La letterina del sabato 24 gennaio 2026
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- Categoria: Notizie
- Pubblicato Sabato, 24 Gennaio 2026 09:57
- Scritto da Maurizio
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Care Amiche e cari Amici,
mi ero ripromesso e ve lo avevo serenamente dichiarato, di dare spazio a riflessioni che richiedono quel po’ di attenzione che non sempre è facile dedicare in presenza di eventi o di altre notizie con scadenza di calendario. Mantengo la promessa in questa vista Letterina. Vado rapidamente perché non sarà questa la sola volta nella quale metterò in evidenza alcuni fatti non tanto per raccontarli quanto per sollecitare o condividere qualche pacata riflessione con i miei eroici ventitré Lettori (+24°).
Parto dal fatto più evidente. Non abbiamo ancora idea di cosa verrà fuori dal cantiere che sta operando per la realizzazione del Centro per le Famiglie. Lo so, il progetto è esposto e non dovrebbero esserci dubbi di alcun genere. Chi non ha competenze dirette su opere di tal guisa, come me, può essere confuso nel non saper confrontare lo stato dell’arte, cioè le quote di edificazione e le cubature nascenti che si riesce a percepire, con l’annunciato risultato finale.
Purtuttavia una cosa mi sembra condivisibile senza differenze di posizioni o competenze. Non sembra che i tempi annunciati possano esser rispettati. Per i miracoli lasciamo siamo sempre ben disposti però non mi sembra possibile che tutto possa esser pronto per questa estate. Il cantiere, tra l’altro, ingombra alquanto la viabilità e avere premura di vederlo finito non è un capriccio. Del resto, che ci si metta un po’ di più per far tutto al meglio, ci sta. Se, però, ci si mette molto di più e non si compie l’opera così come annunciata e accolta all’annuncio, questo forse non ci sta.
Alle attese per le vicende relative al cantiere più visibile si affianca, per quel che posso testimoniare de visu, lo scoramento per un cantiere che è fermo da troppo tempo rispetto al cronoprogramma annunciato e che il piccolo sobbalzo delle settimane scorse non ha certo reso vivo. Parlo del realizzando, si fa per dire, parcheggio di via Costa della Forma che stenta a prendere forma e a dare segni di vitalità. Questo lungo tempo per un nuovo archeggio mi fa ricordare gli ormai “mitici” posti auto da realizzare davanti all’Ufficio Postale, per i quali sarebbe bastato poco in termini di tempo e di spesa producendo non pochi vantaggi per i Cittadini.
Potrei proseguire segnalando lo stato di costante peggioramento del tratto di strada che porta dalla piazza al Poliambulatorio, che è anche una sorta di biglietto da visita per la nostra Cittadina in quanto vi transitano persone di altri Comuni che devono appunto andare alla struttura sanitaria di base. E non raccolgo, perché non ho ancora potuto verificarlo, il lamento di chi frequenta il PalaMiglianico. Mentre aspettiamo la conclusione della nuova mensa scolastica che, forse, arriverà prima della chiusura del cantiere della Casa delle Monache, ancora in attesa dell’ascensore e di qualche sistemazione finale.
Non è un’accusa all’Amministrazione comunale, o, meglio, lo è nella parte che spiegherò tra poco. Il problema è la macchina burocratica del nostro Comune che deve esser sollecitata a fare quel che è il suo dovere: controllo dei cantieri affinché le opere si facciano bene per durare nel tempo; attivazione di manutenzioni e di riparazioni senza aspettare le emergenze o le polemiche giustamente esasperate di Cittadini. Nulla di straordinario, intendiamoci. Ad esempio non è straordinario verificare che i nuovi paletti di metallo in piazza sono stati messi con una vite si e due no… Si tratta di mettere nel proprio lavoro quella che il diritto descrive efficacemente come “la cura del buon padre di Famiglia”. Chiedo, quindi, se, a casa propria, amministratori e dirigenti comunali si comporterebbero come mostrano di fare quando si occupano della cosa pubblica loro affidata. I miei Amici ex-amministratori comunali degli anni ‘50 e ‘60 raccontavano che il Comune allora aveva pochi soldi e faceva quel che poteva. Oggi i soldi ci sono, sono i nostri soldi. Non vanno sprecati, ci mancherebbe, però, in ceti casi, con la dovuta attenzione anche nella individuazione dei soggetti da incaricare per i singoli lavori, vanno spesi e non tenuti in banca. O, se si vogliono tenere fermi per un qualche nuovo progetto innovativo, è bene che i Cittadini - ripeto, i soldi sono nostri – sappiano cosa se ne vorrà fare, chiedano tutto quel che vogliono per poter capire e diano un consenso che è delegato col voto ma fino a un certo punto.
Vengo al fondamento di questi piccoli problemi appena segnalati. Una buona amministrazione comunale deve vedere tutti i suoi componenti fare la propria parte con diligenza ed impegno, oltre che con grande onestà. Orbene, può capitare che la maggioranza si fermi a prendere fiato o che si distragga per concentrarsi su qualche grande problema. Può capitare che la maggioranza si distragga anche dal riunirsi e confrontarsi prima di proseguire nel suo agire. Può darsi che la maggioranza si fermi per litigare, perché, in fondo chi ha ambizioni personali o chi fa addirittura il doppio gioco in prospettiva futura rischia di invecchiare aspettando il suo turno o deve sgomitare per farsi spazio così da essere in prima fila al prossimo appuntamento. Ma l’opposizione, che non ha altro da fare, che fa? Non dice nulla, ma proprio nulla. Non informa e non stimola i Cittadini. Non fa neanche le facili polemiche populiste. Niente. Il gruppo consiliare che fa riferimento al mio Amico Dino De Marco sembra disanimato, mummificato prima del tempo, certamente assente o, per esser buoni, un po’ troppo distratto.
Non è bello quando i “politici” litigano, è vero. Ma qui siamo al sonno della politica locale.
Buona Domenica










