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La letterina del sabato 27 dicembre 2025


Care Amiche e cari Amici,

se non ci saranno fatti straordinari a sollecitarne una speciale, questa sarà l’ultima Letterina del 2025. Non avrà spazio sufficiente per contenere tutte le cose che andrebbero raccontate e che meriterebbero almeno qualche riflessione da condividere con i miei eroici ventitré Lettori (+24°). Scelgo allora quelle che, forse, non sono le più importanti in assoluto ma sono sicuramente le più vicine al tempo corrente, rinviando le altre alle prime Letterine del nuovo anno.

Vicina nel tempo e sicuramente molto importante è la notazione relativa al Presepe vivente che, già alla sua seconda edizione, ha meravigliato tutti, imponendosi come uno degli eventi più belli non solo di questo anno ma anche degli anni più recenti. Potrei dire che l’allestimento delle scene, curato fin nei minimi dettagli, la scelta del percorso e la collocazione delle ambientazioni sono stati eccellenti.

 

Potrei sbagliare in esagerazione perché non conosco bene gli altri e più rinomati Presepi viventi e rischierei così di suscitare facili polemiche non solo di stampo campanilistico se affermassi che è stato ed è il più bello di tutti. Sono certo di non esagerare e di non sbagliare affatto quando sottolineo la straordinaria particolarità dei testi che, con garbata ma efficace lettura (per noi la “guida galilean style” è stato un ottimo Pino Timperio), hanno accompagnato noi contemporanei nel viaggio senza tempo del Presepe vivente. Sono stati commenti che hanno, in un qualche modo, saputo rovesciare il nostro modo di vedere e di sentire, proponendo come fulcro e prospettiva quelli dei bambini più piccoli, che poi sono il futuro dell’umanità, quindi hanno ben diritto di avere il loro punto di vista. Quei testi, davvero molto belli capaci di mettere in risalto quel punto di vista “rovesciato”, hanno fatto da illustrazione e cornice ai veri protagonisti della manifestazione: i bambini più piccoli, quelli dell’asilo nido “Piccoli passi biotutti presi e compresi nelle loro parti, a loro agio in indumenti fino ad allora sconosciuti, trascinatori dei loro genitori, intenti a maneggiare strumenti spesso più grandi di loro, sereni, sorridenti e luminosi come tante piccole stelle scese dal cielo. Che spettacolo! Che meraviglia! Confesso che, così avvolto in belle sensazioni, quando sono arrivato davanti alla grotta mariana, che pure tanto bene conosco e che non mi aspettavo di scoprire allestita come tappa finale del percorso, ho provato una sincera, intensa e piacevolissima commozione. Certo di interpretare lo stesso sentire di tutti, in particolare dei miei eroici ventitré Lettori (+24°) e di quanti amano visitare con gioia questo spazio di libertà, dico grazie, grazie e ancora grazie a chi ha organizzato e animato il nostro bellissimo Presepe vivente 2025 e lancio un lungo applauso, la più corale e festosa standing ovation possibile per tutti loro

Care Amiche e cari Amici, ripercorrendo velocemente i giorni e le ore che ci hanno separato dall’ultima Letterina, propongo una sosta davanti ad altri presepi, in particolare a quello realizzato in chiesa. L’opera ha una sua penetrante bellezza per la scelta artistica fatta dal Gruppo delle Giovani Famiglie della parrocchia. Se posso ardire un piccolo rimprovero, che pure non ha nessun peso, sottolineo silenziosamente che le lucine, le stesse degli ultimi anni, non sono forse adatte, non sono adeguate al livello artistico scelto per allestire quel presepe. Il quale, come scopriremo tra breve, è già affiancato da tanti piccoli presepi che parteciperanno all’annuale concorso parrocchiale, realizzati dai più piccoli, tutti con grande inventiva, genialità di soluzioni, cura e delicatezza ammirevoli.

Le mie Amiche i miei Amici di sempre sanno di cosa parlo se dico che ogni volta che vedo il presepe in chiesa ho un tuffo al cuore e mi perdo per non pochi istanti nel rivivere momenti di struggente ricordo legati ai giorni dell’adolescenza e della gioventù. Mi ripiego dolcemente in quei giorni spesi nel realizzare il presepe in Cripta o in Chiesa, progettandolo, realizzandolo, curandolo sin dalla ricerca della “carpina e di tanti materiali, soprattutto animandolo di ore passate insieme, inframezzate dalle ore serali delle prove del coro: ore indimenticabili, come indimenticabili, perché presenti costantemente nell’affetto, sono le mie Amiche e i mei Amici di sempre. 

Ho fatto cenno al presepe della nostra Chiesa parrocchiale perché esso si è disvelato completamente, con l’aggiunta del Bambinello, durante la santa Messa di mezzanotte. Che, devo dire, non è stata particolarmente affollata. Sarà stato, forse, perché il giorno di Natale di Messe ne son state celebrate quattro; sarà stato, forse, perché, ci saranno stati tanti componenti della nostra Comunità parrocchiale che erano andati in vacanza, ma di gente non ce n’era tantissima, non c’era il pienone che ci si poteva aspettare. Spero non si stato né perché si è trovato il pretesto di dover rassettare il dopo cenone della vigilia né perché ci si è dovuti impegnare oltre quanto previsto per preparare il pranzo di Natale. Sarebbe una scusa quasi blasfema oltre che sciocca. Raccontavo qualche mattina fa ad alcuni Amici che, da chierichetto, passando e ripassando in una chiesa affollata, soprattutto la notte di Natale, si sentivano tutti i profumi delle diverse cucine portati dagli scialli e dalle maglie delle nostre Nonne e Mamme, che trovavano il tempo, anzi anteponevano il tempo della Santa Messa a quello della cucina, che pure era ricca di ogni attenzione e di tantissima amorevole cura. Anche quello resta un esempio da seguire.

La mattina di Natale, come annunciato, c’è stato un altro momento importante per la nostra Comunità locale con quel “Aperitivo di Natale - Scambiamoci gli Auguricurato dalla nostra super Pro Loco. L’iniziativa, oltremodo lodevole, è andata tutto sommato bene, non benissimo se uno vuol mettersi a spulciare tra le assenze “ingiustificate” di chi avrebbe dovuto esserci assolutamente. A Natale, però, siamo tutti più buoni e certe cose possiamo non evidenziarle. Anche perché, tra gli argomenti che saranno trattati nelle prime Letterine del nuovo anno, ci saranno anche quegli spunti di riflessione che, in un qualche modo, attengono ai motivi che potremmo già ricercare tra presenze ed assenze a questo che è stato in ogni caso un bellissimo e, perciò, ripetibilissimo brindisi in piazza.

Care Amiche e cari Amici, come molti di voi già sapranno, oggi, alle 19:00, nella nostra Chiesa madre, a San Michele Arcangelo - Santuario di San Pantaleone, ci sarà l’atteso Concerto di Natale con ingresso libero e offerte destinate a favore dell’AIL (Associazione Italiana contro le LeucemieLinfomi e Mieloma). L’evento è curato dalla Confraternita di San Pantaleone ed è realizzato grazie alla disponibilità della nostra Parrocchia e alla collaborazione della nostra super Pro Loco, tutto sotto l’egida dell’Amministrazione Comunale di Miglianico. Il Concerto sarà realizzato grazie allagenerosa partecipazione del Coro “NoteinCorso Vocal Ensemble, diretto dal Maestro Cristina Di Zio, con il Maestro Fabio D’Orazio all’organo ed il Trio di flauti con Filippo Di Paolo, Fulvio Ferrara e Lorenza Summonte, ai quali si unirà il Coro giovanile dell’Accademia musicale Mellianum di Miglianico, diretto dal Maestro Loretta D’Intino. La musica, certa musica in particolare, è sempre bellissima ed è, come in questo caso, tre volte bellissima: per la pregevole esecuzione, per la finalità filantropica che la nobilita e per il valore di aggregazione civica che sollecita nel chiederci di esserci serenamente, di ascoltare piacevolmente, di applaudire gioiosamente e di donare generosamente.

Buona Domenica  

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