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La letterina del sabato 17 gennaio 2025

Care Amiche e cari Amici, 

oggi si festeggia Sant’Antonio abate, Santo esemplare non solo per la propria condotta di vita ma anche per quel che ha lasciato, legato al suo nome, nelle tradizioni popolari e non solo in quelle. A lui, ad esempio, è legata l’introduzione dell’allevamento dei maiali a cura delle comunità che seguirono i suoi insegnamenti. E, da lì, il Santo eremita egiziano è divenuto protettore degli animali domestici. La festa con la quale lo ricordiamo a Miglianico, nella Contrada di Cerreto dov’è la Chiesetta a lui dedicata, è legata proprio a questa speciale devozione ma con una particolarità, quella della data, che unisce Cerreto alla vicina Francavilla al Mare, che pure lo festeggia il Lunedì dell’Angelo.

 

Secondo la tradizione questa benedizione “straordinaria”, perché fuori calendario, degli animali, in particolare quelli destinati all’agricoltura ed al sostentamento, risalirebbe ad un evento dei secoli scorsi, una grave siccità invernale conclusasi proprio con l’intervento del Santo invocato dai contadini e dagli allevatori del tempo. Da allora, a ricordo di quel miracolo, la benedizione degli animali da noi fu spostata al Lunedì dell’Angelo, un rito popolare che abbiamo perso ma non sarebbe disdicevole riproporre.  

A Miglianico, mantiene (con lo slittamento tecnico di un solo giorno, ndr.) la sua data tradizionale “Lu Sant’Antonie”, grazie al lodevole impegno dell’Associazione culturale “tra Radici e Futuro” di Montupoli, che l’ha ereditato in perfetta continuità di passione e di qualità dall’Associazione “Colle San Vito”. La suggestiva rappresentazione, infatti, è prevista per domani, domenica, 18 gennaio, alle ore 16,30 nell’Auditorium “Mons. Vincenzo Pizzica (Chiesa di san Rocco). “Lu Sant’Antonie” non è una cosetta messa su per far divertire grandi e piccini. Non è una farsa del secolo scorso che trasciniamo per chissà quale capriccio associativo. È una di quelle rappresentazioni che vengono da lontano, da quando questo era il modo di raccontare le storie dei Santi e le pagine di grandi gesta eroiche, pagine che quasi nessuno sapeva leggere sui libri, che pure non erano molti. È un appuntamento da non mancare, o, meglio, da non perdere, in ogni senso.

Care Amiche e cari Amici c’è stata una piccola ma significativa evoluzione nella gestione del traffico urbano. Il Comune ha deciso di mantenere i paletti, in senso non figurato, e di farlo con un segno di maggior convinzione o, forse, di maggior resistenza alla maleducazione dei soliti. I paletti in plastica e flessibili, collocati a suo tempo, stanno lasciano il posto a quelli in metallo che “i soliti” potranno sempre vandalizzare ma con maggior difficoltà. Come più difficile dovrebbe essere il volerli ignorare urtandoli con la macchina. È un passo avanti, di buona qualità e di buona attenzione. Continuo a sperare che, con questi paletti o altri ancora più belli e resistenti, si tracci un percorso pedonale lungo via Roma e non solo. Si tratta di una scelta amministrativa che consentirà di capire quale è la graduazione dell’importanza data nella nostra Comunità alle Persone rispetto alle auto e agli animali. 

Dopo aver segnalato mesi fa il problema, segnalo oggi il problemino rimasto dopo la sistemazione del guasto alla condotta idrica in piazza, all’imbocco di via Cortile Tomei. Il lavoro, una volta accertato che il danno c’era davvero, è stato fatto in un sol giorno ma la ricomposizione della pavimentazione mostra una certa fretta nel voler chiudere il cantiere senza aver rispettato il disegno originario, che forse avrebbe richiesto un po’ di tempo in più. Se, invece, è stato un modo per lasciare un ricordo dell’opera compiuta, l’ACA avrebbe potuto metterci anche una targa col proprio logo e la data.

Care Amiche e cari Amici, ieri pomeriggio la nostra Comunità ha dato l’ultimo saluto a Tommaso Marini. Il ricordo di lui, oltre al suo essere Concittadino, Marito, Padre e Nonno, ed oltre al suo esser stato Cittadino “politico”, nel senso puro del termine, perché è sempre stato attento alle vicende locali partecipando là dove ha ritenuto di poter dare un buon contributo, è legato alla sua fattiva, puntuale, attenta e instancabile dedizione alla Festa della Madona delle Piane. È stato uno di quei Concittadini che ho lodato ogni anno per quel che in più e di più bello c’è in quella Festa a me tanto cara. Tommaso Marini è stato anche uno di quelli che, in tenace solitudine, ha tenuto viva la festa della Madonna della Piane negli anni nei quali sembrava esser destinata ad un facile accantonamento. Oggi, interpretando il sentire dei miei eroici ventitré Lettori (+24°) e di quelli che amano frequentare questo spazio di libertà, mi inchino davanti a lui per rendergli col mio grazie l’onore che ha meritato non chiedendo mai di esser in prima fila o nei posti di illuminata visibilità. Tommaso Marini, nello sgomento per la sua dipartita improvvisa e quindi ancor più dolorosa, ci lascia un esempio civico di grande qualità che dobbiamo conservare e coltivare onorando così la sua memoria.

Buona Domenica 

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