La letterina del sabato 22 novembre 2025
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- Pubblicato Sabato, 22 Novembre 2025 12:50
- Scritto da Maurizio
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Care Amiche e cari Amici,
oggi si festeggia Santa Cecilia. Oltre ad essere l’onomastico della mia bellissima Nipote e di tutte le nostre Cecilie, è il giorno nel quale si celebra la Santa Patrona della Musica, dei Musicisti e dei Cantanti. La Santa, che sembra non avere la devozione di certi gruppi che portano rumore più che musica nelle nostre sagre, vede la sua memoria spegnarsi qui a Miglianico, Questa Cittadina ha legato il suo nome ad una banda molto conosciuta ed apprezzata non solo nel circondario ed il cui Maestro concertatore, il nostro Concittadino Ettore Paolini, portò in nome di questo bellissimo angolo del Pianeta a noi caro in quella che era la trasmissione di punta della Rai nei primi anni ’60 del secolo scorso, una di quelle che precedettero Canzonissima e Fantastico. Questo è il luogo dove la musica dal vivo - oggi si dice poco romanticamente “live” - animava ogni giorno ed ogni sera botteghe artigiane, locali e case. Qui la musica rifiorì di tanti giovani agli inizi di questo secolo con la presenza dell’Accademia Musicale che aveva deciso di passare la Venna spostandosi da Tollo. A Miglianico, oggi, la Festa di Santa Cecilia resta solo memoria silenziosa.
L’Accademia Musicale c’è ancora, grazie alla passione di alcuni Concittadini che, senza voler entrare nei dettagli, si concentra e si esaurisce sostanzialmente nella bellissima manifestazione estiva dell’Orchestra Sinfonica Giovanile Europea che raduna qui ragazzi di diversi Paesi europei. Cosa c’è che non va? Mancano, forse, le borse di studio del Comune per alimentare il novero degli appassionati giovani e giovanissimi? Manca forse qualcosa di concertato, per usare un termine musicale, che sta a monte di questa iniziativa pubblica, rendendola fattibile? Manca forse qualcosa che sta a valle di questa presenza? Non lo so e, in mancanza di informazioni certe e di maggiore approfondimento, oggi posso solo condividere con i miei eroici ventitré Lettori (+24°) una piccola riflessione. Essa sta accanto alla constatazione che oggi, 22 novembre, Festa di Santa Cecilia Patrona della Musica, dei Musicisti e dei Cantanti, a Miglianico non avremo concerti e nessun altro momento celebrativo, come invece accade in altre parti del mondo. Nulla di grave, nessun dito puntato, nessuna recriminazione oltre ad un giustificato dispiacere campanilistico. Solo l’invito a far sì che l’anno prossimo qualcosa possa esserci. Occorre un po’ di buona volontà e anche qualcos’altro che, però, senza la buona volontà non risolverebbe certo tutto. Pensare positivo, pensare a risolvere le cose più che a contestarle, seppur motivatamente, è la cosa migliore da fare in questo modo che, a volte, sembra girare al contrario.
A fianco della sede che ospita l’Accademia Musicale, invece, qualcosa torna a vivere. È la bella iniziativa ideata, organizzata e portata avanti con passione ed intelligenza dalle bravissime Volontarie della nostra Biblioteca Comunale intitolata a Paride Di Federico. L’appuntamento con “Porta un racconto breve in Biblioteca”, infatti, riprende lunedì prossimo, 24 novembre, alle 21:00. La formula è semplice ed efficace: “Scegli un autore; porta un suo racconto breve da condividere con noi; se vuoi raccontaci dell’autore; oppure vieni ad ascoltare”. Insomma, basta esserci. È una bella esperienza, non difficile da vivere perché, oltre a dover vincere la pigrizia, non comporta altro sacrificio e nessun rischio. I libri, se stanno in uno scaffale, sono statici colori dell’arredamento. Se aperti e letti, sono vite in più da vivere, mondi sconosciuti da andare a scoprire, persone da incontrare e capire. Attenzione, i libri sono contagiosi, perché ci mettono dentro parole nuove, capacità di scrivere e di parlare, voglia di conoscere, possibilità di staccarci dalla noia e ali per volare. Direte, perché si fa il lunedì sera? Perché - immagino - chi organizza questi bellissimi incontri tiene conto di altri appuntamenti calendarizzati da altre associazioni durante la settimana. Direte, perché, queste Concittadine e Concittadini stanno in mezzo anche ad altro? Sì, a Miglianico c’è chi fa più di una cosa - e la fa benissimo - mentre tutti noi non facciamo niente o quasi. Alcuni di noi si impegnano anima (!) e corpo a criticare senza costruire nulla. Questo è lo stato delle cose. Nel ringraziare chi fa qualcosa, anche più di qualcosa in ambiti diversi, va fatta una constatazione legata alla mancata attività da parte di molti altri Concittadini i quali non appartengono a quella sussiegosa cerchia di criticoni-a-prescindere. Oltre agli ignavi, tra questi Concittadini ci sono quelli che appaiono baldanzosi a ridosso di campagne elettorali prevalentemente locali, armati di proposte, programmi e iniziative apparentemente pronte ad esser messe in atto e tutte alimentate da lamentazioni e recriminazioni verso chi c’è e chi ha fatto e continua a fare. Poi, così come sono apparsi, altrettanto rapidamente svaniscono, risucchiati da energie dalla ciclicità quinquennale. Da questa constatazione vien spontanea l’ultima riflessione di questa Letterina da condividere con i miei eroici ventitré Lettori (+24°), che è questa. Se chi fa in uno o più ambiti dell’agire civico locale, se chi si impegna praticamente sempre (e sempre con passione gratuita, ndr.) si dovese fermare o fosse fermato apposta per questa verifica, gli altri arriverebbero nei luoghi del fare? E se sì, con ciò dimostrando che sono settari e non disponibili al fare con gli altri, sarebbero poi capaci di coinvolgere chi si è fermato per chiamarli alla prova? O si rischierebbe semplicemente il fermo ed il vuoto che nessuno poi andrebbe a riempire se non di lamentazioni, critiche e recriminazioni contro chi c’era prima? Fatto salvo l’ostacolo che c’è anche chi, tra quelli che fanno, non ci pensa affatto a fermarsi e a lasciare per motivi giusti o sbagliati ma certamente ben radicati, la riflessione deve tener conto di un elemento che prima era scontato ma che oggi, però, è inesistente. Prima, coi i vituperati partiti, con le divisioni politiche, con il muro di Berlino e i “nemici” locali, quando uno perdeva, è vero, si fermava. Ma gli altri, cioè almeno la metà della Cittadinanza, erano pronti a impegnarsi vuoi per dovere di partito vuoi anche per dimostrare che erano migliori. Insomma c’era chi si cedeva il passo e chi passava. Era una gara a chi faceva meglio. Anche, se alla fine, alcune attività civiche, per le condizioni di partenza già esposte, non portavano al coinvolgimento proprio di tutti questo, però, non comportava assolutamente il rischio che si restasse con qualcosa in meno, con qualcosa che si poteva perdere. Oggi questo rischio c’è. O forse no? Oggi ben nascosti e in fuga dal proclamato impegno dopo ogni sconfitta, possono venir fuori insospettabili e non ancora sperimentate energie? Possano sortire e appalesarsi davvero Donne e Uomini nuovi di zecca?
Siamo disposti a correrlo questo rischio?
Buona Domenica











