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La letterina del sabato 13 settembre 2025

Care Amiche e cari Amici,

sperato, molto ben preparato, egregiamente curato ma anche un po’ inaspettato per quel che poi s’è raggiunto, devo condividere subito con i miei eroici ventitré Lettori quello che è stato il meraviglioso risultato, il successo, il grande successo della Festa della Madonna delle Piane edizione 2025. È stata una festa meravigliosa. Lo è stata a partire dalla processione, affollata e sentita, del 7 sera, resa unica dall’eclissi di luna. Proprio lì, quando la sera era già scesa sul percorso che dalla chiesa di San Michele ha condotto tutti verso la chiesetta della Madonna delle Piane, si è visto quel che, tra le altre cose più importanti sul piano di devozionale e tradizionale, è stato l’elemento qualificante che tutti hanno potuto apprezzare: la grande cura con la quale i Concittadini di quella pozione di contrada hanno messo nel far trovare tutto bello, ordinato, pulito quasi fosse davvero un salotto di casa. Che meraviglia!

 

I prati rasati quasi fossero preparati per una partita a golf, nessuna, nessunissima cosa in disordine, le case illuminate e ben ordinate. E poi, quel formicolio silenzioso, cordiale e operoso degli abitanti di quelle case che hanno pensato a ogni particolare per accogliere nel migliore dei modi non solo la “loro” Madonna ma tutti i fedeli che l’hanno accompagnata, cantando e pregando, e che poi son tornati il giorno dopo per la festa. Ci hanno dato una silenziosa ma smaccante lezione di civismo e di sano orgoglio localistico. Se ciascuno di noi facesse anche solo in parte quel che hanno fatto loro, ogni festa a Miglianico sarebbe meravigliosamente più bella. Brave e bravi a questi Concittadini de “la Madonne de li Piane”. E grazie per la lezione che ci hanno dato.

Bravi, ovviamente, quelli del Comitato Feste 2025 che hanno voluto metter attenzione e risorse adeguate per organizzare una festa che, lo ripeto, certo di poter ricevere solo consensi, è stata riuscitissima. In proporzione c’è stata più gente alla Madonna delle Piane che la mattina di San Pantaleone, moltissima di più di quanta ce ne sia stata alla Festa di Sant’Antonio a Cerreto.

Mi fermo qui. È ancora estate e non è ancora il momento di fare il ragionato e sereno consuntivo delle tante e belle manifestazioni che hanno allietato la bella stagione qui a Miglianico.

Mi fermo qui anche perché non posso tralasciare due compleanni che, ciascuno per diversi motivi o forse per motivi simili, sono stati appena superati nel correre dei giorni sul calendario della nostra vita.

Vado in ordine.

Il 10 settembre scorso, la Letterina del sabato, il nostro appuntamento, ha compiuto nove anni. In questo periodo, brevissimo per certo aspetti, lunghissimo per altri, ci sono state 474 Letterine tra orinarie e straordinarie, tutte, se non ricordo male, arrivate con grande puntualità, che non è una cosa banale se la si spalma in nove anni di vita. Potrei dare corpo a questa nostra corrispondenza provando a tradurla in numeri: 1.100 pagine, oltre 611.000 parole, quasi quattro milioni di caratteri spazi inclusi. Ma non è questo che conta, per due motivi in particolare. Sembrano numeri importanti, in realtà sfigurerebbero se molti postatori di facezie facessero il conto di quanto hanno scritto nello stesso periodo su propri profili social, senza però instaurare il rapporto specialissimo che c’è con i miei eroici ventitré Lettori (+24°), i quali non sono evanescenti e volubili follower, non sono likeisti d’occasione ma persone attente e consapevoli. Il secondo motivo sta nella continuità dei contenuti che hanno al centro Miglianico, le vicende locali e i commenti che a volte portano con sé. Alla gioia del traguardo raggiunto, senza fatica, si aggiunge la considerazione quantomeno molto positiva che questa rubrica ha ormai il suo piccolo peso specifico in ambito Cittadino. Infatti, da un lato, è citata non poche volte come riferimento nei discorsi provati e in quelli pubblici, anche se non abbiamo mai cercato visibilità e notorietà, e, dall’altro, è già diventata piccola parte della nostra storia locale coi suoi capitoli contenuti in ben due libri. Insomma, c’è da fare auguri di lunga vita alle vostre Letterine. E c’è da accogliere col sorriso tutti gli accidenti che vengono scagliati addosso alle Letterine dai “soliti”, perché, alla fine, lo sappiamo tutti, sono “che li ‘ccidìnte che je fanne crèsce la salùte”.

L’11 settembre, non pochi di noi suoi Amici, abbiamo festeggiato gli ottant’anni di Mario Amicone, personaggio che a Miglianico non ha certo bisogno di presentazioni o descrizioni. A beneficio dei più giovani tra quelli che amano frequentare questo spazio di libertà, va detto che Mario Amicone è stato alto funzionario della Prefettura, Sindaco di Miglianico dall’85 al ‘93, componente del COGES dell’allora ULSS (la ASL),  Capogruppo della Dc e poi Presidente della Provincia, consigliere e poi assessore regionale, esponente politico regionale e nazionale, dopo ciò,  tra i pochi ad essersi ritirato dalla vita politica attiva, restando un appassionato ma senza tessere e incarichi, come invece è accaduto a tanti altri ex-sindaci ed ex di ogni altro incarico, incapaci di staccarsi dalle poltrone o invidiosi di chi è andato a occupare quelle su cui si è seduto in precedenza. Per motivi organizzativi Mario Amicone ha invitato solo una sessantina tra i vecchi Amici, che, come ho potuto sottolineare, sono rimasti Amici quando il tempo ha raffinato le pulsioni pubbliche della vita di ciascuno e ha fatto scemare legami di appartenenza, di avversione, di riconoscenza interessata, di convenienza o di aspettativa di qualcosa da ottenere. Con la sua tenacia mai doma, Mario Amicone ha voluto metter insieme anche quelli che, a Miglianico, in pochi avrebbero provato a immaginare di fare sedere vicini, allo stesso tavolo. Lui c’è riuscito. Ha fatto sedere a fianco a lui, i vecchi sindaci Nicola Mincone e Dino De Marco e l’attuale Sindaco, Fabio Adezio.

C’erano anche altri ex e non solo, ma non sono qui a fare gossip sui nostri vip o ex-vip cittadini. Voglio, invece, festeggiare ancora una volta il mio Amico, Mario Amicone, che, molto per merito suo, un po’ anche per quel misto di combinazione del tempo corrente e del gruppo che sai tenere attorno a te, ha saputo incarnare il personaggio che ha ridato orgoglio a Miglianico, portandola rapidamente su posizioni di sviluppo e di notorietà che, da allora e, nuovamente da una decina d’anni a questa parte, le hanno fatto meritare l’invidia dei centri vicini. Dire Mario Amicone equivale al richiamo vivo di un periodo storico importante per la nostra Comunità locale e non solo. Per chi c’era l’altra sera a festeggiare il suo compleanno, citarlo è anche il richiamo a giorni di passione, di azione, di soddisfazione nel sano campanilismo. Per altri, non pochi altri, dovrebbe significare anche il ricordo di importanti svolte verso orizzonti più sereni e prosperi della propria vita personale. Ma, come argutamente disse Giulio Andreotti rispondendo ad una domanda insinuante: “La gratitudine in politica è solo speranza di altri favori”. L’altra sera eravamo ben lontani dal tempo nel quale quel motto può avere un significato corrente.

Tra i presenti, e qui non faccio gossip ma svelo qualcosa di davvero molto bello, c’erano altri Amici, ma solo in spirito. Mario, ha provato a ricordarli ma la commozione non lo ha aiutato ad elencarli tutti con ordine. Ha superato egregiamente la difficoltà dell’enunciazione con il cuore. Il regalo che ha chiesto non è stato un bell’oggetto o un buono per fare qualcosa di personale. Chi ha coordinato tutti noi ha raccolto un soldino che, insieme al suo, Mario ha deciso di destinarlo all’associazione “Profondi Respiri”, quella tanto cara ad un Amico carissimo ed indimenticabile come Nevio Cetrullo. La festa, così, è stata ancor più bella, un vero capolavoro di Amicizia.

Potrei fermarmi qui. Infatti i miei eroici ventritré Lettori, a questo punto, hanno ben compreso il perché di questo passaggio non breve relativo alla festa per gli ottant’anni di Mario Amicone. Voglio, però, tornare a quell’altro piccolo capolavoro, a quella cucitura diplomatica che Mario è riuscito a fare ieri l’altro. È stato meno evidente nelle parole dette dai suoi predecessori e dal Sindaco Fabio Adezio, che gli ha anche fatto dono di una targa molto significativa. Però è stato significativamente immortalato da una foto, che raccoglie quarant’anni ininterrotti di guida amministrativa al Comune di Miglianico, e che oggi suscita non curiosità o stupide dietrologie ma una serena riflessione. Pensate, care Amiche e cari Amici, se gli ex-sindaci aiutassero tutti insieme chi fa il Sindaco, se ogni ex aiutasse chi prende il suo posto in qualche incarico. Pensate a quanta energia sarebbe spesa positivamente invece che essere sprecata per alimentare indivie e recriminazioni, per tendere piccoli e sciocchi trabocchetti, per tessere trame nella quali far scorrere spole difficili da smussare tanto son toste le facce di certi soggetti manovrati e usati per quei fini. Pensate a quanto bene ne verrebbe da una consultazione informale ma piena di esperienza degli ex che un Sindaco o qualunque amministratore poterebbe sfruttare per capire prima e meglio anche i piccoli problemi quotidiani, che poi sono grandi problemi se vissuti da singoli Concittadini o singole Famiglie di Miglianichesi. Ecco, questa foto forse è il regalo che Mario Amicone, senza volerlo o, chissà avendolo voluto, ha fatto a noi tutti, perché contiene un invito a fare cose buone. Contiene o, meglio, suggerisce la possibilità, alla quale come potete ben capire, credo poco ma nella quale voglio sperare molto: di passare dall’avversione alla collaborazione; di avere passione non per tornare a sedere più e meno direttamente al potere né per restarvi più di tanto, ma per fare tanto e bene per tutta Miglianico.

Oh, riguardatela sta’ foto. Provate a vedere cosa potrebbe accadere se fossero quattro Amici uniti per Miglianico e non un Amicone e due “ex” contro il Sindaco.

Chiudo con una piccola nota, anch’essa carica di puro affetto: l’augurio transoceanico che va al mio Amico, Luciano D’Adamio, che proprio oggi compie gli anni.

Viva l’Amicizia!

Buona Domenica                        

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