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Folgore celeste e orizzonte rosa

Ieri sera ho potuto dedicare il tempo necessario ai due eventi elettorali in programma. La candidata Celestina Di Febo ha voluto incontrare i Cittadini presso il centralissimo bar Whishing Well, aspettandoli con un ricco aperitivo. Con lei c’erano: l’ex-onorevole del Pdl berlusconiano e sostenitore del tentativo portato avanti dall’ex-deputato Fabrizio Di Stefano, Daniele Toto, che ha dovuto andar via prima di poter intervenire; Walter Palumbo, capolista della lista “Avanti Abruzzo - Legnini Presidente”, nella quale la nostra Concittadina è candidata, e il noto showman ‘Nduccio. Giunto apposta per lei.

 

Il dr. Palumbo ha trattato brevemente di sanità. Più divertente e accattivante, ma serio nei contenuti, è stato l’intervento di ‘Nduccio. Poi è intervenuta la candidata Celestina Di Febo. Ha detto poco delle motivazioni politiche che l’hanno portata a candidarsi. Nulla ha detto del programma. Ha lamentato il fatto che "il Sindaco parla di una sola candidata" (Daniela Palladinetti, ndr.). Ha detto che il suo impegno è per la Regione ma soprattutto per Miglianico che, secondo lei, è morta per colpa dell’attuale amministrazione che lei si augura sia "uscente". Questa sua esternazione ha colto un po’ di sorpresa anche ‘Nduccio che comunque ha mascherato bene da par suo. Ha provato a decollare parlando della cultura che "nutre l’animo e può nutrire concretamente anche le persone" e ha annunciato che tornerà con la sua attività a Miglianico tra qualche tempo, quando cambierà l’amministrazione comunale. Ha inframezzato queste sue dichiarazioni citando e ringraziando "l’ex-sindaco Dino" che le ha dato lavoro per 4 anni come LSU al Comune (non ha citato l’esperienza nell’Accademia musicale Tollese…), chiarendo così perché le immagini che si susseguivano sullo schermo la ritraessero almeno sei-sette volte con l’ex-sindaco al suo fianco. Ha infine cercato di chiudere in bellezza con un appello sportivo a favore delle due candidate locali, ma a quel punto è stata solo réclame.  

Digiuno del suo aperitivo sono tronato a casa e poi sono andato al secondo appuntamento in programma, quello organizzato presso il ristorante “Il Casolare” da   Daniela Palladinetti, candidata nella lista “Solidali e Popolari – Centristi X l’Europa con Legnini”. Daniela ha parlato ad un uditorio non folto ma almeno quintuplo rispetto agli avventori dell’aperi-comizio di Celestina. Ha parlato di come è nata la coalizione che sostiene Legnini, di come è stato scritto il programma nel quale c’è anche un suo significativo contributo nella parte riguardante la famiglia; ha sintetizzato quel programma; ha fatto solo un accenno al valore del voto dato alla candidata locale che "non è mai sprecato" e ha dato appuntamento a stasera (Ristorante Roya, ore 21,00) per la chiusura che farà in modo atipico, cioè con un confronto tra lei e Franco Caramanico, anch’egli candidato con Legnini ma collocato decisamente a sinistra di quello schieramento. 

Daniela Palladinetti ha illustrato le modalità di voto e ha chiesto consensi innanzitutto per la coalizione e per il suo presidente Legnini e poi, ovviamente, per lei. Non ha espresso alcun giudizio sull’amministrazione comunale.

Facendo seguito a quanto vi ho scritto nella nota “L’errore, gli erranti e i soliti furbetticonfermo che per Celestina Di Febo resta l’ammirazione perché ha avuto coraggio a candidarsi (in una parte che fino a due mesi fa forse non immaginava), per la chiarezza della sua posizione (che finalmente si è capita qual è), perché è di Miglianico (anche se sta con un parte e non con tutta Miglianico). Ha ammesso che il suo fine è veder cambiare l’amministrazione comunale di Miglianico, quindi si impegnerà contro il Sindaco Fabio Adezio e la lista di Miglianico Cambia. Pertanto confermo che per lei vale quel, non a caso, ho scritto. “Ma se, malauguratamente, avesse intrapreso questa grande e lodevole impresa pensando di giocarsi l’auspicata vincita sul tavolo delle prossime elezioni comunali appoggiando liste o candidati opposti a Fabio Adezio e a “Miglianico Cambia”, tutto quello che ho scritto e detto lo cancello e le augurerei un risultato disastroso perché lo meriterebbe come meriterebbe di esser coperta di vergogna”.

Temo che questo mio augurio purtroppo possa essere smentito dai numeri. Celestina ha fatto un calcolo cinico e redditizio. Ha scelto di mettersi contro il Sindaco così da far il pieno tra i suoi avversari, che significa prendere molti più voti di quanti avrebbe preso se fosse rimasta neutrale sul piano locale. Ieri sera, non a caso, sono accorsi trafelati e in ritardo, i vertici di “Miglianico insieme (che, tranne uno, non c’erano da Daniela due ore dopo), dimostrando di essere anche in quella occasione tragicomicamente “l’insieme-che-divide”. C’erano Carlo Biasone, Dino De Marco, Simonetta Firmani e consorte, Luigi Porreca. Celestina non ha radunato una folla ma ha pensato di schierare l’artiglieria pesante. A spanne il conto che si è fatta, che hanno fatto evidentemente in via Roma 90, è questo: Dino De Marco, se una volta tanto si impegnerà per un candidato che non sia lui, può portare tra i 200 e i 250 voti; Carlo Biasone ne ha avuti ben 62 nel 2009, chissà quanti in più ne avrà oggi; Simonetta Firmani ha una dote pari ai 26 voti raccolti nel 2014 al massimo della sua performance elettorale. Si tratta di circa 300 preferenze, che si vanno ad aggiungere a quelle che da sola Celestina Di Febo otterrà dai tanti parenti e Amici schierati con lei qui a Miglianico. 

Cosa può opporre a questa corazzata Daniela Palladinetti? Ha con sé solo il Sindaco e almeno il 60% dell’Amministrazione comunale, ma dopo le parole di Celestina si staranno squagliando per la paura. Ha il mondo della Parrocchia, che non è poca cosa, ma manca ancora la prova che sia tutto compatto con lei, e qualche dubbio c’è visti gli sbandamenti leghisti di certi soggetti che pure hanno ruoli non secondari sotto i nostri campanili. Ha certamente parenti, amiche e amici: non son pochi. Ma se qualcuno si ricorda proprio ora del PD e di Paolucci, i potenti e i cervelloni dell’insieme-che-divide vanno a dare forza a Celestina solo per segnare un risultato che misuri l’avversione al Sindaco e qualcun altro continua a guardare fuori dai confini comunali, l’orizzonte rischia di non colorarsi di rosa. 

Non ho voluto esagerare. Ho messo in fila i “se” che sono emersi ieri sera. Ma non è con i “se” che si fa la storia, soprattutto se sono certi furbetti a volerla scrivere. 

I voti sono un’altra cosa. 

A presto.     

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