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La letterina straordinaria

Care Amiche e cari Amici,
Pasqua non è un giorno normale, almeno per chi ha la gioia di credere nella resurrezione. E non è solitamente dedicato a quelle tradizioni familiari o para-familiari che vengono richiamate dal Natale, altra ricorrenza che ha la sua importanza per chi ha la letizia di credere nel Dio fatto uomo.
Sarà anche per questa rarefazione di impegni festaioli che ho avuto la possibilità di dedicare tempo e attenzione a confessarvi in anticipo un pensierino speciale, straordinario, che tale non sarebbe se non fosse sbucato come improvviso e inatteso nella mia povera vita qualche giorno fa. Capita, anzi, mi è capitato che quel che uno mai ha pensato o dovuto valutare si presenti all’improvviso e travolga la tua serenità, assopita e paciosa per l’età che accende le luci soffuse che illuminano il viale che porta al tramonto.

 

È capitato, infatti, che un Amico di vecchia data, conosciuto ai tempi dell’impegno giovanile nella DC, re-incontrato da non pochi mesi nel percorso di un’associazione dedicata allo studio della Democrazia Cristiana e alla sua storia, mi abbia inviato un messaggio con un invito, come dire, fuori dal previsto. D’altronde la politica ha le sue sorprese e non bisogna mai stupirsi se queste ti vengono presentate da chi meno te l’aspetti o in momenti che sembrano distanti da quelli canonici. Alla mia età, esser richiamato all’impegno diretto nel nome della DC è già un accidente che mai avrei immaginato potesse accadermi. Pensare di dover esser tra i protagonisti di una nuova stagione con risvolti elettorali diretti, questo davvero non pensavo fosse nel novero delle cose possibili, anche se pescate tra quelle vincolate ai numeri minimi delle probabilità esistenti in natura, perché la chiamata è stata quella di chi ti annuncia, in politichese - linguaggio che so ancora tradurre a spanne - una candidatura alle prossime elezioni regionali. Rispondere sì o no è decisione che dovrò prendere con relativa calma e non senza aver pesato i pro e i contro di un’avventura mai immaginata, assolutamente mai sperata ma anche mai temuta. Il fatto in sé non mi spaventa, poiché mi viene chiesto il coraggio di accettare una sfida non popolarissima e l’impegno di renderla popolare almeno fino al punto di portare un numero di preferenze personali difficile ma teoricamente non impossibile, cioè tra i 300 e i 500 voti; traguardo che i miei tanti affezionati nemici ritengono un sogno ma che i miei Amici stiano invece quasi a portata di mano, trattandosi di scovarli uno ad uno in tutta la provincia di Chieti. La prospettiva da valutare ora non è se questi voti ci saranno, non è neppure quella di calcolare se essi potranno attestare chi li prenderà in posizione utile per una sorprendente elezione ma con chi si dovrà compiere l’impresa, nel senso di quale coalizione, centro-destra, centro-sinistra o altra, accoglierà alle prossime regionali la lista da contribuire a comporre: non è una scelta indifferente a meno che non si guardi solo all’interesse personale infischiandosene della coerenza e della propria storia.
Esserci, allo stato dei fatti, è più facile che non esserci, con una sola certezza: oltre all’impegno ci saranno tutta la gioia della mia passione e la voglia di divertirmi.

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