo opposto quello negativo. Il lato negativo è che ogni elezione è diversa dalle altre e se l’etica mantiene il suo valore assoluto, gli strumenti per renderne efficace l’insegnamento non sono necessariamente gli stessi nel corso della storia. Il lato positivo è il non fare polveroni, non alzare la voce, non fare propaganda vuota sapendo poi di dover rendere il conto delle cose dette. Basta dire le cose in modo chiaro e pulito e fidarsi della grande intelligenza dei Cittadini che capiscono quel che devono anche se sono nel pieno della claque avversaria. Questa sobrietà, a detta loro, paga oggi come ha pagato cinque anni fa. 

Ciascuno, per quel che è dato di conoscere, è sicuro del fatto suo. Può sembrare dissacratorio ma la loro sicurezza non conta nulla. I loro numeri sono piccoli granelli di sabbia in riva al mare. I voti si contano uno ad uno dopo che escono dall’urna. Su questo sarà forse il caso di riflettere ancora prima di domenica.

Intanto, quel che è certo è che non c’è stato mai un confronto diretto. Nessuno perciò ha potuto maturare una prima ma seria considerazione personale soppesando temi, contenuti e modo di proporsi dei due candidati a Sindaco. Stasera, finalmente, per la prima e unica volta in questa campagna elettorale, il confronto ci sarà, senza propaganda, senza urla, senza spot.

Il merito è dell’Azione Cattolica parrocchiale, che ha promosso un incontro per le ore 21,00, nell’Auditorium don Vincenzo Pizzica, nel corso del quale i due candidati a Sindaco risponderanno a tre domande elaborate dalle tre sezioni dell’associazione. Tempi e spazi saranno uguali. Chi vuole potrà partecipare, come sempre, anche se, come sempre, si tratta di un’attività pensata e organizzata dall’Azione Cattolica parrocchiale per i propri aderenti. Questo accade dal 1999. Sono vent’anni di civiltà democratica, di qualità nel confronto, di attenzione alla politica vera e non alle chiacchiere o alle polemiche. È un esempio luminoso e coraggioso che i cattolici hanno dato e danno da tanti anni a quanti vogliono vivere l’impegno politico o anche assistere alla attività politica con attenzione positiva e con la giusta serenità.

È la migliore opportunità che c’è per avere buoni elementi di valutazione, elementi utili anche per chi è già tranquillamente schierato per altri motivi. È un momento che vale la pena vivere anche per ritrovare la serenità di un confronto dove forse si potranno mettere a fuoco e capire cose che nella foga delle contrapposte propagande restano non ben definite e difficili da valutare per il loro vero valore, che poi è quel che ci interessa come Cittadini.

Si potrà applaudire, senza farsi tentare dalla voglia di fare il tifo. Altrimenti si mancherebbe di rispetto ai giovani, ai ragazzi e agli adulti dell’Azione Cattolica Parrocchiale che ci hanno dato un esempio di civiltà, non ci hanno invitati alla corrida.

19 – continua. 

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