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Addendum alla Letterina del sabato 6 aprile 2019

Care Amiche e cari Amici,

c’era una premessa alla Letterina, che nasceva come “sperimentale, volutamente atipica”. C’era anche l’annunciato che non avrei spiegato il perché. Il dovere di questa piccola spiegazione è uno dei motivi che impongono questo addendum, che non una parolaccia ma un gerundio latino che si traduce con “da aggiungere”, usato spesso in diplomazia e nella stesura di accordi. 

Prima di arrivare a questo, approfitto per aggiungere, appunto, quel che nella Letterina non sarebbe entrato se non stravolgendola e facendola diventare un lungo capitolo di libro. Le aggiunte sono tutte pertinenti alla impostazione “volutamente atipica” di cui sopra.

 

Nella narrazione delle poche cose sulla settimana appena trascorsa trattate in quella recente missiva non ho potuto inserire, ad esempio, l’anniversario della nascita di Alcide De Gasperi, che nacque a Pieve Tesino il 3 aprile del 1881. Questo grande statista andrebbe ricordato sempre, andrebbe tenuto in vista costantemente come esempio di lungimiranza politica, di rettitudine morale, di capacità di governo, di coraggio e di forza nel propugnare le proprie idee e nel saperle confrontare con quelle degli altri, di una vocazione non frequente a vivere l’impegno politico come missione illuminata dalla fede. De Gasperi è stato uno dei precursori dell’Europa Unita. Lui, e con lui Adenauer, Schuman, Spinelli e gli altri grandi europeisti, probabilmente l’avrebbero realizzata in modo diverso, così che oggi saremmo tranquillamente e serenamente Cittadini europei senza alcuna nostalgia sovranista o pentimento nazionalista. La storia non si fa con i “se”. Certo è invece che nell’approssimarsi delle elezioni europee, ripensare a De Gasperi è opportuno, utile, illuminante.

La sera del 3 aprile, da considerarsi data molto ben augurante, la signora Catia Rosa Rosino ha aperto un ristorante, piccolo, molto bello, luogo di ottima cucina, arricchito dalla cortesia dei figlioli che servono in sala. La signora Catia merita ogni lode per la determinazione, la capacità propositiva e quel pizzico di coraggio che ha messo in questa sua nuova avventura. Da poco più di venticinque anni gestisce il suo minimarket senza mai perdere la gentilezza dei modi e un intramontabile sorriso. Questi due ingredienti speciali li ha sapientemente messi anche su questa scommessa che si annuncia vincente e che indica, a suo modo, anche se lei a questo non pensa affatto, un esempio per chi vuole fare qualcosa e la vuole fare a Miglianico, ovunque ma soprattutto nel centro urbano. Niente lamentazioni e chiacchiere. Impegno e coraggio. Brava signora Catia.   

La Pro Loco è tornata in piazza, ancora una volta, con il banchetto per la vendita delle uova di pasqua a favole dell’AIL, l’Associazione Italiana contro le Leucemie-linfoma e mieloma. Le uova sono state tutte vendute, senza che nessuna parte politica, direttamente o mettendosi in maschera, si sia messa la medaglietta sul petto: questo è vero orgoglio. Certo il contributo di Miglianico è poca cosa rispetto alla drammatica enormità del problema. Ma è sempre un bene mettere una goccia nel mare, perché il mare è fatto di gocce. Un bravo, tra tutti, va al Presidente-ovunque, Tommaso Palmitesta, e alla segretaria della Pro Loco, Leandra Bisone, che riesce ad esserci sempre quando si tratta di solidarietà.

Stasera, alle 21,00, il nostro parroco, don Gilberto ci offrirà una lettura interessante e profonda su un tema che, da duemila anni, scuote il mondo degli uomini “Li amò sino alla fine - La passione secondo Giovanni raccontata con l’arte”. Sarà un appassionante excursus attraverso opere d’arte che forse conosciamo ma che probabilmente non sappiamo leggere oltre lo sguardo che vi gettiamo sopra, accompagnato anche dalla pregevole esecuzione di appropriati brani musicali da parte del Coro Parrocchiale. L’appuntamento è per le ore 21,00 nella Chiesa di san Rocco. Sarà un’ora molto ben spesa.   

Mentre la settimana si chiude con questi bei raggi di sole solidale e artistico mi è arrivata la conferma di una promessa che sta per essere mantenuta. La promessa l’ho fatta personalmente quando abbiamo festeggiato tutti insieme i primo ottant’anni dell’Amico Camillo Cavuti, “lu fotògrefe”. Quella sera, nell’auditorium don Vincenzo Pizzica, fui chiamato sul palco a rappresentare il prof. Antonello Antonelli, presidente del Gruppo di promozione della Cultura del Comune di Miglianico. Tra i rappresentanti delle varie realtà locali, ero forse quello che da più anni conosceva Camillo. In dono per quel suo compleanno solenne non ho portato una targa come gli altri ma una testimonianza e una promessa, quella di onorare la sua carriera di fotografo e di Cittadino con un atto pubblico di riconoscenza da parte dell’intera Comunità. La promessa si realizzerà domani pomeriggio, durante il Consiglio Comunale. Il Sindaco attribuirà all’Amico Camillo Cavuti il riconoscimenti di ”Cittadino Benemerito” per quanto lui ha fatto nel corso della sua lunga attività professionale e, soprattutto, per il gesto esemplare che più giustifica questa onorificenza civica. Camillo, infatti, donerà il suo archivio fotografico, ricco di immagini stampate e anche di tantissimi negativi, alla Comunità di Miglianico, affidandone la custodia e il corretto utilizzo a chi, da oggi in poi, sarà chiamato a guidare il Comune in nome e per conto dei Cittadini di Miglianico. Questo archivio sarà fonte di studi, di curiosità, di ricerca e anche di divulgazione: una ricchezza culturale che costituisce uno dei migliori fondamenti per scrivere la storia recente di Miglianico. L’esempio di Camillo Cavuti, giustamente onorato dal Sindaco col titolo di “Cittadino Benemerito”, è rivolto a tutti noi, almeno a chi ha un archivio piccolo o grande che sia di documenti, libri, immagini, filmati o oggetti legati a mestieri e attività che possano essere utili a testimoniare gli eventi storici della nostra Comunità.

Care Amiche e cari Amici, come avete potuto constatare non erano proprio poche e non erano affatto secondarie le cose da aggiungere. Se le avessi messe tutte nella Letterina essa sarebbe stata troppo lunga e queste notizie avrebbero forse perso la giusta importanza che invece hanno. 

Messo l’addendum, ora posso spiegare perché l’intera Letterina che ne vien fuori l’ho pensata come “sperimentale e volutamente atipica”. È fatta tutta di buone notizie, di belle notizie, volutamente lasciate tutte insieme senza aggiungere i commenti e le precisazioni che pure avrebbero dovuto esserci per i fatti accaduti nei giorni appena trascorsi e per le cose dette e postate con la solita disinvoltura dai soliti soggetti. 

Volevo vedere quali reazioni avrebbe suscitato una nota così, volutamente tutta così. La risposta è stata quella che mi aspettavo. Ne ero convinto anche perché - lo ricorderete - ho già fatto questo test. Ma ho voluto attendere la prova immediata, quella delle prime ventiquattro ore di letture. Per numero e per reazioni, secondo quanto mi testimoniano i miei Amici competenti in materia e in possesso di dati affidabili, le buone notizie hanno più difficoltà a farsi largo. È vero, le cose buone durano nel tempo per la loro qualità dopo aver attratto l’attenzione di chi ha la sensibilità adeguata. Questo vale sicuramente per i miei ventitré lettori. Gli altri, forse, si appassionano meno quando ci sono solo buone notizie. Sono evidentemente poco sensibili al bello e al buono. Non li trascurerò per questo. 

In fondo la spiegazione sta tutta qua: fatte le pulizie di primavera, anche se il battipanni è ancora qui accanto a me, ci voleva un po’ di fragranza di buono e un annuncio di cose belle.

Viva Miglianico. 

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