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La letterina del sabato 20 dicembre 2025

Care Amiche e cari Amici, 

ci avviciniamo al Santo Natale di questo anno di grazia con una delle manifestazioni più suggestive e anche più consone, il Presepe vivente. Oggi pomeriggio, infatti, alle 17:00, nel centro storico di Miglianico, che è la cornice migliore possibile, ci sarà la seconda edizione di questa rappresentazione organizzata dalla nostra super Pro Loco “in collaborazione con gli amici di Piccoli Passi Bio”. Essere arrivati alla seconda edizione consecutiva non è garanzia di una tradizione che deve esser ancora consolidata. È, però, il segnale molto interessante di un approccio alle manifestazioni natalizie decisamente più appropriato di tante altre perché punta su un valore essenziale della nostra plurisecolare tradizione cristiana, che, in tanti, casi vien messa in secondo piano o addirittura quasi nascosta, come fosse una chiave di lettura di cui vergognarsi o da non esibire perché non alla moda, difficile comunque da presentare “per non offendere gli altri”. 

 

Questa scelta è, dunque, tutta positiva, tutta giusta, tutta da sostenere al di là dei possibili difetti che le cose nuove possono avere, oltre il facile confronto che si può proporre con altri presepi viventi di più lunga esperienza. Questa rappresentazione, resa eccezionale dai più piccoli, è sicuramente meno rutilante, meno chiassosa, forse meno attrattiva rispetto ad altri eventi a sfondo commerciale che si susseguono in ogni dove sotto le feste. Ma, proprio per questo, è da preferire. È bello, è giusto esserci. Se non si può, è giusto ed è bello fare passaparola perché altri vadano. È bello ed è giusto che se me parli bene. Che si vada o si invogli altri ad andare è bellissimo ed è giustissimo sostenere chi la organizza e la vivifica, affinché diventi tradizione, una delle belle tradizioni della nostra Comunità locale.

Il Papa qualche giorno fa ha ricordato l’importanza del presepe che va mantenuto come presenza nelle nostre case, nelle piazze ed anche nelle vetrine, illuminato di giusta attenzione, certo senza sfarzi inutili e non coerenti col suo messaggio che è quello che deve essere manifesto. Nel presepe c’è il ricordo, artistico, artigianale, fatto in casa, originale o anche improvvisato, di un evento che ha segnato la storia dell’umanità, dividendola, non a caso, in un prima e un dopo, che non è da nozione scolastica ma è la cesura tra l’attesa, la promessa, la speranza e la certezza della salvezza eterna. 

Contemplare il presepe, oltre le sue belle immagini, passando attraverso il suo più o meno pregevole allestimento, socchiudendo gli occhi per non dover dribblare le lucine, aiuta a capire tante cose, perché ci consente qualche attimo di serenità e ci fa entrare nella profondità del tempo senza tempo. A pensarci bene, se l’albero di Natale lo utilizziamo come riferimento fisico per doni da scambiarci, il presepe il dono lo contiene, lo racconta, lo spiega essendo rappresentazione del dono più importante per l’umanità. 

Allora, rispettiamo gli altri? Evitiamo di farci accusare di tradizionalismo da parte di chi si atteggia a moderno? Carichiamo di simboli l’albero di Natale perché ci vergogniamo del presepe e non lo facciamo? Lo cancelliamo? Se lo facciamo cancelliamo la nostra storia, la nostra tradizione, la nostra convinzione oltre che la nostra fede. E lo facciamo per compiacere “gli altri” che impongono il loro modo di vedere che, alla fine, non è detto sia una fede religiosa. Così smettiamo di avere riferimenti, di meritare rispetto, smettiamo di essere in un certo senso. Il resto lo stiamo vedendo da qualche anno a questa parte e ci apprestiamo a subirlo da complici inermi e sciocchi.

Care Amiche e cari Amici, non voglio caricare il nostro bel Presepe Vivente di tutte queste cose. Però, nello spazio franco e sereno della riflessione condivisa con i miei eroici ventitré Lettori (+24°), queste cose ce le dobbiamo dire.

Meditando queste cose, casomai contestandole o, chissà, trovandoci sorpresi nel condividerle come giuste, ci avviciniamo al Santo Natale per il quale spero di poter avere l’opportunità, come ogni anno, di fare da qui gli auguri a chi ama frequentare questo spazio di libertà. 

Meditiamo anche sulle belle parole che il Comitato Feste 2025 ha voluto rivolgere a tutti noi, apparse oggi sui manifesti murali e, penso, sui canali social pubblici e privati.

Che qualcuno ci dica “Grazie” non è un fatto così frequente come lo è la cortesia di facciata che si mostra nel chiedere le cose. Oltre questo gesto di delicata correttezza, oltre la ottima precisazione che i conti sono a posto e che il Comitato, se vorrà e se ci saranno le condizioni che ha ben evidenziato, potrà proseguire senza portarsi dietro il gravame di debiti pregressi, c’è un elemento che sollecita una speciale riflessione alla quale chiamo i miei eroici ventitré Lettori (+24°). Occorrono nuove energie, altre persone di buona volontà, ulteriori iniezioni di passione da parte di chi è ancora fermo a guardare col rischio di esser risucchiato nel chiacchiericcio criticone e maldicente. Occorre, insomma, non solo ripensare a come far proseguire le nostre belle feste tradizionali ma anche come dar corpo e vitalità a un Comitato che è, allo stesso tempo, motore organizzativo delle manifestazioni e base rappresentativa della nostra Comunità locale. Aggiungo lo strameritato grazie al Presidente del Comitato Feste 2025, il carissimo Gianfranco Mancinelli, ai suoi Dirigenti che lo hanno affiancato, a tutti i “deputati” che hanno fatto la questua e a tutti quelli che, a vario titolo, hanno dato una mano o hanno semplicemente sostenuto e incoraggiato il Comitato. A loro, col nostro grazie, va il merito di tutto quello che abbiamo potuto vivere nei giorni di Festa tradizionale di questo 2025 che sta per tramontare.  

Intanto ricordiamoci della bella iniziativa che spicca nel programma di “Miglianico Enenti Natalizi 2025”, l’Aperitivo di Natale – Scambiamoci gli auguri che ci attende la mattina del 25 in piazza, alle 11:30. 

Meno messaggini e più abbracci, il Natale è bello festeggiarlo così.

Buona Domenica

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