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Schede eloquenti

Se si osserva con rispetto e senza pregiudizi un risultato elettorale si riesce a capire molto di quel che esso dice, molto di più di quel che si sente raccontare in giro. Questa voce è tanto più chiara quanto più vicine sono le urne elettorali.

Il risultato delle Regionali di domenica scorsa uscito dalle quattro urne di Miglianico è chiaro, i numeri sono alquanto netti e rispecchiano in linea di massima la tendenza registrata a livello regionale.

Da noi però c’erano due Candidate locali e la loro presenza ha inciso anche se non ha stravolto il quadro politico. I risultati di ambedue vanno considerati tenendo conto che le rispettive liste erano collocate nello schieramento che non ha vinto le elezioni. Se avesse vinto Giovanni Legnini le considerazioni, almeno per certi versi sarebbero state alquanto diverse, lo sarebbero stati i numeri, probabilmente anche quelli relativi alle nostre due Candidate locali.   

 

Celestina Di Febo ha avuto pochi consensi. Le avevo augurato un risultato disastroso perché aveva consumato gran parte del suo unico intervento pubblico ad attaccare - scioccamente, ora lo posso dire - Sindaco e maggioranza del nostro Comune e a elogiare l’ex-Sindaco che è stato già giudicato dal voto popolare. Ma non è stato certo il mio auspicio a portarle i soli nove voti ottenuti dai Miglianichesi. La cultura, anche quella cinematografica, paga poco in termini di consenso elettorale. Non pochi uomini di cultura e artisti italiani son più bravi a farsi pagare dalla politica che a offrire significativi contributi elettorali. Quando sono stati candidati sono stati eletti per rigidi ordini di partito, soprattutto quando i partiti c’erano. 

La presenza politica, intesa come capacità di affrontare una campagna elettorale come candidata, non si improvvisa e la buona volontà in questo caso può fare poco. Celestina ha, tra le altre doti, un carattere forte e una grande capacità di comunicare. Se avesse avuto il tempo di prepararsi avrebbe ottenuto molto di più o avrebbe capito in tempo che non era questa la sua campagna elettorale.

Il caso più interessante era e resta quello di Daniela Palladinetti. Si è impegnata seriamente ma ha evitato di strafare, consapevole che il suo ruolo di Donna e di persona impegnata nel sociale non le avrebbe consentito di presentarsi in modo falso, come a volte fanno certi candidati a caccia di facili consensi.

Daniela ha ottenuto 306 voti a Miglianico. Nel resto della Provincia ne ha raggranellati un po’ di più. È stata la prima della sua lista nel Collegio provinciale di Chieti. Avevo parlato di sorpresa e così è stato. Forse non sarebbe stata eletta almeno al primo colpo neppure se avesse vinto Legnini. Ma se il trend fosse stato diverso avrebbe potuto essere diverso anche il suo risultato personale. 

Non giro alla larga. Arrivo al punto.

Miglianico non ha voluto o saputo dare una dimostrazione di forte campanilismo, anzi. Daniela avrebbe potuto comunque prendere di più? Sì. 

Certo, avrebbe potuto sperare di avere ancora pochi altri voti tra quelli che i nostri Concittadini hanno destinato alla destra e al M5S. Avrebbe potuto racimolare tra i 100 e i 200 voti in più se almeno la sinistra avesse deciso di tralasciare attenzioni e riconoscenze per altri candidati non locali. La quota prevedibile era per lei tra i 500 e i 600 voti a Miglianico. Ci potevano essere ma non ci sono stati. 

Oggi ci sono due motivazioni possibili. La prima è che il messaggio di chiamata a una risposta di sano campanilismo non è arrivato a tutti e non in modo efficace. Perché? Perché una macchina elettorale capace di agire con forza e in maniera estremamente ramificata in meno di venti giorni non si inventa; perché il mondo della nostra Parrocchia, ammesso e niente affatto concesso che si sia mobilitato tutto e con tutta le necessaria decisione, questo non poteva evidentemente garantirlo. 

La seconda motivazione è nel candidato. Non è facile inventarsi personaggio politico; non si può dismettere i vestiti sobri della propria storia personale e attaccarsi i lustrini acchiappavoti; non si può neanche chiedere ad Amiche e Amici, a Familiari e conoscenti di imparare in due giorni un mestiere difficile quale è quello del propagandista politico. I detrattori traducono questo dicendo che “il candidato non era all’altezza”. Non è così. Ma occorrerebbe molto spazio per provare a farlo capire soprattutto a chi legge poco e lo fa con lenti sporche. 

Daniela però ha vinto la sua battaglia, l’ha vinta piazzandosi al primo posto tra i suoi, tra i quali c’erano persone avvezze alle battaglie elettorali. Ha vinto conquistando un elettorato difficile, che non era in vendita e che non era affascinabile con promesse e illusioni. Daniela, forse non tutti ci hanno fatto caso, ha avuto più consensi di alcuni candidati che amministrano o hanno appena amministrato nei propri Comuni, come il sindaco di Ripa Teatina, Ignazio Rucci.  

Qualcuno che ha condiviso con me tante battaglie combattute nel fronte opposto a quello storicamente proprio di Giovanni Legnini, mi ha chiesto se valeva la pena combattere o anche solo votare per Daniela Palladinetti dovendo cambiare campo. Ho risposto che valeva la pena. Certe battaglie hanno un valore assoluto, meritano di essere combattute anche se non si è affatto convinti di poterle vincere. I vigliacchi e gli approfittatori combattono solo quando sono sicuri di vincere e di poter fare bottino. È gente che vince sempre, è vero, ma non li invidio. 

Il Sindaco, Fabio Adezio, ha combattuto questa battaglia perché ha pensato che era quella giusta, quella che poteva portare una Miglianichese in Consiglio regionale o, comunque, ad avere qualche incarico capace di incidere positivamente sul nostro territorio. Non ha fatto calcoli di tornaconto e sapeva di rischiare non poco. Ha avuto coraggio. Forse è stato addirittura temerario. Ha dimostrato coerenza nell’amore per Miglianico. Ha fatto bene. Ora sa che rischia di pagare qualcosa perché i furbetti e gli approfittatori hanno genitori anche da queste parti, ma ne valeva la pena. Del resto quando andrà in Regione a lottare per Miglianico dovrà portare progetti, idee, tenacia e competenza amministrativa: Sono tutte cose che non hanno colore politico e che ha già dimostrato di saper mettere in campo. I fatti diranno se nelle stanze della Regione Abruzzo troverà amministratori della cosa pubblica o tifosi a caccia di stupide vendette.  

Non si illudano troppo i suoi nemici. Lui, il Sindaco Fabio Adezio, ha fatto la sua battaglia coraggiosa e senza calcoli. Ma loro devono tenere conto della diversa composizione politica della squadra di Miglianico Cambia, che è una vera lista civica moderna. Devono considerare che buona parte dei voti mobilitati a Miglianico per lo schieramento di destra che ha vinto le Regionali fanno capo a amministratori e amici della attuale maggioranza consiliare. I furbetti stanno tenendo attaccato con lo sputo quelli che hanno votato Lega con le preferenze date a Silvio Paolucci. Dovranno far ricorso a tutta la loro faccia tosta per dimostrare di esser un gruppo civico. Ma su questo tornerò in altra occasione.  

Restano ancora poche considerazioni prima di rinviare un ulteriore approfondimento all’appena annunciata prossima Letterina.

La prima riguarda il problema che non c’è stato. I furbetti di cui sopra e altri perfidi soggetti hanno provato a speculare molto sull’impegno dei miei due Amici, Mario Amicone e Mario Caramanico, a favore di un candidato non locale dello schieramento di Legnini. Nell’unico colloquio avuto con Daniela Palladinetti, ma non solo a lei, avevo tranquillamente detto che quel tentativo non avrebbe sortito più di 20/25 voti e che era un problema solo per chi lo voleva strumentalizzare. Così è stato. La cifra di quel fastidio tale è stata. Chi vuole costruirci sopra un eco-mostro ne tenga conto. Potrei ora polemizzare con chi ha fatto votare altri candidati non locali. Come detto, non lo faccio ora. Lo farò.

La seconda considerazione riguarda il M5S. Non gode di ottima salute a Miglianico ma ha ottenuto comunque un buon risultato. All’interno del Movimento orami poco grillino forse si dovranno chiarire alcune cose ma sinceramente non conosco i meccanismi del confronto che attuano da quelle parti E devo rispettare i loro metodi. Forse devono abituarsi ad affrontare con le relative modalità i diversi sistemi elettorali, perché mantenere il consenso così alla lunga con questi alti e bassi non sarà facile.

L’ultima considerazione è per la sinistra locale. Farò nella prossima Letterina un piccolo appunto sull’impegno che riesce a mettere nel farsi male, soprattutto quando la linea del consenso volge all’alto. Per ora devo dire che non sembra stare molto bene. Giovanni Legnini ha davvero fatto un mezzo miracolo. Ma se uno poi non crede neanche ai suoi santi spreca anche i miracoli.

Viva Miglianico   

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