Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

La letterina del sabato 18 novembre 2023

Care Amiche e cari Amici,

si è conclusa secondo i migliori auspici l’edizione 2023 di “Novello e Castagne”. Il consuntivo che si può fare è certamente molto positivo sotto tutti gli aspetti, o quasi. Infatti la disposizione delle casse, nel lungo momento di affollamento ha di fatto creato una barriera umana tra la piazza col suo grande tendone e gli stand gastronomici, un particolare che può esser facilmente sistemato. Oltre questo minuscolo neo che segnalo ora, il consuntivo di questa edizione 2023 della sagra d’autunno rafforza anche i suggerimenti già abbozzati nell’ultima Letterina, per i quali il tempo dirà se potranno esser giudicati utili e quindi accolti. Più di tutto, però, conta l’applauso che ciascuno deve tributare alla nostra super Pro Loco, al suo infaticabile e presidente, Nicola Santalucia, ai suoi eccezionali dirigenti, agli straordinari collaboratori, soprattutto i più giovani, e, prima di tutti, alle Signore che hanno preparato cose tante e tanto buone. Gli applausi potranno essere due se la Pro Loco farà propri i nostri suggerimenti o anche uno solo di essi.

 

La settimana corrente poi ha visto la ripresa delle attività attorno al “Tavolo delle idee per Miglianico voluto ed organizzato dalle Concittadine e dai Concittadini che hanno dato vita all’Agorà, cioè il PD, il M5S, esponenti sparsi della sinistra locale, ex militanti e candidati delle liste locali di sinistra e la quota dei “cattolici” rappresentata da “Demos”. Le riunioni annunciate nelle contrade sembrano aver avuto una strana accelerazione. Forse così non è perché sono state proposte e decise il 13 ottobre scorso senza calendarizzarle e oggi possono apparire affastellate e frettolose nella loro comparsa sui manifesti. Non è questo che conta, ora. A prima vista, infatti, questo calendario fitto e veloce, iniziato ieri l’altro per concludersi a tappe forzate tra due giovedì, sembrerebbe dar soddisfazione alla sollecitazione del mio Amico Dino De Marco che, in occasione della riunione svoltasi il 13 ottobre in sala civica, chiese di poter avere il programma, subito, ben prima di Natale. Lo faceva a ragion veduta dal suo punto di vista, cioè per il proprio interesse, se è vero che sta allestendo o contribuendo significativamente ad allestire o a partecipare o addirittura a guidare l’armata dei reduci (non eroi di guerra, in qualche caso disertori e combattenti con due o tre divise addosso, ndr.) da lanciare ancora una volta contro il Sindaco, Fabio Adezio, che “sì, fa le cose, ma è antipatico, secondo il verbo che quelli dell’insieme-che-divide hanno diffuso nell’ultimo lustro indottrinando non pochi Concittadini. A prima vista, dunque, sembrerebbe un incomprensibile ossequio alle richieste di Dino De Marco. Invece così non è. A Dino non ci pensano neppure, per ora. Sempre più concretamente è il segnale, semplice ma chiarissimo, dell’avvio di una campagna elettorale per le comunali alle quali il soggetto nato attorno al PD degli Amici Silvio De Lutiis e Gabriele Sisofo, e guidato, per ora, dall’Amica Daniela Palladinetti, punta a presentarsi con una sua lista. Silvio De Lutiis, il vero capo del rassemblement, pare lo abbia già classificato come “lista di sinistra”, collocandola già tra le tre liste che lui afferma saranno in lizza l’anno prossimo. Le altre due sarebbero quella del Sindaco, Fabio Adezio, civica (per fortuna questo non lo contesta) e “l’altra” di centrodestra o destra-centro, anche se come tale i vecchi reduci non l’hanno ancora marchiata. Se Silvio e i suoi sono convinti di fare così una delle tre liste fanno bene a farlo. Se pensano di poter essere loro a catalogare le altre liste, così da sistemarsi il campo di gara a piacimento, va bene così, ammesso che agli altri poi vada bene. Gli altri potrebbero pensarla poi diversamente ma non potrebbero mai contraddire ora, in questa fase, Silvio De Lutiis che prova a dare lui le carte. Silvio, finalmente, dando ragione a quanto gli presagivo, pare abbia chiesto, più che previsto, la presenza di una lista “di destra. La vuole, gli serve. Questo, se dovesse avverarsi - lui lo sa - regalerebbe voti di generica appartenenza e una possibile vittoria a coloro che, non meritandolo come candidati, anche solo per mero calcolo elettorale, quindi per pura convenienza del momento, decidessero di mettersi la casacca della Meloni&Co che, a tutt’oggi, va per la maggiore anche a Miglianico. Se è consapevole di questo possibile disastro, che butterebbe a mare in pochi mesi quanto di buono fatto negli ultimi due mandati consiliari in Comune, va bene così. Se, però, il mio Amico Silvio De Lutiis è leale, come immagino, con i suoi, deve avvisarli che la sua “lista di sinistra” benché nobilitata dai “cattolici” di “DEMOS“ e dalle rinnovate energie del M5S, allo stato, cioè se si votasse domani, come si suol dire in politica, non ha grandi possibilità di vincere, tutt’altro. Miglianico è da sempre una Cittadina di centro-destra, anzi, ora di destracentro. A meno che dalle parti del PD locale non si consideri una vittoria quella di aver determinato la sconfitta di uno degli altri contendenti, anche col rischio incombente di dar spazio al montante rigurgito di vecchiume populista e maneggione che ha provato a far capolino anche nei commenti esterni apparsi su questo spazio di libertà. Certi giochetti si son fatti (da noi nel 2009, ndr.) e, temo, si faranno ancora. Non è questa la democrazia che ci piace. Aggiungo, non senza un filo di amarezza personale, che se “i capi” sono leali con quelli che hanno accettato di partecipare al “Tavolo delle Idee per Miglianico”, lasciando il proprio indirizzo di posta elettronica ed il proprio recapito telefonico per confermare concretamente e lealmente la disponibilità ad essere convocati di nuovo attorno a quel tavolo, perché conosciuto come momento eminentemente programmatico, devono dire loro la verità. Quale verità? Quella che, nei discorsi interni all’Agorà, si parla quotidianamente di fini elettoralistici, cioè di preparazione della lista e non dei programmi, non dei tavoli di confronto sulle idee. Devono dire che non si sta facendo più “un discorso dal basso”, “un programma condiviso da donare alla Comunità affinché chi vuole poi lo potrà adottare e realizzare”, “un tavolo dove ognuno mette una idea e poi si lavorerà per realizzare un documento compiuto”. Questi slogan, con questa accelerazione elettoralistica, sono diventati già vecchi, inutilmente ingannevoli. Non lo dico io oggi ai miei eroici ventitré Lettori. Lo dice la curiosità dei Concittadini che, da giorni e giorni, si sta spostando sul concreto: “chi è il candidato sindaco?”, “chi metteranno in lista?”. Perché alla maggioranza dei Miglianichesi, che piaccia o no, i programmi interessano, spesso come foglie di fico per coprire certi movimenti, ma poi ciascuno si regola a simpatia personale, come sempre. Ora anche ad antipatia preconcetta, grazie ai persistenti veleni diffusi dall’insieme-che-divide. 

Lo scenario dunque si fa movimentato e non privo di interessanti sviluppi e possibili sorprese di riposizionamenti e svolte che non mi sento certo di escludere. Del resto il tempo per certe manovre, abboccamenti, prese di posizione e smascheramenti è proprio questo che ci porta alle prossime elezioni comunali che ci saranno da qui a sei sette mesi.

In attesa di registrare ulteriori movimenti si avvicina un importante appuntamento. Venerdì prossimo, 24 novembre, sempre alle ore 20,45 e sempre nella sala consiliare del municipio, tornano gli “Incontri in Comune”, promossi ed organizzati dal Gruppo comunale per la promozione della cultura, presieduto dal carissimo professor Antonello Antonelli, con il supporto dell’Amministrazione comunale e della nostra Pro Loco. Il tema dell’incontro di venerdì prossimo è estremamente interessante: ”Di sana e robusta Costituzione - Non ci sono diritti senza doveri”. Relatore sarà il professor Marcello Salerno, docente di Istituzioni di Diritto Pubblico presso l’Università “Aldo Moro” di Bari. Tutti parliamo di Costituzione, a volte a sproposito, ora anche per indicarne la sciagurata intenzione di demolire i suoi pilastri fondanti. Tutti parliamo dei nostri diritti. Nessuno parla di doveri se non individuando facilmente solo quelli degli altri. Prima di parlare, prima di ammantarci della toga di costituzionalisti è meglio provare a capirci qualcosa, a sapere qualcosa che forse non ci farà cambiare idea o certe idee ma ci aiuterà a dire meno corbellerie.

Buona Domenica             

Joomla templates by a4joomla