La letterina del sabato 31 maggio 2025
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- Pubblicato Venerdì, 30 Maggio 2025 21:48
- Scritto da Maurizio
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Care Amiche e cari Amici,
l’estate avrà colori nuovi a Miglianico. Non sono quelli sgargianti di abiti leggiadri e costumi da tintarella, ma il bianco ed il giallo delle linee che regolano il traffico urbano e, soprattutto, i parcheggi, vecchi e nuovi, compresi quelli riservati. A questa rinnovata ed ampliata segnaletica orizzontale si vanno aggiungendo i nuovi paletti che delimitano, o provano a farlo, gli spazi da preservare a favore dei pedoni senza rischio di essere azzannati dalle macchine, resistendo a vandali e maleducati seriali. Che sia o no un primo passo per un più ampio e deciso intervento sul fronte del decoro urbano, questa novità va salutata positivamente, con quell’aggiunta di forza positiva che occorre per mettere all’angolo chi critica a vanvera, chi pensa solo al suo spazietto e i terrapiattisti nostrani.
A margine, cioè nei pressi di queste nuove strisce, va però segnalato il progressivo e rapido degrado di via Costa della Forma, la “discese di Armande”. Alla disastrata situazione del primo tratto, quello che va dal cantiere fantasma del parcheggio mai nato al pericoloso residuo dell’imbocco del vecchio cantiere della “dannunziana”, si è aggiunto, in questi ultimi giorni, lo stato dell’asfalto all’altezza della “Fonte di Sucone”, con vere voragini che sono brutte per le auto ma sono pericolosissime per i mezzi a due ruote. Non sto esagerando, chi ci passa sa benissimo che è così, anche se ci passa su un mega suv. Suvvia, è una delle strade principali di accesso al centro storico e, tra queste, è quella che serve anche un presidio di importanza sovracomunale quale è il Distretto sanitario di base della ASL. Ci facciamo brutta figura dentro e fuori casa. Mi chiedo e penso che ognuno possa chiedersi: ci passano i consiglieri comunali di maggioranza ed opposizione? E i nostri solerti funzionari comunali ci passano per andare in Municipio? Ci passano i nostri bravissimi Vigili urbani? E allora!
Care Amiche e cari Amici, non ho dimenticato l’impegno preso sabato scorso con voi e provo a fare un rapido consuntivo della bella manifestazione che conosciamo come “PoetaMI - Miglianico Borgo in Poesia”.
Il primo consuntivo sta tutto nell’applauso di ammirazione e di sincero sostegno alla carissima Arianna Di Tizio, la nostra consigliera delegata alla cultura, alla nostra super Pro Loco, al professor Antonello Antonelli per le sue passeggiate letterarie nel centro storico ed a tutti quelli che hanno organizzato l’edizione 2025 di “PoetaMI - Miglianico Borgo in Poesia”. Bravi, bravi tutti.
Poi ci sono gli aspetti che, da spettatore ignorante di certami poetici, ho potuto cogliere e raccogliere dai commenti di chi era con me, la settimana scorsa, alla serata del Premio Paride Di Federico, il venerdì, ed a quella di gala del sabato sera.
Che fine fanno le poesie del Premio Paride Di Federico? Le leggono solo quelli della giuria e poi volano via? Nessuno le ascolta recitate da fini dicitori. Nessuno le legge né le potrà leggere per proprio conto. Nessun volume o raccolta le tiene abbracciate per affidarle al tempo delle future letture. Nessuno dei giovani concorrenti, un domani, potrà tuffarsi nel suo passato di piccolo poeta, ritrovando la sua con le altre poesie, chissà, nella biblioteca “Paride Di Federico” né potrà raccontare proprio lì di questa sua esperienza a figli e nipoti. Nessuno potrà accorgersi che il poeta che sarà divenuto famoso nel domani che verrà, lo avevamo premiato nel 2025 quand’era un ragazzino. Che peccato!
Forse qualcosa manca ancora nella pur impegnativa e molto ben riuscita organizzazione del nostro premio di poesia più importante, che, a mio parere, è quello riservato alle scuole. L’altro, quello dei grandi, ha, dal canto suo, ben altri problemi: tutti piccoli se presi uno ad uno ma di cospicua rilevanza se vengono poi collazionati e messi davanti a chi, da qui a pochi mesi, dovrà rimettersi al lavoro per allestire l’edizione 2026 di “PoetaMI - Miglianico Borgo in Poesia”.
Un primo accenno voglio riservarlo al premio per la poesia dialettale, intitolato alla compianta Margherita Anzellotti. Meriterebbe qualche minuto in più. Meriterebbe una classifica più lunga del solo primo premio. Meriterebbe la lettura di una delle tante pagine scritte da Margherita (non è una poesia ma l’elenco dei soprannomi dei Miglianichesi aprirebbe da sé stesso un percorso nella storia locale davvero affascinante, ndr.). Meriterebbe un simbolo di pregevole artigianato come premio. Meriterebbe più rilievo comunque, perché la poesia dialettale, come tutti i “prodotti” di nicchia, ha un valore speciale che va tutelato e promosso con sempre maggiore attenzione.
Poi un accenno lo devo riservare alla prima parte della serata di gala, quella del sabato. Forse eravamo paralizzati dal freddo pungente, se non tutti almeno quelli che non erano molto poco elegantemente sovralimentati a vino rosso. Però qualcosa non si è ben capita. Ad esempio, la performance dei tre sul palco, della quale non saprei raccontarvi quasi nulla perché quasi nulla è quel che mi è rimasto impresso, oltre la forzata scimmiottatura, con sgradevoli venature prosaiche, di figure che non vanno imitate se non si ha la stoffa per farlo. Stare sul palco di una manifestazione poetica, esibendo fumo, alcool e volgarità, è una esibizione penosamente incommentabile. Se poi l’abbiamo pagata, è qualcosa che lascia tra lo sconcertato e l’incavolato. Evitiamo le repliche.
Voglio spiegare ai miei eroici ventitré Lettori (+24°) che sono stato ben attento come lo poteva essere chiunque dopo che il moderatore, chiamato all’ultimo a sostituire quello annunciato, ha presentato i due protagonisti di quel quasi talk-show come “giganti”. Oh, giganti, mica bruscolini! Sinceramente, confessando ancora la mia assoluta incompetenza, ho fissato a lungo quel palco ma di giganti non ne ho visti. Non ho visto l’ora che finisse e non sono stato il solo.
Faccio una proposta, consapevole che non è di facile realizzazione. Mettiamo tutti i premi in una serata, i più piccoli e i “grandi” della poesia. Esibizioni, lezioni, spettacoli, passeggiate, nuove sezioni di lettura, di parafrasi e commenti possono esser distribuiti in uno o più giorni, così chi co-organizza non verrà mortificato nei suoi legittimi e rispettabilissimi interessi di settore. Tra l’altro, immagino che i ì costi del sabato sera di gala, quelli organizzativi non solo economici, che pure non devono esser trascurabili, suggeriscono di esser ottimizzati allargando la platea dei poeti e del pubblico.
Care Amiche e cari Amici, nel perdurante silenzio della politica locale su ogni aspetto, si avvicina la data della prossima consultazione referendaria, quella alla quale siamo chiamati a partecipare come legislatori, riassumendo cioè uno di quei poteri che appartengono al Popolo sovrano e che ordinariamente deleghiamo ai nostri rappresentanti in parlamento. In questo deserto che si va allargando, scoraggiando progressivamente la partecipazione alla vita politica e anche alle varie elezioni, il che è gravissimo, si fa largo solo il gruppo promotore e organizzatore di “Agorà delle Idee per Miglianico”, che ha promosso un “Incontro informativo” sui Referendum abrogativi dell’8 e 9 giugno prossimi. L’appuntamento è per martedì 3 giugno, alle 21:00, presso l’Auditorium del Polo scolastico. A informarci “per una scelta consapevole” ci sarà il professor Marcello Salerno, docente di Diritto pubblico e diritto costituzionale presso l’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari. Il professor Salerno ha il pregio della chiarezza e della sintesi. Sarà utile ascoltarlo e, casomai, interrogarlo sui nostri dubbi. Sarà utilissimo per chi vuole votare NO, per chi vuole votare SI, per chi vuole votare scheda bianca e anche per chi, malauguratamente, non vuole andare a votare, che può avere un senso se lo si fa con piena consapevolezza e non seguendo il gregge, belando.
Prima del 3 giugno, lo sappiamo, ci sarà la Festa della Repubblica, lunedì 2. Non è un giorno di ferie, libero da impegni lavorativi per poter andare al mare o a fare gite. Anzi, se lo si vuole considerare tale, lo si faccia pensando che si festeggia una data che è di festa per tutti gli Italiani perché ci sono tutti i motivi e i riferimenti storici e politici che meritano di fermarsi un attimo a riflettere per capire quel che davvero conta.
Oggi il carissimo Tommaso Palmitesta, il nostro presidente del Consiglio comunale, compie gli anni. A lui i nostri affettuosi auguri di buon compleanno e di ogni bene.
Buona Domenica









