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La letterina del sabato 16 aprile 2022

Categoria: Notizie
Pubblicato Sabato, 16 Aprile 2022 14:11
Scritto da Maurizio
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Care Amiche e cari Amici,

augurando ai miei eroici ventitré Lettori una Buona Pasqua questa Letterina è già stracolma di contenuti e di importantissimi significati. Se non lo si dice tanto per dire, augurare un augurio sincero di Buona Pasqua contiene la pienezza della fede nel suo punto centrale, il più alto, irrinunciabile, fondamentale. Senza la Resurrezione, cioè se non crediamo al Cristo Risorto, alla vittoria della vita eterna sulla morte, al compiersi della Buona Novella, non crediamo a molto. Al massimo ci piace qualche bella storia, qualche parabola esemplare o solo simpatica. Forse mostriamo devozioni verso Santi per miracoli che immaginiamo frutto di esseri che hanno agito per conto proprio, quasi a volersi imporre come personaggi nella storia e non a testimoni della fede proprio in quel Cristo Risorto con la forza del quale e in nome del quale hanno effettivamente compiuto prodigi o testimoniato il loro esempio eroico. 

 

Nella Pasqua poi c’è la pienezza della Pace che non si regge - ammesso che la si costruisca – nell’equilibrio statico di un braccio di ferro tra soggetti armati. Una tregua continua non è pace. Perché non c’è amore ma solo un reciproco terrore. La vera Pace parte ed è retta dall’Amore. 

Con questa Pasqua 2022 torniamo a riappropriarci di qualcosa della nostra vita sociale. Certo occorre attenzione, ma aver celebrato la Santa Messa in Coena Domini, l’aver rivissuto l’emozione della Processione penitenziale di ieri sera, apprestarci a poter riempire la Chiesa per la Veglia Pasquale, incontrare tanti, speriamo tantissimi, domattina e tornare a fare anche Pasquetta non è poca cosa se pensiamo solo al recente passato ed anche al presente di chi vive nelle zone di guerra, non solo in Ucraina, o dove ci sono tumulti e dittature.

Questa Pasqua, accompagnata da un tempo probabilmente clemente, ci serva a riprendere anche altri momenti di socialità, a cominciare dai più semplici, quelli quotidiani, abbandonati per forza e non ancora ripresi del tutto per pigrizia, per eccesso di cautela, per ingiustificata diffidenza, per scoraggiamento. Lo si vede appunto dalle presenze dei singoli nella quotidianità. Le restrizioni imposte dalla pandemia hanno forse fatto dismettere anche le cose più semplici: una passeggiata, il fermarsi a chiacchierare con qualcuno, andare a far visita ad amici senza dover onorare una festa o un particolare appuntamento, invitare a casa amici con la stessa mancanza di occasione speciale. L’assalto alle pizzerie ed ai ristoranti c’è stato e c’è, fortunatamente, ma è una piccola parte del ritorno alla vita sociale. Tra le cose che mancano ci sono gli incontri pubblici, culturali, folclorici, ricreativi, politico-amministrativi. La cosa che più manca però è la nostra voglia di tornare alla quotidianità vissuta fino a un paio di anni orsono. Non si è trattato di pochi giorni, è vero, ma neppure di un secolo. 

Non faremo in tempo a rientrare dalla scampagnata del Lunedì dell’Angelo che avremo in vista, domenica 24, la Festa di San Rocco, la prima ogni anno. Quest’anno, la prima vera occasione di festa popolare. Il Comitato Feste, egregiamente guidato dal Presidente, Giuseppe Volpe, con i suoi brillanti Collaboratori, rectius, Collaboratrici dato che la quota rosa è decisamente e fortunatamente prevalente, sta facendo tutto il possibile per organizzare la festa nel migliore dei modi. Lo fa con la passione e l’intelligenza che abbiamo già apprezzato lo scorso anno. E va aiutato. Quest’anno la raccolta dei contributi vede la possibilità di avere come ricevuta dei biglietti per partecipare ad una lotteria. È un’ottima scelta. Anche perché consente facilmente ad ogni singolo Cittadino di acquistare uno o più biglietti anche se “la note ha già passàte a la case”. 

Anche così, riempendo di entusiasmo un evento tradizionale e dando sincero e spassionato sostegno a chi si impegna per la nostra Miglianico, si torna a quello spirito di vita che è la ricchezza di una Comunità locale.

Buona Domenica e Buona Pasqua.