La letterina del sabato 3 gennaio 2026
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- Pubblicato Sabato, 03 Gennaio 2026 11:40
- Scritto da Maurizio
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Care Amiche e cari Amici,
complesso, articolato, ricco di spunti e non privo di emozioni, purtroppo non tutte belle, abbiamo compiuto quel tragitto che unisce il tempo della fine di un anno con l’inizio del nuovo. Di fatto è senza cesure sul piano del tempo che si vive, eccezion fatta per quelle che convenzionalmente segnano la misurazione del tempo stesso secondo un calendario.
Vi avevo esteso l’invito al “Concerto di Natale” del 27 dicembre sera, sostenendolo con motivi alquanto significativi. Non penso sia stato per questo ma mi piace immaginare che sia stato anche per questo che il concerto sia riuscito bene in termini di partecipazione. La Chiesa madre di San Michele è stata piena, non pienissima, ma decisamente piena, consentendo quello che non sempre accade in certe occasioni: ci sono state, infatti, più persone nel pubblico di quante ce ne fossero tra coristi e musicisti. È vero che tra parenti dei coristi, genitori dei bambini del coro dell’Accademia Musicale, promotori ed organizzatori dell’evento con almeno un familiare di accompagnamento non doveva esser difficile raggiungere un buon numero di spettatori. Invece il pubblico è stato numeroso anche se non proprio grazie a quelle presenze di obbligato contorno. Quindi, è andata bene, benissimo. Non so quanto sia stato raccolto con le offerte a favore dell’AIL ma voglio pensare che sia andata benissimo anche la parte solidaristica della manifestazione oltre quella artistica.
L’anno nuovo, poi, è stato accolto ufficialmente in piazza dal Brindisi di mezzanotte il 31 dicembre, curato ed annunciato dalla nostra super Pro Loco. Come era prevedibile, non è stato un evento di massa. Diciamo che la colpa è stata del freddo. Oltre quello molto rigido determinato dalle condizioni meteo c’è stato anche quel freddo dell’animo nell’accogliere l’invito da parte di chi non avrebbe poi fatto tanta fatica ad uscire per 15/20 minuti. C’è stato poi il freddo di chi, pur investito di cariche pubbliche e associative strettamente legate all’evento, ha preferito non esserci. Vabbè. Brava e bravo a chi c’è stato. E grazie alla nostra super Pro Loco che, almeno, ci ha provato, pur se a ranghi ridotti.
Il 2026 degli eventi pubblici a Miglianico inizia oggi, alle 15, al Campo “Fratelli Ciavatta” col il Torneo di Beneficenza. Il calcio solidale torna dunque in campo offrendo sano divertimento e occasione di incontro oltre che di buon cuore. Vedremo come andrà. Vedremo se sapremo fare gol co, cuore.
Nel solco di una tradizione che va consolidandosi, ancora una volta, grazie alla nostra super Pro Loco, martedì prossimo, 6 gennaio, alle 16:00, presso l’Auditorium del Polo scolastico cittadino, tornerà la “Gara di calcionetti” che sarà seguita dalla immancabile tombolata dove tutti, alla fine, vincono almeno un ambo.
Il 9 gennaio, quando non vi sarà stata ancora recapitata la seconda Letterina del 2026, nell’Aula consiliare del Municipio ci sarà la bellissima cerimonia della “Consegna della Costituzione di Neodiciottenni”. La cerimonia è due volte interessante e importante. Infatti si metterà al centro della nostra attenzione quella parte dei Concittadini che inizia il percorso della maturità civica, offrendo così energie nuove, nuove idee, partecipazioni nuove e nuove disponibilità al fare per la Comunità. Vi è poi il secondo contestuale aspetto interessante ed importante: ci sarà finalmente una manifestazione pubblica, politica, promossa ed organizzata dall’Amministrazione comunale, un bel risveglio dopo 18 mesi.
Care Amiche e Cari Amici, a questo punto non voglio e non posso dimenticare di condividere con i miei eroici ventitré Lettori (+24°) una veloce riflessione sul messaggio di fine anno che il nostro Sindaco, Fabio Adezio, ha voluto inviarci. È stato un bel messaggio, ricco di spunti e di considerazioni condivisibili e di sottolineature che meriterebbero qualcosa in più. Non meritano certo di essere triturate nei rimbalzi dei vari canali social. Meriterebbero finalmente un confronto diretto e diffuso sul territorio tra Sindaco/Amministrazione comunale e Cittadini. Seguendo quel che il Sindaco ha evidenziato, andrebbe recuperata una quota di socialità, di confronto e di partecipazione attiva che stiamo perdendo sempre più anche qui, al di là dei confronti consolatori tra la situazione generale e quella locale che il Sindaco ha snocciolato dati alla mano. Ai numeri che Fabio Adezio ha indicato nel suo messaggio ne aggiungo uno, che non è direttamente legato agli aspetti eminentemente civici ma ha un suo valore assoluto, se non altro come segno del tempo corrente. Lo ha offerto il nostro Parroco, don Gilberto, insieme ai dati dell’anno 2025 relativi alle attività parrocchiali, il 31 sera, alla Santa Messa vespertina conclusasi con il Te Deum di ringraziamento. Nel 2025 a Miglianico ci sono stati solo due (2) matrimoni celebrati in chiesa. Non limitiamoci a sobbalzare di sorpresa o a scansare la cifra con pigra indifferenza. Quel due (2) non è un voto in pagella, o, meglio potrebbe esserlo ma come consuntivo di quanto siamo stati capaci di stravolgere convinzioni e costumi nella nostra Comunità locale. Qui non si tratta di gettare questa riflessione nella generalità delle cose che vengono subite con rassegnato fatalismo più che accolte con lucida analisi. Qui si tratta di osservare il definitivo crollo di una struttura, qual è la Famiglia, che abbiamo sempre considerato il fondamento del nostro tessuto sociale che, infatti, è tutt’altro che ben intrecciato. Gli aspetti religiosi che non possono ora esser sviscerati a dovere, la considerazione che alla fine i giovani fanno bene a no n sposarsi in chiesa perché non vogliono fare scena in un ambiente del quale non condividono i fondamenti, tutte le numerologie possibili su razze, culture e credi diversi ora presenti a Miglianico sono tutti aspetti validi e da considerare. Ma non possiamo con questo negare né nascondere sotto il tappeto che il cambiamento c’è stato ed è stato inimmaginabilmente rapido. E, badate bene, si tratta solo di uno degli aspetti di un cambiamento che riguarda noi Italiani, che tra poco, se continua così, non ci saremo più sulla faccia della terra.
I miei eroici ventitré Lettori (+24°) sanno che queste riflessioni vanno fatte con grande chiarezza, parlo di quelle che attengono più direttamente e immediatamente la nostra Comunità locale che è al centro delle attenzioni di questo spazio di libertà. E sarà bene trovare il tempo di farle. Forse non riusciremo a cambiare chissà cosa ma probabilmente capiremo cosa sta cambiando e perché.
Care Amiche e cari Amici, in questi momenti, al gioioso rispetto dell’impegno epistolare che ho con voi si è frapposto e mischiato il lacerante tormento dell’animo per le ore drammatiche che sta vivendo una delle persone più care della mia Famiglia, che ha voluto e saputo essere tra quegli eroici Lettori capaci di presenza ed attenzione nella nostra consuetudine epistolare; ferma e severa nel giudizio, ma sempre affettuosamente indulgente nei miei confronti. A Lei è dedicata questa prima Letterina del 2026.
Buona Domenica










