Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

La letterina del sabato 20 agosto 2022

Categoria: Notizie
Pubblicato Sabato, 20 Agosto 2022 00:43
Scritto da Maurizio
Visite: 221


Care Amiche e cari Amici,

è andata abbastanza bene, bene, benissimo direi, la “Miglianico Tour 2022”. Benissimo per la partecipazione, soprattutto al mini-mini tour, e per la infaticabile, precisa e efficiente organizzazione messa in campo dall’ASD ADES del Presidente Giulio Orlandi, dall’Amministrazione Comunale, dalla Pro Loco e, sopra tutti, da Nicola Mincone, che ho cominciato a chiamare tanti anni fa come ora tutti giustamente lo chiamano, Patron della Miglianico Tour. Bene per la festa di colori e anche di sapori che, nel nome degli Amici dello Sport, è tornata ad animare la nostra Miglianico. Abbastanza bene perché - non mi stancherò mai di ricordarlo - l’eccellente lavoro di commento dei due speaker ufficiali anche quest’anno è mancato quasi del tutto (eccezion fatta per Giacomino Ferraioli, e ci sarebbe mancato pure questo!) di quella attenzione che pure andrebbe riservata a chi campione non è (anche se poi vincitori locali ne abbiamo avuti nelle singole categorie, come il giovane Giacomo Stipani, ndr.), a chi per Miglianico è qualcosa certamente di più importante del classificato in questa o in quella gara svoltasi in una qualche parte dell’Italia e che ai Miglianichesi importa un fico secco.

 

Sono campanilista in modo deteriore, un gretto campanilista? Sarà. Ma nel niente che accadeva in quel momento sul traguardo, avrei preferito la chiamata per un applauso al mio Amico Luca De Lutiis che passava in discreta posizione, o per l’Amico Carlo Biasone, che è anche un nostro consigliere comunale o per Massimo, per le signore e per gli altri Miglianichesi che, quasi contemporaneamente, han tagliato, sudati e sorridenti, il traguardo della 9 km. Questi nomi gli speaker non li consocono? Questi riferimenti non li sanno? Beh dovrebbero. Mi fermo qui.

Mi fermo qui perché la cosa più bella, tra le tante cose belle della “Miglianico Tour 2022”, è stato il gruppo che, di gran corsa e con grandissimo cuore, ha “seguito” e circondato di palpiti gioiosi e solidali Emanuele Rosino. Ci si può commuovere di gioia nel vedere partire una corsa che pure si è vista partire ed arrivare sin dalla sua prima edizione? Si, si può. Quando, davanti a Peppinella, ho salutato il “gruppo di Emanuele” illuminato dal meraviglioso sorriso di sua sorella Gloria che era dietro di lui, mi sono commosso, veramente commosso di gioia. Veder la vita che, correndo, sfida ogni avversità, è uno spettacolo troppo bello. La commozione sgorga dal cuore e non la si può fermare. È un esempio, non l’unico anche in questa edizione 2022, che la “Miglianico Tour” ci ha lasciato in dono. Ogni anno qualcosa, più di qualcosa giustifica e certifica che la Miglianico Tour è magia. Una corsa, una semplice corsa, di quelle che si corrono altrove, anche se grande per numeri e per nomi, non ha questa magia, la magia della “Miglianico Tour”.          

Vorrei tornare sui fuochi d’artificio che hanno festosamente accompagnato la processione dei San Pantaleone da e per il Santuario alla chiesa di località Caramanico, il 9 e l’11 agosto scorsi. Non lo faccio perché a me i fuochi d’artificio ed anche le “bombe scure” piacciono, quindi potrei essere classificato come di parte. Inoltre non voglio avventurarmi in un terreno “esplosivo”. Pare, infatti, che quelli siano stati fuochi che hanno acceso anche qualche polemica. Alla buona volontà ed alla sincera devozione di tantissimi qualcuno ha voluto aggiungere precisazioni, sottolineature, richieste di chiarimenti anche su chi ha pagato, su chi ha autorizzato, su chi ha deciso se qui o là, su qualunque altra cosa possibile ed immaginabile. Non voglio entrarci. Sono questioni “alte”. Competono alla saggezza del Comitato Feste, alla riflessione della Parrocchia, in particolare del pio sodalizio che si richiama al nostro Santo Protettore, alla Pro Loco, all’Amministrazione Comunale. Ad altri forse, non a singoli Cittadini come me e i miei eroici ventitré Lettori. Noi aspettiamo gli sviluppi, al riparo.  

Ieri l’altro abbiamo potuto salutare cristianamente il carissimo Lamberto Berardocco. Aveva fatto in tempo a tornare nella sua Miglianico per passare qui gli ultimi giorni segnati dal progredire della malattia che lo stava abbattendo. Lamberto, un uomo buono, un Amico simpatico, sempre cortese e delicato, è stato uno dei personaggi indimenticabili della mia Miglianico. Uno di quei Miglianichesi senza incarichi, senza posizioni apicali, senza titoli o interessi rilevanti ma capaci di diventare importanti per le piccole cose della quotidianità. La sua passione per il calcio, la sua capacità di servizio silenzioso e concreto lo hanno reso unico e, per questo, indimenticabile. Lamberto ha sempre dato una mano, nelle cose più piccole ma non per questo meno importanti, quelle cose che sembrano più che secondarie ma senza le quali poi una partita non si può giocare, sia essa dei Pulcini o degli Allievi o della 3^ categoria o della Promozione, dell’Eccellenza e dell’Interregionale o, perché non ricordarlo, di un torneo cittadino. È stato bello vedere in chiesa, nonostante un caldo afoso e fastidioso, quelli che sono stati a lungo dirigenti della “Miglianico Calcio” negli anni di grandi e piccoli successi. Erano lì per salutarlo come si fa, come si deve fare con un Amico al quale dire grazie per quel che ha saputo fare, in silenzio e con generosità. Dopo quello colorato e gioioso della Miglianico Tour, quel saluto silenzioso e grato a Lamberto Berardocco è stato un inno allo sport vero. Quello che unisce e rende amici. Quello che non ti fa dimenticare l’Amico anche quando è passato qualche anno dall’impegno diretto nella comune passione calcistica. Perché l’affetto è il calore della memoria. 

Buona Domenica.