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Carte in tavola!

 

Il titolo più corretto sarebbe stato “carta canta e villan dorme”. Però, il clima generato da certi nostri Concittadini (quelli del sedicente “Comitato salviamo la Piazza Umberto I”) rischierebbe di stravolgere anche questo vecchio adagio come se, la parola “villan” contenesse un’offesa per qualcuno. La cattiveria esiste, purtroppo e c’è chi non si risparmia nell’utilizzarla. Meglio evitare.
In attesa dell’ennesimo colpo a sorpresa - da noi già annunciato - che il comitato proverà a azionare per boicottare il prosieguo dei lavori di riedificazione del nostro Municipio, offriamo un ennesimo servizio ai nostri Concittadini e a quanti, interessati a vario titolo o anche senza alcun titolo, si stanno appassionando a questa vicenda.

 

Per inciso va detto che questa vicenda ha un suo connotato ormai ben delineato. Si tratta di un qualcosa creato e sostenuto ad arte per agitare le acque, per generare polemica a danno dell’amministrazione comunale, in particolare a danno del Sindaco, Fabio Adezio, per verificare vecchie e nuove disponibilità di schieramento di futuri candidati e, più direttamente, per non far emergere tutto quello che invece Sindaco e maggioranza stanno facendo di buono per Miglianico. Sulle cose fatte e in cantiere questi soggetti non hanno nulla ma proprio nulla da dire o da obiettare. Avrebbero casomai solo da vergognarsi se ne fossero capaci.
Ora veniamo al servizio annunciato. Si tratta di una cosa semplice, utile a tutti, necessaria per alcuni, indispensabile per i soloni che si trovano dentro e ai margini del comitato che pensano di sapere tutto, vitale per far chiarezza serenamente.
Pubblichiamo le carte che il Sindaco ha consegnato ai presenti in occasione dell’incontro da lui promosso venerdì scorso, 30 giugno, ed al quale, come si sa, quelli più interessati, cioè quelli del sedicente comitato, non hanno voluto partecipare, fuggendo ancora una volta davanti alla verifica del possibile chiarimento.
Da parte nostra, naturalmente, ci sarà un commento oltre al tentativo di ricordare e di sintetizzare l’illustrazione fatta dal Sindaco nel presentare i documenti. Per visualizzare i documenti basterà cliccare sul link relativo che è sul nome del file.
Andiamo in ordine cronologico.
Cominciamo con la scheda progetto, a firma dell’ing. Giordano Del Ciotto, che reca la data del 25 giugno 2013.

Progetto - Facciata e retro

Progetto - Lati

Progetto - Sezione frontale

È il documento che è servito a corredare la richiesta di finanziamento che il Comune di Miglianico fece per ottenere dalla Regione Abruzzo i fondi necessari alla “Ristrutturazione con adeguamento sismico della sede municipale”. Allora a Miglianico governava (male, ndr.) la maggioranza di “Progetto Miglianico”, guidata dal mio Amico, dr. Dino De Marco. L’attuale Sindaco non ha spiegato né gli è stato chiesto perché il progetto sia stato affidato ad un tecnico esterno e non all’Ufficio Tecnico comunale. Evidentemente doveva esser fatto così per un valido motivo. Va comunque ricordato che il giovane, bravo e brillante progettista, lo stesso che, pare, abbia abbozzato un progetto - mai arrivato in approvazione - di trasformazione in appartamenti delle Cantine Masci (quelle del cosiddetto castello), è lo stesso che è stato candidato dieci mesi dopo nella lista di “Progetto Miglianico” e consacrato come futuro assessore all’urbanistica, pronto ad approvare uno dei PRG più stagionati d’Italia. Qui la validità dei procedimenti non c’entra nulla. La notazione è di politica locale: segna legami e modi di agire di quel tempo e di quelle persone che, in gran parte, sono stati giudicati dal Popolo di Miglianico nella primavera del 2014.
Le successive tavole fanno capire - cosa detta esplicitamente nella documentazione letta ma non consegnata dal Sindaco venerdì scorso - che il Municipio sarebbe rimasto lì, semplicemente lì, inevitabilmente lì dove è sempre stato. I disegni evidenziano come l’operazione targata “Progetto Miglianico” e affidata all’ing. Del Ciotto, prevedeva sostanzialmente opere di consolidamento, la tamponatura del porticato e un piccolo restyling in direzione vintage della facciata, con la sostituzione dell’orologio digitale con uno analogico. Non si vedono tracce di ascensore, di nuovi accessi, di servizi aggiuntivi e di altro ancora che il nuovo Municipio invece avrà. Si vede, dalla tavola della sezione A e anche da quella B, che c’era anche allora lo scantinato che c’è sempre stato, con le sue volte e i suoi archi che non erano antichi: uno spazio di fondazione e sotto-fondaco che sarebbe stato solo interessato da plinti e altre opere di protezione.
Veniamo al “documento A”: la richiesta a firma dell’ing. Amanda Giacchetti, Responsabile del Settore LL.PP del Comune di Miglianico, di “Spostamento risorse economiche su altro immobile”.

Documento A

Con questa lettera la nuova Amministrazione comunale di “Miglianico Cambia” appena insediata e appena avuta contezza che c’era un finanziamento per il Municipio, chiede di utilizzare quelle risorse per spostare il Municipio al palazzo della Duchessa con le motivazioni che si leggono nel testo.
Insomma il Sindaco Fabio Adezio ha provato subito, per prima cosa, a spostare il Municipio.
Il documento B nega però questa richiesta.

Documento B

Si tratta della comunicazione che l’ing. Mario Durastante, della Direzione LL.PP., Ciclo idrico integrato della Regione Abruzzo scrive il successivo 22 novembre 2014, in risposta alla richiesta del Comune di Miglianico. “Si segnala che non è possibile aderire allo stato delle cose, a tale richiesta”. Nella parte alta del documento si legge la risposta dell’ing. Giacchetti del 28 novembre 2014 nella quale annuncia di dar seguito alla disposizione ricevute dalla Regione e che erano alquanto stringenti in ordine di tempo (dal 22 al 28 novembre inviare tutte le schede da compilare, ndr.). Il solone che legge e non vuol lasciare la strada della polemica ora starà pensando nel suo cervello da disinvolto saltatore che la Regione scrive “allo stato”, quindi può cambiare idea. Poteva farlo tra il 22 ed il 28 novembre del 2014. Forse non ha fatto in tempo. È vero che il sedicente comitato ha poi scritto che la Regione aveva chiarito altro, ma qui mancano le carte e non sappiamo dove certe dotte archeo-storiche-commentatrici formato Facebook abbiano letto carte diverse per formarsi pareri opposti alla realtà. Ci sarà tempo anche per conoscere questo.
Arriviamo al documento C.

Documento C

È la comunicazione della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo. Nella parte evidenziata dalla freccetta si legge “Gli scavi eseguiti sotto controllo archeologico in sede di completamento di verifica non hanno riportato alla luce restie/o livelli di interesse archeologico meritevoli di ulteriori provvedimenti di tutela”. Questa comunicazione reca la data del 20 giugno 2017, il critico d’arte e personaggio televisivo, Vittorio Sgarbi, viene portato a Miglianico il successivo 25 giugno, quando il parere, che ha un decisivo valore amministrativo, è stato già dato. E il sedicente comitato lo sapeva. A Sgarbi lo hanno detto?
C’è ancora un ultimo foglio, il documento D.

Documento D

È ancora la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo che scrive una nota con oggetto: “Miglianico (CH) - Lavori di ristrutturazione con adeguamento sismico della sede municipale. Autorizzazione ai sensi dell’art.21 del D. Lgs. 42/2004”. L’autorizzazione a firma dell’arch. Aldo Giorgio Pezzi, Delegato del Direttore Generale avocante, Dott.ssa Caterina Bon di Valvassina e Madrisio, in un passaggio esplicita e chiarisce il “mistero dell’arco salvato”.

Recita il testo:  “PRESO ATTO della proposta avanzata da codesta Amministrazione di dare un risalto testimoniale e rappresentativo alle strutture di fondazione rinvenute – ancorché prive di interesse culturale e configurabili come sopra opera di consolidamento fondale di fine Ottocento alla stregua di molti interventi similari in aree antropizzate su terreni disomogenei - attraverso l’estrazione di uno degli elementi voltati e la sua ricollocazione all’interno dello spazio “verde” del nuovo municipio o in altro contesto similare. Il documento precisa che questa operazione verrà fatta in solo in “chiave didattica e di testimonianza per la collettività locale”.

Per chi fa finta di non capire, visto che pensa ad altro interesse, significa che è stata l’Amministrazione comunale che ha proposto di salvare una sola testimonianza di un’opera vecchia di un secolo e mezzo, senza alcun valore se non quello, diciamo così, sentimentale, della popolazione locale.
Il Sindaco con questi documenti ha voluto informare, carte alla mano, la Cittadinanza e ha voluto testimoniare con documenti certi che lui non è un bugiardo.
Come da lui annunciato, a inizio settimana sono ripresi i lavori nel cantiere, appunto con le operazioni salvataggio dell’arco tratto dalle vecchie fondamenta del municipio eretto a fine ‘800.
Come spiegato dal Sindaco, con questa operazione siamo già a oltre 20.000,00€ di soldini dei Miglianichesi spesi in conseguenza di questo poco chiaramente ha fatto fino ad ora il sedicente comitato.
Ovviamente è ripresa subito l’attività dello stesso indefinito sodalizio, il cui ghost-writer, ancora una volta dimenticando quanto ha scritto e hanno detto prima, ha ricominciato daccapo.
Orbene, il Sindaco, Fabio Adezio, ha presentato pubblicamente e ha distribuito serenamente le carte. Esse, fino a prova del contrario, testimoniano la sua versione dei fatti, la storia dei passaggi amministrativi operata da chi legittimamente governa Miglianico (maggioranza e opposizioni); carte che attestano che lui non è un bugiardo.
Il sedicente comitato avrebbe dovuto, dovrebbe, dovrà presentare e distribuire le carte che raccontano quel che prova ad affermare:

a) come è nato e quale statuto ne regola la vita sociale;

b) chi ne sono i componenti;

c) le ricevute di pagamento di manifesti, affissioni, raccomandate e accessi agli atti;

d) i testi degli esposti, delle denunce, delle lettere e le email certificate utilizzate per allertare e allarmare la Soprintendenza;

e) i documenti con i quali la Regione Abruzzo ha confermato solo all’indefinito sodalizio che il finanziamento non verrà perso se al posto di un municipio antisismico il Comune di Miglianico realizzerà un parcheggio o uno spazio che sia lo zerbino degli egoismi;

f) possibilmente anche le email intercorse tra organizzatori e intermediari vari della visita sorpresa-non-sorpresa di Sgarbi a Miglianico.


Il sedicente comitato, il suo sedicente portavoce, il suo braccio-destro-e-sinistro inaccettabilmente fuori posto, non pensino di infinocchiare tutti come riesce a fare con i suoi tifosi più o meno interessati. Non si presenti un giorno con ben addomesticati schizzi di come vorrebbe fare la piazza. Chi governa deve disegnare il futuro, chi governa legittimamente deve decidere.
Loro devono raccontare con documenti alla mano le verità dette e subito dimenticate, decidendosi a fissarne una buona per loro da far capire possibilmente a tutti.
Carte in tavola!
Anzi, loro potranno anche dire “carta canta e villan dorme”, se porteranno carte vere. Noi non ci offenderemo. Saremo felicissimi di essere “villani” (abitanti del villaggio) che possono dormire tranquillamente perché le carte, tutte le carte metteranno verità nei fatti e pace tra tutti.

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