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L'errore, gli erranti e i soliti furbetti

Tra otto giorni andremo a votare per scegliere il Governatore della Regione e per eleggere il nuovo Consiglio regionale dell’Abruzzo. Questa ultima settimana di campagna elettorale si annuncia alquanto ricca di appuntamenti che cercheremo di raccontare, se vi sarà l’occasione e se avrò il tempo necessario.

Intanto le polemiche non mancano. È normale in campagna elettorale. Meglio, sarebbe normale se esse si sviluppassero tra avversari, cioè tra candidati e sostenitori delle quattro squadre che si confrontano. Invece da noi sembra che non ci sia battaglia tra i concorrenti. C’è all’interno dei gruppi che si battono insieme per lo stesso candidato.

 

Perché ci sono queste polemiche? Perché, come temevo e come ho anche accennato in precedenza, ci sono i soliti furbetti che stanno usando questa campagna elettorale solo per fare i propri giochetti in vista delle prossime elezioni comunali. Questo ci starebbe pure se non fosse che crea problemi a chi è candidata ed è di Miglianico. Di candidate ne abbiamo due, Celestina Di Febo e Daniela Palladinetti, ambedue Donne (fatto straordinario perché è la prima volta che accade), Donne di valore come mogli, Madri, professioniste e Cittadine, tutte e due schierate a sostegno di Giovanni Legnini seppur in liste diverse. Ma la polemica non è tra loro due, almeno fino ad ora no.

La polemica principale riguarda i miei Amici Mario Amicone e Mario Caramanico che vengono accusati da Amici e nemici di far propaganda per un altro candidato non di Miglianico, comunque schierato a sostegno di Giovanni Legnini. Secondo queste accuse i due Amici starebbero “giocando sporco” perché, nel contattare le persone che conoscono, proverebbero a motivarle a favore del loro candidato dicendo che il voto dato a Daniela sarebbe sprecato, perché “tanto Daniela non sarà mai eletta”. Non ho alcuna testimonianza relativamente al fatto che possano aver detto la stessa cosa riguardo Celestina.

Ciascuno può far propaganda per chi vuole, ci mancherebbe. Se ha motivo di ritenere indegna del proprio voto una persona di Miglianico non la vota e se vuole può anche dire tranquillamente perché. Se ha motivo di ritenere utile votare per un candidato non di Miglianico lo può fare, può fargli propaganda. Non è certo un reato. Questa è la democrazia rappresentativa che dobbiamo tenerci cara fin quando ce la lasceranno frequentare. Usare l’arma della demotivazione verso il candidato di Miglianico, a meno di ciofeche o candidati-riempimento, per sostenere un candidato non di Miglianico è altra cosa.  In generale, ripeto ritengo che sia un errore non sostenere il candidato locale anche se la scelta possa essere giustificabile da motivi pesanti. 

È un errore

È un errore perché esistono sondaggi che riguardano i candidati presidenti e le loro rispettive squadre ma non esistono proiezioni affidabili sulle singole liste e men che mai sui singoli candidati. Quindi dire che uno verrà o non verrà eletto, come ebbi modo di spiegare brevemente in altra occasione, è estremamente difficile, perché l’elezione del singolo candidato è frutto di una combinazione davvero difficile da prevedere, comunque non spendibile ora come fatto certo.

È un errore perché il valore del voto dato a chi è di Miglianico, quando non sia soggetto immeritevole a prescindere, ha un valore che non può essere facilmente sminuito da altre combinazioni o convenienze.

È un errore perché il voto per un Miglianichese ha premiato, strameritatamente, Mario Amicone non solo quando è stato eletto ma anche quando non ce l’ha fatta, in particolare nel suo coraggiosissimo tentativo di arrivare in Parlamento nell’aprile del 1992. Allora lo votammo, molti lo votarono (la sinistra quasi per niente, ma ne parlo dopo) convinti che potesse farcela. Ma lo votammo e lo sostenemmo reagendo a chi, nella stessa DC, avvicinava i nostri Amici dicendo loro che il voto a Amicone era un voto sprecato, come fece ad esempio un sostenitore non Miglianichese di Romeo Ricciuti nel corso di un colloquio non proprio amichevole. Mario si classificò secondo dei non eletti. Ma quel voto non fu inutile. Fu tra i motivi fondamentali che portarono Amicone a diventare Presidente della Provincia appena un anno dopo. 

È un errore perché l’11 febbraio i soliti furbetti, anche se i voti dati ad altri candidati si contassero in poche unità (come sarà), avrebbero il pretesto di armare la loro “sporca propaganda” (Guareschi). È un regalo che non meritano.

Sarebbe un errore per alcuni consiglieri comunali di Miglianico Cambia, se lo facessero davvero, far propaganda per liste e candidati il cui risultato a Miglianico se lo intesteranno non loro ma Nicola Mincone o uno degli altri sodali del sedicente comitato “Salviamo la piazza Umberto I” o altri soggetti che si ritroveranno contro tra 100 giorni alle elezioni comunali.                  

Secondo l’insegnamento di Papa Giovanni XXIII a proposito del comunismo, va fatta una distinzione tra l’errore e l’errante. L’errore va combattuto e va eliminato. L’errante non va eliminato, con lui ci si confronta e si dialoga. Ci sono oggi alcuni, da quel che mi dicono, ma alla fine son davvero pochi che sputano veleno contro Mario Amicone. Commettono a loro volta qualche errore anche più grave oltre a non tenere conto dell’alto insegnamento di Papa Roncalli.  

Comincio dai peggiori, i nemici. Stanno giocando una partita pericolosa perché vogliono strumentalizzare la posizione personale di Amicone provando a far deviare la polemica sul Sindaco, usando vecchi metodi leninisti e stalinisti dello stravolgimento della verità a fini propri. O provano a far intravedere Fabio Adezio come terminale della vendetta di non si sa bene chi. Dovrebbero soppesare almeno una cosa che è attuale: Amicone sta provando a portare voti dalla destra a Giovanni Legnini. Loro non ci riuscirebbero. E alla fine ne potranno trarre motivo di gioia e di svariati soddisfacimenti se Legnini dovesse vincere. E poi, me lo consento da solo, loro, i furbetti, non hanno alcun titolo per parlare di voto utile dato a un Miglianichese. La sinistra locale non lo ha saputo né seguire quando è stato chiesto dalla DC né lo ha saputo generare tant’è che non ha mai eletto nessuno dei suoi da nessuna parte.  Rispetto la storia personale di chi, parlo dei comunisti, non c’è più e di qualcuno che c’è ancora, ma 'sti furbetti di oggi non hanno titolo per parlare di questo.

Tratto ora degli Amici. Non pochi sono imbufaliti o quantomeno sconcertati da questo attivismo di Mario Amicone e di Mario Caramanico a favore di Legnini attraverso la sponsorizzazione di un candidato non locale. Per quel che so, uno solo tra gli Amici di Mario Amicone ha avuto la lealtà di dirgli che non è d’accordo con lui questa volta. Gli altri attendono forse di farlo. Ma non lo hanno ancora fatto. Eppure hanno i numeri di telefono di Mario Amicone e di Mario Caramanico, soprattutto quello di Mario Amicone che è lo stesso da quando era assessore regionale. Lo hanno digitato molte volte e non poche volte lo hanno visto comparire sul display del proprio telefonino anche quando c’era da contattare con chi non era di Miglianico. Dividersi su una scelta elettorale non fa certo litigare due Amici a meno che uno dei due non sia candidato. Tutti possono rimproverare tutto a tutti, se ci sono motivi per farlo, anche in questo frangente. Per alcuni, non pochissimi e non tutti democristiani, come diceva il mio Amico Rocco Palladinetti, detto “Taccone”, "è una questione di faccia".

A Mario Amicone, già mentre si componevano le liste, nell’unica volta che l’ho visto in questo 2019, ho detto che non avrei votato quel candidato qualora me lo avesse chiesto. Ci siamo presi un caffè, abbiamo parlato anche di altre cose e ci siamo lasciati senza litigare. Così fanno gli Amici, possono dirsi direttamente cose opposte e restare amici. Sennò l’Amico chi sarebbe? Uno stupido che ti dice sempre di si?! Che ci fai di un Amico così? A Nicola Mincone, appena dopo averlo votato nel 2009 come consigliere provinciale, sono andato a dire che non lo avrei più votato spiegandogli il perché. Non l’ho più votato e non lo voterò più, anche se nel 2014 ho fatto in modo che non ci fosse un altro candidato di Miglianico nelle liste del centro destra così da potergli lasciare campo libero nel quale raccogliere quel che poteva. Continuo a volergli bene. Lui no, ma questo è un fatto suo. Tanto per chiarire a chi ha paraocchi e paraorecchie.

Detto dell’errore, detto degli erranti devo dire dei furbetti a cui ho dedicato poco spazio e me ne scuso con loro.

Ciascuno può votare chi vuole. Aggiungo deve votare chi vuole e non deve dirlo, anche perché il voto è personale, uguale, libero e segreto. Si può far propaganda per una lista e un candidato per i più svariati motivi e poi, all’ultimo momento votare altro per altri motivi che uno non deve spiegare a nessuno. Immagino, so, sappiamo che questo è accaduto più di una volta. Si è trattato ogni volta di casi singoli e non ricordo ci siano state vendette o sanzioni assolute, anche perché, tranne casi clamorosi, è praticamente impossibile smascherare il voto di chi cambia all’ultimo minuto. 

Cosa diversa è quando si vuol nascondere i propri problemi di coerenza agitando polemiche verso altri. Se uno vuol fare il furbo deve saperlo fare. 

Voglio esser più chiaro, se possibile. Attendo ancora di capire perché l’insieme-che-divide attraverso i suoi singoli dirigenti e adepti appoggia un po’ Daniela, sembra non appoggiare per niente Celestina, più o meno apertamente fa votare altri candidati del centro sinistra, allo stesso tempo non dice nulla a chi dei suoi accoliti fa propaganda per la Lega o per altri candidati comunque avversi alle nostre Concittadine. Dicono dalle parti di via Roma 90 che devono tener conto di equilibri delicatissimi in vista della composizione della lista che presenteranno alle comunali. Ma chi vogliono prendere in giro?!?    

Attendo di ascoltare o di leggere chi accusa oggi Fabio Adezio di aver sbagliato ad appoggiare Daniela Palladinetti. Qualcuno avrebbe preferito un Sindaco equilibrista, un dispensatore di rassicurazioni per qualunque candidato, un opportunista che attende il risultato per salire rapidamente sul comodo carro del vincitore, un furbo. Invece lui ha sentito il richiamo della sua storia personale, della sua adolescenza passata in Azione Cattolica, dei valori della dottrina sociale della Chiesa che è bene siedano da protagonisti in Consiglio regionale, della opportunità schietta e lungimirante di un voto genuinamente campanilistico, di una partita di quelle che vale la pena giocare senza calcoli. Lo si può criticare per questo? Meglio così o meglio un Sindaco traffichino e calcolatore? Se per vincere le prossime Comunali un uomo deve nascondere le cose buone e traccheggiare con certe furbizie, meglio per lui perdere. 

Torno alla campagna elettorale per chiarire una cosa che forse non ho ancora chiarito, sapendo di doverci poi tornare sopra.

Quando ho avuto le prime indiscrezioni sulle candidature locali la mia prima reazione è stata quella di chiedere a chi mi stava informando se non si trattasse di un trappolone per lanciare persone o gruppi verso le comunali di maggio. Sono stato rassicurato da più persone, compreso Mario Amicone. 

Non ho ancora ascoltato il messaggio di Celestina. Daniela è stata estremamente attenta a non dire nulla ma proprio nulla riguardo alle vicende amministrative locali. È una distanza che ha dovuto scegliere per evitare appunto che qualcuno potesse negarle il consenso col pretesto che la ritesse vicina all’Amministrazione comunale o ad essa contraria. Chissà, forse schierarsi avrebbe potuto garantirle il pieno da una parte e la speranza di aggredire uno alla volta i simpatizzanti dell’altra con la motivazione del voto campanilistico. La sua scelta è stata meditata e devo ritenere che sia quella che lei ritiene la migliore.

Immagino che non ci saranno sorprese su questo fronte e che questi cinque giorni che si consumeranno con le ultime iniziative delle due candidate serviranno solo a consolidare il trend di attenzione che stanno ottenendo. 

Voglio essere chiaro.      

So che le nostre Candidate non hanno retro-pensieri; so che non hanno recondite aspettative circa le prossime Comunali. So che hanno una grande resistenza a essere oggetto di strumentalizzazioni. Ma se, malauguratamente, avessero intrapreso questa grande e lodevole impresa pensando di giocarsi l’auspicata vincita sul tavolo delle prossime elezioni comunali appoggiando liste o candidati opposti a Fabio Adezio e a “Miglianico Cambia”, tutto quello che ho scritto e detto lo cancello e augurerei loro un risultato disastroso perché lo meriterebbero come meriterebbero di esser coperte di vergogna. Detto questo nel modo che mi sembra non equivocabile da parte di nessun furbetto, torno al presente e non alle ipotesi remote.  

Auguro alle nostre Concittadine di avere il miglior risultato possibile. Lo meritano per il coraggio dimostrato nel candidarsi. Lo meritano per la chiarezza delle loro posizioni perché stanno da una parte e non un po’ qua e un po’ là, a metà strada. Lo meritano perché sono di Miglianico. 

E in questi casi Miglianico viene prima. 

Viva Miglianico.

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