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La letterina del sabato 20 aprile

Care Amiche e cari Amici,

nella piccola tradizione di questo spazio di libertà, la Letterina del sabato santo è tutta dedicata alla Pasqua. Benché, come sapete, non basterebbe un faldone di Letterine per parlare, per interrogarsi, per proclamare, per augurare la Pasqua. Almeno per gli auguri, semplici, sinceri e gioiosi qualcosa però si può fare, non qui. Seguirà tra breve.
Prima devo ricordare che si è già messo in azione il Comitato Feste 2019, guidato da Annalisa Palladinetti. Si è appena insediato e ha già organizzato le prime due Feste tradizionali del nostro calendario locale, quella di Sant’Antonio Abate in programma lunedì prossimo, il Lunedì dell’Angelo, e quella di San Rocco, che arriva subito dopo, domenica 28 aprile. È bello, oltre che giusto, far notare che si tratta di un Comitato, come dire, a trazione rosa.

 

Il Direttivo e buona parte dei valorosi componenti sono infatti nostre Concittadine, Donne eccezionali, coraggiose, capaci di aggiungere alle tante cose che fanno oltre il lavoro e il lavoro in casa, anche questo straordinario impegno per la nostra Comunità. È una novità significativa della quale andare orgogliosi dentro e fuori i confini comunali. È un motivo in più per dare una mano, se e quando possibile, facendo quel che ciascuno può, casomai mettendoci quel qualcosa in più che in certi casi, come si dice, ci vuole.
Passo all’altro argomento principale della nostra Letterina.
La Pasqua dell’anno corrente è una ricorrenza che sarà vissuta dalla nostra Comunità con qualche cosa in più e di diverso, che poco o niente ha a che fare con i riti e la solennità della Pasqua.
Verremo raggiunti personalmente, attraverso i social o con messaggi pubblici indiretti da auguri molto cari, a volte giunti da persone che fino allo scorso anno forse neanche ce li hanno fatti gli auguri. Ci troveremo intercettati da concittadini che verranno a stringerci la mano o ad abbracciarci e ci chiederanno dei nostri parenti o del pranzo di Pasqua o della scampagnata di pasquetta. Saranno tutti molto cordiali ed affettuosi, come mai ci sarà sembrato pensando a loro. Ci sarà chi esporrà abiti di grande impatto. Ci sarà chi ripetutamente offrirà caffè o aperitivi a chi di noi non ha mai incontrato neppure casualmente nella condivisione di una consumazione al bar.
È tutto normale. È sempre stato così, più o meno.
È l’avanspettacolo della campagna elettorale per le Comunali che ci saranno a fine maggio.
Questi, infatti, sono i giorni nei quali si vanno chiudendo le liste. È anche l’ultimo spazio di tempo utile, casomai, per ipotizzare nuove liste oltre quelle già annunciate. I candidati sanno già di esserlo, anche se per l’ufficializzazione occorrerà attendere ancora una settimana. I sostenitori, ancor più i manovratori, i ri-esumatori e gli interessati a vario titolo seminano a larghe mani soprattutto quando ci sono simili occasioni.
Poi ci sarà solo la competizione: lo spettacolo della democrazia.
Questa chiave di lettura aiuta chi è diversamente distratto, a capire piccole particolarità che capitano ora e che non son capitate negli anni passati né capiteranno nei prossimi sia perché si vota ogni cinque anni sia perché la Pasqua non cade sempre a ridosso della presentazione delle liste. La campagna elettorale è partita tra l’altro con un discreto anticipo, come ho avuto modo di raccontarvi.
In attesa del posizionamento delle artiglierie pesanti le cose che si possono rilevare sono essenzialmente quelle che riguardano gli stili dei gruppi e dei singoli che si profilano all’orizzonte della nostra arena elettorale.
Il “M5S”, che sarà guidato dal dott. Pasquale Di Crosta, non ci riserverà sorprese rispetto al suo modo ormai consolidato di condurre le campagne elettorali. Potrebbe introdurre una novità: la visita di ministri e sottosegretari a sostegno dei candidati locali. Non porta molto, ma aiuta.
Farà forse lo stesso la “Lega”, anche perché c’è la campagna elettorale per le Europee che si votano nello stesso giorno. Il partito di Salvini potrebbe chiamare i suoi esponenti nazionali ma soprattutto regionali e provinciali a sostegno di singoli candidati inseriti nell’insieme-che-divide, il non-gruppo che sarà capeggiato da Carlo Biasone. Questo avrebbe un effetto certo sul piano dei voti che porterebbe a quella lista attraverso i suoi candidati leghisti. Avrebbe un effetto meno certo sulla reazione che almeno alcuni elettori provenienti dal centro-sinistra potrebbero avere vedendo il campo occupato da chi è avverso più che avversario ad ogni livello.
L’insieme-che-divide intanto ha già mostrato quale sarà la sua tattica di attacco in questa campagna elettorale: da un lato buonismo e belle parole, dall’altro insinuazioni, notizie pompate ad arte e il propalare insistente di quel chiacchiericcio senza qualità del genere "Fabio (il Sindaco, ndr.) avrà fatto, sì, anzi ha sicuramente fatto tante cose, ma non parla con la gente" o, più direttamente "È presuntuoso e arrogante, non saluta". Programmi ancora niente, per ora solo piccole contestazioni all’operato di chi ha amministrato attraverso qualche foto scattata prima della programmata manutenzione, su erba da tagliare qua e là per accusare di mancata attenzione a questa o quella zona del territorio, nulla di più, poco di serio.
Penso che la strategia del non-gruppo di Carlo Biasone sia tutta basata sullo schieramento dei suoi candidati. Si giocherà tutto sulla capacità dei singoli di prender voti, senza dover garantire altro, men che mai la capacità di fare e di far gruppo.
“Miglianico Cambia”, che ripresenta la squadra di governo guidata dal Sindaco, Fabio Adezio, ha fatto una scelta condivisibile su tutto o quasi. Punta essenzialmente su un messaggio forte: il consuntivo dei suoi cinque anni di amministrazione fatto di opere, di abbassamento o contenimento delle tasse, qualità dei servizi e sicurezza, attenzione all’ambiente, visione del futuro, nessuna rogna giudiziaria, eliminazione di vecchie e abusate sacche di interesse (che solitamente chiamo “mangiatoie”, ndr.), capacità di intercettare finanziamenti senza vendersi al padrino di turno, una immagine di qualità ed efficienza esemplari riconosciuti ovunque fuori Miglianico. Spesa ogni energia per dar vigore a tutto ciò, sembra curarsi poco sul piano elettorale dell’allestimento della lista, pensata più per operare dopo che per vincere ora. Sembra non curarsi affatto delle contumelie, delle insinuazioni, delle accuse vere o false che riceve dall'insieme-che-divide e dai suoi sodali.
Un esempio è questo. A fronte delle polemiche su manutenzioni/abbandoni o sull’accaparramento di meriti per problemi in via di soluzione, il Sindaco ha lanciato la sua pre-campagna elettorale con poche parole a commento di un’immagine efficace, chiara, vera in quanto non contestata e difficilmente contestabile. Essa è basata sulle cifre che confrontano lo stato di fatto trovato in Comune nel 2014 con i resoconti ddi fine 2018, cioè dopo quello che ha fatto “Miglianico Cambia”.
Il Sindaco e la sua squadra insomma scommettono sull’intelligenza degli elettori, sulla loro capacità di analizzare i fatti senza farsi distrarre da false polemiche, sulla robustezza del consuntivo che, ritengono non venga neppure scalfito da accuse fatte di palline di carta. Non considerano, però, che anche gli elettori di Miglianico possono essere tifosi a prescindere, che potrebbero non mettere calma e attenzione nel valutare le cose e le chiacchiere, che potranno essere sensibili a richiami personali che non lasciano alcun peso alle vere vicende amministrative. Si mostrano convinti che alla fine, l’elettore farà una valutazione a suo favore come quella che mi ha sintetizzato un insospettabile sostenitore del Sindaco, Fabio Adezio: "Non mi importa se il Sindaco non ha salutato quel mio amico l’altro ieri. Sa fare il Sindaco, fa le cose che servono, fa anche di più, non spreca i soldi, non ruba, non manca mai quando serve. Per questo lo scelgo. Non deve fare il presentatore televisivo né deve essere un bravo imbonitore, e neanche un piccolo padrino. – poi ha aggiunto – A quel mio amico che gli stava dicendo male alla fine ho detto che se l’opposizione in questi anni avesse fatto vedere di saper fare di meglio uno potrebbe anche cambiare ma l’opposizione non ha saputo fare niente e non merita fiducia. Per me va bene così". Il ragionamento non fa una piega. Purché sia quello che faranno almeno 1.250 elettrici ed elettori il 26 maggio prossimo
Care Amiche e cari Amici, da qui si comincia. Non significa che sia sempre così fino al 24 maggio, quando si chiuderà la campagna elettorale.
Ora le diverse tattiche di approccio sembrano essere queste.
La pubblicazione delle liste ci farà entrare nella competizione vera. Elezioni significa eleggere, che vuol dire scegliere chi deve rappresentarci alla guida dell’amministrazione locale. I candidati sono sempre il vero oggetto della nostra valutazione. Se presentano un curriculum fatto di capacità di amministrare o speranza di saper amministrare, se si mostrano capaci di disegnare il futuro che più ci affascina, se hanno una storia personale degna di attenzione, allora riusciranno a piazzarsi prima di altri che queste doti non ce l’hanno. Ma le dinamiche delle scelte a volte non tengono conto di tutto ciò. Alla fine, questa è la mia piccola esperienza, gli elettori fanno la scelta giusta, a volte essa non ci piace, altre volte sì. Dipende dal nostro essere schierati o semplicemente troppo convinti delle preferenze o anche solo delle antipatie, il che ci impedisce di analizzare le cose con la necessaria lucidità.
Tra una settimana, se prima non ci saranno altri motivi di informazione e di riflessione, ci ritroveremo e potremo avere già le squadre schierate. Lo scenario sarà molto più dettagliato e le cose un po’ più chiare.
Buona Domenica.

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