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La letterina del sabato 12 luglio 2025

Care Amiche e cari Amici,

abbiamo avuto, nelle varie modalità di comunicazione, il programma della “Estate Miglianichese 2025. A margine del programma o ad integrazione di esso, circolano altre comunicazioni specifiche riguardanti, ad esempio, il Torneo di calcio Cittadino, chiamato in questa sua rinnovata edizione “Torneo delle Contrade”, “Bike and Beer” ed altro ancora. Altre comunicazioni sono state appena diffuse come il manifesto delle Feste Patronali ed altre lo saranno tra breve come quelle relative a “Le Contrade del Piacere”, alla “Miglianico Tour”, etc. Oltre tutto questo, ci sono iniziative a sé stanti che hanno, a loro volta, propri supporti di comunicazione. Fatta la somma delle date e valutati gli appuntamenti, direi che non stiamo messi male, soprattutto se si considerano le condizioni di fatto. A spanne sono quasi trenta serate, da ier l’altro a fine settembre, con le pause imposte da Ferragosto ed altre ricorrenze.

 

È poco, è molto? Dipende dall’unità di misura che si vuole usare. Se uno utilizza quella del proprio impegno nel fare, nel contribuire, nel partecipare e nel sostenere senza lagnarsi su quanto sia verde l’erba del vicino, possiamo dire che è tantissimo, forse troppo. Se l’unità di misura è quella della sola capacità di critica, allora è sempre troppo poco, qualunque cosa si faccia. Tanto a criticare senza proporre non ci vuol nulla e nulla bisogna dimostrare. 

Aggiungo due piccole notazioni più un richiamo. 

La prima notazione è relativa all’uscita del programma generale. Posso sbagliare e la memoria può certamente far difetto alla mia età, però siamo più o meno nelle stesse date nelle quali è stato diffuso il programma negli anni passati. La seconda notazione altro non è che la registrazione di messaggi stucchevoli, sempre uguali, per testo e per autore, datati ed ormai incapaci di contribuire a nulla, neppure alle polemiche che per esser tali, cioè per avere la dignità di polemiche devono avere un qualcosa di sensato. Non mi hanno raccontato e non posso quindi raccontare ai mei eroici ventitré Lettori (+24°) di proposte, di iniziative aggiuntive o anche di manifestazioni alternative. Quindi è il solito disco rotto. 

Il richiamo, che faccio a noi stessi, è questo. Davvero critichiamo la Pro Loco, la nostra super Pro Loco che altri ci invidiano? Davvero critichiamo il Comitato Feste, ogni Comitato Feste? Davvero critichiamo chi organizza il Torneo di Calcio o la “Miglianico Tour” o gli appuntamenti in biblioteca o ognuna delle altre manifestazioni di questa estate 2025? Cioè, noi critichiamo chi fa, chi fa tanto (e può sbagliare)? E diamo credibilità a chi non fa nulla, a chi non è in grado di fare nessuna proposta, neppure la più stupidamente populistica? Siamo proprio noi che diamo spazio a chi dice di vergognarsi di vivere a Miglianico (oh, sempre liberissimo di andarsene o, meglio, di tornarsene da dove è venuto, ndr.)? Siamo noi a dare ascolto a chi sa solo protestare senza muovere un dito se non per scrivere sciocchezze di enormità pari solo alla propria insulsaggine? E poi ci meravigliamo se sempre più Concittadini si rifiutano di impegnarsi e si ritraggono nel loro privato. Queste polemiche sono incartapecorite, non servono più se non a palesare avversioni preconcette e grandi incapacità. Ogni tanto, sento pontificare persone che si autoincensano come competenti e capaci. Per ora son stati brave e bravi solo a parlare e dire “se ci fossi io...” e fesserie del genere. Si facciano avanti. “Vivos voco”, scriveva il grande sociologo Sorokin. Per anni ed esperienze consumati facendo e certamente anche sbagliando, posso dire che chi ha anni ed esperienze, sa anche individuare imperfezioni e carenze, forse ha qualche consiglio da dare, ma sa che chi fa qualcosa per la Comunità va sostenuto, casomai criticandolo per quei particolari che non piacciono. Però va sostenuto per quel che fa e va applaudito per dargli coraggio, oltre che per dirgli grazie e sperare che prosegua nel suo fare.

Care Amiche e cari Amici, avete notato che ho accuratamente evitato di entrare in polemica diretta con chiunque. Mi interessa il messaggio positivo e non lo sfidare a un duello troppo facile gli imbecilli di turno, anche perché dovrei mettermi al loro livello. Tra poco tornerò non tanto su questo fronte polemico ma su alcune avvertenze utili quando si entra in questo spazio di libertà e, più in generale, quando si maneggia uno scritto.

Prima devo annotare, per la cronaca e per la futura storia locale (capirete tra non molto perché faccio questa premessa, ndr), quel che accade realmente nella nostra bella Miglianico. 

L’altra sera, giovedì 10 luglio, c’è stato l’annuale concerto dell’Orchestra Sinfonica Giovanile Europea, diretta dal nostro Concittadino onorario Andrea Di Mele. Depurata dalle chiacchiere disarmoniche “steccate” ogni tanto nelle passate edizioni, la serata è stata, come sempre, meravigliosa. I giovani concertisti hanno dato egregia prova di sé, valorizzati dalla location offerta dall’androne e dalla piazza del nuovo Municipio, la Casa dei Miglianichesi. Di questo sonoro successo va dato merito all’Accademia musicale “Mellianum” di Miglianico col suo Presidente, l’Amico Orfeo Patrizio, e i suoi valenti collaboratori, a cominciare dai suoi figli, in particolare il carissimo Marco che ha brillantemente preso la parola in vece del suo Papà. Va dato merito all’Amministrazione comunale ed alla Comunità parrocchiale, in primis il Sindaco Fabio Adezio e il Parroco don Gilberto Ruzzi, per il sostegno non banale senza il quale le prove non si potrebbero fare, i ragazzi non si potrebbero incontrare e il concerto non potrebbe avere luogo a Miglianico. Va dato merito agli sponsor ma soprattutto alla nostra super Pro Loco, la stessa che, alcuni, che stavano lì a godersi lo spettacolo, contestano e ingiuriano giorno e notte, una Pro Loco, cioè Concittadine e Concittadini ancora una volta in prima linea nel fare, nel collaborare, nel servire (oh, servire, capito?!) senza risparmio di passione ed energie fisiche. Al termine del concerto, sono andato a salutare il Sindaco, che stava amabilmente parlando con l’Amico Diego Tiberio, e ho nuovamente suggerito quell’idea che piace a molti (anche al Sindaco per quel che ho capito) ma che nessuno sembra voler concretizzare, cioè, facendolo nei tempi e nei modi giusti: quel concerto con l’intera esperienza della Comunità che incarna l’Orchestra Sinfonica Giovanile Europea vanno collocati nell’ambito delle nostre Feste patronali, possibilmente già a partire dal 2026. 

Consentitemi una piccola provocazione. Il presidente dell’Accademia musicale è di Miglianico, il Presentatore della serata è di Miglianico, il Direttore d’Orchestra è Cittadino onorario di Miglianico. Le notizie, certe notizie sono ormai anche troppo pubbliche. Sinceramente mi aspettavo che, con o senza invito del presentatore, l’Orchestra avrebbe intonato un “Tanti auguri a te” per il Sindaco che aveva compito 50 anni il giorno prima. È già accaduto per chi Sindaco non era, in un’altra era… Diciamo che ci hanno pensato ma poi se lo sono scordati. Meglio così.  

Veniamo a quel che sta per accadere. Domani, nel tardo pomeriggio, alle 19:30, presso la Biblioteca comunale “Paride di Federico” ci sarà l’Aperitivo letterario con la presentazione del libro “Gli occhi di Argo” di Lucia Vaccarella. Lunedì prenderà avvio, come ho accennato sopra, il rinnovato Torneo di calcio con partire che inizieranno alle 20:30 presso il Campo sportivo “Fratelli Ciavatta”. È una bella sorpresa e una novità emozionante. Sinceramente pensavo che sarebbe stato difficile organizzarlo per tutta una serie di motivi. Saperlo pronto a partire sollecita un sincero e gioioso plauso al Gruppo di GiovaMI e quanti hanno organizzato e gestiranno il torneo perché si tratta di una notizia bellissima.  E bellissimo sarà se il Torneo si svolgerà con correttezza e con la sola gagliardia sportiva, sperando di rivedere gente sulle tribune a passare allegre serate e post-partita. L’Amico Roberto Grannonico, storico allenatore del “Borgorosso Football Club, che ho avuto la gioia e l’onore di co-organizzare e battezzare a suo tempo per i Tornei di qualche anno fa, molto correttamente mi ha avvisato che ci sarà ancora un “Borgorosso” in questo Torneo che sta per cominciare, perché, altrettanto correttamente, lo hanno avvisato per tempo, chiedendo l’autorizzazione a poterlo fare. Roberto ha giustamente posto i limiti che andavano fissati per rispettare la storia del nostro gruppo, che aveva come motto “Amicitia victoriam iuvat”. Aggiungo una piccola richiesta a chi vestirà quella maglietta: un respiro profondo, almeno uno, una preghiera e un pensiero per il nostro Team Manager, l’indimenticato Giuliano Cicchitelli, detto “Papauàzze”, per il nostro portiere, Franco Tomeo, per il centravanti di scorta e di peso, Franco Timperio detto “Tazio e per tanti altri che hanno giocato nelle varie edizioni del Torneo Cittadino e non ci sono più. Loro ora possono correre senza fatica nei verdi prati del Paradiso e sicuramente si fermeranno per gettare uno sguardo sul nostro campo di calcio e, sicuramente i nostri, per urlare “Forza Borgorosso!”.


Tra cielo e terra ecco un altro annuncio: il 17 luglio, giovedì prossimo, inizierà la Novena per San Pantaleone, cioè, inizieranno quelli che abbiamo sempre chiamato o sentito chiamare o letto come i “Solenni festeggiamenti in onore di San Pantaleone M.M.”. Chi vuole festeggiare, chi vuole onorare il nostro glorioso Santo protettore può, anzi dovrebbe farlo a cominciare dal 17 luglio sera. Non è difficile né stancante e non ci limita nella cena e nelle uscite serali. La Santa Messa è comodamente collocata alle 21:00 (e non dura molto).    

Care Amiche e cari Amici, come accennato sopra, devo dedicare un piccolo spazio ad una nota (rinnovata), non certo per voi ma per chi frequenta ogni tanto questo spazio di libertà, soprattutto per chi lo fa con quel pregiudizio saccente e sprezzante che è proprio di chi presume d’aver capito tutto e di sapere già tutto. Una Letterina non è un post, non è una chiacchiera sui social come le altre. È una vera lettera, indirizzata a chi, se la apre, dovrebbe leggerla. Certo, uno può aprire e non leggere. Può accantonarla o può tranquillamente cestinarla. Però non può commentarla senza averla letta. Letta significa letta, non “scrollata” velocemente presumendo di avere una straordinaria capacità di lettura. Se uno risponde a una lettera, vuol dire che prima l’ha letta. Se uno, con tutta la libertà possibile ed immaginabile, la vuole addirittura commentare con altri, deve averla prima letta attentamente. E deve averla capita, aggiungo, perché, se uno legge animato dal pregiudizio che può coltivare solo chi vive nella sua irrisolta insoddisfazione, probabilmente non la capisce o la capisce al contrario. Poi capita che vada a scrivere commenti strampalati che si illude siano interessanti perché li abbrutisce di insulti e accuse di qualità pari alla sua imbecillità. Nessuno è obbligato ad entrare in questo spazio di libertà, nessuno, neppure i miei eroici Ventitré Lettori (+24°). Se si entra e si legge lo si faccia non con ossequio allo scrivente ma al carattere dello scritto, una lettera, condivisibile o non condivisibile, bella o brutta, ma non una social-fesseria. Chiedo ai commentatori seriali, quelli dal like facile: ci si può fermare alla foto e mettere un like che significa (così mi dicono) che uno condivide quel che c’è scritto, senza aver letto tutto? Ogni volta che ricordo un Amico, il che purtroppo sta accadendo più di quanto riesca a sopportare il mio povero cuore, faccio pubblicare la sua foto se ce l’ho. Poi ci ritroviamo (questo mi dicono le mie sentinelle del web) con una serie di “like”, faccette piangenti e condoglianze che ignorano tutto il resto delle due tre paginette di notizie e commenti di quella stessa Letterina, dimostrando che ci si è fermati al primo clic, senza scorrere affatto il testo. Mi fa sorridere pensare che passi poi alla memoria virtuale del web quel “mi piace” a quanto è scritto nella Letterina da parte di chi mai lo avrebbe espresso per i singoli passaggi in essa contenuti. 

“Viva Miglianico”, lo sapete, non va a caccia di like e di numeri favorevoli. Non ne ha affatto bisogno. Abbiamo scelto di servire così la nostra Comunità locale. I “like” di chi non legge e di chi non capisce non ci servono. Come non ci servono i commenti sgangherati di chi non legge o legge con malanimo o, purtroppo per lui, se legge davvero non capisce.

Buona Domenica    

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