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La letterina del sabato 23 marzo

Care Amiche e cari Amici, 

per strade diverse, Fabio Adezio, Carlo Biasone e Pasquale Di Crosta si incamminano da candidati a sindaco verso la sfida elettorale del 26 maggio prossimo. Ci saranno altri a competere con loro? Non lo so. Ci saranno davvero loro, proprio loro tre a vivere da co-protagonisti i venti giorni della imminente campagna elettorale per le Comunali? Neanche questo posso affermare con certezza. L’ufficialità delle candidature si avrà solo a fine aprile. Mancano troppi giorni per escludere qualche modifica allo stato attuale delle cose. Mancano anche elementi che non sono proprio secondari. Ad esempio, uno che si candida a sindaco deve essere certo di schierare la migliore squadra possibile.

 

Ciascuno di loro ha un primo problema: deve riconfermare gli uscenti o deve trovare ottimi motivi per non farlo. Lasciare fuori i rispettivi consiglieri comunali potrebbe essere/sarebbe letto da molti come una aperta sconfessione di quanto quegli stessi hanno fatto in questi cinque. Il discorso è più stringente per il Sindaco, Fabio Adezio, che ha amministrato, e per Pasquale Di Crosta, che ha lodato pubblicamente l’impegno e la qualità dell’opposizione fatta dal gruppo del M5S (Carlo Di Federico e Tino De Marco). Il Sindaco uscente dovrebbe riconfermare tutto il gruppo di “Miglianico Cambia”. Dovrà trovare comunque almeno tre nuovi candidati da quel che si vocifera. A meno che, con una mossa a sorpresa, ricandidi Antonio Di Sipio, il consigliere espulso a metà consiliatura. L’impossibile nelle collocazioni, ri-collocazioni e alleanze politiche non esiste più, come dimostrano le vicende nazionali e internazionali. Leggermente diversa è la questione nel campo ancora indefinito dell’insieme-che-divide per il quale si è auto-incoronato imperatore il mio Amico, Carlo Biasone. Nella confusione, voluta come strategia, di mettere insieme vecchio, vecchissimo e nuovo di facciata, non si capisce ancora che fine possano fare i due consiglieri di “Progetto Miglianico”, la dottoressa Catia Giovina Mattioli Stella e il dott. Fabrizio Papponetti. I due sono anche soci fondatori dell’associazione messa su alla bell’e meglio per spargere fumo attorno questa operazione di potere che si è goffamente palesata il 1° marzo scorso. Tenerli fuori sarebbe la sconfessione di quel che non tanto loro ma i loro manovratori e suggeritori hanno fatto scrivere e dire loro, oltre a accettare una perdita secca di voti che quegli stessi hanno dimostrato di saper portare.    

C’è anche in questo frangente chi disegna scenari affascinanti ma poco realistici che vedrebbero il dietro-front di questo o di quel candidato a sindaco o addirittura l’entrata in campo di una quarta forza (si fa per dire). Il calcio da bar dello sport al confronto è noiosa cronaca. Anche se, in presenza di condizioni impreviste, cioè non gradite, chi non ha ancora sottoscritto l’accettazione della candidatura non ha nessun obbligo di insistere e può mollare baracca e burattinai senza grossi problemi. 

A questo aspetto relativo ai candidati sindaco deriva quello delle nuove candidature come consiglieri da parte di Concittadine e Concittadini ancora senza volto e senza nome. La situazione è diversa tra i tre schieramenti già annunciati. 

Il candidato sindaco del M5S, Pasquale Di Crosta non ha millantato certezze. Ha chiesto a chi se la sente e condivide le posizioni del suo Movimento di farsi avanti dandogli tempo fino alla fine di aprile o quasi. Se avesse avuto la lista pronta l’avrebbe presentata. Non si possono escludere giochi di pretattica, ma è sembrato sincero la settimana scorsa quando si è presentato ai Cittadini. Tra le cose dette in sincerità c’è stata, ad esempio, l’ammissione pur se non esplicita, che lui non avrà tempo per fare il Sindaco, poiché ha fin troppo lavoro da fare essendo un valido direttore amministrativo di una importante azienda privata ed un bravissimo consulente con due studi aperti, uno a Miglianico e l’altro nella natia Casalbordino. La passione per la politica deve essere davvero forte in lui se la vive con tante e tanto importanti cose da fare nella vita professionale. Non è questo il tema dell’analisi odierna anche perché immagino che lui una soluzione l’abbia già studiata.

Carlo Biasone non ha mai iniziato ad ascoltare, come molti hanno potuto constatare nei giorni da lui annunciati come dedicati all’ascolto dei Cittadini. Né lo sta facendo ora che è tornato a ripeterlo. Prosegue, soprattutto attraverso messi e legati, a inseguire possibili candidature utili non ad amministrare ma a garantire voti. I miei ventitré lettori hanno potuto constatare come, con tutta la involontarietà che c’è nella ingenua fanta-politica narrata nella nota “Candidati di una notte di fine inverno”, stanno andando le cose tra via Roma 90, Palazzetto Martinelli e la “Magione Palocco” di via Martiri Zannolli oltre che in altri palazzotti signorili del centro e delle Contrade. Il lavoro si sta facendo febbrile e, se non mi hanno informato male, sta dando dei frutti, non quelli sperati ma i migliori che i ri-esumatori di Carlo Biasone possano oggi cogliere o rubare nei campi altrui con le scale che hanno a disposizione.

Insomma siamo solo al casting. Poi verranno le prove. Per lo spettacolo occorre aspettare con paziente curiosità.       

Qualcosa non può aspettare perché devo cestinarla subito e, spero, una volta per tutte. Sono consapevole e penso lo siano anche altri che non terrò assolutamente queste piccole pubblicità ingannevoli in questo spazio. 

La Primavera ormai è entrata, devo finire le pulizie. 

Ci sono piccole cosette da sistemare, sono come la polvere che ti ritrovi in qualche angolo quando pensi di esserci già passato, sono come le macchie che si nascondono sotto l’umido del primo passaggio di spugna e ricompaiono quando tutto si asciuga.

Inizio dalla dottoressa Celestina Di Febo, che, dopo aver usato termini poco consoni a una Signora, ora vuole addirittura dare lezioni di buona educazione. Tra gli altri, la buona educazione me l’hanno insegnata in Famiglia, all’Asilo, al Catechismo e nelle scuole frequentate, Donne di qualità morali e di generosità personale così elevate il cui eccelso livello auguro sinceramente a Celestina di raggiungere nel prosieguo della sua vita, convinto che essa sarà piena di vera gioia e di belle soddisfazioni. Ora, però, lei non ha titolo per insegnarmi nulla sul piano della buona educazione. E nulla può insegnarmi sui valori civici e sulla qualità dell’impegno politico. Lei si è candidata ed ho apprezzato il suo coraggio. Ha avuto il risultato che ha meritato da parte degli Elettori. Per questo ho fatto, faccio tranquillamente il suo nome. Per sua volontà, esso compare nei commenti che posta su quel che scrivo. Facendola entrare senza limitazioni su questo spazio di libertà, oltre all’onore, ottiene una immeritata pubblicità.  

La dottoressa Nada Rosa deve avere un ego non comune oltre a una straordinaria capacità di capire fischi per fiaschi quando mi legge. In realtà lei traduce i testi come più le conviene, sempre in modo non corretto. Ho definito chiaramente quelle che mi venivano mosse, anche da lei: “accuse presunte, scombinate, sgangherate, penose, misere e miserrime, più una che denota un "infinito squallore umano”. Non c’era alcuna intenzione di rivolgere complimenti a chi, come lei, ha digitato quelle presunte accuse che ho dimostrato agilmente essere tutte campate in aria, false, tendenziose e non prive di dozzinale perfidia. Lei invece ha capito che mi stavo giustificando, che provavo a difendermi, mentre stavo usando il battipanni, che non ho ancora riposto. Contenta lei! La medesima, esponendo il suo punto di vista che rispetto sinceramente, si è messa su un alto piedistallo. Mostra di giudicare da un alto scranno. Evidentemente ci si deve essere auto-elevata poggiandosi sulle sua doti personali, morali e religiose di altissimo livello. Per innalzarsi a tanta altezza ha aggiunto la spinta dei suoi specialissimi meriti sul piano etico e, soprattutto, quelli sul fronte dell’impegno sociale, politico e civico col quale lei ha segnato la storia di Miglianico, come tutti sappiamo. Mi hanno fatto leggere le esternazioni che ha postato qui e che sarebbero state modificate e limate almeno sei volte, quindi sono ben meditate o, chissà, sono etero-controllate e corrette. Ho notato ictu oculi anche quelle scritte in maiuscolo, proprie di uno stile letterario di avanguardia. Alla fine della lettura, colpito da tanta moralità e da tanto civismo, mi sono reso conto di essere veramente troppo in basso rispetto a lei. Anche mettendo tutte insieme le poche forze che mi restano non riuscirei mai ad arrivare al suo livello. Non spreco energie per questo. Anzi, accetto con gioia la mia condizione di inferiorità nei suoi confronti. Spero che questa differenza resti e sia evidente come sta apparendo in questi giorni. La diversità è sempre una ricchezza in democrazia. È un problema da eliminare per chi è intollerante, razzista, classista, stalinista o nazi-fascista (che sono la stessa cosa alla radice). Amo questa diversità, non voglio essere confuso con chi ha tanti meriti e siffatte doti personali, come con chi ha demeriti e non ha doti apprezzabili. 

Non invidio la dottoressa Nada Rosa. Lei, come l’altra amena commentatrice, ha potuto entrare senza alcuna limitazione su questo spazio di vera libertà. In questo modo ha potuto lucrare una immeritata pubblicità personale. Non si preoccupi, non si preoccupino: è gratis. "Nulla a pretendere" come diceva il grande Totò. 

La sfruttino, l’una e l’altra insieme, questa pubblicità gratuita per la prossima campagna elettorale. 

Il punto alla fine resta quello. La loro smania polemica s’è raggelata quando è stato postato un commento supportato da una immagine inconfondibile. Dopo hanno taciuto. Infatti il miglior commento alle loro scomposte reazioni è stato quello che una Donna eccezionale ha postato con il simpatico e fulminante riferimento alla battaglia navale: una semplice scritta “Toccati e...”. 

Aggiungo, affondati.

Buona Domenica.

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