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La letterina del sabato 25 aprile 2026

Care Amiche e cari Amici,

oggi è il 25 aprile, Festa della Liberazione, una ricorrenza che merita ogni anno uno speciale ricordo perché i valori che essa contiene sono fondamentali, irrinunciabili e tanto più importanti quanto più si vedono attaccati o soffocati in altre parti del mondo, anche vicino a noi, intendo vicino fisicamente e nel senso di chi, nazione o confederazione, vicino a noi lo è come alleato. Appartengo al novero di quelli che hanno in uggia l’eccesso di richiamo alla Resistenza perché a volte viene usata a sproposito ed altre volte viene messa lì come ritornello da parte di chi vuole abbellire il suo dire. Questo, tra l’altro, offende lo spirito del 25 aprile. Però gli eccessi oratori e propagandistici non devono farci mai dimenticare perché abbiamo avuto un 25 aprile e perché dobbiamo esser vigili affinché non ci sia più necessità di arrivare ad un giorno come quello. La Resistenza, caposaldo innegabile della nostra storia, è un valore che nessuno deve azzardarsi a negare e neanche deve provare ad assimilare o mischiare ad altri richiami, che possono avere certamente il loro valore ma stanno a parte, per conto loro e con altre motivazioni e spessori etici, politici e storici.

Col 25 aprile, che celebra il suo 81° anniversario (a Miglianico non mi risulta che accada qualcosa in merito), si apre, non solo simbolicamente, la parentesi delle celebrazioni degli ottant’anni della Repubblica, nata nel 1946 col referendum istituzionale del 2 giugno. Spero che Miglianico trovi un momento per un evento significativo, possibilmente aperto anche alle scuole, per celebrare quella che fu una festa della democrazia vissuta con passione e gioia straordinarie perché straordinari furono i tempi che precedettero e accompagnarono quei giorni di ottant’anni fa. Sarà bel tempo quando si deciderà di farlo e si potrà fare in piazza, con i dovuti passaggi cerimoniali, culturali e anche ricreativi, perché di festa si tratta. Sarà bellissimo se, in quella occasione, si procederà ad intitolare una strada, una piazza, un largo, un edificio ai nostri ex-Sindaci, per esempio, o a personaggi di grande levatura, perché sarebbe ora di farlo. Una tal festa costerà dei soldi? La democrazia deve costare perché vale, a che la festa della democrazia quindi può costare qualcosa.

A proposito di feste va detto ancora un corale e gioioso grazie al Comitato Feste 2026 per l’organizzazione della Festa di San Rocco, domenica scorsa, che è stata accompagnata da bel tempo, una buona ma certo non trabocchevole presenza di Concittadini e vivificata da una colorita e scoppiettante sfilata di mezzi agricoli d’ogni epoca.

Riprendendo una sgradevole abitudine dei mai dimenticati scoloriti “progettisti”, anche l’attuale opposizione sembra aver ripreso la stucchevole abitudine di far capolino con qualche polemica in occasione delle feste, quelle classiche e soprattutto quelle nostre locali. Incapaci di chiamare i Cittadini a confronti pubblici i “postatori social” che fanno moralmente riferimento al mio Amico Dino De Marco, vero capo dell’opposizione, in occasione della Festa di San Rocco hanno continuato ad aggravare la propria posizione che è un po’ contro sé stessi e molto contro la Comunità locale. Aver attaccato l’Amministrazione comunale ci sta, fanno bene a farlo, anche se arrivano settimane e mesi dopo di noi su certi argomenti, perché l’opposizione come minimo questo dovrebbe fare. Se poi lo facesse bene, compiutamente, in pubblico confronto e con documenti piuttosto che con sole accuse, sarebbe meglio. Però, intanto, dopo mesi di silenzio rintanato, qualcosa ha detto e, per conto suo, dico che ha fatto bene. Tocca al Sindaco, alla sua maggioranza e a chi è stato tirato in ballo per ogni singola polemica rispondere, se lo ritiene opportuno. Come Cittadini abbiamo il diritto di capire dal loro confronto come stanno le cose. 

Però se si va a toccare la scelta amministrativa di concedere un contributo al Comitato Feste 2025 ci sta perché rientra nella polemica verso la maggioranza. Ma non è accettabile che si vadano a toccare persone che si sono impegnate in passato e che oggi si impegnano nei Comitati Feste. La gravità non è nelle accuse ma nello spirito che ha anima gli accusatori. Le accuse, infatti, da un lato, sarebbero risibili se non tendessero ad infamare onesti Concittadini, dall’altro lato, sarebbero meschinamente a effetto boomerang, tipo zappa sui piedi. Mi spiego. Chi accusa vecchi Presidenti di aver gestito in modo, diciamo così, particolare la contabilità dei Comitati, facendo presunti giri anche con parenti e scelti amici, dovrebbe ricordarsi che in quegli stessi anni è stato vice Sindaco, Sindaco, assessore o consigliere di maggioranza. Non si è accorto di nulla? Sapeva e gli andava bene? Ha dimenticato tutto pensando di esser oggi un’altra persona? O, più probabilmente, sa che è un’accusa campata per aria, una falsità solo infamante dettata dalla rabbia ancora non scemata? 

La cosa in sé, lo ripeto, resta risibile e renderebbe solo ridicolo chi ha mosso certe accuse se non fosse che, così agendo, rischia di generare un danno molto grave alla nostra Comunità locale perché mette a rischio l’impegno di chi oggi fa parte del Comitato Feste e soprattutto di chi dovrebbe farlo negli anni futuri. Infatti, chi si metterebbe a afre il “deputato" della Festa, rimettendoci tempo e passione, per sentirsi poi attaccare gratuitamente da uno o più consiglieri comunali? Soprattutto, se si va a lacerare questo sistema di organizzazione plurisecolare, che risposta si potrà avere dai Cittadini quando si sarà andati a bussare alla loro porta per la questua? 

Ma non finisce qui, Care Amiche e cari Amici. Voglio condividere con i miei eroici ventitré Lettori una notazione ancor più negativa. Rivelo una indiscrezione che sembra però confermata.  Non contento del proprio post a effetto boomerang, la minoranza capeggiata dal mio Amico Dino De Marco in quanto responsabile morale del suo gruppo per l’autorevolezza che ha sopra di esso, avrebbe provveduto ad inviare in Comune uno dei suoi a fare l’accesso agli atti per vedere le carte del Comitato Feste 2025, anch’esso presieduto dall’ottimo Gianfranco Mancinelli. Fare l’accesso agli atti non è cosa scandalosa. Ma non è banale. Per correttezza, anzi per completezza di informazione, dovrebbe aver fatto richiesta della documentazione relativa a tutti i contributi erogati dal Comune non solo nel 2025 ma anche negli ultimi cinque anni, che una volta era il tempo per il quale si dovevano conservare certi documenti contabili. La richiesta di accesso agli atti, se è vero che è stata fatta, ha una sola conseguenza, normale, quella di poter vedere le carte indicate nella richiesta stessa. Care Amiche e cari Amici, pensate che ci siano domumenti falsi, che manchino i bilanci formali dei Comitati Feste degli ultimi cinque anni, o della Miglianico Tour o dell’Accademia Musicale? La minoranza potrebbe aver pensato che i funzionari comunali, che sono i responsabili di quei documenti e, soprattutto, di quelli relativi alle erogazioni dei vari contributi, possano aver agito con carte false o incomplete? Allora quale sarebbe lo scopo? Forse chi ha fatto da suggeritore queste cose non le ha valutate? Forse chi ha spinto post social e presunta richiesta di accesso agli atti ha pensato di creare problemi al Comitato, immaginando che altri aventi diritto dei contributi comunali restino fuori da tutto? Forse chi avrebbe partorito quest’altra mossa ha pensato di esser più furbo di tutti? O forse ha soltanto manifestato ancora una volta una rabbia non sopita contro la nostra Comunità locale colpevole solo di aver votato liberamente per un altro Sindaco e un’altra lista due anni fa? La volontà che emergerebbe da questi atti polemici è, infatti, contro la nostra Comunità, perché qui non si va a colpire un presunto e certamente inesistente malaffare amministrativo, non si va a protestare per spese irregolari, non si va a chiedere equità di trattamento verso altre organizzazioni di pari livello come potrebbe essere solo la Pro Loco. No. Si andrebbe a colpire la struttura organizzativa, direi sociale dei Comitati Feste come è sempre stata da noi. Questo, se fosse verso, sarebbe grave. Ed ancora più grave è che c’è chi, ovviamente facendo peggio del proprio capo, plaude al post e osanna chi ha postato.

Forse un motivo vero c’è. Chi ha postato e avrebbe chiesto l’accesso agli atti e chi politicamente ne risponde non ha mai fatto il Presidente del Comitato Feste, quindi, forse non conosce la materia dal di dentro. O, se lo ha fatto - ma conservo il mio dubbio che l’abbia mai fatto - ha volutamente dimenticato non solo quell’esperienza ma anche sponsor e sostenitori dei suoi tempi. Oppure non ci ha capito niente allora e lo dimostra oggi col suo agire.  

Care Amiche e cari Amici, non voglio fare polemica verso stimati Concittadini ai quali sinceramente voglio molto bene. E lo dimostro con una proposta di piena e serena pacificazione. Il mio Amico Dino De Marco - sulla cui onestà personale metto la mano su fuoco -, coi suoi molti anni passati a fare il vice Sindaco ed il Sindaco, oggi il consigliere più votato di Miglianico, chieda di fare il Presidente del Comitato Feste per il 2027; chiami con sé nel Comitato i suoi e dimostri di saper fare di meglio, ovviamente senza contributi del Comune, senza sponsorizzazioni da parte di chi è stato accusato di aver fatto certe cose, senza creare problemi che richiedano polemiche. Personalmente lo incoraggerò, lo sosterrò, lo applaudirò per le scelte che andrà a fare nella organizzazione delle diverse feste della nostra tradizione. Confermerò pienamente la pur modesta contribuzione che ogni anno garantisco al Comitato Feste, indipendentemente da chi ne è il Presidente. Non potrò dargli una mano a girare le case per fare la questua: sono troppo impopolare e antipatico, gli farei perdere tanti soldi.

Buona Festa della Liberazione e Buona Domenica                                        

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