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La letterina del sabato 9 maggio 2026

Care Amiche e cari Amici,

sarà un fine settimana intenso e ricco di belle emozioni questo che ci apprestiamo a vivere. Avrei voluto soffermarmi sull’importanza di alcune ricorrenze che cadono soprattutto oggi, 9 maggio, e sono quelle che vanno dall’anniversario dell’assassinio di Aldo Moro, che attende ancora una verità più nitida e completa, a quello di pari età del ritrovamento del cadavere di Peppino Impastato, dalla fine, di fatto, della Seconda Guerra Mondiale, dalla quale pare si sia appreso poco o molto si sia dimenticato, al “Re di maggio” fino alla beatificazione del magistrato Rosario Livatino. Ognuno di questi appuntamenti anniversari avrebbe meritato un adeguato spazio di riflessione da condividere con i miei eroici ventitré Lettori (+24°), non perché riguardino direttamente la nostra Miglianico sul piano fattuale ma perché riguardano le coscienze civili e le consapevolezze culturali anche di noi Miglianichesi che, come Cittadini, certo non siamo avulsi dal mondo.

 

Il 9 maggio, oltre a tutto questo e a tanto altro, è una festa, una grande festa che dobbiamo sforzarci di conoscere meglio per viverla pienamente. Oggi, infatti si celebra la “Giornata dell’Europa”, che, piaccia o meno, è la festa della nostra ormai irrinunciabile patria europea. Quest'anno la “Giornata dell'Europa” sarà speciale perché si festeggia il 40º anniversario delle prime celebrazioni ufficiali per la “Giornata dell'Europa” e dell'uso pubblico della bandiera, quella blu con le 12 stelle, e dell’Inno dell'Unione Europea, il celeberrimo “Inno alla Gioia” musicato per la sua Nona Sinfonia da Ludwig van Beethoven sui versi del poeta Friedrich Schiller.  

Qui da noi, nella nostra adorata Miglianico, non sembrano previsti momenti celebrativi o cerimonie particolari. Speriamo che almeno la bandiera europea sia ben sistemata sul suo pennone, che sarebbe il minimo. 

Ma la giornata di oggi, quasi con un richiamo all’Inno alla Gioia, sarà occasione di una bella festa, quella della Poesia: parlo di PoetaMi - Miglianico Borgo in Poesia”, la VI edizione del Simposio poetico sulle orme di Paride Di Federico. Nel pomeriggio, infatti, alle 18,30, presso la Casa delle Monache, ci sarà la cerimonia di premiazione del Premio di Poesia intitolato all’indimenticato Paride Di Federico, riservato alle Scuole Primaria e Secondaria di primo grado. La manifestazione, giunta alla sua XVII edizione, è giustamente un appuntamento tradizionale, irrinunciabile e di elevato valore civico prima che artistico per la nostra Comunità. Merita di essere vissuto anche quando non si hanno figli e nipoti in gara, anche quando qualcuno ci suggerisce di “lasciar perdere”, anche quando pensiamo che non partecipando possiamo mostrare di marcare una distanza dall’Amministrazione Comunale, che non solo è una colossale sciocchezza ma contiene la negazione dello spirito di una simile manifestazione. A seguire, cioè alle 20,30, sempre alla Casa delle Monache, ci sarà la premiazione di “PoetaMi - Miglianico Borgo in Poesia”, concorso giunto alla sua VI edizione, che sarà preceduto dalla “Lectio poetica” di Maria Grazia Calandrone che colloquierà con il carissimo Collega Oscar Buonamano. La serata sarà suggellata dall’intervento musicale di Alfredo Scogna e dalle letture di Maria Massari.

Avremo il tempo di una buona notte e domattina sarà ancora una domenica di vera gioia perché domani, 10 maggio, è la Festa della Mamma. Questo richiamo coglie ciascuno con l’immagine indelebile della propria Mamma che accende i nostri occhi chiusi e con una voce che scuote dolcemente i nostri cuori. Questa sensazione indicibile e bellissima contiene e giustifica ogni emozione e ogni gesto di omaggio e di affetto verso le nostre Mamme. Non importa dove siano fisicamente perché il loro posto è nella parte più calda del cuore di noi Figli. Purtuttavia, è bene ricordare, almeno con una piccola preghiera o un pensiero intimo, chi non potrà festeggiare anche nel modo più semplice questa ricorrenza, perché una bomba ha lacerato la sua serenità, perché un mare buio ha inghiottito un abbraccio, perché una ingiustizia sociale ha oppresso e separato madri e figli col peso di una povertà imposta dall’egoismo di pochi.

Non dimentichiamo queste pieghe tristi dell’umanità e meditiamole. Però non dimentichiamo certo di festeggiare le nostre Mamme. Chi può farlo ancora, oltre a recare loro doni tra i più belli, oltre a sedere al loro fianco attorno a tavole imbandite, si ricordi di strapazzarle di coccole e di baci. Per tanti che possano sembrarci saranno infinitamente pochi rispetto a quelli che loro ci hanno dato. In fodno saranno la cosa che gradiranno di più. 

Care Amiche e cari Amici, scrivo di getto e non mi soffermo ora a riflettere se sia giusto rovinare il clima di gioia che copre tutto questo fine settimana con una nota di cronaca locale che di gioioso non ha proprio nulla. Però non posso dimenticare l’impegno delle mie sentinelle del web, sempre vigili e attente alle vicende della nostra Comunità, anche con ciò dimostrando amore e passione sincera per la nostra Miglianico. Non paghi delle meschinità propalate a più riprese sulle lodevoli attività del nostro Comitato Feste e su alcuni ex- Presidenti dei Comitati di anni passati, o, forse, consapevoli di tanto squallore, quelli della minoranza consiliare, che fanno capo al mio Amico Dino De Marco, hanno pensato di provare a fare qualcosa che assomigli a ordinarie azioni di opposizione. Chissà, forse hanno avvertito disagio per le bacchettate che ha infero loro Silvio De Lutiis invitandoli ad occuparsi di altro, o, chissà, hanno deciso da soli di cambiare obiettivo. La cosa ora non è di alcun interesse. Conta quel che hanno provato a sollevare o, meglio, a risollevare per fare un po’ di polemica e un tantino di propaganda: il campetto del Colle. L’oggetto, quell’opera pubblica, che pure avrà una sua speciale “paternità”, non ha mai avuto applausi né speranze di averne. È l’ultimo errore o, a voler esser buoni, l’ultimo tentativo non riuscito di tanti che si susseguono ormai da decenni “sopr’a lu Còlle” con padri diversi anche provenienti da opposte fazioni. Per quel che riguarda “Il Colle”, rectius “Lu Còlle”, questo luogo che a qualcuno sembra mitico ma che tale non è, resto fermamente convito di quanto scritto per i miei eroici ventitré Lettori nella Letterina del 14 luglio di otto anni fa: era il 2018 (clicca qui per rileggerla). In quella nota c’era un passaggio che oggi estrapolo non per spirito polemico - vecchio di 8 anni non può certo essere visto come spunto creato oggi per avversione o mero spirito contrario verso qualcuno “arrivato” solo recentemente su certe posizioni - ma perché segna un passaggio storico che dovrebbe far capire quanto sia strumentale la polemica che gli “in-comunisti” di Dino De Marco provano oggi ad agitare sul campetto del Colle. 

“… Due interventi furono compiuti poi nel quinquennio 2004/2009 dall’amministrazione UDC guidata dal mio Amico Dino De Marco. Fu realizzata la sistemazione della strada che a molti sembrò una pista da bob ma che comunque nulla ha cambiato né migliorato della sua percorribilità se non nel piccolo tratto da Borgo San Rocco all’accesso della nuova Chiesa. Fu ideato e portato a termine il campetto, opera che portò l’allora gruppo di opposizione a protestare per lo “scempio” fatto al Colle, minacciare addirittura di incatenarsi lì. Il mio Amico Federico Anzellotti, allora assessore-mai-amico-del-Sindaco, li sfidò dicendo che avrebbe buttato la chiave dei lucchetti. Finì tutto lì.” ... 

Sempre fuori di polemica ma solo per pura notazione storica, va detto che all’epoca il Sindaco era Dino De Marco, il Segretario Cittadino dell’UDC era chi vi scrive oggi, Assessore comunale, oltre al citato che voleva buttare la chiave e lasciare incatenata l’Amica Paola D’Onofrio (capogruppo dell’opposizione), era il mio Amico Gianleo D’Ercole. Ex sindaco ed ex assessori siedono oggi all’opposizione. Per loro questa lettura vale come piccolo promemoria, così potranno evitare di darsi ancora la zappa sui piedi. Per chi queste cose non le ha conosciute o non le conosce, vuoi perché troppo giovane vuoi perché, dolosamente, usa la memoria in modalità ultime-ventiquattro-ore, vale come invito a documentarsi prima di stracciarsi le vesti e lanciarsi in commenti sgangherati che li espongono al ridicolo.

Per il Sindaco e la sua maggioranza di oggi e, se posso permettermi, per i futuri Sindaci e le future maggioranze consiliari, questa rilettura può esser un piccolo dono che, se accolto con la dovuta serenità, forse eviterà loro di fare ulteriori interventi belli ma inutilmente  costosi “sopr’a lu Còlle”. 

Buona Domenica     

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