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La letterina del sabato 28 marzo 2026

Care Amiche e cari Amici,

siamo alla vigilia della Domenica delle Palme, purtroppo con ancora troppe guerre in corso senza che si possa immaginare la rapida conclusione di queste stragi che lacerano l’umanità. Inascoltati dai governanti ad ogni livello sulla richiesta di pace e concordia tra i Popoli, possiamo solo pregare. 

Domani ci sarà la tradizionale benedizione delle Palme, alle 10,30, nella chiesa madre di San Michele Arcangelo-Santuario di San Pantaleone. Da lì si andrà in processione a San Rocco per la Santa Messa. Inizierà così la Settimana Santa, momento forte della fede cattolica, che ci vedrà chiamati alla Santa Messa in Coena Domini il Giovedì, ai riti intensi e suggestivi del Venerdì Santo ed alla Santa Messa di Resurrezione la notte di Pasqua. 

 

Pregare, dunque e festeggiare ma anche vivere serenamente per non farci soffocare dallo sconforto. Domani, grazie all’impegno fresco e gioioso di “GiovaMi”, con il supporto dell’Amministrazione comunale della nostra super Pro Loco ci sarà la prima edizione di “TruovaMI”, una simpatica iniziativa giocosa e con un occhio alla solidarietà più bella. Alle 15:30, presso il Giocodromo si svolgerà la “Caccia alle uova”, animata da tanti piccoli Concittadini impegnati nella ricerca delle uova da vincere secondo le regole del gioco che verranno loro spiegate al momento. Dicevo che la manifestazione sarà resa ancora più gioiosa e ricca di umanità e di bella solidarietà con la vendita delle Uova di Pasqua dell’AIL, l’Associazione Italiana contro le Leucemie-Linfomi e Mieloma.

Care Amiche e cari Amici, avremo tempo, nella vostra prossima Letterina, per faci gli auguri e per annunciare la Festa di sant’Antonio a Cerreto, che da noi è collocata il Lunedì dell’Angelo.

Non posso attendere oltre, invece, per condividere con i miei eroici ventitré Lettori (+24°) qualche rapida riflessione sul Referendum costituzionale al quale siamo stati chiamati domenica e lunedì scorsi. A Miglianico, centro della nostra più viva attenzione, siamo stati 2.169 ad andare a votare, cioè il 57,21% degli aventi diritto. I risultati sono stati questi: al “Si” sono andati 1.103 voti, pari al 51,14%, mentre al “No” sono andati 1.054 voti, pari al 48,86% dei voti validamente espressi. Mentre sulla percentuale dei votanti la nostra Miglianico si colloca solo un poco sotto la media nazionale, che è stata del 58,9%, le indicazioni degli elettori invece sono andate in direzione diversa a quella che è stato io risultato nazionale che, come sappiamo, ha visto l’affermazione dei “NO” con poco meno del 54% (53,75%) dei voti. Fa piacere segnalare che le schede bianche e le schede nulle sono state poche, 12 in tutto, segno di estrema consapevolezza da parte di chi è andato a votare. Una curiosità, che forse appassionerà solo quelli che certi risultati li analizzano più attentamente, è relativa alla distribuzione dei risultati: in tre delle quattro sezioni elettorali ha prevalso il “Si” mentre in una, la sezione n. 3, ha prevalso il “NO”. Possiamo esser soddisfatti del risultato al quale tenevamo di più, quello dell’affluenza, perché, a fronte di previsioni che non arrivavano al 50%, esser andati a votare in quasi 2.200 è stato un bel segnale. Magicamente, come accade non di frequente, dopo lo scrutinio, qui a Miglianico è sembrata essersi placata di colpo la veemenza di alcuni “tifosi” a sostegno dei due schieramenti. Un segnale di saggezza? O di abbattimento e sorpresa? Oppure la controprova che, non conoscendo affatto la materia oggetto del referendum, i più chiassosi dei tifosi hanno avuto le armi scariche di argomenti, visto che l’analisi vera del voto è stata soprattutto per loro davvero sorprendente. Cosa è successo? Elettrici ed Elettori, soprattutto i più giovani - ma non solo loro - in buona parte, forse in larga parte, sicuramente in quella parte che è stata decisiva per l’affluenza e probabilmente anche per il risultato, sono andati a votare senza farsi portare a capezza. Chi aveva fatto previsioni sugli schieramenti in campo legandoli a partiti e coalizioni si è trovato smentito clamorosamente da chi poi è andato a votare. Questo, che si sia votato Si o  No, è stato un bellissimo segnale perché vuol dire che, forse, c’è ancora voglia di esserci, di partecipare e soprattutto di dire la propria. Non sto facendo questa riflessione guardando tanto o soltanto al panorama nazionale. La faccio con riferimento specifico a quello locale. Penso sia difficile per i referenti politici locali, a meno che non lo facciano con una certa disinvoltura, analizzare il voto locale e comprendere flussi e distribuzione reale dei voti restando nei loro criteri di appartenenza. Mai come in questa volta, dal 1946, gli Italiani hanno votato staccandosi dai partiti e dai propagandisti d’occasione. È un segnale che i più accorti dovrebbero cogliere per evitare che il distacco dal Popolo diventi per loro tanto grande da non esser colmabile da qualsivoglia messaggio propagandistico o anche da ogni richiamo clientelare. Chi ha perso, parlo stavolta per il livello nazionale, dimostra di non aver capito praticamente nulla del perché ha preso quella scoppola. Personalmente ho trovato un tantino eccessivo - lo dico eufemisticamente - che il Capo del Governo abbia parlato di “occasione persa” perché questo evidenzia il non aver accettato il risultato e ritendendo la maggioranza degli elettori incapaci di seguire un ancora indimostrato cambiamento in positivo. D’altro canto, chi ha vinto, nel senso che ha spinto per il NO, forse ha capito ancora meno perché, oltre al ridicolo spettacolino italico di chi sgomita per mettersi in prima fila, ha dato la netta sensazione di aver interpretato un risultato “straordinario” in un viatico politico a proprio favore, senza preoccuparsi, invece, di capire, di cambiare proposte, atteggiamenti autoreferenziali e anche qualche faccia. 

Miglianico è Italia, più o meno nella media dell’affluenza, più o meno in linea coi risultati ma pienamente nel rapporto politici-cittadini. La lezione vale anche per i nostri esponenti politico-amministrativi. Nessuno di loro, penso, può dire di aver capito molto su come si sono regolati i Miglianichesi al Referendum. E se lo dice, forse pecca di presunzione, ed anche qui ricorro ad un rispettoso eufemismo.

Care Amiche e cari Amici, domani tornerà la “Via Crucis dei Lavoratori”, organizzata dalle ACLI Provinciali di Chieti di cui è Presidente il nostro carissimo Antonello Antonelli. Questa 55^ edizione sarà ispirata dal messaggio di San Francesco nel Giubileo Francescano che cade nell’ottocentesimo anniversario del Dies Natalis del Santo di Assisi. L’appuntamento è per le 18:30, a Chieti, in Piazza San Giustino. La prima stazione vedrà la partecipazione del nostro Sindaco, Fabio Adezio, uno dei 15 Sindaci che animeranno la “Via Crucis dei Lavoratori” 2026 insieme ad associazioni, Forze dell’Ordine, Confraternite realtà locali e rappresentanze organizzate dei Lavoratori.

Ieri abbiamo dato l’ultimo saluto a Francesco Paolucci, un Concittadino importante, un personaggio vero e genuino della nostra realtà locale, un appassionato del proprio lavoro che ha saputo creare una realtà imprenditoriale che da anni - ed ora coi suoi bravissimi Figli - porta il buon nome di Miglianico in tutto il territorio grazie all’arte della Porchetta di cui Francesco è stato indiscusso protagonista. Grazie a persone eccezionali come Francesco, la nostra porchetta abruzzese si esalta e, da eccellenza culinaria, da prodotto tipico, diventa momento di incontro, valore della migliore convivialità perché contiene nella sua essenza quella bontà e quell’amicizia di chi la sa preparare e offrire. Alla sua straordinaria genialità e alla ammirevole tenacia nel lavoro Francesco Paolucci ha saputo affiancare un accattivante tratto umano che ha contribuito a conquistare generazioni di Abruzzesi e che ora lo rende indimenticabile. Ciao Francesco

Buona Domenica

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