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La letterina del sabato 26 agosto

Care Amiche e cari Amici,

sono iniziate le grandi manovre in vista delle prossime elezioni comunali. Si svolgono all’aperto, sotto gli occhi di tutti ma in modo tale che quasi tutti non se ne accorgano, oltre che nelle segrete stanze dove si tengono incontri e confronti sempre più serrati. Il turno elettorale per le comunali, come sapete, è previsto per la primavera del 2019. Non pensate che sia un appuntamento così lontano, tutt’altro! L’anno prossimo saremo già in pieno clima pre-elettorale. Allo stato attuale le situazioni in movimento riguardano sostanzialmente i tre schieramenti rappresentati in Consiglio comunale. Potrebbe venir fuori un qualcosa di nuovo, ma sarebbe solo un accidentale frutto di una spaccatura dei tre raggruppamenti esistenti.

 

Il quadro, ovviamente, non è così semplice perché non si tratta di una riproposizione di persone e liste come se dovesse esserci una rivincita. Come già accennato in altra occasione, quel che si va preparando o solo progettando ora dovrà e/o potrà subire modifiche, accelerazioni o anche stravolgimenti in occasione delle prossime elezioni politiche. Queste ci saranno la prossima primavera ma - l’ipotesi non è affatto peregrina - potrebbero essere accompagnate o seguite a distanza di un quadrimestre da quelle regionali. 

A questi appuntamenti sono legate prevalentemente le sorti della presenza, con le sue specifiche modalità, del M5S alle prossime comunali. 

Brigano e intrigano anche a livello politico quelli che si rifanno alle posizioni non tanto di “Progetto Miglianico”, oggi ridotto quasi ad un ectoplasma, quanto a chi sta dietro, intorno e sopra a quel gruppo di opposizione, cioè il duo Nicola Mincone-Dino De Marco. Hanno appena finito di attuare la strategia di occupazione di sodalizi e altri luoghi civici, immaginando o sperando che avere un presidente o un referente di un’associazione significhi, sic et smpliciter, aggiungere i voti dei suoi aderenti alla causa. Ora stanno facendo campagna acquisti avvicinando e blandendo singole persone non tanto per il valore che hanno come possibili amministratori ma per il consenso che potrebbero portare a livello familiare e di collegamenti personali e professionali. A loro, al nostro stagionatissimo duo, non interessano le qualità personali dei singoli ma i loro voti. Tanto, pensano, che ad amministrare basteranno solo loro. 

Devo ammettere che la lista che vanno componendo è fortemente competitiva a livello di possibile consenso elettorale. Trovarle un vestito e un programma non sarà difficile. Metterle un cappello sopra lo sarà un po’ di più. Oggettivamente solo il mio Amico e medico curante, dr. Dino De Marco, può fare il candidato sindaco in forza di voti che ha, non per la sua statura o storia politica ma proprio perché fa il medico di base e i voti da sfigmomanometro alla fine vengono sempre fuori. L’ambizione personale del mio Amico Nicola Mincone, benché sinceramente dichiarata nella sua testarda miopia, è sorretta da meno voti rispetto a quelli del dr. De Marco. Potrebbero sommarsi presentandosi insieme, commettendo l’errore di caratterizzare troppo la lista con un marchio di annata. Il problema non sta nella scelta tra uno di loro. L’uno e l’altro sanno o gli sarà fatto capire che non possono ripresentarsi: sarebbe un regalo troppo grande fatto al Sindaco Fabio Adezio che passeggerebbe in campagna elettorale verso la riconferma. Continuo a pensare, confortato da indicazioni e confidenze alquanto attendibili, che il candidato-sindaco non sarà uno di loro. Per quel che so, già entro questo autunno potremmo avere conferma di questa che per ora è una buona indiscrezione.

Dicevo che coloro che stanno in questo contenitore tirato dalla pariglia degli ex, brigano e intrigano anche a livello politico: pare abbiano bisogno di recintare il proprio spazio per renderlo riconoscibile politicamente. Perché? Perché quando sei riconoscibile hai in dote dei voti e degli appoggi (oltre che una certa gratitudine futura) che altrimenti faticherebbero ad avere o che non avrebbero affatto. Insomma si tratta di un investimento sicuro, se riusciranno a farlo. Gli spazi non sono agevoli. Ma non molleranno facilmente. 

Poi dovranno allestire molto di più di quello che hanno fatto in questi mesi quanto a opposizione. Dovranno organizzare una battaglia capillare per dimostrare che l’Amministrazione comunale in carica deve esser cambiata perché ha sbagliato più di una cosa. Questo per loro e per gli altri non sarà affatto facile. Qui verrà loro in soccorso la grande disinvoltura che hanno nel rappresentare le cose. 

Oggi si illudono forse di avere nuovi consensi attorno a posizioni di avversione più personale che amministrativa verso il Sindaco Fabio Adezio e la sua maggioranza. Ma devono anche tener conto che il terzo anno è quello che tradizionalmente segna il punto di consenso minimo nell’arco del quinquennio amministrativo. Da questa estate in avanti il Sindaco, se si ricandiderà, aggiungerà un voto ogni giorno che passa, sottraendolo a chi pensa di averlo già in tasca. È sempre stato così, ovviamente non nella esatta misura aritmetica 1 giorno-1 voto ma nel senso dell’indirizzo che prendono le cose a livello elettorale. Se poi il Sindaco, trasgredendo o dismettendo addirittura il codice genetico di “Miglianico Cambia”, decidesse di mettersi a far clientelismo spicciolo, la somma del voto in più ogni giorno sarebbe davvero reale, cioè guadagnerebbe trecento voti in un anno. Per quanto sia basso il consenso di chi amministra oggi, tra 400 giorni sarebbe molto meno basso, o no?

Ma, ecco un’altra incertezza, cosa sta facendo il Sindaco con la sua compagine? Anche qui, benché sotto gli occhi di tutti, si svolgono manovre che non tutti notano. Il Sindaco ha superato qualche settimana fa il primo scoglio. Aveva deciso di non ricandidarsi e di lanciare l’operazione di scelta del successore, sempre difficilissima benché “Miglianico Cambia” abbia non poche figure adatte e adeguate tra iscritti e simpatizzanti. Ora si trova davanti al secondo scoglio: la scelta di chi confermare e di chi sostituire tra i consiglieri comunali e gli assessori in carica. Il passaggio è difficilissimo perché può succedere - è già successo - che chi vuol restare meriti un po’ di riposo e chi vuol riposarsi debba invece restare per ben precisi motivi. A questa fase segue immediatamente, anzi, va di pari passo quella della scelta dei nuovi candidati. Il gioco ad incastro necessario per fare una buona lista è estremamente complicato quando non si è al potere, perché non tutti son disposti a mettersi in gioco senza garanzie di successo. È parimenti difficilissimo farlo quando si amministra, perché questo sollecita moltissimo le sensibilità delle singole persone. Il Sindaco stavolta non potrà affidarsi alla votazione interna che ha portato qualche scontento ma che ha anche garantito una grande vittoria. Ora dovrà fare “il capo” che si assume le sue responsabilità, il che significa percorrere sentieri non facili. Anche qui, dicevo, il discorso è avviato e le manovre sono in atto. Le sorprese non le conosceremo questo autunno perché chi amministra ha dalla sua il tempo come alleato.

Una considerazione può esser fatta anche in questa calda estate. Il prossimo appuntamento elettorale segnerà comunque una certezza. Il cambiamento è avviato e non può esser facilmente cancellato tornando al vecchio sistema di potere. I “vecchi”, gli stagionatissimi titolari di terga aduse a pluridecennali stazionamenti sulle poltrone comunali potranno attuare una strategia di auto-riproposizione di sé stessi o di promozione di loro fedelissimi solo se sapranno interpretare la fase del cambiamento in modo efficace, casomai mentendo su molte cose, casomai dissimulando le loro vere essenze, ma comunque risultando convincenti. Il messaggio che “era meglio prima” non funzionerà. 

Tra le tante incertezze della vita questa che il cambiamento procede come il tempo in modo inarrestabile è una quasi certezza storica. Lascio all’alea dei vari destini umani lo spazio che le spetta.

La vita, lo sappiamo, presenta innumerevoli incertezze da verificare e problemi da risolvere.

Quando un uomo nasce, l’unica cosa certa che c’è è che morirà. Inutile far scongiuri, che al massimo possono solo evidenziare la nostra stupidità e la mancanza di solidi ancoraggi spirituali e culturali. Sorella Morte si presenta da qualche settimana e prende per mano persone care.

Con Lei è andato verso il Paradiso l’Amico Nicola Fabucci. Ho abitato un paio d’anni al quarto piano del palazzo della “Cooperativa Labor”, in via Papa Giovanni XXIII, L’appartamento di fronte era quello dove abitava la madre e dove lui tornava per le vacanze con la Famiglia. Ricordo la sua Lancia verde bosco con la targa MN (Mantova) e la sua figura di ufficiale dei Carabinieri, austera nel portamento eppure sempre cordiale. Con coraggio e tenacia seppe intraprendere gli studi universitari in Economia e Commercio, laureandosi e iscrivendosi all’Ordine professionale dei Dottori Commercialisti. Lasciò l’Arma benemerita e tornò a Miglianico con in tasca la sua sfida che vinse subito, imponendosi come riferimento professionale solido e affidabile. Non dimenticò mai il suo essere Carabiniere, non solo nel rigore morale e personale ma anche nel portamento proprio di un ufficiale. Si deve a lui se a Miglianico, e non solo qui, è stata istituita una sezione dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri, la cui inaugurazione rimane nella memoria di tutti. La cosa però che più lo ha contraddistinto è stato il suo essere un galantuomo, come giustamente è stato ricordato autorevolmente al termine dei suoi funerali. Nicola Fabucci era un galantuomo, lo era nell’animo. Lo era nel portamento: aveva un suo stile nel salutare, nel camminare, nell’approcciare un discorso e nel portarlo avanti, senza mai oltrepassare la buona educazione e senza mai sbandare negli spazi del pettegolezzo e della maldicenza, anzi mettendo sempre nel discorso una disponibilità piena e concreta o nell’offrire soluzioni, conciliazioni e ogni possibile elemento positivo. Quando ho dato la triste notizia a mia Mamma anche lei mi ha subito detto: "Nicolino era un vero signore. Mi salutava sempre con un inchino e ha continuato a mandarmi i suoi saluti anche ora che non esco più". Mi mancherà Nicola Fabucci, l’Amico che sapeva salutare, sempre e non solo in certe occasioni di convenienza o di cerimoniosità obbligata, con la cortesia paziente e con l’attenzione che solo i galantuomini hanno. Mi mancherà vederlo in Chiesa, qualche banco davanti a me, con quelle sue giacche cariche di vita gioiosa anche se indossate con la mai dismessa postura militare che si addolciva ogni istante di ogni giorno quando parlava, quando passeggiava con la consorte. La delicatezza nell’essere marito e padre, con una riservatezza anch’essa sobria benché avrebbe potuto vantarsi a gran voce delle qualità della Moglie e delle tre Figliole, la inclinazione umana e affettuosa nell’essere Nonno e il suo saper essere amico di tutti appartengono ad un uomo che anche per questo rimarrà tra le persone indimenticabili della mia vita, tra i personaggi indimenticabili per tutta Miglianico.

"Voglio salutare affettuosamente questo mio carissimo amico". Diceva così mentre mi porgeva la mano per una stretta sincera e non sfuggente. La mano non potrò più stringergliela. Ma il mio saluto a Nicola Fabucci è e rimarrà un saluto davvero molto affettuoso.   

Affetto, rispetto e soprattutto tanta lode hanno meritato ieri sera quelli della compagnia teatrale “Lu passatempe” di Pianella protagonisti di uno spettacolo in dialetto ben scritto e molto ben recitato. La serata, già godibile, è stata ancor più bella perché è stata dedicata alla solidarietà. I fondi raccolti sono stati destinati all’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla). Divertimento e beneficienza fanno sempre una grande serata. Oltre al supporto organizzativo della nostra infaticabile e sensibile Pro Loco, parte del merito ed un sincero grazie, per quanto andato in scena e per il messaggio diffuso sulla nostra piazza, va all’Amico Adelmo D’Onofrio per tutti Wilson.

La Pro Loco, con in testa il suo presidente-ovunque, Tommaso Palmitesta e i suoi eccellenti dirigenti, ci riserva un finale di stagione pieno di occasioni molto interessanti, a cominciare da questa sera con un doppio appuntamento, quello con “Work in progress”, esibizione di ginnastica ritmica e artistica organizzato dalla “Gymnica Anthea” e - a meno di ulteriore ripensamento - con la “Festa del Paesano” rinviata domenica scorsa per la minaccia di maltempo che gravava su Miglianico. Domani, domenica, ci sarà una serata tutta dedicata ai bambini, chiamati a giocare in piazza e a rimpinzarsi di pop-corn e di zucchero filato. Infine, ma solo per questa stagione estiva, domenica 3 settembre, ci sarà il 2° Motor Show di Miglianico nella più consona sede della zona industriale di Cerreto

E poi c’è chi ha la faccia tosta di andar dicendo che la Pro Loco non ha fatto niente questa estate. 

Prego, Concittadini, in piedi. Anche quest’anno leviamo un fragoroso applauso, una vera standing ovation alla nostra Pro Loco, al suo Presidente-ovunque, ai suoi Dirigenti solerti e sempre sorridenti, ai soci e ai simpatizzanti che hanno dato una mano per un’altra estate piena di gioioso e sano divertimento. Bravi!

Buona Domenica.             

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