La letterina del sabato 31 gennaio 2026
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- Pubblicato Sabato, 31 Gennaio 2026 10:36
- Scritto da Maurizio
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Care Amiche e cari Amici,
perdura il sonno della politica qui a Miglianico. Una sonnolenza piatta che potrebbe non essere scossa neppure in vista del referendum sulla riforma della giustizia. Le posizioni trasversali, che mischiano i sostenitori del SI e del NO tra i diversi schieramenti, potrebbero esser una soporosa “ninna-nanna” che non deve disturbare chi dorme. Opere e progetti amministrativi vanno più o meno avanti. Resta fermo, immobile e sena vita apparente, il confronto tra maggioranza ed opposizione o quel che resta di loro. Resta nell’archeologia della nostra storia locale una iniziativa tendente al confronto coi Cittadini da parte di almeno uno dei due schieramenti.
È vero che il tempo che passa così, senza scossoni, senza fibrillazioni e anche senza pacifici approfondimenti, favorisce chi amministra e lascia nel vortice di una progressiva inconsistenza la minoranza. Però è anche vero che ambedue favoriscono così quel distacco dei Cittadini dalla politica che a livello locale - lo dicono le percentuali dei votanti alle diverse elezioni - è molto meno marcato rispetto ai livelli sovracomunali. Qui, in una Comunità non grande come la nostra, non occorrerà poi fare grandi analisi sociologiche se ci sarà un allontanamento ulteriore dei Cittadini dalla partecipazione attiva alle diverse fasi della vita politica. Si sa già di chi è la responsabilità.
Mentre, secondo alcuni, bisogna stare zitti per non svegliare chi sta dormendo, per fortuna sono ben svegli quelli che animano associazioni e sodalizi locali. Nelle ultime Letterine ho potuto accennare alle varie iniziative che sono state ideate, programmate e ben realizzate non solo dalla nostra super Pro Loco ma anche da altre associazioni locali. Le loro attività ora si avviano alla stagione del tesseramento e, in alcuni casi, della riorganizzazione interna. È stata rinviata ad altra data la decisiva riunione del Comitato Feste, presieduto dall’ottimo Gianfranco Mancinelli, che ieri sera avrebbe dovuto vedere riuniti i suoi bravissimi “Deputati” per chiudere il bilancio 2025 e avviare le attività per il 2026, a partire dall’indispensabile allargamento dei suoi componenti. Si terrà, invece, stasera, senza rinvii e con la massima puntualità, la riunione della meritoria Associazione “don Vincenzo Pizzica”, che aprirà il tesseramento 2026, provvederà probabilmente a rinnovare o confermare i suoi organi direttivi ora egregiamente coordinati dal suo Presidente, la carissima Lidia Palladinetti, e lancerà, quindi, il programma delle attività per quest’anno appena iniziato. È stato già aperto, anche se manca ancora l’annuncio ufficiale atteso nelle prossime ore, il tesseramento al Circolo ACLI, presieduto dalla carissima Cinzia De Lutiis, protagonista di belle iniziative e porta di accesso a prezzi convenzionati, quindi più bassi, ai numerosi servizi che le ACLI offrono tutto l’anno, dal CAF alle varie attività di assistenza e consulenza.
A proposito di queste campagne di adesioni voglio condividere una piccola riflessione con i miei eroici ventitré Lettori (+24°), che è questa. Ci sono diversi modi di partecipare alla vita sociale della nostra Comunità. Farlo attraverso una o più associazioni è il modo migliore per tutta una serie di motivi che è inutile elencare, in quanto sono di indiscutibile evidenza. Care Amiche e cari Amici, siamo anche qui nella condizione per la quale scontiamo ancora i postumi dell’isolamento impostoci ai tempi della pandemia e, al contempo, subiamo, obtorto collo, l’altrui volontà di non coinvolgerci nella vita politica, quella che, fino a una ventina di anni fa, era invece molto pressante e coinvolgente seppur di per sé divisiva. In questa condizione, non proprio allegra, la risposta delle persone di buona volontà e di tutti quelli che tengono al bene comune sta nel partecipare a quelle che sono le realtà locali diffuse, quindi le associazioni e i diversi sodalizi. Lo si può fare anche senza diventare dirigenti o attivisti e, direi, senza essere neppure sempre attivi e presenti quando non si hanno incarichi e responsabilità. L’adesione è un gesto non solo simbolico. È un segnale attivo e fattivo perché testimonia la propria intenzione di essere solidali con gli altri, di offrire il proprio sostegno a chi fa, mostrare la propria disponibilità ad esserci, anche se non sempre, anche se non in prima fila. Aggiungo che, fatto salvi i conticini che non sono certo ostativi, si può, anzi, si dovrebbe aderire anche a più di una delle nostre associazioni che non sono tra loro in competitive né chiuse da esclusivismi e incompatibilità come lo erano, ad esempio, i partiti politici. I motivi a favore sono molti e tutti validissimi: dal sostenere con la piccola quota associativa le attività promosse al sostenere chiaramente Concittadini che si impegnano nel fare le tante cose buone che sappiamo, dal dare consistenza alle singole associazioni fino a quello che potremmo definire l’acquisizione del “titolo civico”, che consiste nel poter dire la propria, di averne diritto perché si è parte di qualcosa e non egoisti rinchiusi nel proprio stupido isolamento civico. I conticini, dicevo, non sono davvero un ostacolo, almeno non lo sono per molti, tra i quali, purtroppo, troviamo i malpancisti di tutte le ore. Faccio un esempio pratico. Volendo fare la tessera alle tre associazioni citate poc’anzi, Pro Loco, Associazione “don Vincezo Pizzica” e Circolo ACLI (che poi, volendo, si ripaga da sé abbondantemente, ndr.) tireremmo fuori una cinquantina di euro l’anno. È tanto? Forse no. Sono poco più di quattro euro al mese, quasi tanto o addirittura meno, in alcuni casi, di quanto si spende per fare una colazione al bar (cornetto e cappuccino). Euro più o euro meno non è un problema di conticini ma di buona volontà. Si può sollevare un dubbio per il fatto che ci sono anche altre tessere che ci vengono proposte. Fatte salve quelle che attengono a passioni (sport e hobby) e settori specifici (religione, professioni etc.), alla fine la somma può lievitare di altri 10 o 20 l’anno. Vabbè. Siamo a due colazioni al mese o, meglio, è come far colazione con un amico una volta al mese ma si moltiplica per tanti amici. Perché questo è uno stare insieme che vale per un anno. Questo significa dire “grazie” per un anno a chi fa tante cose buone. Significa sostenere per un anno chi si impegna per la nostra Comunità. Significa esserci tutto l’anno e avere quel diritto pieno di parola che vale immensamente più di tutto il resto.
La somma delle adesioni alle nostre associazioni locali non è questione di monete ma di persone. Sono le Miglianichesi e i Miglianichesi di buona volontà.
Buona Domenica










