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Acta Meridiana - 6

Categoria: Notizie
Pubblicato Mercoledì, 08 Maggio 2019 16:04
Scritto da Maurizio
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In attesa dei comizi, argomento del quale proverò ad annoiare i miei ventitré lettori prossimamente, ci sono due rimbalzi mediatici interessanti. Il primo riguarda la narrazione. Quando non è tratta da conoscenza diretta o da fonti molto affidabili, si corre il rischio di andare fuori strada, di “toppare”, come si suol dire. Mi hanno fatto leggere un post molto interessante a questo proposito. Lo ha pubblicato il dott. Carlo Di Federico, che è stato candidato sindaco nel 2014, conducendo egregiamente la sua battaglia elettorale. Ha replicato ad una generica accusa mossa da Manuel Giampiero Sulpizio. Sul suo profilo Facebook, l’ottimo Giampiero, grande poeta, apprezzato critico letterario, amico e cugino avrebbe liquidato l’esperienza consiliare dei due componenti del gruppo “M5S” dicendo che durante quasi cinque anni non "hanno fatto opposizione".

 

Dico subito che non è vero. Non lo dico io. Non è vero. Lo dicono le carte, lo dicono i fatti della nostra storia recente. Se Giampiero avesse continuato a leggere le notizie su questo spazio di libertà sia per avere informazioni sia per verificare quelle ricevute da altri non avrebbe probabilmente azzardato un giudizio tanto tranciante quanto non vero. Forse - questo temo - si è fidato di chi sta attorno a Carlo Biasone o proprio di lui. Se lo ha fatto ha commesso quantomeno una leggerezza. Avrebbe potuto/dovuto chiedere a suo cugino, Massimo Sulpizio che, da uomo onesto qual è, gli avrebbe detto la verità. Che è diversa da quella raccontata che poi ha raccontato. I consiglieri del Gruppo “M5S”, Carlo Di Federico e Tino De Marco, hanno fatto il loro dovere, nei limiti delle condizioni date. A differenza dei due consiglieri di “Progetto Miglianico”, Catia Giovina Mattioli Stella e Fabrizio Papponetti (che si ripresenta pure!) loro hanno fatto una seria opposizione, meglio, un’opposizione seria. L’hanno fatta con scrupolo e coscienza. Hanno letto le carte, sempre, mentre Papponetti & Co. quasi mai lo hanno fatto. Hanno lavorato con il loro gruppo per prepararsi ad ogni Consiglio comunale. Hanno fatto proposte, non poche delle quali sono state accolte dalla maggioranza. Hanno contestato e si sono opposti ai provvedimenti non condivisi. Lo hanno fatto senza strepitare, senza spargere fumo negli occhi, senza fare manifesti sotto le feste, senza andare in giro a raccontare fesserie solo per mostrarsi contro. Hanno fatto riunioni nelle contrade e nel centro abitato. Ma anche lì, Carlo Biasone e i suoi attuali compagni di cordata non c’erano. Invece bisognava esserci. Così oggi non si sognerebbero neppure di dire o di suggerire che quelli del M5S non hanno fatto opposizione. 

Scrivo tutto ciò serenamente non essendo stato elettore del M5S, non avendo ovviamente condiviso non poche cose dette o scritte dal Gruppo consiliare pentastellato ma riconoscendo senza alcuna difficoltà il valore positivo e propositivo della loro opposizione. Poi, a livello politico, ognuno la penserà come vuole, ci mancherebbe. Però quando uno fa il suo dovere questo va riconosciuto. Lo riconosco eccome, anche se quell’impegno non mi avrebbe fatto cambiare opinione sulla convinzione di aver avuto una eccellente Amministrazione comunale, quella di “Miglianico Cambia”, e un Sindaco molto bravo, Fabio Adezio. Faccio notare, anzi ricordo ai miei ventitré lettori e non solo a loro, che i nostri Amministratori, Sindaco Adezio in testa, ci sono stati e ci sono invidiati da persone di ogni idea politica dei centri vicini e meno vicini, tutti tranne che da quelli del’insieme-che-divide. Chissà perché.

Sono convinto che la mancanza della lista del “M5S” e del suo candidato sindaco, il dott. Pasquale Di Crosta, siano da considerarsi una diminuzione non semplicemente numerica ma qualitativa in questa campagna elettorale, perché avrebbe consentito a tutti, anche a chi li avrebbe osteggiati a prescindere, di capire meglio e di meglio formarsi la propria opinione. Carlo Biasone di questo è contentissimo. È l’unica divisione che non avrebbe amato.

L’altro accidente multimediale è a conoscenza di tutti o quasi. Non tutti, anzi pochissimi avranno poi avuto modo di fare la riflessione genuina ed efficace che un intelligente e riservato Concittadino ha fatto in queste ore.

Stamattina il telefono di chi, a suo tempo, ha attivato quel servizio di comunicazione, ha squillato e dall’altro capo ciascuno ha potuto ascoltare la voce tranquilla e schietta del Sindaco, Fabio Adezio. Non è stata una telefonata di propaganda elettorale. Non è stata una chiamata a raccolta per un comizio o una riunione. È stata la comunicazione ai Cittadini di un guasto alla rete idrica. La mia collega in ufficio mi ha chiesto cosa stessi ascoltando. Le ho spiegato e mi ha detto: "Accidenti, che bello! Ma voi avete anche questo a Miglianico?!". Oh, l’orgoglio campanilistico in certi casi parte da solo. Perché in quei momenti senti che noi a Miglianico abbiamo quello che altri in altri paesi e città neppure se lo sognano.

Ma la notazione fatta da quel Cittadino è ben più profonda ed attuale. Infatti ha sottolineato due cose. La prima è che c’è stata una immediata e puntuale attenzione per un problema che riguardava una contrada, una singola contrada, non il solito centro abitato. La seconda è che questo Cittadino, non schierato ma evidentemente onesto e sincero, ha scritto che non ha alcun ricordo di un simile servizio, di tanta attenzione, di questa disponibilità efficiente da parte del Sindaco che ha governato prima del 2014.        

Chi era quel Sindaco? Uno dei ri-esumatori di Carlo Biasone, uno che Miglianico vorrebbe “cambiarla davvero”. Capito come?    

6 - continua.