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La letterina del sabato 17 febbraio

Care Amiche e cari Amici,

avevo mantenuto in sospeso la riflessione sugli incontri che anche quest’anno l’Amministrazione comunale ha organizzato per raccontare le cose fatte e quelle in corso d’opera, per presentare progetti e iniziative, per ascoltare soprattutto il parere e le proposte dei Concittadini.

Gli elementi di riflessione più importanti sono presto detti.

Il primo è che siamo probabilmente l’unico Comune d’Italia dove una simile iniziativa si svolge con regolarità e senza interruzioni né finzioni da quando è iniziato il quinquennio amministrativo. Se ci sono altri casi saranno sicuramente pochi e faranno di questo puntino sull’italico stivale un puntino solo un pochino più grande. 

 

In questo primo punto posso mettere un secondo comma di carattere storico con una grande forza però di attualità e di proiezione verso l’immediato futuro. Chi ha fatto il sindaco in questo millennio, fino al 2014, forse lo ha promesso ma non ha fatto mai un giro, neppure uno, del territorio per incontrare i Cittadini eccezion fatta per le campagne elettorali dove si fa propaganda a non ci sono confronti reali. 

Il secondo punto è che gli incontri fatti quest’anno si basano su una narrazione chiarissima e senza reticenze, da parte del Sindaco, Fabio Adezio, che si autolimita nel dire solo le cose più importanti per non occupare troppo tempo, ma non si autocensura per evitare di entrare in terreni scomodi perché non ce ne sono o, almeno, nessuno li ha individuati e segnalati.

Il terzo punto riguarda la sconsolante assenza da parte delle opposizioni vecchie e future, eccezion fatta (almeno giovedì sera per quanto mi consta direttamente) per il consigliere di opposizione, il dott. Fabrizio Papponetti, che, comunque, non ha rifiatato per tutto il tempo. Questi incontri potevano servire a far conoscere chi si sta riunendo e organizzando per essere in campo l’anno prossimo come competitore dell’attuale amministrazione. Invece le voci del dissenso hanno taciuto. Le facce degli aspiranti amministratori (in verità anche quelle in predicato di rafforzare le fila di Miglianico Cambia) non si sono viste. Non devo giudicare, lo farò, come voi, quando potrò dire la mia votando alle prossime elezioni comunali. Certo questi peccati di silenzio, queste omissioni di partecipazione, questo far i furbi per non scoprirsi ufficialmente li ricorderò. Allora farò in modo che anche voi possiate ricordare questa mancanza di qualità civica che a quel momento avrà nomi e cognomi vecchi e nuovi.

Il quarto punto, invece, è una triste constatazione. La partecipazione di noi Concittadini non è stata degna. Meno del 10% dei Miglianichesi ha partecipato o comunque seguito in altro modo questi quattro incontri del 2018. Ho precisato che nella quota percentuale vanno inseriti quelli che hanno “seguito in altro modo” perché mi hanno informato che c’è stato chi ha mandato dei microfoni montati su androidi con la faccia di Concittadini per ascoltare altrove in diretta o per avere le registrazioni di quanto detto dal Sindaco. Mi ha ricordato le nostre battaglie degli anni Settanta e Ottanta, ma allora c’era il Muro di Berlino. Comunque siamo stati pigri come Cittadini. Non abbiamo fatto la nostra parte come era giusto e doveroso fare. Fatta salva la parte che aveva altre cose da fare, fatta salva la parte che non ha potuto esserci per accidenti dell’ultim’ora, resta una fetta di Concittadini che ha preferito continuare a pensarla come vuole senza fare un indispensabile e sempre utile passaggio di informazione e di confronto. Mi capiterà di sentir pontificare questi Concittadini come fossero depositari delle verità assolute. E, state certi, mi divertirò con loro. Sarà uno spasso.

Delle cose dette dal Sindaco non posso ora fare né l’elenco né la sintesi. Il primo sarebbe troppo lungo. La seconda sarebbe una inesatta rappresentazione dei fatti perché nella sintesi si perderebbe troppo. 

Vi racconto solo che ho sobbalzato di gioia nel sapere che, in qualche modo, si sistemerà il belvedere che dalla piazza sale al Santuario di San Pantaleone. Come sapete è una battaglia praticamente solitaria che porto avanti dai tempi poco fasti della passata amministrazione e che ritenevo ormai persa anche per questi cinque anni. Invece c’è un finanziamento di 140.000 euro ottenuto tenacemente dalla Regione che consentirà di far qualcosa. Pare che si proverà a salvare il belvedere senza tagliare i pini che lo stanno devastando. Mi sembra un’impresa molto ardua, comunque sbagliata. Ma meglio che qualcosa si faccia dopo tanta indifferenza. 

Una notazione invece la merita la chiusura degli incontri che il Sindaco ha scelto di fare, riservandola alle imminenti elezioni politiche. Ha spiegato come si voterà con la nuova legge elettorale e poi ha fatto un affondo interessante. Ha contestato la presenza nelle varie liste dei cosiddetti “paracadutati”, cioè dei candidati non locali imposti dalle segreterie di partito. Ha invitato chiaramente a votare per chi è conosciuto e ha fatto o può fare qualcosa nel momento in cui si va a collocare nella filiera politico-amministrativa dei prossimi anni. Ha chiaramente un’idea, una o almeno un paio di preferenze, ma è riuscito a non farsi scappare nulla. Meglio così.

Prima di concludere voglio ricordare con affetto e gratitudine la professoressa Ofelia Canale che è morta pochi giorni fa. A molti di voi questo nome non dirà nulla. A qualcuno invece farà squarciare il velo che a volte copre la memoria. La professoressa Canale è stata la mia prima Preside, perché c’era lei quando sono entrato in prima media, qualche anno fa. Ho conservato un ricordo vivo e grato per questa donna intelligente e lungimirante, sensibile e tenace. Anche a lei, soprattutto a lei se facciamo riferimento ad alcuni passaggi come l’apertura dell’attuale edificio, si deve lo sviluppo della nostra scuola media, avviata eroicamente da altri grandi personaggi. A lei si devono, in anni molto successivi, alcuni corsi di preparazione che hanno consentito credo anche a non poche nostre Concittadine di vincere il concorso da insegnante. 

Devo testimoniare ora e qui, attraverso un paio di episodi personali, le qualità della mia Preside, la professoressa Ofelia Canale. La trovai sorpresa ma disponibile quando andai a chiedere di consultare “Conoscere”, l’enciclopedia della Fratelli Fabbri Editore che la nostra Scuola media aveva in dotazione. Lei si meravigliò un poco che sapessi in quale volume e quali pagine cercare, ma capì che non avevo altra dote che un poco di memoria perché avevo in casa la stessa enciclopedia. In primavera ebbi modo di stare con lei non poco tempo mentre al campo sportivo si svolgevano i primi Giochi della Gioventù. Mi chiese come fosse la mia vita e quella dei miei amici fuori dalla scuola, quali erano le nostre attività, le nostre abitudini, i nostri giochi. Fui affascinato da questa sua curiosità paziente e luminosa perché ascoltava con molta attenzione e poneva domande sempre più stringenti. Dopo pochi giorni mi fece chiamare in presidenza e mi rimproverò severamente perché mi disse che se avessi pensato a studiare di più invece di fare altre cose, compreso l’aspirante campanaro (le era rimasto impresso) avrei avuto la media del dieci non del quasi dieci e mi sarebbe toccato un premio. Le sono ancora grato per quella lezione affettuosa, quasi materna.

È stata una grande Donna, una Preside eccezionale, una ricchezza vera per questa parte d’Abruzzo. Non so se la si potrà ricordare e onorare degnamente dentro e fuori la Scuola di Miglianico. Oggi spero che almeno ci si pensi un attimo senza indifferenza, raccogliendo quell’esemplare capacità di ascolto e di sensibilità che ho voluto raccontare per salutarla mentre va in Paradiso come ha meritato nella sua lunga e laboriosa vita. 

Buona Domenica.                 

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