La letterina del sabato 7 giugno 2025
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- Pubblicato Sabato, 07 Giugno 2025 08:02
- Scritto da Maurizio
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Care Amiche e cari Amici,
è ancora tempo di festa e di inaugurazioni, per la gioia di quasi tutti, esclusi quelli che avranno l’ormai consueto travaso di bile. Oggi pomeriggio, a partire dalla 19:00, verrà “inaugurato” il Campo sportivo. Al taglio del nastro seguirà l’amichevole tra il Miglianico, fresco vincitore del Campionato di terza categoria, e l’Amatori Foro. Alla 20:30 ci sarà la festa per la promozione che il Miglianico Calcio ha conquistato sul campo e tutto si chiuderà nel migliore dei modi con uno dei nostri collaudatissimi Pasta party curato dalla nostra impareggiabile Pro Loco. Il programma dovrà essere rispettato rigorosamente, perché alle 21:15 entrerà in funzione lo schermo per la diretta dell’incontro Pescara-Ternana che vedrà la squadra adriatica impegnata nella finale di ritorno dei play-off per la promozione in Serie B.
Non voglio rovinare la festa a nessuno, perché le feste son feste e vanno vissute e godute tutte, sempre. Però, prima che loro la facciano a me, mi corre l’obbligo di condividere con i miei eroici ventitré Lettori (+24°) qualche annotazione. La prima è quasi banale. Non si tratta della inaugurazione del Campo sportivo che, come loro sanno, esiste dall’immediato dopoguerra e, dalla iniziale condizione di campo sportivo-foro boario è arrivato a quella attuale di campo sportivo con tribune coperte, spogliatoi di prim’ordine dotati di impianti ecosostenibili, fari per le gare notturne, parcheggio e tappeto sintetico, attraverso ripetuti interventi che si sono succeduti in modo più consistente a partire da metà degli anni ’80 del secolo scorso. Non a caso il Campo ha, da non pochi anni, una sua intitolazione ai Fratelli Ciavatta, la cui memoria, lodevolmente fissata in questo riconoscimento, è altrimenti scomparsaquasi del tutto. Chi volesse sapere perché il Campo sportivo è stato intitolato ai Fratelli Ciavatta può andare a cercare uno dei pochi riferimenti scritti in “Mijaneche de na vote” di Cesidio D’Amato. “La cumpagnije cchiù vive s’à fatte, / dapù, nghe le tre fratille Ciavatte, / de core tante bbùne e po’ cuntinte, / nghe le facce serene e surridinte, / calevene, le Cruce tre culonne / de quille le cchiù mije de ‘stu monne. / Don Erriche jucheve a la porte, / a le parate jeve tante forte, /de dische e giavellotte lanciatore, / ammerate da tutte pe’ l’ardore. / Do’ Marie don Currade avvuchite, / e pe lu sporte tant’appassiunite, / a la squadre jucheven’a l’attacche; / pe sti campiune tante sbattimnane / de gente furastire e paesane. / Quande l’atre paise ere morte / Mijaneche brilleve pe lu sporte; / s’ave’ furmat’allore nu squadrone / e che juchevce proprie tante bbone, / nghe le spurtive, tutt’amice care / e nghe le jucature de Pescare./ Ni zi pirdeve maje ‘na partite, / pure quande juchise nghe lu Chite;/ lu campe pe’ juca’ steve allore / verse le Quattre Strade, a lu Fore. / La vije pa’rriva’ ni ere poche / e tutte quinte jev’a ped’alloche, / ca steve ‘na freche de passione / e piaceve lu joche de pallone. / Oltr’a le ggiuvinutte, si ‘mbazzisce / le femmene, li vicchie e li bardisce; / nisciune si pirdeve ‘na partite / picché tutte tiufuse accanite, / e nghe lu tempe bbell’o quelle brutte, / a lu campe curevene po’ tutte, / lu paese sfulleve tutte quante / gne nu jurne de feste cchiù ‘mpurtante”.

Torno all’annotazione. Di fatto, se non vado errato, il motivo principale della inaugurazione di oggi è quella relativa al terreno di gioco che tale non è più da molti anni essendo stato il nostro campo, primo tra tantissimi dell’intera zona, sistemato col tappeto sintetico. Oggi ne vedremo uno nuovo di zecca. La terra polverosa, il fango, l’erba spontanea, che creava problemi di controllo del pallone coi suoi piccoli dossi, e le strisce fatte con l’inconfondibile dis-allineamento derivante dall’uso di una speciale cariola spargi gesso sono un ricordo impresso in un novero sempre meno numeroso di Miglianichesi.
La seconda annotazione - sarebbe un rimprovero - è relativa alla quasi totale carenza di aggiornamenti su questo spazio di libertà circa le vicende sportive locali, in primis quelle calcistiche ma non solo a quelle. È vero, dal momento dell’annuncio della ricostituzione della “Miglianico Calcio”, non più SS ma “ASD Miglianico Calcio”(leggi qui la Letterina del 28 settembre 2024) non ho più dato spazio a questa avventura fatta prevalentemente di passione che ha avuto il meritato successo, il primo di tanti che certamente seguiranno per quei motivi che già allora mi fu agevole evidenziare. Non ho seguito direttamente questa avventura per un motivo tra gli altri, la destinazione del campo di gioco in quel di Tollo. Oggi questo ostacolo, piccolo ma non facilmente superabile per me, fortunatamente inesistente per tanti tifosi locali, viene eliminato e, con il Miglianico, torna vivo quel campo sportivo che è stata meta di tanti passi e luogo di tanta passione.
Dunque, Evviva! Evviva! Evviva!
Viva la squadra del Miglianico; viva il Presidente, il carissimo Stefano Anzideo; viva la dirigenza e viva i tifosi del calcio miglianichese.
Viva il nostro campo di calcio che torna a vivere e viva l’Amministrazione comunale che si prende cura degli impianti sportivi.
Viva chi ama Miglianico. E Viva i Miglianichesi che sapranno riconoscere e bollare la stupidità di ogni polemica che alcuni, sempre quelli, vorranno appiccicare con losputo anche a questa festa di inaugurazione.
Care Amiche e cari Amici, forse son cose che si dicono ritualmente o forse son ritenute tali perché sono semplicemente vere. Ritenendole vere le scrivo senza curarmi di quale sia l’opinione dei “soliti”. Immagino quanta spinta, quanta energia Stefano e i suoi Fratelli, Antonio e Massimo, abbiano sentito in questi mesi di passione e di crescente successo, avendo avuto un Papà, l’indimenticato Paolo, che ha fatto sentire loro incoraggiamenti, applausi, consolazioni e ancora passione ed applausi in quella meravigliosa modalità di legame che tiene unite le persone care. Un pezzo di questo successo, un pezzo di questa festa che oggi Miglianico si appresta a celebrare, è certamente di Paolo Anzideo, il grande Presidente della Miglianico Calcio di qualche anno fa. Lo è sia che gli venga riconosciuto nelle tante dediche che verranno esplicitate a parole nei discorsi ufficiali sia che resti silenziosamente in quel sentire che non ha bisogno di parole ma che forse è più vero delle parole, anche quelle più sincere.
Un’altra festa attende tutti noi. È la festa della Democrazia. Domani e lunedì si vota. Le elezioni sono la festa della Democrazia, quando il Popolo sovrano festeggia sé stesso, la propria libertà, la voglia di dire la propria, accettando di sentire quella degli altri, serenamente. È un dono preziosissimo che abbiamo avuto dai nostri Nonni e dai nostri Genitori (ieri è stato l’anniversario del D- Day, se può servire a far mente locale, ndr.) e che dobbiamo conservare nel solo modo possibile, usandolo e usandolo bene. Nel mondo non tutti possono godere di questo dono. E non proprio tutti quelli che pure pensano di averlo come noi, possono far festa quando vanno a votare perché devono farlo senza libertà.
La polemica che oggi sembra appassionare è quella che divide chi vuole andare a votare e chi, invece, non vuole andarci, con i relativi corredi propagandistici. Non voglio usare tempo e caratteri per spiegare questioni costituzionali apparentementesemplici ma in verità alquanto complesse. Segnalo solo, e penso che sia facile condividere questa sottolineatura, che, quando prevale la polemica sulle modalità di voto piuttosto che il confronto sui contenuti di quel che di deve decidere bisognaesser preoccupati. Bisogna esserlo sia per la mancanza di contenuti al centro del confronto sia per la disattenzione e la disaffezione che comporta in tutti noi, perché il rischio è di disabituarci a valutare le cose importanti, dedicando tutte le nostre energie a questioni formali, abboccando al grande inganno. Così è facile passare dalla democrazia piena a quella apparente e, da lì, ad altro sistema, comunque meno libero di quello democratico.
Ad un referendum si va a votare da legislatori. Si può votare “SI” per segnalare che quella legge o parte di essa va abolita. Si può votare “NO” per confermare che quella legge è valida e merita di esser tutelata, con ciò rafforzandola nel tempo. Si può votare scheda bianca perché il non voler o poter decidere consapevolmente è esso stesso un voto. Ci si può astenere, legittimamente, ma non facendo calcoletti speculativi sul quorum. L’astensione, che in tempi di buona democrazia, è letta come preciso segnale, in certi casi ed in questi tempi recenti sta diventando sempre più segno di indifferenza passiva non di risposta attiva da valutare. La differenza sembra impalpabile. Anche la dittatura, in principio, non sempre è solida.
Buona Domenica








