La letterina del sabato 7 marzo 2026
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- Pubblicato Sabato, 07 Marzo 2026 10:04
- Scritto da Maurizio
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Care Amiche e cari Amici,
questo primo fine settimana di marzo, colorato di mimose, presenta più di un motivo di attenzione. Il primo, ancora grazie alla nostra super Pro Loco, è la possibilità di partecipare a “Gardensia - Fermiamo la sclerosi multipla con un fiore, anzi due”. Oggi e domani, in piazza, troveremo il banchetto dove potremo acquistare una gardenia o un’ortensia. Il ricavato sarà destinato a sostenere la ricerca scientifica e garantire i servizi sul territorio per le persone con sclerosi multipla e patologie correlate, la maggior parte delle quali, va sottolineato, sono Donne. Una mimosa in meno, casomai, e una gardenia in più, significa davvero voler bene alle Donne. Dobbiamo ringraziare anche stavolta la nostra Pro Loco perché, mettendosi a disposizione per animare questa iniziativa qui a Miglianico. ci consente di partecipare a questa grande battaglia stando dalla parte giusta.
Stare dalla parte giusta qui, in queste battaglie di civiltà, in fondo è facile oltre che giusto e molto bello. Non è facile capire come collocarci quando si parla di guerra, quella che gli uomini fanno ad altri uomini. Diciamocelo senza allarmare troppo ma anche senza le reticenze e senza le meschinità della politica nazionale ed internazionale: siamo in guerra. Non lo volgiamo. Le Italiane e gli Italiani, come tutte le persone di buona volontà, sono contro la guerra. Però, i pochi che decidono al posto nostro, senza consultarci più, hanno deciso che è tempo di guerra e deve esserlo anche per noi. Sono strasicuro di ben interpretare il pensiero dei miei eroici ventitré Lettori (+24°) e di quanti amano frequentare questo spazio di libertà nell’affermare che siamo contro la guerra, anche e soprattutto contro questa che non è generata da preoccupazioni atomiche ma dai soliti interessi economici che già si palesano sul piano dei rincari di petrolio e gas. Non c’è da spiegare altro. C’è da dire con chiarezza che in guerra ci stanno portando quelli che dalle guerre traggono enormi profitti. Non basta però affermare questo. Penso sia il momento di scuotere questa apatia, di farci spiegare come stanno veramente le cose e, soprattutto, di prepararci al meglio, casomai per tempo, cosa che noi Italiani quando si tratta di guerra non sappiamo fare molto bene, come insegna la storia.
Senza alcun intento polemico ma solo per restare alla storia, alla fine hanno avuto ragione i Papi che, dai conflitti mondiali del secolo scorso fino alle guerre del Golfo con Giovanni Paolo II, hanno sempre ammonito che si sarebbe andati a commettere gravi errori, oltre che grandi macelli senza risolvere null’altro se non a vantaggio di pochi speculatori. Papa Leone, dopo che Papa Francesco, unico in tutto il mondo, aveva più volte denunciato che siamo nella terza guerra mondiale fatta però a puntate, si è presentato con quell’invio alla pace disarmata e disarmante, un appello che resta isolato ma non per questo meno carico di assoluto valore.
Care Amiche e cari Amici domani, 8 marzo, torna la Festa della Donna. Come altri appuntamenti nati per motivi poco festaioli, anche questo, a volte, sembra ridursi a momento di mero commercio per fiori e serate in pizzeria. In ogni luogo si ripropongono convegni, dibattiti ed eventi tra i più vari. Da noi, ancora grazie alla nostra super Pro Loco, torna “Aperitivo in Rosa e spettacolo AMANTI”, in programma per domani pomeriggio, alle 16:00, presso la Casa delle Monache, in via Sud. Una lettura della locandina, non esatta ma facile da fare nel suo senso ingannevole, farebbe sobbalzare perché è annunciato l’“Ingresso gratuito riservato alle Donne”. Non penso sia un evento “riservato” alle sole Donne, il che sarebbe sconcertante. Purtuttavia anche il solo privilegio della gratuità “riservata” alla sole Donne è un tantinello fuori dallo spirito della celebrazione di domani. Una “riserva”, per positiva che possa esser nelle più belle intenzioni degli organizzatori, è, di fatto, una discriminazione, l’esatto contrario della parità di genere che invece va perseguita non con “riserve” e “quote” ma con comportamenti positivi, inclusivi e non restrittivi. Ancora una volta senza nessun intento polemico aggiungo che comincio sinceramente ad esser stanco di questo rito trito delll’8 marzo che non smette di essere giorno delle lamentazioni con rigurgiti di vetero femminismo che, a mio parare, offendono le Donne. La nostra Repubblica è stata scelta ottant’anni fa, il 2 giugno del 1946, anche da tantissime Donne che votarono in modo decisivo per la prima volta. Un modo di festeggiare la Donna, un modo di festeggiarsi da parte delle Donne è quello di andare a votare, ogni volta, sempre in tante, per tenersi stretto questo diritto che garantisce il bene comune che è vera tutela ella parità di genere e più in generale dei diritti delle Donne che tutti amiamo. Non voglio sembrare brutale o insensibile né a caccia di facile attenzione. Appartengo alla consistente parte dei maschietti che le Donne le rispetta ogni giorno e quindi può amarle come meritano. Perciò sopporto con difficoltà atteggiamenti d’occasione e aspetti caricaturali o comunque eccessivi in certe ricorrenze.
A proposito di votazioni, si avvicina quella per il referendum costituzionale sulla riforma non della Giustizia ma dell’organizzazione dei magistrati. Quindi non si va a votare per risolvere il caso Garlasco né per cambiare le condizioni di insicurezza che viviamo tra delinquenza e grande malavita né per risolvere la vicenda della Famiglia nel bosco né per sistemare con un colpo di bacchetta magica quel che è la parte negativa del fenomeno migratorio, compreso il caso dei centri di accoglienza in Albania. La propaganda certe volte esagera davvero e molti purtroppo abboccano. Occorrerebbe spiegare perché si va a votare e poi, casomai, far propaganda. Non si tratta di stare di qua o di là rispetto a posizioni di partito o di schieramento ma di decidere cosa fare della parte della Costituzione che regola il sistema organizzativo della Magistratura. Si tratta di decidere se cambiare o meno alcuni articoli (non pochissimi) la nostra Carta costituzionale.
A Miglianico, fino ad oggi nessuno ha provato ad aiutarci. I megafoni del “Si” e del “No” non spiegano nulla, anzi, spesso blaterano cose che non c’entrano proprio nulla con l’oggetto della richiesta referendaria.
Il lungo silenzio della politica non sarà interrotto. Ci proverà, invece, una realtà territoriale, il “Comitato per il No della Val di Foro/Marrucina”. Lunedì prossimo, 9 marzo, alle 20:30, presso l’Auditorium del Polo scolastico di Miglianico, ha infatti organizzato un incontro per illustrare le “Ragioni del NO” al Referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. Se ne parlerà con il professor Marcello Salerno, docente di Diritto costituzionale all’Università “Aldo Moro” di Bari, al quale, aldilà delle convinzioni politiche di ciascuno, va riconosciuto il dono della chiarezza quando spiega cose peraltro complesse di cui è oggettivamente competente. Quindi, che si sia già schierati, che si sia alla ricerca di un confronto, che si sia semplicemente curiosi di capirci qualcosa andare ad ascoltarlo non è sbagliato, tutt’altro.
A Miglianico, posso anticiparlo, questo annunciato per lunedì non dovrebbe esser l’unico appuntamento utile per potersi orientare in una materia come quella costituzionale, molto delicata, complessa e non facile da approcciare ma sulla quale dovremo esprimerci come legislatori, quindi, con piena consapevolezza e senza distrazioni faziose. Ci saranno altri appuntamenti, a cominciare da sabato 14 marzo.
Vi aggiornerò già con la prossima Letterina.
Buona Domenica










