La letterina del sabato 13 dicembre 2025
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- Pubblicato Sabato, 13 Dicembre 2025 15:25
- Scritto da Maurizio
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Care Amiche e cari Amici,
con la Festa dell’Immacolata siamo dunque entrati nelle festività natalizie che qui da noi, a Miglianico, verranno animate dagli eventi annunciati e saranno illuminate dall’albero e dalle luminaie accesi domenica scorsa. Al momento dell’accensione, a detta di alcuni tra i presenti, di gente non ce n’era poi tanta. Non si può esser così netti. Se si tien conto di elementi di “distrazione” che, soli o combinati tra loro, hanno potuto certamente incidere sulle assenze, direi che ci son stati quelli che potevano esser previsti. Del resto, la folla occasionale, che in passato è sempre scaturita dalle case del centro abitato, è una risorsa ormai esaurita. Sappiamo che in centro le case sono più vuote che piene e quelle occupate sono abitate ormai dagli ultimi delle famiglie che le hanno affollate anni fa. Non c’è da andare a caccia di facili colpevoli. C’è da riflettere sulle possibili soluzioni capaci di portare abitanti in case oggi disabitate.
Il Comune può fare certamente la sua parte garantendo, con oculatezza dei bilanci e chiarezza dell’offerta, sgravi anche totali per uno o più anni a chi viene a stabilirsi in centro, meglio se giovani coppie, meglio ancora se con figli, purché in regola e con almeno uno dei componenti con occupazione o professione stabile. Ma, alla fine, far risparmiare anche cinque anni di tasse comunali ad una famiglia può esser considerato un regalo di benvenuto non certo un incentivo decisivo. Forse occorre altro. Anche di questo si potrebbe parlare se ci fossero incontri pubblici, sollecitati da maggioranza o opposizione o da tutte e due le componenti, per illustrare i gravi problemi che stiamo per affrontare, conoscere le iniziative immaginate, programmate o in corso oppure per discutere appunto di questi scenari di un futuro molto prossimo che sta per vedere un ulteriore spopolamento del centro abitato e, comunque, il progressivo invecchiamento della nostra Comunità locale.
Non si può esser netti nel giudicare più o meno affollato un evento quale quello dell’accensione dell’Albero di Natale, fatto di domenica pomeriggio, in inverno, con tutte le che si possono aggiungere a quelle appena abbozzate. Si può, si deve esser netti nel registrare e commentare non certo con applausi scroscianti l’assenza di chi avrebbe dovuto esserci e che, invece, non c’è stato. A spanne - visto che non son stato lì a controllare certi dettagli ma a godere di buone compagnie - posso dire che le assenze dei nostri Amministratori locali sono state sgradevoli: saranno stati in tutto 3 o 4 i presenti tra i nostri eletti. Troppo pochi. Pesano molto più le assenze della maggioranza, questo è fuori discussione, ma anche chi sta all’opposizione non può, non deve esimersi dall’esserci in certi casi. Del resto ad invitarci chi è stato? Un Amico, un vicino di casa, un commerciante che apriva un negozio, il Parroco o il Comandante dei Carabinieri? No. Siamo stati invitati dall’Amministrazione comunale, a partire dal Sindaco. Ora, per buona creanza - vale tra privati ma anche tra Amministratori e Cittadini - chi invita deve esserci. Può capitare qualche impedimento. È umano. Ma c’è il vicesindaco, ci sono assessori e consiglieri che vanno spediti lì con apposita delega e lo devono annunciare a chi accoglie l’invito.
A margine di questo, facendo un rapido ma doveroso passaggio negli ambiti delle tradizioni locali, abbiamo constatato che si vanno spegnendo i fuochi della vigilia, “le fucaràcchie”. Non sono spariti, per fortuna, ma, diciamoci la verità, si stanno spegnendo nell’attenzione di chi potrebbe ancora prepararli, nella passione di chi non segue la tradizione dei genitori e anche nella curiosità di tanti di noi che andavamo comunque a far festa, a pregare, a chiacchierare e o anche a cantare attorno a quei fuochi del 7 dicembre, segno di un’antica e bella devozione verso la Madonna.
Care Amiche e cari Amici, sento, più che altro vado riscontrando una sorta di sfibramento e di quasi fatalistico scoramento sulle prospettive locali in ordine al futuro assetto amministrativo ma anche del complessivo assetto delle dirigenze di associazioni e realtà locali e dei volontari che le esprimono. Cominciano a circolare ipotesi su futuri schieramenti e, soprattutto, su aspiranti sindaci più o meno nuovi. Se fosse così facile aspettare che esca fuori un nome, il meno peggio possibile, potremmo star tranquilli. Invece dobbiamo esser almeno un po’ preoccupati, perché il possibile nuovo - che nuovo non è perché non è l’anagrafe che ti rende nuovo rispetto ad altri - potrebbe presentarsi così carico di vecchi vizi e legami che meglio sarebbe tenersi l’usato sicuro, anche se ci si sta stufando di non vederlo o non si sente più il rombo del suo gioioso motore. Non amo fare previsioni e men che mai scommesse, come i miei eroici ventitré Lettori (+24°)e i miei Amci più cari ben sanno. Però, se dovessi oggi fare una previsione su un possibile scenario da valutare oggi, allo stato dei fatti di questo dicembre 2025, punterei serenamente su un Fabio-quater o su una soluzione anch’essa non nuova sulla quale sto facendo qualche valutazione preventiva. Eh sì, in barba a chi lo dipinge come finito, odiato, irripresentabile, destinato a sicura sconfitta, deludente anche per i più accaniti sostenitori di 18 mesi fa, compresi alcuni anche dei componenti malpancisti del gruppo di maggioranza, un Fabio-quater sarebbe la soluzione più realistica. Le cose potrebbero cambiare in poche settimane, nessuno può escluderlo. Ma di giganti all’orizzonte, purtroppo, non se ne vedono. Le ombre dei nani (parlo di statura morale e politica, non di quella fisica che non occorre per assurgere a certi scranni) a volte ingannano o, comunque, le vogliamo vedere come reali pur conoscendole bene nella loro vera statura.
Non mi allontano più di tanto da questo scenario affrontando il finale di questa Letterina che riguarda cose comuni o anche le “cose” del Comune. Infatti, voglio condividere con i miei eroici ventitré Lettori (+24°) una piccola riflessione su una altrettanto piccola polemica registrata nei giorni scorsi dalle mie sentinelle del web. Si tratta di un atto di compravendita che ha visto il Comune, cioè noi tutti, acquistare un lotto di terreno in via San Giacomo al prezzo di 27.000€. che sarebbe la somma risultante di 300mq valutati e pagati 90 € a mq. Il problema è stato affrontato in chiave polemica non sulla base della opportunità di acquistare un terreno per farne una determinata cosa ma sulla opportunità di acquistarlo da un determinato proprietario, il che ha suggerito ad un importante componente della maggioranza di astenersi dal partecipare alla discussione del punto all’O.d.G. in Consiglio comunale. Quel che resta dell’opposizione, ovviamente, ha provato a speculare su questa seconda opportunità tralasciando la prima che non è affatto secondaria, anzi, sul piano squisitamente amministrativo è decisamente prevalente, perché concretizza la visione della maggioranza sull’assetto e l’organizzazione del territorio. Da lì, una minoranza meno malridotta, avrebbe potuto, forse dovuto, cogliere lo spunto per scuotere la maggioranza e tutta la Cittadinanza su quale sia oggi la visione dell’Amministrazione Comunale a guida “Miglianico Cambia” sulla gestione e la programmazione del territorio comunale, quali atti si vanno compiendo, attraverso quali passaggi e, soprattutto, se questi sono adeguati ai tempi che ci attendono, alle urgenze che ci trasciniamo da tempo e, in particolare, alla coerenza stessa del programma etico che sottende quello politico-amministrativo della squadra capeggiata da Fabio Adezio. Questa inconsistente polemica che si è fermata a poco più del gossip - perché tale è se non si procede chiedendo alla Magistratura di sanzionare comportamento ritenuti illeciti - fotografa quello stato di sfibramento e scoramento che si va vivendo oltre che registrando in questi mesi qui a Miglianico.
Sia chiaro. Sarò lietissimo di verificare che questa analisi è frettolosa e decisamente sbagliata; che tutto va a gonfie vele; che i Concittadini sono informati e partecipi; che i consiglieri, gli assessori, i vice-sindaci di oggi e di domani non abbiamo maldipancia; che i consiglieri di opposizione sono vigli e attivi nel controllare tutto nell’informare tutti. Però, care Amiche e cari Amici, fin quando questo non mi verrà sbattuto in faccia, pardon, dimostrato compiutamente e pacatamente, sono costretto a mantenere valida la riflessione appena condivisa con i miei eroici ventitré Lettori (+24°).
Mi aspetto, non lo invoco affatto, anzi continuo a condannarlo, il ritorno di un vecchio malvezzo dell’opposizione: il manifesto prefestivo. Non sarebbe certo incomprensibile sul piano tattico. Sarebbe addirittura interessante come lucina nella notte buia di un deserto se fosse il seguito di qualcosa che si è fatto e che ci si accinge a proseguire; se fosse segno concreto di voler dare più importanza e risalito a veri momenti di partecipazione civica.
Avremo tempo per valutare.
Avremo tempo, a Dio piacendo, anche per altro prima di Natale.
Buona Domenica










