La letterina del sabato 15 novembre 2025
- Dettagli
- Categoria: Notizie
- Pubblicato Sabato, 15 Novembre 2025 10:09
- Scritto da Maurizio
- Visite: 313

Care Amiche e cari Amici,
oggi anche in quelli di Miglianico come negli altri 11.600 supermercati di tutta Italia, torna la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare. L’iniziativa, che è sostenuta dalla nostra Comunità Parrocchiale, prevede la presenza di volontari presso i Punti Vendita aderenti della Grande Distribuzione. È organizzata così: si invitano le persone che vanno a fare la spesa a donare una parte della propria spesa per le persone in difficoltà. Aggiungiamo che si può anche andare a fare la spesa solo per gli altri, una volta tanto, proprio per aderire a questa iniziativa. L’obiettivo di questo evento è sensibilizzare la società civile sul problema della povertà, richiamando ai concetti di condivisione, gratuità e carità e raccogliere alimenti attraverso le donazioni delle persone che vi partecipano secondo il principio educativo “Condividere i bisogni per condividere il senso della vita”.
L’invito, che vale anche per noi Miglianichesi, è di partecipare tutti e di donare la spesa per chi è in difficoltà. Gli alimenti richiesti: olio, verdure e legumi in scatola, conserve di pomodoro e sughi pronti, alimenti per l'infanzia e riso. Come fare? Facile e immediato. Andiamo in uno dei nostri supermercati, lì troviamo i nostri volontari della Caritas e dell’Azione Cattolica parrocchiali, li ringraziamo per quello che fanno, ci facciamo dare indicazioni, facciamo la spessa per noi e, stavolta, anche per Sorelle e Fratelli che non possono fare la spesa perché sono poveri. Non facciamo le faccette stupite, non mostriamoci meravigliati perché i poveri sono anche qui, vicino a noi, nel nostro stesso territorio. E non sono persone che approfittano, cha fanno finta di esser poveri e che sfruttano la nostra generosità. Certo, i furfanti sono sempre in agguato, però non dobbiamo farci distrarre dalla realtà di tanta povertà vera, che è in aumento e che, in assenza di una nostra reazione, coraggiosa e organizzata verso chi propala falsi messaggi di crescente benessere, dobbiamo provare ad aiutare come possiamo, anche con piccoli gesti, come quello di oggi.
Care Amiche e cari Amici, prima di fare un piccolo consuntivo dell’ultima manifestazione organizzata dalla nostra super Pro Loco, cioè la 16^ edizione di “Novello e Castagne” condivido volentieri con i miei eroici ventitré Lettori (+24°) una nuova iniziativa che non è a marchio Pro Loco Miglianico ma che, lodevolmente, da essa è stata annunciata. Si tratta della proiezione del film “Non è vero ma ci credo, non si sa mai”. prevista per oggi pomeriggio alle 18, nell’aula consiliare del Municipio, la Casa dei Miglianichesi. Esteso l’invito, l’occasione, come suol dirsi, pur se non esattamente pertinente, è propizia per una piccola riflessione che riguarda il ruolo del Gruppo di Studio comunale per la promozione della cultura, il quale, siamo a novembre, continua ad essere aggirato, ignorato, considerato inesistente, con ciò depotenziando, anzi, annullando di fatto quel pur oneroso ruolo di coordinamento al quale è stato deputato. Poco male. Importante sarà capire nei prossimi giorni se questo Gruppo avrà ancora motivo di esistere e, se sì, quali compiti nuovi dovrà inventarsi per avere la sua dignità di presenza operativa a livello locale. Capisco che a qualcuno avere un coordinamento può dar fastidio e che ad altri risulti faticoso doversi confrontare per esser parte di un discorso unitario dove forse temono di non poter emergere. Non capisco allora perché si affida ad un Gruppo istituzionalmente costituito un qualcosa che poi non deve fare. Si dirà, può organizzare cose per conto proprio. Certo, ma farebbe solo una parte di quel che gli è stato chiesto di fare. E, quando lo fa, con qualità e attenzione come dimostrano i fatti, gli altri fan finta di niente o boicottano direttamente. Su questo aspetto della nostra vita istituzionale, da qui a fine anno, avrò forse elementi da condividere e sui quali fare qualche ulteriore riflessione.
Ora, prima che la memoria metta in archivio la tre giorni di “Novello e Castagne 2025” è giusto fare un piccolo consuntivo che parte dal plauso e dal ringraziamento alla Pro Loco, al suo Presidente, Nicola Santalucia, ai Dirigenti che lo affiancano, alle sue meravigliose cuoche/volontarie, agli altri volontari e ai giovani che hanno collaborato egregiamente alla riuscita della manifestazione, la quale, va sottolineato, ha vinto anche la pioggerellina dell’ultima sera. Il modello organizzativo ha sostanzialmente confermato la sua validità soprattutto per la proposta gastronomica. Non conosco i numeri delle presenze ma il colpo d’occhio mi fa pensare a un successo importante, ancora una volta un successo. A fronte di questa valutazione, non sto a ripetere quel che ha avuto ampie e ripetute verifiche: la posizione, il volume soprattutto e la stessa scelta di dare centralità alla musica - in particolare la seconda sera - ha comportato più problemi che benefici. È stata sbagliata la posizione riservata ai gruppi musicali che in una sagra non può essere quella centrale e, peggio, collocata anche come ostacolo per gli avventori degli stand. C’era tutta la piazza del Municipio libera e anche meglio illuminata: perché non si è suonato lì? Il volume eccessivo della seconda serata in special modo, ha cerato notevoli problemi a tutti, anche a chi stava operando alle casse e negli stand. Cosa occorre ancora per sistemare questo problema senza che neppure si vada a fare una valutazione sulla salubrità dell’inquinamento sonoro causato dall’eccessivo numero di decibel sparati dalle casse? Ripeto la domanda fatta più volte: quanta gente viene alle nostre sagre solo per ascoltare i gruppi musicali? Oltre amici e parenti dei suonatori che mangiano e bevono gratis perché ospiti, penso nessuno. In parte, perché intrattenimenti ci vogliono, quei denari potrebbero essere risparmiati e destinati ad altre cose buone. La conclusione, questa conclusione è fin troppo facile anche per uno che non capisce niente come me. Occorrerà forse qualche complessità etero-suggerita per farla capire a chi molto capisce e tutto decide.
Oltre questo, più di questo, purtroppo, c’è un problema che si è riaffacciato nella sagra d’autunno, dopo aver fatto danni in agosto a “Le Contrade del Piacere”. Diciamo che, dopo una certa ora, c’è chi non riesce a contenere gli effetti dell’alcool e si agita troppo, soprattutto fisicamente. Questo fenomeno, se non verrà eliminato, porterà alla morte delle nostre sagre. Occorre metterci riparo. Non lo si risolve nascondendo i fatti o minimizzandoli. Forse la distribuzione delle bevande alcoliche va interrotta presto, molto prima delle canoniche ore 24:00. Questo deve valere anche per i locali pubblici cittadini in quelle serate di festa. E, prima del “solito”, va chiusa ogni attività interna e circostante la sagra soprattutto se certi pericoli si cominciano ad intuire. La sagra è bella e riesce benissimo anche se non finisce alle due di notte. Non c’è altra soluzione. Se invece c’è, ne saremo tutto molti contenti. Sarà bello conoscerla e vederla attuata alla prossima occasione. Che deve esser una nuova occasione di ottima gastronomia e di gioioso divertimento.
Buona Domenica











