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La letterina del sabato 20 settembre 2025

Care Amiche e cari Amici,

il consuntivo dell’estate, che si avvia alla sua conclusione secondo calendario, sarebbe troppo lunga se fatta tutta insieme. Il rimprovero spesso mosso a questa nostra corrispondenza è stato quello della lunghezza delle singole letterine. Nessun problema, anzi, da quel rimprovero “sembra che stai a scrivere capitoli di un libro” è nata poi l’idea di fare proprio non uno ma due libri, per ora. Comunque, anche volendo ignorare quel rimprovero, non si può condensare tutta una stagione di vita locale in una letterina. Comincio oggi dal capito più importante, che è il più breve da ripensare e analizzare perché non ha praticamente nessun evento da raccontare. Parlo della stagione politico-amministrativa qui a Miglianico. Chiedere ai miei eroici ventitré Lettori (+24°) se hanno memoria di riunioni, manifestazioni, manifesti, comunicati o qualsivoglia altra iniziativa riconducibile alla sfera politico-amministrativa significherebbe fare una domanda retorica perché la risposta sarebbe scontata: no, perché non c’è stato niente. 

È normale? Forse no. Direi proprio di no.

 

Partiamo dalle cose più piccole, anche se più vicine a noi Miglianichesi. Sono aperti cantieri importanti, sono stati ipotizzati o anche annunciati non ufficialmente lavori pubblici ancora più importanti. Ma nessuna comunicazione è arrivata ai Cittadini sullo stato dei lavori, sulla loro tempistica e puntualità secondo cronoprogramma, sulla loro non attivazione o prosecuzione. Uno può dire che, in fondo, l’Amministrazione comunale fa le cose e poi chiama a raccolta i Cittadini quando le inaugura. Giusto o meno può andar bene. Però, quando le opere non procedono o non partono o si cominciano a vedere nella loro solidità uguale o un po’ diversa rispetto ai disegni progettuali, una opposizione con un minimo di autostima se non di dignità democratica prova a dire o a fare qualcosa per stimolare le reazioni dei Cittadini. Anche qui, niente. Il gruppo consiliare di minoranza che fa capo a Dino De Marco è ancora sotto l’ombrellone. Lo stesso ipotetico commentatore di cui sopra può dire che, in fondo, gli oppositori aspettano di vedere come va a finire e poi faranno al loro parte. Oh, almeno non chiedono di salvare questo o quello dopo che è già stato fatto. 

E i Cittadini? Se chi li amministra non parla loro e quelli che devono controllare chi amministra non li informa su quel che non va, che devono fare? Sfiorati a malapena dalla stupidità vacua dei canali social di qualche penoso soggetto, quindi dal nulla assoluto, si trovano sempre più distanti dalla politica, che dovrebbe esser il primo interesse dei Cittadini. Questo non va bene.

Veniamo al resto, a qualcosa che sembra più lontano ma che ci interessa molto più direttamente di una singola opera pubblica locale. Cosa? Ad esempio le decisioni della Regione sulla Sanità, che incide per oltre l’80% sul bilancio regionale e molto di più sulla salute di tutti, oppure le decisioni sull’acqua, che, benché gestita in modi a volte troppo privatistici, è un dono di Dio, un bene di tutti non un affare o un problema da pagare a basta. Vogliamo parlare dei trasporti, della situazione delle strade principali, dei costi carburante, del va-e-vieni sui motori elettrici, di spopolamento e immigrazione, dell’intero settore dell’auto-motive che significa almeno il 25% del pil abruzzese, della disoccupazione vera e non dell’occupazione narrata o di quello che più può interessare uno o tutti? Chiedere se ci sia stato qualcosa a Miglianico da parte di partiti o referenti politici, sarebbe ancora una domanda retorica con la risposta scontatissima: no. Non c’è stato nulla.   

Poi ci sarebbe un problemino che si sta provano a esorcizzare, che stanno provando a non farci valutare per la sua vera dimensione, che ci fanno vivere solo come aspetto da tifosi pro o contro questo o quel leader nazionale, proPal/antiIsraele o viceversa: è la guerra. Non è un film, né uno scenario televisivo di lontana politica estera come lo fu il Vietnam. C’è, si sta già facendo in Europa e vicino l’Europa (noi siamo Europa) e ci siamo dentro. Hanno spiegato che il passaggio di certi aerei sulla nostra testa era una esercitazione di atterraggio a Pescara. Ma davvero?!! Forse non era vero perché certi aerei decollano e volano solo su territori dove è segnalato un attacco o un probabile attacco da parte di forze ostili. Questo si chiama guerra. E a noi fanno vedere sceneggiati o sceneggiate da avanspettacolo come la stucchevole polemichetta tra destra e sinistra sul rilancio dell’odio verso l’avversario politico. Squadre di picchiatori ci sono sempre state, sempre agli estremi che ora fanno parte delle due coalizioni, quella al governo e quella all’opposizione. Insomma “lu vove dice curnute all’asiine e l’asine j’a risponne zitte ricchio’”. Sarebbe comico, invece è drammatico, come lo è la guerra, quella vera.

Un’ultima domanda, l’ultima domanda retorica: qualcuno ha sentito di iniziative, assemblee, mozioni consiliari, manifesti o altro che ci parli di questo qui a Miglianico? Partiti politici locali o zonali, gruppi consiliari, singoli consiglieri e esponenti che abbiano detto qualcosa, ce ne sono stati? No, ancora no, ancora niente. 

Ah, è vero, abbiamo vinto qualche medaglia, i mondiali di questa o quella disciplina, è ricominciata la Champions. Va tutto bene. 

L’estate sta finendo, speriamo solo quella.

Buona Domenica.              

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