La letterina del sabato 11 aprile 2026
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- Pubblicato Sabato, 11 Aprile 2026 07:01
- Scritto da Maurizio
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Care Amiche e cari Amici,
sono appena passate le feste pasquali, assolate e un pochino rasserenate circa le tante preoccupazioni vicine e lontane. Siamo già avviati alla Festa di San Rocco, che andremo a vivere tra una settimana, e questo ci suggerisce più di una riflessione sulle lodevoli e meritorie attività del nostro Comitato Feste 2026. Come vi avevo annunciato, il Comitato guidato dall’ottimo Gianfranco Mancinelli, ha voluto mantenere in vita, col necessario, la Festa ai Sant’Antonio Abate, svoltasi, come tradizione vuole, il Lunedì dell’Angelo a Cerreto superiore. Chi è passato di lì non ha trovato palchi e luminarie, quasi nessuna bancarella e non molta gente, la cui quantità va valutata non i termini assoluti e neppure con le facili motivazioni delle scampagnate già organizzate fuori territorio ma in termini relativi alla attenzione che i Concittadini di Cerreto (superiore e inferiore) mostrano per quella specialissima ricorrenza.
A fine anno, come sicuramente accadrà, il Comitato potrà fare le necessarie valutazioni sull’impegno che va mettendo per mantenere vive le nostre tradizioni radicate nelle contrade del territorio comunale e sulla risposta che non i Miglianichesi in generale ma i Concittadini di quelle Contrade, a loro volta, mettono in termini di presenza prima che di contribuzione e di sostegno alla festa della propria Contrada. Da lì discenderà ogni opportuna decisione. Si dovrà, quindi, soppesare non il mero dare-avere perché non si tratta di attività commerciali ma il proporre l’iniziativa e il ricevere riscontro. Nessuno può e deve imporre qualcosa che gli stessi abitanti di una zona non vogliono o addirittura subiscono come decisa da altri. Si fa presto a ripetere pedissequamente le polemiche sulle attenzioni verso il centro abitato a discapito delle contrade, che ci hanno sfinito per la loro lunga e inutile tiritera nelle ultime campagne elettorali comunali, quando poi, alla prova dei fatti, quelli veri, quelli dove le persone devono fare direttamente la propria parte, le Contrade risultassero abbandonate dai loro stessi abitanti. Se questo dovesse essere lo scenario consolidato a fine anno, ci sarebbe da fare più di una riflessione, senza infingimenti e pretesti, ma lucida a capace di guardare al futuro con la volontà di preservare il meglio senza sprecare energie per quel che il popolo non ritenesse più degno di restare tradizione locale.
Ci sarà tempo nei prossimi mesi per fare queste riflessioni e condividerle ancora con i miei eroici ventitré Lettori (+24°) seguendo, ove possibile, la scansione temporale dei vari appuntamenti che andranno da San Rocco, domenica 19 aprile, alla Festa della Venuta di San pantaleone, l’ultima domenica di ottobre.
Intanto tornano in campo le Signore della nostra Biblioteca Comunale “Paride Di Federico” che per lunedì prossimo, alle ore 21:00, ci invitano tutti ad un nuovo appuntamento fatto di sereno incontro, buone letture, ascolto attento, intriganti curiosità e confronto costruttivo. Il tema scelto per questo lunedì è “Racconti e storie di Viaggi in biblioteca - Porta un libro, una melodia o un racconto che profumi di “Viaggio”: ti aspettiamo per ascoltare e scaldare il cuore con nuove scoperte”.
Care Amiche cari Amici, sembra sia lontano il dramma che tutta questa parte d’Italia ha vissuto con l’emergenza climatica di qualche giorno fa. Da noi, anche grazie alla prima prova della cassa di espansione, i danni e le emergenze vere sono stati quasi trascurabili se confrontati con quel che è accaduto in altre zone anche alquanto vicine a Miglianico. Però, stavolta non facciamo finta di niente. Non limitiamoci ad affidare al sole la sistemazione di tutto come se si trattasse di una maglietta o qualche alto indumento bagnato dalla pioggia. È ora, è davvero ora di ragionare seriamente per organizzare un grande intervento di manutenzione anche a scopo di prevenzione. Gli eventi che abbiamo vissuto sono stati descritti come eccezionali ma vanno ripetendosi qua e là abbastanza spesso e non dobbiamo abituarci a vivere in emergenza come se fosse una condizione normale. Vanno sistemate scarpate e cunette lungo tutte le strade. Vanno ripristinati a consolidati gli argini del Foro e del Dendalo casomai procedendo a quei lavori di valorizzazione dell’asse fluviale ancora fermi in attesa di avere una sontuosa e solo appariscente confezione da parte dei tecnici. Vanno sistemati gli asfalti prima che dal colabrodo si passi all’impercorribilità. Va messo mano agli edifici pubblici dove ci sono infiltrazioni e segni di umidità da permeazione sinceramente ingiustificati se si guarda alla sostanziale novità degli stessi. Fatto l’inventario, con esattezza e senza nascondere o sminuire nulla, ciascuno per la propria competenza, cioè Regione, Provincia, Consorzi e Comune, devono intervenire prima possibile e adeguatamente, non con le solite pezze che servono solo a rinviare a futuribili mai reali provvedimenti. Non si tratta di fare progetti e richiedere finanziamenti nazionali o comunitari. Si tratta di usare i soldi che ci sono e di spenderli quando il bel tempo consente di fare certi lavori, cioè nei prossimi mesi. Da noi, a livello comunale, sarà più facile anche se più a rischio di possibili speculazioni polemiche, perché, a fronte di un patrimonio comunale certo e di somme disponibili o da reperire nelle forme possibili, si tratterà solo di appontare interventi secondo una tabella di marcia serrata e cadenzata dalle priorità oltre che dalla possibilità di intervento da parte di chi ne sarà incaricato. Importante è che ci sia un rigoroso, direi spietato controllo sulla qualità e sulla completezza delle opere, perché i denari pubblici scarseggiano sempre di più e lo spreco di lavori fatti con fretta e faciloneria, oggi più che mai, è intollerabile. Forse si dovrà metter mano ai risparmi e si dovrà decidere se non destinarli più tutti ai piani energetici ipotizzati ma non ancora spiegati alla Cittadinanza. Sarebbe bello oltre che sacrosantamente giusto chiedere ai Cittadini, in pubblica assemblea o con altra forma di consultazione e confronto, come spendere quel gruzzolo risparmiato negli ultimi anni. E non va dimenticato che ci sono opere da fare che non dipendono dalla prevenzione del maltempo o dai danno che ha causato e causerà perché riguardano il decoro urbano, la segnaletica, i parcheggi (oh, che fin ha fatto quello davanti alle Poste?) la bizzarra distribuzione di vasi e fioriere lungo via Roma, il completamento delle aree pedonali da proteggere con i paletti purché avvitati e non “appuntati” provvisoriamente per terra, qualche dosso di rallentamento e la sistemazione di due o tre sensi unici che andrebbero fatti, se non altro, nel rispetto dell’impegno di Massimo Suplizio che tanto si impegnò per indicarli. Mi permetto di suggerire, per motivi etici e non di contabilità ammnistrativa, di avere un’unica accortezza: non lasciare quei risparmi in “eredità” alla prossima maggioranza perché non ringrazierebbe e, molto probabilmente, non ne farebbe buon uso.
Buona Domenica











