La letterina del sabato 2 agosto 2025
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- Pubblicato Venerdì, 01 Agosto 2025 23:08
- Scritto da Maurizio
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Care Amiche e cari Amici,
ci siamo lasciati sabato scorso che eravamo all’inizio delle Feste patronali e ci ritroviamo oggi all’avvio di una altra grande festa, un appuntamento diventato quasi tradizionale. Iniziano, infatti, stasera e dureranno fino al 5 agosto prossimo “Le Contrade del Piacere”, la bellissima kermesse gastronomica curata dalla nostra super Pro Loco. Le oltre cinquanta specialità, il buon vino, le caraffe di birra fresca, ma, prima ancora la sorridente accoglienza delle Miglianichesi e dei Miglianichesi impegnati negli stand o nella sistemazione e pulizia dei tavoli e tutto quel formicolio organizzato ed efficace che fanno di questo appuntamento un evento cult, come si dice, per l’intero territorio, sono un orgoglio per tutti noi. Spero che quest’anno non ci siano ancora beceri e penosi tentativi di rovinare la festa o di sollecitare irritazioni davvero fuori luogo.
Anticipo, riaffermando quel che è il leitmotiv della affettuosa critica verso la nostra immensa Pro Loco e che sarà facile constatare da parte di molti, di quelli cioè che accorrono per le specialità gastronomiche e il piacere del convivio con gli amici: la musica, che pure mette allegria, non può disturbare la convivialità perché in quel caso diventa rumore. Non si offendano gli artisti chiamati ad esibirsi in queste serate ma non sono certo esecutori che per fama, curriculum e repertorio possano pretendere si esser più importanti di una sagra che si annuncia, è stata ed è eminentemente gastronomica, poi turistica, poi colturale ed anche spettacolare. Lo spettacolo abbia dunque spazi ma anche distanze adeguati, comunque volumi non nocivi per la salute e consoni al ruolo di contorno che occorre avere. Quando si sta a tavola, per poter gustare pienamente cose buone, occorre poterlo fare con tutti e cinque i sensi, uno dei quali, l’udito deve esser libero da rumori e fastidi anche e soprattutto per poter dialogare con chi siede davanti o al proprio fianco, senza dover urlare o affidarsi alla lettura del labiale. Detto questo, con la serena consapevolezza di esser solo, ritenuto fuori di testa pur se con piena ragione delle mie tesi, quindi di non esser ascoltato neppure in questo anno di grazia 2025, sono certissimo che questa edizione de “Le Contrade del Piacere” sarà un nuovo e più grande successo di pubblico e di gusto. Viva la nostra Pro Loco. Viva il Presidente che parla poco e fa tantissimo, l’Amico Nicola Santalucia, Viva il Direttivo (attivo) della Pro Loco. Viva tutti i Collaboratori della Pro Loco ed Evviva a tutti quelli che fanno sì che le Contrade del Piacere siano ogni anno quel che promettono, cioè angoli di vero piacere.
Segnalo e spero sia adeguatamente aperta, promossa e segnalata, la mostra fotografica “Don Vincenzo, sacerDOTE per i Miglianichesi”, voluta dal Comitato Feste 2025, ottimamente realizzata dall’Officina della Foto di Miglianico, grazie al fattivo impegno del suo Presidente, il carissimo Alberto Mangifesta, che dalla Cripta di San Pantaleone dovrebbe ora esser sistemata presso la Casa delle Monache per restarvi fino alla fine di ottobre.
Faccio un necessario passo indietro.
Le Feste patronali 2025 hanno avuto un clamoroso ed inatteso successo di pubblico con le due serate del 26 e del 27 luglio, che hanno visto la nostra piazza e le vie d’intorno riempirsi di persone, molte delle quali giunte a Miglianico da altre località. Sono stati affollati i locali commerciali che sono la cartina di tornasole delle presenze “forestiere”. È stata più partecipata la processione con la Santa Messa vespertina in piazza celebrata dal “nostro” don Leo. Il Comitato Feste, presieduto dal carissimo Gianfranco Mancinelli, ha dato egregia prova di sé ed ha consegnato a Miglianico un evento davvero di grande successo, ben preparato, ben organizzato e molto ben riuscito. Non c’è stata l’attesa serata del 28 con il “Miglianico Urban Festival”, ideato e organizzato in collaborazione con GiovaMI. Le condizioni meteo hanno consigliato sin dalla mattina del 28 un ricollocamento di questo evento al 30 agosto, come grande momento di chiusura delle manifestazioni estive. L’attesa aumenterà la curiosità e garantirà ancora più attenzione su questa novità che contiene tutte le potenzialità di un grande futuro.
Prima di commentare e di andare a caccia di piccole cose non andate benissimo, e anche dopo averlo fatto, deve levarsi, forte e sonoro, l’applauso al Comitato Feste 2025, al quale va detto “Grazie” per l’impegno, l’intelligenza del suo operare, la passione e la cura con cui ha allestito il programma e ha seguito ogni singolo aspetto della sua realizzazione.
Davanti all’indiscutibile successo degli spettacoli resta da commentare quel che è stato palese ma che non può essere analizzato qui in dettaglio, cioè le presenze mattutine, parlo di quelle del 27 luglio. Sono ormai stazionariamente basse, comunque lontane da quelle cui eravamo abituati. Neppure la domenica ha consentito ai pigri e ai dimentichi che valeva la pena tornare in paese, se non per il Santo e neppure per il mercato, quantomeno per rivedere un po’ di persone. Siamo lontani, oltre che per misura temporale, da quei 15.000 pellegrini che arrivarono a Miglianico nel 1908 accolti dalla “squisita ospitalità degli abitanti di Miglianico”, come racconta l’articolo “Feste civili e religiose e Miglianico” su “Lo Svegliarino” del 9 agosto 1908, pubblicato sul nostro libro “RaccontaMI” grazie al dono dell’Amico Gerardo Di Cola, che è anche preziosissimo editore del volume. Colgo l’occasione per confermare a chi è interessato, che ci sono ancora copie disponibili del libro al prezzo di lancio di 30€. L’eventuale ristampa sarà possibile a costi probabilmente superiori, come è inevitabile che sia di questi tempi.
Personalmente resto convinto che i fuochi di artificio debbano esser sistemati in un luogo che consenta una migliore fruibilità da parte della popolazione, anche di chi non si trova in piazza a fine concerto, perché quelli degli ultimi anni sono sempre più “rasoterra”. Capisco che qui siamo sul versante delle autorizzazioni tecniche che, per quel che ricordo, sono anche frutto di dispettucci e denunce più o meno anonime di qualche decennio fa, a riprova che anche qui è più facile far polemica e distruggere piuttosto che collaborare e costruire. Discorso a parte andrebbe fatto per il tradizionale “sparo di bombe” che annuncia le Feste a mezzogiorno del 13 luglio o che apre ogni giorno di festa o che accompagna/precede/segue la processione. Questi annunci tradizionali forse appaiono obsoleti ma, se vengono fatti, vanno mantenuti secondo il ritmo, anche sonoro, della tradizione. Altrimenti si tolgano pure così si risparmia qualcosa facendo contenti tutti, ma solo apparentemente.
Un’ultima notazione la voglio condividere con i miei eroici ventitré Lettori (+24°) e la posso fare perché correttamente l’ho precedentemente segnalata di persona al Presidente del Comitato Feste. Parliamo della dislocazione delle luminarie. Fatto salvo (ma non salvo nessuno tra vecchi e nuovi amministratori di questo millennio) che la pubblica illuminazione tutto è meno che piena, completa e efficace (vedasi il buio della piazza), le luminarie o si collocano fino a tutto il percorso della processione o si stringono nella sola area festa, cioè la piazza più o meno ampiamente intesa. Qualcosa di molto innovativo fu fatto nel 1992, quando il Comitato presieduto dall’Amico Carlo Biasone, quello dei cento giovani, fece addobbare la piazza come un salotto con catene di luci e lampadari. Fu fatto senza preoccuparsi dei commenti ma con quel criterio che ho provato a spiegare poco fa. Fu accolto con iniziale scorno di non pochi che poi, di buon grado o obtorto collo, capirono i motivi della scelta. Quella fu drastica, altre son state troppo estese. La via di mezzo deve avere un criterio. Ce n’è un altro, che non sia personalizzato e capriccioso, diverso dal percorso della processione, trattandosi della festa in onore di San Pantaleone? I soldi? Può darsi e ci credo. Se non si può arrivare dove arriva il Santo, si concentri con più cura nell’area festa centrale.
Care Amiche e cari Amici, più che una notizia bomba stavolta c’è una bomba vera, un residuato bellico della Seconda Guerra mondiale, evidentemente non ancora cancellata del tutto, che sta mettendo ripetutamente la nostra Miglianico all’attenzione delle cronache locali. Attendiamo il felice esito dell’operazione che cancellerà questo pericolo riemerso dopo tanti anni. Approfitto di queto fatto per condividere con i miei eroici ventitré Lettori una piccola riflessione, scevra da posizioni di parte e da pacifismi di maniera. Le bombe le fanno i signori della guerra. Sono quelli che mostrano mani pulite di grandi uomini d'affari e vengono spesso invidiati ed applauditi. Le chiamano “intelligenti” ma le vendono a governanti che sono ignoranti della vita. E a morire sono sempre gli innocenti: tutti senza voce nel mondo, tutti con la stessa faccia attonita. Loro sì, sono intelligenti ma non capiscono perché devono morire così.
Care Amiche e cari Amici, non ho dimenticato e non dimentico di presentarlo a voi un pensiero sempre vivo, carico di commozione e limpida Amicizia per Massimo Sulpizio, che ier l’altro avrebbe festeggiato il suo compleanno facendoci ritrovare ancora una volta in un grande abbraccio comune. Non sono le parole quelle che occorrono oggi. Ciascuno sentirà un tuffo al cuore e poi quel suo battere che segna la struggente emozione che si prova al solo, sentire nominare una persona unica e indimenticabile come Massimo.
Buona Domenica










