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La letterina del sabato 30 settembre

Care Amiche e cari Amici,

questa paginetta avrebbe dovuto essere tutta dedicata al nostro quinto compleanno. Invece, come sempre accade, qualcosa arriva, qualcosa mi viene segnalato, qualcosa scopro e devo condividerla con voi.  

Tralascio altre note che spero di poter presentare e commentare già nei prossimi giorni ma non posso evitare di parlarvi di una vicenda che sinceramente mi ha lasciato alquanto sconcertato. 

Il protagonista è il senatore Antonio Razzi. 

 

Ho riposto nei cassetti non pochi anni di esperienza politica, benché vissuta praticamente entro le mura cittadine. Quindi non dovrei meravigliarmi. Ma il mondo è sempre ricco di sorprese e le sorprese non son tali se non meravigliano almeno un po’. Quando poi ci sono di mezzo alcuni personaggi tutto diventa forse un po’ meno sorprendente ma non per questo perde la capacità di attrarre curiosità.

Mi chiedevo qualche giorno fa come mai i lavori di riedificazione del Municipio proseguissero a singhiozzo, lentamente rispetto al previsto. Avrei potuto chiedere a chi qualcosa sa. Ma, anche se molti non lo credono, i miei contatti con chi sa le cose del Comune sono sparuti e quasi mai dedicati alle domande curiose. Insomma mi chiedevo questo perché me lo ero sentito chiedere da alcuni amici, quando uno mi ha chiesto se sapevo di quel che aveva fatto il senatore Antonio Razzi a proposito di questi lavori. Ho confessato di non sapere nulla, il che era verissimo. Ho poi raccontato del mio primo e unico colloquio avuto con il noto politico, avvenuto in occasione della sua presenza in piazza nel giorno della Miglianico Tour 2017. Mi è stato presentato da un comune Amico, il dott. Gabriele Perfetti, e ho subito accorciato le distanze presentando al senatore l’ipotesi di una nostra possibile parentela, essendo la mia Nonna materna una Razzi di Giuliano Teatino. Non mi ha dato conferme, lasciandomi nella mia incertezza. Nel bar di Amerigo (Wishing Well, ndr.), senza che nessuno gli avesse detto nulla, se n’è uscito dicendo che aveva appena parlato con il Sindaco (Fabio Adezio, ndr.) per convincerlo che non deve riedificare il Municipio dove lo sta facendo "perché la stragrande maggioranza della popolazione non lo vuole". Ho stoppato il senatore e gli ho fatto presente non solo che, a parte il fatto che sono in molti ad esser invece favorevoli alla riedificazione del Municipio in piazza, nessuno ha mai contato favorevoli e contrari. Poi gli ho soltanto accennato le cose che stanno dietro questa vicenda e che lui mostrava di non sapere. Tant’è che ha confessato: "Beh, io questo non lo sapevo". La cosa è finita lì. Il discorso è andato sulla futura coalizione di centro-destra e sui suoi rapporti con il Maresciallo che guida la Nord Corea.

Non vi ho raccontato questo episodio perché non ho ancora avuto le prove del perché il senatore Antonio Razzi fosse presente alla visita del prof. Sgarbi a Miglianico. Volevo insomma metter tutto insieme per poter commentare cose certe e non illazioni.

Non ce n’è più bisogno.

Il senatore Razzi ha provveduto a fare la sua parte. Ha presentato un documento al Senato chiedendo al Ministro dei Beni culturali, on. Dario Franceschini, un intervento ispettivo in relazione alle vicende avvenute nei comuni di Miglianico e di Giuliano Teatino. Secondo quel che si evince dal suo documento fatti simili avrebbero avuto pareri diversi dalla stessa Soprintendenza nel giro di pochi giorni. Il documento va letto (clicca qui per poterlo visionare per intero) perché raccontarvelo potrebbe farvi dubitare di aver avuto da me una interessata traduzione o sintesi. Leggerlo aiuta anche a intuire perché le cose in Italia vanno come vanno. Un Senatore della Repubblica può essere fazioso, è uomo di parte, ma deve avere un che di serietà e di stile istituzionale. Come fa a scrivere che la “Cittadinanza ha risposto negativamente alla nuova costruzione”? Non è vero. Lui non ha nessun elemento per poterlo affermare. Se non è un falso è almeno una illazione. Come può scrivere tutto il resto? Come può scrivere di reperti risalenti al XV secolo, risalenti all’epoca della realizzazione del palazzo signorile attiguo, quando le carte ufficiali attestano tutt’altro?

Vorrei chiedergli e gli chiedo: oltre che con il sedicente comitato e i suoi sedicenti componenti, con chi ha parlato per avere certezza che la cittadinanza ha risposto negativamente alla nuova costruzione? Ancora: una cittadinanza risponde, come un singolo, se uno chiede. Nessuno ha chiesto. Allora chi ha risposto? Chi gli ha raccontato cosa? Gli chiedo ancora: se lui sollecita al Ministro un atto ispettivo e lo fa a settembre del 2017, quando a giugno la Soprintendenza ha certificato l’esistenza di manufatti di fine 1800 senza nulla aver rilevato del XV secolo, chi gli ha dato queste informazioni a tempo scaduto? Gli vorrei chiedere, a questo punto, cosa ci faceva a Miglianico con i miei Amici Nicola Mincone e Dino De Marco quando ci fu il non riuscito blitz del prof. Vittorio Sgarbi? Potrei chiedergli anche altro, ad esempio dov’era quando c’erano fatti molti più seri e veri degni di interventi parlamentari. Ma questa sarebbe facile demagogia. Non l’ho invocato allora, farlo oggi sarebbe appunto un voler polemizzare facendo demagogia. Ma le cose che chiedo oggi sono legate a fatti recenti tutti riferiti ad un suo atto ufficiale compiuto come senatore della Repubblica. 

Care Amiche e cari Amici, non voglio che il vostro giudizio su quanto vado raccontando e commentando sia distorto dall’idea che avete di questo noto e peraltro simpaticissimo politico abruzzese. La considerazione grave o ancora più grave è che il documento non è stato scritto e firmato solo dal sen. Antonio Razzi, il che avrebbe consentito a ciascuno di ritenerlo un fatto da chiarire qui in zona. No, la richiesta dell’atto ispettivo è stata sottoscritta da altri 23 senatori di Forza Italia più uno di GAL. Oltre a quella di Razzi, una sola firma è di un parlamentare abruzzese, la senatrice Paola Pelino. Gli altri non avranno conoscenza della esistenza di Miglianico se non per motivi incidentali. Ma il fatto è che oltre metà del gruppo di Forza Italia in Senato ha sottoscritto un atto che considero ostile a Miglianico e ai Miglianichesi. È vero che l’ispezione sollecitata al Ministro incide sulla comportamenti della Soprintendenza e non su atti municipali. Ma quanto è stato scritto da lui, depositato da lui e pubblicato poi dal Senato nei suoi atti ufficiali contiene elementi non veritieri e quindi anche ostili a Miglianico e ai Miglianichesi. 

Questo fa dedurre, senza dover scomodare la più raffinata analisi politica, che i senatori di Forza Italia stanno con i proprietari del Palazzo Masci e con i sedicenti componenti del sedicente comitato. Così facendo Razzi tratta il Sindaco e l’Amministrazione comunale di Miglianico come avversari, gettandoli nelle mani del Governo del PD al quale Forza Italia si oppone o, al più, gettando Sindaco e amministratori nel campo del M5S. La cosa non è così semplice ed è politicamente una mossa che evidentemente dentro il gruppo di Forza Italia devono aver soppesato. Pensano che a marzo avranno più voti da certi soggetti che da tutti gli altri. Non devono poi lamentarsi se dovessero raccogliere meno del previsto. 

Sono tra quelli che hanno fatto politica in un Partito che ha contribuito in modo decisivo a fondare il Partito Popolare Europeo e che ha sempre segnato la sua differenza dalle sinistre in termini di valori e di programmi, oltre che di realizzazioni. Di quei ventisei firmatari del documento Razzi che è contro Miglianico e contro i Miglianichesi, a favore di potenti e potentucoli sparsi in vari municipi, pochi, quasi nessuno potrebbe darmi lezioni in materia di Partito Popolare. Se questo è il gruppo che vuole andare a governare l’Italia dovrò pensarci due volte prima di ritenerli seri, capaci e anche amici. 

Forse invierò questa Letterina ad alcuni Amici che hanno ruoli dentro Forza Italia, così almeno non saranno sorpresi quando mi troveranno distratto in certi momenti per loro molto interessanti.

Spero che il Sindaco reagisca come occorre a tutela della nostra Comunità e anche del suo decoro istituzionale, che non sono stati certo trattati amichevolmente dal senatore Razzi e dagli altri firmatari del documento in questione. Se il Sindaco non vuole mettere penna a carta, come si dice, dovrebbe forse convocare il senatore e chiarire ufficialmente ogni cosa, così che poi il Senatore Antonio Razzi possa far pubblicare sul suo sito quanto emergerà da questo chiarimento oltre alla baldanzosa notizia di aver presentato la sua richiesta di attività ispettiva. Il Sindaco non si occupa di politica dei partiti, e fa bene. Ma un paio di telefonate e di email dovrebbe anche farle a chi eventualmente sia referente di Forza Italia così da far capire il danno fatto e il fossato scavato tra noi moderati di Miglianico e chi rappresenta Forza Italia in Abruzzo. 

Credo che la cosa non finisca qui. Perché? 

Nessuno a Miglianico ha ancora pubblicizzato questa posizione del senatore Razzi. Non vi sembra strano? Nessuno dei nostri tenacissimi e volitivi presidiatori di social ha ancora postato alcunché sulla vicenda. Come mai?

Ecco perché ipotizzo che la cosa non finisca qui. Anzi forse sta iniziando ora.

Vedremo. E ci divertiremo ancora.    

Torno alle cose buone e liete. Dicevo in apertura che oggi Viva Miglianico, il vostro spazio di libertà, compie i suoi primi cinque anni di vita e di attività. Iniziammo questa avventura il 30 settembre del 2012 con l’intento di offrire uno spazio che desse significato a quel “Viva Miglianico”, scelto allora per esser letto e abbracciato nei suoi significati possibili. C’era l’evviva, il grido di entusiasmo che chi ama Miglianico lancia in ogni suo discorso e c’era il “viva”, auspicio che la nostra Miglianico viva e viva bene. Nel 2012 le cose non andavano benissimo, lo ricordate tutti. Fu scelto anche per caratterizzare senza equivoci il sostengo ad un gruppo di minoranza consiliare affiancato da tre o quattro Amici che si batteva coraggiosamente e simpaticamente contro un regime da operetta quale è stato quello del quinquennio amministrativo di “Progetto Miglianico”.

Abbiamo pensato allora di mettere dentro Viva Miglianico non solo le posizioni politiche locali e le attività consiliari del nostro Gruppo ma anche e soprattutto le informazioni, le riflessioni, gli approfondimenti, le letture consigliate, le foto e ogni altra cosa che avessero come centro di interesse principale Miglianico e i Miglianichesi, consapevoli che il quinquennio sarebbe passato, Miglianico no. 

Lo abbiamo fatto. Per cinque anni tutti interi, senza interruzioni, senza ripensamenti, senza compromessi e senza stanchezza, lo abbiamo fatto. 

Ripeto quanto ho già accennato a proposito del primo compleanno di questa rubrica: girarsi indietro e verificare di aver mantenuto fede ad un impegno non trascurabile è una soddisfazione, anche perché tanto impegno è stato tanto e non è stato speso per avere alcunché in cambio. Poi, mi piace ripeterlo ancora, in un tempo di voltagabbana e di fuochi di paglia, essere capaci di prendere volontariamente un impegno e portarlo avanti con costanza e per tanto tempo quanto sono gli oltre 1.800 giorni appena trascorsi è qualcosa. È poca cosa per molti seriosi commentatori. Ma è qualcosa: sempre molto meglio del niente e del vuoto che riempie bocche e cervelli anche da queste parti.

Oggi questa esperienza può essere tradotta in cifre, anch’esse apparentemente riducibili a poca cosa, ma più di qualcosa. Cinque anni fa, a fine estate, quando in una delle nostre poco frequentate riunioni notturne nello studio dell’Amico Gianleo D’Ercole decidemmo di iniziare questa avventura non avremmo mai immaginato di arrivare a cinque anni di storia, ad oltre 1.800 giorni di scritti e di letture, a quasi 300.000 visite, a una serie innumerevole di commenti postati o fatti in libertà altrove, ai pacchi di fotocopie pubbliche e private fatte da chi non voleva farsi contare, a una quantità di pagine scritte che, stampate in originale, sarebbero molte ma molte di più delle oltre 1.300 che si troverebbe in mano chi decidesse di conservare su carta quanto è stato pubblicato qui. Per mettere tutto questo in una pur modesta veste tipografica occorrerebbero almeno tre o quattro grossi volumi. Non è poco, davvero.  

Amiche e Amici, lasciatelo confessare a questo vostro vecchio amico: oggi provo una commozione che non so descrivere, una gioia semplice ma vera che riesce a profondere energia nuova per proseguire questo cammino. 

Ringrazio il Buon Dio per questo lungo dono. Ringrazio tutti voi, soprattutto quelli che sono lontani, parlo di quelli che sono lontani dalla nostra amata Miglianico e la amano come noi. Ma penso anche a quelli che sono lontani per non dire avversi a quanto viene pubblicato su questo spazio di libertà. Anche loro meritano un grazie sincero. In fondo saperli lettori pregiudizialmente schierati contro aggiunge interesse e anche divertimento. Chi legge con spirito positivo dona forza e serenità a questo impegno ogni giorno perché ci conferma che qualcosina di buono facciamo. 

Viva Miglianico festeggia il suo compleanno sobriamente come ogni giorno che il Buon Dio ci dona, semplicemente condividendo questi sentimenti con voi. 

È bello così.

Buona Domenica.

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