La letterina del sabato 21 marzo 2026
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- Pubblicato Sabato, 21 Marzo 2026 10:29
- Scritto da Maurizio
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Care Amiche e cari Amici,
senza la perfetta situazione dei disegnini scolastici della nostra infanzia, oggi entra la primavera di questo anno di grazia 2026. Avremmo preferito accoglierla senza guerre e con un sorriso meno segnato da preoccupazioni e piccole o grandi angosce. Però l’accogliamo con quella speranza che la primavera porta con sé e di cui è simbolo universale. Anche perché il primo fine settimana della nuova stagione lo dedicheremo ad esercitare il nostro compito di legislatori attraverso il referendum confermativo di domani e lunedì. Era ancora primavera e fu carica di vera speranza oltre che di una grandissima energia positiva quel 2 giugno di ottant’anni fa. Allora, dopo la fine della dittatura che dal listone passò al semplice bavaglio delle libere espressioni, le Donne e gli Uomini del tempo affollarono i seggi elettorali per decidere su un referendum ancora più importante perché era di carattere istituzionale in quanto la scelta era tra Repubblica e Monarchia. La Repubblica si affermò e, saggiamente, a quel tempo, decise poi di prevedere il voto degli elettori come “dovere civico” senza gravi sanzioni ma con precise prescrizioni, tra le quali quella del divieto di accedere ai pubblici uffici per chi non lo avesse esercitato. La stessa Repubblica dimenticò poi questo “dovere” e non stata una scelta saggia, come altre che son state prese.
I miei eroici ventitré Lettori (+24°) sanno che non esprimo indicazioni di voto in materie sovracomunali. Del resto, direte, non occorre perché, per storia e convinzioni ben formate, non poso collocarmi tra gli indifferenti o, peggio, tra i voltagabbana del momento. Quindi non dovrò dedicare spazio a spiegare le ragioni di una delle due parti oggi in campo. Voglio però ricordare il grande, utilissimo e anche bellissimo contributo di informazione e di chiarezza che il Circolo ACLI di Miglianico, unico fino ad ora ad averlo fatto, ha offerto alla Cittadinanza con il convegno di sabato scorso. La prima sorpresa è venuta dalla nutrita presenza di Concittadini che non era prevedibile considerati il giorno e l’ora scelti per l’evento. La seconda è stata la grande attenzione nel seguire il pur non breve excursus che il dottor Mennini, già Procuratore generale presso la Corte d’Appello di L’Aquila, ha fatto spiegando la materia e illustrando le possibili conseguenze del voto referendario. Non si è parlato del caso Garlasco. Non si è parlato della soluzione degli stupri. Non si è parlato del problema degli immigrati e neppure della delinquenza. Non si è parlato affatto dei tempi dei processi o di una giustizia più giusta per i Cittadini se non per dire che resteranno comunque gli stessi.
Non si è palato di caste e lobby. Non si è parlato di chi, politico, magistrato o personaggio famoso, sta da una parte o dall’altra e, quindi, del fatto che sia per loro o contro di loro la nostra espressione di voto. Non si è parlato di tutto questo semplicemente perché il referendum di domani e dopodomani non affronta questi problemi ma solo ed unicamente l’organizzazione dell’Ordine giudiziario italiano. Potrei aggiungere che l’unico elemento che ci tocca immediatamente e pesantemente è che l’eventuale vittoria del “si”, comporterà una cosa sola per noi Cittadini, una maggiore spesa che alcuni stimano nell’ordine di 100 milioni di euro l’anno necessari per il funzionamento di nuovi organismi e delle nuove propaggini burocratico-amministrative che verrebbero introdotti. A questo, forse, nessuno ci farà caso. Forse perché non è importante, forse perché si ritiene giusto spendere di più, forse solo perché non se ne parla, per ora.
Noi faremo caso non solo e non tanto ai risultati che avranno la loro oggettiva importanza ma alla percentuale dei votanti che segnerà il livello di civiltà democratica della nostra Comunità locale. Ecco, una posizione la possiamo prendere, coerente con quella sempre espressa in certe occasioni. L’invito è di andare a votare. Facciamoci convincere dall’esempio dei nostri Genitori e dei nostri Nonni e Bisnonni e andiamo a votare. Soprattutto non facciamoci convincere da chi, in verità, sta mettendo troppa violenza verbale nel “comunicarci” come voterà. Decidiamo con la nostra testa che quelle che urlano, soprattutto quando vincono, non sono certo da ammirare e imitare.
Care Amiche e cari Amici, voglio riprendere l’accenno fatto poc’anzi all’impegno profuso positivamente dal Circolo ACLI di Miglianico, presieduto dalla carissima Cinzia De Luitiis, nell’aver ideato ed organizzato il convegno di sabato scorso. Lo faccio per segnalare il bel successo anche del secondo evento organizzato il giorno successivo, domenica 15 marzo scorso. È stato un successo ancor più sorprendente per l’orario e il giorno indicati, una domenica pomeriggio alle 17:00. È stato un successo non sorprendente ma atteso, anche se non a certi livelli, per i due interventi programmati. Quello, preciso, informato, chiaro, approfondito e molto coraggioso del mio carissimo Amico, il dottor Francesco Ricci, ha tenuta desta l’attenzione del pubblico sollecitandone anche interventi e domande, tutti di grande interesse. Quello conclusivo di Alfredo Scogna ha poi saputo coinvolgere i presenti sul piano emotivo a dimostrazione che la poesia e la musica, quando sono veri e di grande qualità, riescono a toccare l’anima di tutti.
La riflessione che voglio condividere oggi con i miei eroici ventitré Lettori non è nuova ma rinnovata nel suo profondo significato alla luce di questi due ultimi eventi. Detto che va lodato sempre più chi si impegna a organizzare eventi, che poi propone gratuitamente e agevolmente a tutta la Cittadinanza, va detto che continua ad esser non condivisibile l’atteggiamento di chi, invece, volutamente snobba questi ed altri eventi simili o ancora più pregnanti. Sarebbe incomprensibile questo comportamento ma tale non è. Questo modo di fare di chi scansa, non mostra alcuna attenzione, addirittura irride chi fa tante cose buone e interessanti lo consociamo. Lo incontriamo ogni giorno. Incomprensibile non è perché sappiamo che, per essere assenti, ci vuole quel menefreghismo messo in campo soprattutto da chi poi ama commentare ogni cosa perché presume scioccamente di aver capito tutto. Sono le stesse persone che per esser assenti hanno sempre un motivo, un impegno “più importante”, un accidente capitato all’ultimo. Per ogni cosa c’è una scusa. Oh, anche la morte, si dice, “vo’ la scuse”. In questo caso potrebbe esser vero, ovviamente non per la morte corporale ma per quella sociale. Parlo della morte dell’esser comunità attiva, vigile e partecipe. Una Comunità attiva e partecipe è il contrario di ciò che perseguono quelli che hanno sempre una scusa per non esserci, salvo poi lamentarsi di tutto.
Per fortuna qui, a Miglianico, ci sono non poche persone di buona volontà, tra Concittadine e Concittadini, che non vanno a caccia di scuse poter restar fermi a guardare o addirittura ignorare ma che trovano almeno un motivo per fare, per fare bene, per fare cose buone. A loro va il nostro grazie.
Buona Domenica









