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La letterina del sabato 2 maggio 2026

Care Amiche e cari Amici,

è appena trascorso il 1° maggio, Festa di san Giuseppe Lavoratore e Festa internazionale del Lavoro, senza che qui, nella nostra Miglianico, ci siano stati sussulti celebrativi o manifestazioni di alcun genere, poiché tale non si può considerare la mera e ormai solita proliferazione di messaggi whatsapp di vario taglio a seconda delle diverse sensibilità dei mittenti. Ho messo prima san Giuseppe, oltre che per rispetto al Santo che, primo uomo forse anche nella storia della letteratura mondiale, non parla mai, anche perché oggettivamente viene da più lontano, lui non la decisione della Chiesa Cattolica di celebrarlo il 1° maggio, mentre la Festa laica dei Lavoratori o del Lavoro in Italia risale all’inizio del secolo scorso. Oltre questo dettaglio, si tratta di due ricorrenze di straordinaria importanza. Scremata la retorica del giorno, che non è mai poca, va ricordato sempre che il lavoro è fondamento della nostra Repubblica, come recita il suo primo articolo. 

 

Sul passaggio del 1° maggio a Miglianico le mie sentinelle social non mi hanno segnalato ulteriori sguaiatezze da parte del gruppo di minoranza che fa capo al mio Amico, Dino De Marco, che invece ha insistito, sempre sguaiatamente, nell’attacco all’Amministrazione comunale per la gestione dei fondi pubblici concessi ad associazioni e comitati che, durante il 2025, hanno lodevolmente animato tante giornate e tante serate sempre con risultati molto apprezzabili, come ho avuto modo di raccontare ai frequentatori di questo spazio di libertà. 

Provo a ricapitolare velocemente. A ridosso della Festa di San Rocco il gruppo di Dino De Marco è partito all’attacco dell’Amministrazione comunale per i fondi concessi al Comitato Feste 2025, e, sguaiatamente anche andando forse oltre il limite della decenza e della diffamazione, ha tirato dento ex presidenti di Comitati, pure a loro tempo ben sostenuti. L’Amministrazione comunale, probabilmente, non volendo scendere a livelli così bassi, ha deciso di non replicare, anche perché non essendo stata accusata di malaffare o malversazione dei denari pubblici, ha potuto serenamente ignorare il tutto. Quel silenzio è stato una bella reazione. Del resto, l’uscita social della minoranza, mi dicono le mie sentinelle del web, non ha raccolto molto, diciamo quasi niente. 

Attenzione, Care Amiche e cari Amici, martedì scorso, 28 aprile, c’è stata l’assemblea della Pro Loco per l’approvazione del bilancio consuntivo 2025 e di un intenso programma di eventi per il 2026 pur se con qualche preoccupazione da fattori esterni. A fronte di un “generoso contributo dell’Amministrazione comunale”, la Pro Loco ha approvato all’unanimità un documento che conta oltre 10.000€ di attivo. Cosa fa l’opposizione? Nulla. E fa bene.  

Cosa ha fatto dopo l’approvazione del bilancio consuntivo 2025 delle altre realtà associative censite a Miglianico (che non sono solo due o tre) - parlo del consuntivo delle associazioni sportive e di quelle culturali e musicali che pure hanno avuto contributi da parte dell’Amministrazione comunale - cosa ha scritto sui suoi potenti canali social? Niente. E ha fatto bene.

Rieccoli, prima del 1° maggio, sempre a ridosso di una festività, vecchio vizio “progettista” che Dino De Marco ha contagiato ai suoi nuovi seguaci. Non avendo avuto risposta da nessuno, hanno cambiato mira e sono passati all’attacco diretto del Presidente del Comitato Feste 2026, l’ottimo Gianfranco Mancinelli, ottimo come presidente e come imprenditore, tanto da poter dare lezioni su ambedue i fronti a chi oggi lo attacca sguaiatamente. Un gruppo di opposizione che avrebbe voluto amministrare Miglianico ora chiede prima “ufficialmente perché non pubblicare il rendiconto?”. Poi chiede direttamente al “Presidente del comitato (oh, manco la dignità di chiamarlo per nome questo Concittadino che conoscono da decenni), di “non ripresentare la propria candidatura”. Vogliono fare “piena luce”? Intanto l’accendano dento i loro ritrovi e nelle loro teste per leggere i fatti che solo loro sembrano ignorare. Innanzitutto penso che anche loro, benché non esperti in materia, appartengano agli oltre cinquemila Miglianichesi che non hanno mai visto il rendiconto di un Comitato feste pubblicato da qualche parte, più precisamente in Chiesa, dove, al limite ciò potrebbe essere fatto. Poi dimostrano di non avere allineate le date del calendario, forse utilizzano quello azteco o sumero. Il Comitato Feste ed il suo Presidente non si devono candidare perché è già successo. Sono già da un paio di mesi nel pieno della loro attività. Sono in carica. Sono operativi. Hanno già organizzato due feste il mese scorso, Sant’Antonio a Cerreto e San Rocco. Stanno procedendo speditamente ad organizzare le Feste patronali di luglio. Come potrebbe il Presidente del Comitato Feste non “ripresentare la propria candidatura” se è uno che è appena entrato in carica per il nuovo mandato?! Loro, palesemente, sembrano avercela con il mio Amico, Gianfraco Mancinelli, reo non di essere un cattivo Presidente del Comitato Feste, che non possono giudicare come tale perché nessuno di loro ha mai fatto il Presidente del Comitato Feste, ma di esser un tifoso elettorale di “Miglianico Cambia”. San Pantaleone è forse uscito in processione con la bandiera di “Miglianico Cambia”? Gianfranco Mancinelli va facendo la “nota” portando santini del Sindaco o volantini della maggioranza? Ma stiamo scherzando! Dobbiamo andare a prenderlo fuori Miglianico un Presidente senza simpatie per maggioranza o minoranza. O non dobbiamo più fare le feste, che forse è quello che vogliono certi soggetti.  

Care Amiche e cari Amici, aiutatemi a farglielo capire che se vogliono far dimettere il Presidente del Comitato feste, a norma delle regole canoniche che disciplinano appunto le festività dei santi nelle parrocchie di questa Diocesi, devono andare dal Parroco, del quale il Comitato è emanazione (art, 4, se non ricordo male), e poi dal Sindaco che è responsabile di altri aspetti di sua competenza diretta.

Va sottolineato che se il Parroco ed il Sindaco dovessero ascoltare i lamenti dell’opposizione facendo dimettere Gianfranco Mancinelli - il che sta nella sfera dell’altamente improbabile -, dovrebbero trovare in gran fretta un nuovo presidente, un nuovo comitato e, eventualmente, anche i denari per pagare le penali dei contratti che dovessero esser stati già chiusi in vista delle prossime festività. Ma forse loro, gli “inquisitori” hanno già la soluzione pronta ed un portafoglio pieno.     

Mentre il mio Amico, Dino De Marco, organizza i suoi per andare da don Gilberto e da Fabio Adezio portando argomentazioni più serie di quelle propalate sui social, condivido con i miei eroici ventitré Lettori (+ 24°) una piccola riflessione. L’impegno della minoranza, che fa capo a Dino De Marco, si è notato per due attacchi ripetuti: quello contro “Le Contrade del Piacere”, fulcro dell’impegno organizzativo della nostra super Pro Loco, e quello contro le Feste tradizionali di Miglianico oggetto dell’impegno del Comitato Feste e di alcuni (solo alcuni, con viscida intenzione divisiva, ndr.) Presidenti del Comitato Feste. Sono stati e sono attacchi che non vogliono fare chiarezza ma denotano l’oramai chiaro intento di distruggere o, comunque, di creare difficoltà ai principali eventi di Miglianico. È un’opposizione che continua nel suo vecchio, trito e triste tentativo di dividere la nostra Comunità.

Chi fa questi attacchi vuole bene a Miglianico?

Buona Domenica         

 

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