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La letterina del sabato 2 novembre

Categoria: Notizie
Pubblicato Sabato, 02 Novembre 2019 12:07
Scritto da Maurizio
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Care Amiche e cari Amici,

questa Letterina cade nel giorno in cui facciamo memoria dei nostri cari defunti. È un giorno nel quale un po’ di mestizia avvolge tutti. Per chi ha fede nel Cristo risorto non è un giorno di dolore perché è occasione di una preghiera speciale, un dono che facciamo ai nostro cari, l’unico vero dono che essi possono accogliere nella dimensione dell’eternità, quella che noi non riusciamo neppure ad immaginare.

Ieri c’è stata la notte di Halloween. Mi unisco a quanti, pochi o molti che siano, pensano saggiamente che sia una contaminazione della quale non avvertiamo alcun bisogno e che andrebbe lasciata svanire. Cancellarla di forza non si può, non si deve. Si rischierebbe di farla diventare un valore, a dispetto del disvalore che invece ha.  

Prima di passare ai pochi spunti che ho scelto di condividere con voi, i miei eroici ventitré lettori, devo scrivere ancora un grazie pieno di sincera ammirazione al Comitato Feste 2019 che ha organizzato e fatto ben riuscire la Festa della Venuta di San Pantaleone, l’ultima di quelle che la nostra tradizionale prevede ogni anno. Riprendendo un vecchio aneddoto posso dire che è andato tutto molto bene. Non pochi anni fa, infatti, la mattina del 27 luglio, giorno di san Pantaleone, i Miglianichesi trovarono maltempo con pioggia insistente. Un Concittadino con arguzia utilizzò quella condizione climatica per esprimere il suo giudizio sul Comitato Feste sentenziando così: "Il Santo non gradisce". Il tempo molto bello anche di domenica scorsa potrebbe consentire di dire che “Il Santo ha gradito”, con ciò affermando un giudizio molto buono sul Comitato Feste. Penso che il nostro Santo Protettore abbia già troppi problemi per causa nostra e non è certo in vena di scherzi meteorologici per far divertire noi, piccoli e grandi peccatori. Non scherzo con i Santi. Esprimo ancora una volta plauso e gratitudine al Comitato che ha saputo organizzare al meglio le nostre Feste tradizionali, tutte. Ha saputo affrontare e risolvere problemi piccoli e grandi alcuni dei quali, come i miei ventitré lettori ricorderanno, forse sono stati generati da un clima divisivo voluto in momenti e per scopi che nulla avrebbero dovuto avere a che fare con le feste locali. Questo purtroppo è un rischio che può verificarsi quando si è nell’anno delle Comunali. A maggior lode del Comitato, ricordo con piacere che esso ha fatto dono alla nostra Comunità di totem informativi sulla tradizione legata ai Santi che veneriamo nei giorni delle nostre festività locali. Questo dono che arricchisce Miglianico vale più di qualche palo di luminarie, più di una serata musicale o di un fuoco d’artificio. Voglio infine sottolineare con accresciuta ammirazione che questo Comitato Feste è stato a trazione femminile, poiché oltre alla Presidente, la dottoressa Annalisa Palladinetti, gran parte del Direttivo e non pochi componenti sono Donne, sono nostre Concittadine che hanno dato egregia prova di sé stesse in un momento che non è stato davvero facile da affrontare, facendolo senza alzare polemiche e senza accampare scuse o lamentazioni. 

Per un Comitato Feste che può riposarsi e fare serenamente il proprio consuntivo sapendo di aver svolto molto bene e fino in fondo il proprio compito, c’è una Pro Loco che non si ferma mai. È già in campo per l’annuale edizione, la undicesima, di “Novello e Castagne”, che si svolgerà nei giorni 8, 9 e 10 novembre prossimi. Sarà una nuova prova, sarà l’ennesima successo organizzativo e realizzativo di un gruppo, come quello guidato dall’ottimo Presidente Nicola Santalucia, che continua a suscitare simpatia fuori e dentro Miglianico. Possiamo e dobbiamo essere orgogliosi della nostra Pro Loco. Se un rimprovero può esser fatto, in questa come nelle tante altre occasioni nelle quali la nostra Pro Loco è stata protagonista di iniziative tutte ben riuscite, il rimprovero è per noi, è perché non tutti siamo ancora capaci di sostenerla o anche solo di applaudirla come merita.

Il primo fresco d’autunno ha riacceso la polemica tra maggioranza e opposizione. A sentire i report delle mie sentinelle social, pare sia stato il Sindaco ad accendere le polveri. In realtà si tratta di fuochi fatui, di poca roba. Probabilmente il Sindaco ha voluto saggiare le difese avversarie per motivi che ora non vado ad esporre e si sta divertendo con chi si va agitando nella digitazione di post e commenti. Lui ama stanare certi soggetti e sa come fare. Altri credono di esser furbi, am in realtà sono quelli stanati apposta.   

Un’opposizione che picchia - metaforicamente - che pone domande, che chiede chiarimenti, che insinua casomai qualcosa, che insiste per mettere in difficoltà il Sindaco e la sua maggioranza, fa il proprio dovere. Lo fa in parte, ma è parte del proprio dovere. Fa bene a farlo.

Il Sindaco che non si mette sulla difensiva ma contrattacca o, meglio, attacca, picchia - sempre metaforicamente - per primo, fa la sua parte. È il modello anni ‘80 e ‘90 che molti si noi ricordano molto positivamente. Anche lui fa il proprio dovere, lo fa anch’egli in parte. Fa bene a farlo.

Se gli uni e l’altro si limitano solo a passare minuti e minuti su Facebook, fanno però il loro dovere in piccolissima parte. Se perdono tempo con chi fa perdere loro tempo solo sui social, non fanno il proprio dovere o lo fanno male.

L’uno e gli altri sono stati eletti e sono tenuti a adempiere con onore al proprio mandato. Hanno gli strumenti della legge e dei regolamenti per chiedere e per avere informazioni, per dare informazioni e per denunciare quali sono le richieste pretestuose che fanno solo perdere tempo agli uffici comunali. Hanno il dovere della trasparenza per comunicare tutto ai Cittadini. 

L’opposizione, solo quando si arriva all’irrisolvibile nel confronto democratico, ha anche la possibilità di chiedere l’intervento della magistratura amministrativa e di quella penale, senza dimenticare però che non va mai delegato al potere giudiziario il compito di amministrare le comunità locali o nazionali.    

I nostri amministratori comunali hanno la fortuna di poter svolgere il proprio mandato in una cittadina e non in una metropoli. Possono portare domande e risposte in luoghi di confronto aperti al pubblico potendo avere un confronto diretto, a viso aperto con i propri Concittadini. 

Faccio esempi concreti.

La maggioranza di “Miglianico Cambia” può riprendere anche subito il suo tradizionale giro con i Cittadini, fissando, come ha sempre fatto - lo si deve riconoscere senza se e senza ma - gli appuntamenti nelle contrade e in sala civica, ora sarebbe opportuno farli in sala consiliare.

Faccio un inciso. Se non è stato ancora fatto, sarebbe bello, sarebbe giusto intitolare subito la sala consiliare del Municipio ad una tra le personalità alle quali i Miglianichesi devono riconoscenza e alle quali non l’hanno ancora mostrata in modo ufficiale. Non avanzo proposte. Se le facessi esse verrebbero bruciate per spirito di cieca avversione personale. Involontariamente consentirei di arrecare offesa alla memoria degli illustri uomini che meritano questo segno concreto di riconoscente memoria civica. Chiudo qui l’inciso.

Torno al confronto auspicato. I martellatori dei social farebbero bene a partecipare direttamente alle riunioni promosse dall’Amministrazione comunale. Non lo hanno mai fatto nei cinque anni appena trascorsi. E hanno sbagliato. I risultati lo dimostrano inoppugnabilmente. Devono partecipare proponendo lì le domande su quel che a loro appare non chiaro o su quel che loro ritengono sia nascosto o dissimulato. Lì devono fare le loro proposte.

L’insieme-che-divide, finita la sbornia da sconfitta, può organizzare, per suo conto e tornaconto, incontri pubblici dove esporre il proprio punto di vista fatto di critiche all’operato dell’Amministrazione comunale e di proposte su quel che ritiene debba esser fatto.

Prima di tutti però c’è il Consiglio comunale, dove hanno il dovere di farlo e di farlo secondo leggi e regolamenti. Se non lo fanno prima lì non hanno credibilità in nessuna altra sede si presentino a parlare.

Questa fatica democratica, che è una bella fatica, aiuterebbe i Cittadini a formarsi un’opinione su come vanno le cose a Miglianico. Aiuterebbe anche chi, per previdente prudenza o per puntigliosa cura, sta già pensando alle prossime elezioni comunali, dove i contendenti della primavera scorsa non ci saranno più o comunque saranno collocati in uno scenario alquanto diverso, come è chiaro già a molti Concittadini non accecati dal pregiudizio e dall’avversione. Nel 2024 non ci sarà rivincita. Sarà un’altra sfida. 

Non m’importa affatto. Ma temo che la fatica democratica di maggioranza e opposizione nello stimolare e nell’alimentare un leale confronto non eliminerebbe né abbasserebbe di un solo secondo l’accanimento di chi ha scelto il podio social per sentirsi qualcuno. Chi si alimenta di like e commenti, se smettesse per dedicarsi a questo scenario forse un po’ vintage ma certamente più sano, potrebbe avere sindrome da astinenza. Ma di questo non se ne dorrebbe nessuno. Per alcuni di loro, spiace dirlo, la festa di Halloween è, almeno nella simbologia di derivazione orticola, un modo di essere decisamente irrinunciabile. I miei ventitré lettori capiscono cosa intendo.

Buona Domenica.