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La letterina del sabato 15 aprile

Care Amiche e Cari Amici,

siamo immersi nel silenzio di un sepolcro che non riuscirà a trattenere la gloria di Dio, vita vera, energia fatta di Amore.

Ci sono tante cose che so di dovervi raccontare, altre che vorrei commentare per offrirvi lo spunto di una Vostra riflessione. Ma sono poca cosa rispetto alla immensità della Resurrezione.

Non posso certo sprecare questa letterina con la notizia delle strampalate parole affisse proprio in queste ore.

 

La penosa furbata di voler strumentalmente sfruttare i giorni di festa per avere più visibilità serve solo a mostrare di nuovo l’insulsaggine di certi soggetti. Il mio, oggi, è un rinvio non una obliterazione. Le parole affisse, il loro unico autore, le cose strampalate e le altre assolutamente fuori luogo avranno il commento che meritano. Ma non oggi, oggi quelle parole e lo scribacchino che le ha vergate non meritano di rubare tempo all’Eternità. 

Né posso indugiare nell’indagare i possibili motivi che hanno portato Miglianico a non comparire nella fase delle primarie per il nuovo Segretario nazionale del PD. Miglianico, questa volta, pare non abbia saputo o voluto dare il proprio contributo alla fase elettorale interna nella quale hanno votato i Circoli locali del PD. Anche qui, la materia non è degna dell’immensità della Resurrezione.      

E neppure posso distrarre la Vostra attenzione con la vicenda, triste non ancora tutta chiara, della fuga, frettolosa e ingrata, operata dall’Accademia Musicale AMT richiamata a sud di Miglianico da spiccioli motivi di propaganda elettorale. 

Ma queste sono notizie da giorno feriale, un giorno come altri. Atque majora canamus. Devo trattare di cose più importanti

Devo invece invitare tutti a partecipare al “Concerto di Primavera” che si terrà martedì 18 aprile prossimo, alle ore 20,30, presso la Cripta di San Pantaleone. Si esibirà l’Orchestra di Fiati “C. Monteverdi” diretta dal maestro Fausto Esposito. È un appuntamento da non perdere. Potrebbe segnare anche una data storica per Miglianico, in un certo senso.

Come promesso, devo completare la notizia sulla costituzione del Comitato Feste 2017 di cui ho già trattato nella Letterina del 1 aprile. Come detto, c’è una novità storica: una Presidente a capo del Comitato, la signora Melita Tropea. Devo aggiungere che c’è un nuovo Consiglio Direttivo, che presenta anch’esso una grande novità al femminile, anche se non nella proporzione annunciata. Salvo sorprese e ripensamenti, il Comitato Feste 2017, che - badate bene - resta aperto all’adesione di chiunque ne condivida valori e finalità, sarà guidato dalla Presidente Melita Tropea, affiancata da due vice-Presidenti, Nando Pulcinella e Nicola Santalucia. Insieme a loro, nel Consiglio Direttivo ci sono: Lida Palladinetti, Annalisa Palladinetti, Caterina Sarra, Osvaldo Santalucia, il Sindaco o un suo rappresentante e Gianfranco Mancinelli, che conserva meritatamente il ruolo di tesoriere del Comitato. Li attende – i dirigenti e tutti i bravissimi Concittadini che collaborano quest’anno – da subito un doppio impegno: due feste in otto giorni. A dispetto di certe indiscrezioni del mese scorso, si farà la Festa di Sant’Antonio Abate a Cerreto il Lunedì di Pasqua. Si farà la Festa di San Rocco domenica 23 aprile.

La vera Festa però è la Santa Pasqua. Più di ogni altra festa, questo è il giorno della gioia vera. La pietra rotolata che ha chiuso nel sepolcro il silenzio e il buio che sembravano definitivi, è stata rovesciata dall’Amore di Cristo che ha aperto a tutti la strada della luce eterna. Quale dono può esserci più grande di questo?!  

Gli auguri che ci scambiamo in altre occasioni sono importanti. A Natale c’è la felicità per la memoria del Gesù che si è fatto uomo. Una nascita è festa, una bella festa. In ogni compleanno c’è la felicità che si augura al festeggiato, affinché quella felicità l’accompagni per tanti anni. Molti che siano quegli anni, quegli auguri hanno il tempo che li stringe in un recinto definito, chiuso.

L’augurio della Santa Pasqua di Resurrezione è quello che fraternamente ci facciamo affinché possiamo entrare nella gioia che non avrà più il vincolo del tempo. È un augurio di vita vera, quella che ha sgonfiato il sudario del sepolcro, lo ha flashato di luce formidabile quel buio e ci ha spianato la vita vero il Paradiso. 

Non c’è gioia più vera della gioia pasquale.

Nulla è più bello che augurare veramente Buona Pasqua. È l’auspicio non legato ad un occasione benessere temporale. 

La Buona Pasqua augura e desidera che il tempo che interrompe la vita e impone la morte per tutti sia invece vinto, superato e abbattuto nel suo recinto e spalancato in una eternità piena di luce e amore, che si possono avere solo contemplando il volto di Dio.

Allora, Buona Pasqua!

 

             

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