La letterina del sabato 23 agosto 2025
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- Pubblicato Sabato, 23 Agosto 2025 12:30
- Scritto da Maurizio
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Care Amiche e cari Amici,
l’estate non sta finendo. Non solo per un fatto oggettivo, perché da calendario l’estate termina a fine settembre, ma anche perché ci sono ancora eventi che ci invitano a godere di belle serate qui e altrove. Domani sera, ad esempio, alle 19:00 (ma si può arrivare entro la mezz’ora successiva, ndr.) nella tranquillità della Casa delle Monache, torna l’Aperitivo Letterario, con un appuntamento davvero interessante. Alfredo Scogna, infatti, intrepreterà con voce e chitarra i versi di Modesto Della Porta, tra i maggiori poeti dialettali abruzzesi, autore del famosissimo “Ta Pu”. L’iniziativa, formalmente organizzata dall’Amministrazione comunale col supporto della nostra super Pro Loco, che curerà materialmente l’aperitivo, la si deve al gruppo che volontariamente e quindi lodevolmente gestisce la Biblioteca comunale “Paride Di Federico”. Un aperitivo letterario è evento da città raffinata e colta, sta a noi farlo diventare realtà viva affinché, con altre iniziative di questo genere, possiamo far della nostra Miglianico una cittadina sempre più colta.
Nella Letterina della prossima settimana vi ricorderò l’evento di chiusura delle manifestazioni estive che prevede la serata del “Miglianico Urban Festival”, organizzato dal nostro valente Comitato Feste 2025 in collaborazione con GiovaMI, un evento che non fu possibile realizzare la sera del 28 luglio per oggettivi problemi meteorologici e la cui attesa continua a crescere. Non dimentico certo che anche le feste tradizionali attendono un altro immancabile appuntamento, quello con la Madonna delle Piane, la Madonna dei Miglianichesi, che scenderà in processione la sera del 7 settembre e verrà festeggiata lunedì 8 settembre, come sempre., nella chiesetta adagiata sulla sponda destra del Foro. Ma di questo avremo modo di scambiarci un puntuale promemoria a tempo debito.
Possiamo quindi aspettare, con la pazienza che aiuta la riflessione, per fare un consuntivo delle manifestazioni estive e di quel che ruota attorno a questo straordinario e (quasi) sempre corale sforzo organizzativo che ci consente, ogni anno, di vivere la nostra bella estate a Miglianico. Sarà quello il tempo nel quale le polemiche saranno cadute prima delle foglie d’autunno e l’attenzione per Miglianico potrà trovare spazio e nuove energie in vista della prossima estate.
Care Amiche e cari Amici, nella Letterina di sabato scorso, aprendo una piccola e semplice riflessione sul momento politico-amministrativo locale, avevo precisato “Non voglio far polemica e non la inseguirò se qualche sedicente personaggio proverà a farla”. Non v’è stata contestazione alcuna sul contenuto della riflessione che ho voluto condividere con i miei eroici ventritré Lettori (+24°), il che farebbe e fa pensare che sia sostanzialmente condivisa o comunque accettata in attesa di sviluppi. Sapevo, però, perché era troppo facile prevederlo, che la polemica oltre i contenuti ci sarebbe stata e che sarebbe stato sbagliato, è sbagliato darle seguito, con ciò amplificandola a vantaggio di chi la solleva, che non ha nulla da dire ma lo dice lo stesso. Purtuttavia, in presenza di quanto è stato postato sul profilo Facebook della lista oggi all’opposizione, che ho potuto conoscere grazie alle mie solerti sentinelle del web, devo necessariamente fare poche ma indispensabili precisazioni. Spero che siano le ultime e, in ogni caso, proverò davvero a non dedicare più tempo prezioso per queste cose perché di tempo non ne meritano. Chi vorrà divertirsi a rilanciarle troverà un indifferente e mortificante silenzio.
Le necessarie precisazioni sono legate non alla vis polemica che è stata sconsideratamente messa in quello scritto, per altro penoso sotto tanti punti di vista. Vanno fatte perché chi ha postato e, forse, stavolta ha anche scritto il testo ha commesso due errori. Il primo è aver mostrato non la coda di paglia ma l’incapacità di leggere con calma e provare a capire prima di farsi prendere dalla stizza. Infatti, il riferimento di questo incipit “Capisco anche la minoranza, che, evidentemente, stenta ancora ad accettare l’abito dell’opposizione difficile da indossare su quelli paludati e imbottiti di medaglie e titoli”, si riferiva palesemente e solamente alla difficoltà di calarsi nei panni di oppositore da parte di chi ha governato per lunghi anni, com’è infatti accaduto - e l’ho rimarcato poco dopo - per gli oltre 50 (ma forse son molti di più) anni di esperienza amministrativa al potere e ora siede meritatamente in minoranza, prendendo anche qualche medaglia, benché immeritata, come accadde a Dino De Marco, che andò a ricevere da Ciampi la medaglia di bronzo al valor civile attribuita a Miglianico ma che era stata richiesta e “preparata” da altri.
La valutazione personale sui singoli consiglieri dell’opposizione non la metto mai nel conto. Le persone sono una cosa, il loro ruolo politico-amministrativo è altra cosa e di questo trattiamo. Voglio precisarlo ancora una volta. Ho già detto che considero il mio Amico Dino De Marco il peggior Sindaco di Miglianico del dopoguerra, ma gli voglio bene come uomo ed è il mio medico personale, questo qualcosa significa, o no? Penso e ho provato a spiegare che Gianleo D’Ercole abbia sbagliato a candidarsi in quella lista lo scorso anno ed ha abbia fatto una pessima, divisiva e lacerante campagna elettorale, ma nulla è cambiato nei nostri rapporti personali ed anche professionali, essendo lui il mio geometra di riferimento, nonostante il fatto che, in campagna elettorale, se n’è uscito con delle fesserie nei miei confronti, giustificabili solo dalla disperazione di vedere la sconfitta in arrivo. Resto affettuosamente, sinceramente, tenacemente e profondamente Amico di Chicco, al secolo Federico Anzellotti, resto suo estimatore come pasticcere, mostro sincero orgoglio quando persone che incontro mi parlano di lui, gioisco ad ogni notizia che lo vede protagonista di eventi in giro per il mondo, consiglio i suoi prodotti a chi mi me ne chiede, regalo i suoi panettoni ai miei Amici più cari, non ho tolto le pagine che parlano di lui nell’ultimo libro “RaccontaMi” (che evidentemente lui e i suoi compagni di lista non hanno letto, ndr.), l’ho applaudito quando è venuto a presentare la sua ultima creazione in un’occasione dell’Accademia Italiana della Cucina presso l’Istituto Alberghiero di Pescara. In verità, in quell’occasione, anche in quell’occasione, l’ho salutato a mano aperta dal mio tavolo, come faccio ogni volta che entro nel locale dei suoi Genitori a Miglianico. Lui non ha risposto allora e non risponde qui, dove guadagna rapidamente la porticina che va al laboratorio come fosse in ritirata. Federico Anzellotti non è un maleducato perché la sua Famiglia una solida educazione gliel’ha trasmessa. È solo arrabbiato con me. Gli passerà. Ma poi, perché è arrabbiato? Perché ho votato per Fabio Adezio? Potevo non farlo? Lo vede come tradimento? E di cosa? Potevo votare per la lista che è stata rabberciata contro Fabio Adezio senza alcun progetto e senza alcun amalgama? È arrabbiato perché ho raccontato qui la campagna elettorale, evidenziando quelli che, secondo me, erano errori, incongruenze, bugie e trucchetti propagandistici messi in atto da quella lista? Ho fatto un racconto dichiaratamente di parte, come lo fanno tutti gli altri, ma senza toccare la onorabilità delle persone. Lui, in cambio, non contestando nel merito quel che andavo raccontando, mi ha attaccato personalmente, ha offeso la mia onorabilità, mi ha dileggiato e ha provato (l’ha dichiarato lui) anche a denunciarmi all’Ordine dei Giornalisti. Non ho reagito. Mi definisce “giornalaio”, ledendo la mia dignità professionale. Non reagisco, perché anche questo, in fondo, lo espone al ridicolo. Chiede, infatti, di essere intervistato da me, quindi da chi evidentemente è giornalista, perché un giornalaio non fa interviste. Non avrà nessuna intervista, per due motivi essenziali. Il primo è che nessuno è stato mai intervistato da me per questo spazio di libertà che non è un giornale; lui non sarà certo il primo e neanche il secondo o il terzo. Secondo, se dovessi caso mai - ma sarà mai - intervistare qualcuno dell’opposizione, da bravo giornalista quale provo ad essere, intervisterei Dino De Marco, che oggettivamente è l’azionista di maggioranza ed è, sia detto e ripetuto con chiarezza, il responsabile politico e morale della lista che ha sostenuto Federico Anzellotti e di quel che oggi anche Federico va facendo. Il quale Federico, in quella lista, se si fosse presentato con un altro candidato sindaco che ne so, come Carlo Biasone o altri pure pronti a scendere in lizza l’anno scorso, avrebbe faticato a non arrivare ultimo, poiché in quello schieramento pesa elettoralmente meno del 3%, e sono generoso con lui nell’affermarlo. Ha ragione ancora una volta il mio Amico Donato Antonelli, che come tutti noi non è un raffinato politologo ma certe cose le indovina con grande efficacia: “Se non si fosse candidato Dino De Marco (e Antonio Anzideo, aggiungo io) Federico avrebbe preso al massimo 950 voti”.
Sono stato oggetto di un agguato e di un’aggressione fisica. L’Amico Chicco, non il candidato Federico Anzellotti che pure avrebbe dovuto farlo ma che era nel marasma elettorale, non ha mostrato alcun segno di solidarietà, neppure a titolo riservatamente personale. Dovrei per questo ritenerlo mandante, complice o spettatore indifferente e quindi maltrattarlo o cancellare la mia antica Amicizia verso lui? Era il tempo della campagna elettorale e ho capito, perché un Amico questo fa, capisce certe cose, in quanto, ben conoscendo i tuoi difetti, continua ad esserti amico.
Come ho già dichiarato a Dino De Marco quando si trattò del suo possibile caso, affermo per Federico Anzellotti che, se si candiderà alla Regione o al Parlamento, molto probabilmente lo appoggerò e lo voterò, non solo perché è di Miglianico ma perché è il mio Amico Chicco. Sarà difficilissimo farlo al Comune, perché penso che non toccherà più a lui, ma non si sa mai. Il probabilmente per le altre elezioni sovracomunali, oltre che all’ipotesi, molto remota, che ci sia un altro candidato miglianichese più caro di lui, com’è stato per Antonello Antonelli o potrebbe esser per Fabio Adezio, è legato alla possibilità che lui si possa candidare nelle liste della Lega, il che renderebbe un bel po’ difficile appoggiarlo. Infatti, un democratico cristiano, un cristiano sociale, un cattolico democratico, un comunista, un liberale, uno della destra sociale o della destra storica non può essere leghista, cioè impegnato in un disegno politico disgregativo e territorialmente discriminatorio dell’unità nazionale oltre che di posizioni europeiste e di consolidate alleanze internazionali. Ergo, restando affettuosamente amico di Chicco, non ho nulla contro Federico Anzellotti, l’uomo al quale voglio bene e il professionista che ammiro. Ritenevo e ritengo sempre più che l’anno scorso abbia fatto una scelta sbagliata per Miglianico e anche per sé stesso. Aggiungo che sta inanellando errori nella sua azione di oppositore e questo mi maraviglia due volte. Innanzitutto perché dovrebbe avere validi e, forse, anche ben pagati consulenti che dovrebbero ben consigliarlo nel fare certe scelte e non darsi la zappa sui piedi un giorno sì e l’altro pure. Poi perché abbiamo fatto opposizione qualche anno fa contro Dino De Marco e i suoi scoloranti “progettisti”. L’abbiamo fatta da soli, mentre i suoi attuali amici ci irridevano. L’Abbiamo fatta certamente in modo molto più efficace e sicuramente più seria. Quindi dovrebbe sapere come si fa.
Non capisco poi, almeno leggendo quel che ha ispirato o scritto direttamente, perché si adombri così tanto. Mostra un delirio di onnipotenza e una spocchia che non sono quelle del mio Amico Chicco. Posso capire tutto ma davvero non capisco la sua caduta di stile nell’andarsi a rotolare nel fango di un miserrimo gossip. Racconta di una cosa inventata, decisamente falsa, semplicemente falsa. Non c’è nessuna commessa dei suoi negozi sparsi per il mondo di cui gli abbia chiesto il numero. Per quelle che han lavorato nel negozio dei suoi Genitori non ce n’era motivo e non ce n’era affatto bisogno. Ma se, ce ne fosse mai stata occasione, lui sa che in ogni caso, prima della sua ascesa al vertice della lista di Dino De Marco, ci siamo sempre, dico sempre e ripeto sempre, scambiati e passati numeri telefonici e contatti email senza alcuna difficoltà, in tempo reale, come fanno grandi Amici. L’unica cosa che può giustificarlo in questa sua penosa uscita - me lo consenta il mio Amico Chicco, un’uscita di infinito squallore umano - sta in quell’equivoco nel quale incorrono molti maschietti quando scambiano una notizia col proprio desiderio personale.
Mi permetto di dare un consiglio al mio Amico Chicco, così che lo possa a suggerire al Federico Anzellotti che prova a fare opposizione in Consiglio comunale: si impegni di più e meglio in quella sede e non perda tempo a maltrattare una nullità come me, non ci ricava nulla di concreto. Tra l’altro, ha avuto la prova che mi attacca in campagna elettorale poi perde le elezioni. Può darsi che gli dà un po’ fastidio il fatto che facciamo più opposizione qui, da questo spazio di libertà, di quanta riesca a farne lui. Gli può dar fastidio che “Viva Miglianico”, più di lui, è considerata una spina nel fianco dall’Amministrazione comunale e dalla Pro Loco, che ci accusano non poche volte di “fuoco amico”. La libertà è la chiave per capire.
La differenza sostanziale, in fondo, sta nel fatto che, per fare una buona opposizione, non si fa guerra alla persona del Sindaco o ad altro amministratore come nemico ma la si fa pensando alle necessità, alle aspirazioni, ai sogni, all’orgoglio paesano, ai problemi seri, quelli piccoli e grandi, della gente, cioè dei Miglianichesi, di tutte e di tutti i Miglianichesi.
È più faticoso, è più difficile, non porta applausi e like. Ma si fa così.
Buona Domenica








