La letterina del sabato 28 febbraio 2026
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- Pubblicato Sabato, 28 Febbraio 2026 09:18
- Scritto da Maurizio
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Care Amiche e cari Amici,
questo breve febbraio si congeda portandosi dietro piccoli eventi, nessuna polemica - per fortuna - e qualche momento significativo che voglio fissare in questa vostra Letterina insieme a qualche riflessione da condividere con i miei eroici ventitré Lettori (+24°).
Vi racconto di due eventi ai quali sono stato presente non senza segnalare prima quello al quale, purtroppo, non ho potuto partecipare, cioè la serata sui “Racconti di maschere in biblioteca” di lunedì scorso. Il riscontro che ho poi avuto mi ha confermato la giustezza delle indicazioni che vi avevo dato nell’ultima Letterina. È stato un bel momento, animato di belle letture e di viva e partecipata attenzione. Quindi, al prossimo appuntamento faremo bene ad andare tutti, perché sono attimi preziosi che ci vengono offerti e che dobbiamo saper cogliere.
Dicevo degli incontri ai quali ho potuto invece partecipare.
Molto, molto, molto interessante è stato l’evento promosso ed organizzato dal Circolo ACLI di Miglianico, guidato dalla carissima Cinzia De Lutiis. Giovedì sera, come vi avevo annunciato, si è parlato di pensioni e di tutto quel che ci attende come Cittadini interessati a vario titolo al passaggio dall’attività lavorativa alla cosiddetta quiescenza. La dottoressa Stefania Rossetti ha fatto un quadro chiaro, dettagliato, comprensibilissimo della situazione attuale e di quel che sta per accadere. Pur sapendo che è tra le più qualificate e brave Responsabili dei CAF di tutta Italia, Stefania Rossetti ha meravigliato tutti per la grande conoscenza dell’argomento e per la notevole capacità di trasmettere informazioni pulite, serie, senza commenti fuorvianti e senza lasciare nulla di non detto. Ha poi chiamato accanto a sé Giustino De Nardis, storico funzionario delle ACLI di Chieti che, a sua volta, ha spiegato aspetti molto importanti che ai più si sono rivelati di scioccante novità, quelli relativi alle pratiche per il riconoscimento dell’invalidità e delle malattie professionali. Qualcuno, abbracciato all’ingannevole pigrizia o alla sua sciocca saccenteria, ha fatto finta di dimenticare questo appuntamento perdendo coì una grande occasione. Potrà rifarsi, se vorrà perché sia la dottoressa Rosetti sia il dottor De Nardis hanno promesso che, se chiamati, torneranno volentieri a Miglianico per rispondere a tutte le domande di chi vorrà saperne di più. Le ACLI restano dunque al servizio della nostra Comunità locale.
Care Amiche e cari Amici, importante è stato certamente il secondo appuntamento, di sabato scorso, tra le Associazioni culturali del nostro territorio per delineare il programma delle manifestazioni che andremo a vivere in questo anno. Non voglio certo fare anticipazioni, non perché mi sia vietato ma perché è bene, è corretto, è semplicemente giusto attendere che i programmi definitivi vengano stilati, con la dovuta attenzione e col rispetto di tutte le esigenze espresse da chi ha partecipato (gli assenti, in questo caso, hanno torto due volte). Posso però anticipare che saranno molte le giornate e le serate animate dalle diverse iniziative ideate in queste settimane, alcune delle quali porteranno delle novità anche sorprendenti in senso positivo. Nulla di clamoroso e di epocale ma tante serate con tanto di interessante, che non è necessariamente legato a grandi spese o a grandi nomi ma alla essenza vera di questi eventi, cioè la partecipazione di noi Miglianichesi e di chi vorrà esser con noi a divertirsi e a godere di begli eventi soprattutto in estate.
Voglio condividere con i miei eroici ventitré Lettori (+24°) una riflessione che è in realtà una considerazione non slegata da quanto vi ho appena raccontato. Riguarda il rispetto e, quando possibile, cioè quasi sempre, l’ammirazione per le Concittadine e i Concittadini che si impegnano nell’organizzazione di tutti gli eventi che viviamo a Miglianico. Possiamo apprezzare più o meno ognuno dei singoli eventi, possiamo gradire e anche criticare uno o più di questi eventi. Lo abbiamo fatto tutti, l’ho fatto anch’io e nessuno deve vergognarsi. Però non dobbiamo mai dimenticare il rispetto per chi si impegna a fare le cose. Quelli, in quel momento - fatte le sacrosante eccezioni, per carità - sono i Cittadini migliori, sicuramente migliori di noi che stiamo a guardare, di noi che aspettiamo per vedere che succede, di noi che dobbiamo sempre ancora decidere se andare o no, di noi che poi abbiamo da dire questo o quello. Voglio ricordare a me stesso e a tutti voi che frequentate questo spazio di libertà la lunga vicenda della nostra Pro Loco, una storia che non è stata ancora ricostruita ma che anderebbe raccontata. Anche perché significherebbe raccontare di Francesco (Ciccillo) D’Adamio, di Alberto Ricciuti di Ermanno Anzellotti che ricorderemo, a dieci anni dalla sua scomparsa nella Santa Messa Vespertina, di Renato De Luca, tutti carissimi, tutti indimenticabili. Nata tanti anni fa in uno studio notarile, partita col motto “…a due passi dal mare a tre dalla montagna…” ed arrivata oggi a momenti di vera eccellenza grazie al Gruppo guidato dall’ottimo Nicola Santalucia, il presidente cha parla poco e fa tanto, la Pro Loco di Miglianico è storia di Concittadine e Concittadini che hanno donato tempo, passione, energie e intelligenza per Miglianico. Possono aver fatto cose che ci sono piaciute o no, cose che abbiamo letto sotto lenti particolari in momenti particolari, ma loro le hanno fatte, non sono stati fermi a braccia conserte a criticare. Questo vale per la Pro Loco e per ogni Associazione di Miglianichesi che propone e organizza cose qui a Miglianico. Ricordiamoci di questo, ricordiamoci di queste persone ogni volta che assistiamo o partecipiamo ad un evento che sia della Pro Loco, del Comitato Feste o di altra Associazione.
Alla constatazione appena fatta unisco l’ultima riflessione di questa vostra Letterina.
Di tutto il multiforme mondo che entra e ruota attorno a Sanremo 2026 colgo le parole più significative dell’intero festival. Sono quelle dette con chiara pronuncia dalla signora Gianna Pratesi, una di quelle Donne Italia che potettero andare a votare il 2 giugno del 1946 per scegliere la Repubblica. Nel rivelare il segreto dei suoi prossimi 106 anni ha detto cose per alcuni forse sorprendenti, come quelle legate al fatto di aver potuto fare quel che ha voluto a cominciare dal mangiare sempre quel che più le è piaciuto, senza particolari obblighi e imposizioni. Quindi mangiare con soddisfazione aiuta a vivere e a vivere bene e a lungo. Le privazioni, le diete di moda, le fissazioni eterodirette da abili manipolatori del commercio globale, invece no.
Però - e riflettiamoci - la cosa più importante, raccomandata dalla signora Gianna Pratesi, quella che lei ha raccomandato di insegnare ai giovani, è che “Bisogna volere bene”: la vera ricetta per vivere a lungo.
Buona Domenica









