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La letterina del sabato 9 marzo

Care Amiche e cari Amici,

non è ancora terminata l’illustrazione dei piccoli contributi, sereni e a volte divertiti, che offro alla valutazione delle cose che stanno accadendo con la ri-discesa dall’alto nell’agone elettorale miglianichese del mio Amico, Carlo Biasone.

Non c’è fretta. Una nuova Letterina tutta intera ora non la merita. 

Adesso è più importante commentare altre cose, tra le tante che sono più importanti del grande inganno dell’insieme-che-divide. Devo però dare seguito alla richiesta di alcuni Amici sinceri, i quali, nelle ore passate, mi hanno affrontato dicendomi: "Ti ha, ti hanno risposto. Che dici ora?". Ho chiesto "Chi ha risposto? Risposto cosa?". Mi hanno fatto leggere post e commenti che ri-Personaggi, Concittadine e Concittadini, nativi o di importazione, hanno pubblicato a commento di quanto vi ho raccontato e che ho commentato.

Costoro, indifferenti della propria dignità, vanno scrivendo e postando cose che ritengono intelligenti, pungenti, trancianti o addirittura esemplari. Sono perlopiù frasi penose, per il resto sono banalità di chi altro non sa o non può dire.  

Sono bolle di saliva.  

 

Ad argomenti e commenti basati su narrazioni di fatti si risponde con argomenti e commenti basati su fatti o smentite di fatti. Alle opinioni si replica con una propria opinione. Quando si risponde si usa mettere l’indirizzo. Quando si parla di persone identificate le si cita con nome e cognome o con il “soprannome” che eventualmente lo rende indiscutibilmente riconoscibile; così che la persona citata possa, a sua volta, replicare, se lo ritiene opportuno. Quando scrivo non sparo nel mucchio, non uso nomignoli per rendere non identificabili i Personaggi le cui parole e le cui gesta vado a narrare e/o a commentare. Non uso like e faccette. E firmo.

L’atteggiamento snob da club anglosassone a Miglianico è solo un abito ridicolo.

Usarlo per nascondere la propria monumentale incoerenza è sempre un autogol.

L’alterigia di chi fa finta di non sapere, le frasi-fatte usate a vanvera, la saccenza di chi presume facendo velocissimi scrolling o non legge e, se legge, non capisce, il perbenismo fariseo di chi a parole inneggia al confronto ed è un intrallazzone, la repressione anche sessuale che viene letta nel proprio specchio e addossata a chi si vuol colpire non avendo altre armi a disposizione, ora anche lo starnazzare di coloro che non posson più dare cattivo esempio (De André) son tutte cose che fanno solo pena.  

L’applicare tutto questo ai social-media mi fa condividere con voi nuovamente quel che ha scritto Umberto Eco “I social media hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”. Per fortuna da noi sono pochi, sempre i soliti. 

Peggio di tutto questo, quel che è da aborrire, è il vittimismo, la sudbola arma di chi, non avendo né carattere né argomenti, si lamenta, si piange addosso come se fosse stato bastonato da bruti sopraffattori, si lagna e fa sì che la sua stucchevole lagnanza prenda il posto del ragionamento, anche del duro parlar diretto. Il maestro incomparabile del vittimismo è stato Dino De Marco. Certe risposte, tutte le non risposte, soprattutto la tiritera dell’umiltà proclamata e sbandierata le risento e le rileggo anche ora, sempre dalle sue parti. Che desolazione.        

Care Amiche e cari Amici,

avevamo lasciato in sospeso la verifica della esistenza in vita del PD a Miglianico e, eventualmente, del suo stato di salute.

Ebbene, benché non ancora ristrutturato nel suo nuovo organigramma, possiamo convenire che il PD a Miglianico è vivo. Lo ha dimostrato domenica scorsa, senza che nessuno possa nutrire dubbi o sospetti. Il PD ha allestito in piazza il gazebo per far votare anche i Miglianichesi alle primarie destinate a eleggere il nuovo Segretario nazionale.

Il PD dunque è vivo. Personalmente ne sono contento.

Non ho mai votato PD. Penso che neppure alle prossime europee non lo voterò, perché appartengo sin dalla sua nascita al PPE. Il PD sta con i socialisti in Europa. Non è la mia casa.

Che il PD sia vivo e attivo a Miglianico è oggettivamente una cosa buona, soprattutto se riuscirà finalmente a portare proposte e critiche positive piuttosto che limitarsi a comparire solo in tempo di elezioni o a dare albergo a qualche furbetto. La pluralità è una ricchezza per la democrazia. La democrazia è più ricca se i tanti soggetti che compongono la sua pluralità fanno e dicono tante cose buone, per tutti, soprattutto per i più deboli.

Qual è lo stato di salute del PD locale? Oggi è difficile da dire. I votanti accorsi al gazebo in piazzetta “G. G. Valignani” son stati 66, meno che nel 2013, ovviamente più che nel 2017 quando, se non ricordo male, non c’è stato nessun gazebo a Miglianico. Anche da noi ha vinto largamente Zingaretti con 58 voti, mentre Giacchetti e Martina hanno avuto 4 voti ciascuno. Stavolta almeno nel loro piccolo hanno vinto. Se si vanno a vedere i voti delle recentissime elezioni regionali che hanno consegnato al PD di Miglianico solo 185 voti si potrebbe dire che il PD qui non gode di ottima salute. Forse non è così, cioè non penso che il suo elettorato sia effettivamente ridotto a meno del 10%, anche se qualche suo esponente o sedicente tale meriterebbe ancora meno. Qualcuno tra gli elettori del PD, onestamente, avrà votato per Daniela Palladinetti; qualcun altro, chissà, per altri candidati di altre liste della squadra di Legnini. Qualcuno avrà ceduto alla tentazione di salire sul carro del vincitore e si starà forse pentendo. Bisogna presumere, senza azzardare nulla, che il PD i suoi voti li stia recuperando. Ma questo dipende anche dall’appeal nazionale e regionale di quel partito e dalla novità del segretario appena scelto. A Miglianico deve dimostrare di star bene e di saper fare cose buone con le proprie forze, soprattutto riappropriandosi di una dignità e della coerenza lacerate dalle scelte fatte in passato con alleanze locali innaturali, un rischio che si sta concretizzando di nuovo in misura e maggiore e con meno scusanti.

Più importante del PD, in questa fase, è il “Movimento 5 Stelle”, essendo ancora il primo partito d’Italia per consistenza parlamentare.

L’incertezza sulla presenza del M5S alle comunali è destinata a svanire rapidamente. Venerdì prossimo, alle 21,00, in Sala civica verrà presentato alla Cittadinanza il candidato a Sindaco che correrà alle comunali del 26 maggio prossimo. Personalmente non conosco ancora il nome e, non essendo un esperto del sistema di selezione che adottano nel Movimento, le “comunarie”, per correttezza nei confronti dei miei ventitré lettori, non azzardo anticipazioni. Ho la stessa curiosità di tutti. Ho anche la pazienza necessaria per aspettare otto giorni.  

Anche la conferma di questa presenza è una notizia positiva. Oltre che per la pluralità delle posizioni tra le quali i Miglianichesi potranno scegliere, è una cosa buona perché nella passata campagna elettorale, 2014, la proposta del “M5S”, guidato da Carlo Di Federico, è stata positiva, senza acredine verso i competitori e calibrata sul canone di novità che avevano elaborato e che hanno propagandato. In questa consiliatura i due consiglieri eletti, lo stesso Carlo Di Federico e Tino De Marco, hanno svolto il proprio ruolo senza mai scadere nella polemica sterile e senza mai alzare barricate pretestuose. Soprattutto hanno lavorato in Consiglio senza urlare e senza far perdere tempo e denaro con polemiche strumentali. Ora li attende un prova più difficile.

Nei calcoli elettorali di chi è già sceso in campo, la presenza del “M5S” è giudicata positiva o negativa? Non lo so. Lo verificheremo in breve tempo, anche solo leggendo i nomi che ci verranno presentati venerdì sera. Gli elettori quelli sono, non aumentano se aumentano le liste in competizione: i voti vanno divisi tra quelli che ci sono.

Un’altra notizia più importante delle cose che accadono nelle lussuose sedi dell’insieme-che-divide è che il Sindaco, Fabio Adezio, si ricandida. Non è una novità. Non sarà una sorpresa che sconvolgerà alcuno, tranne chi, sotto-sotto, ha sperato che potesse davvero fermarsi dopo aver fatto tanto, lasciando così campo libero al ritorno di certi soggetti.

La sorpresa - che sarà già andata di traverso a qualcuno - è il modo in cui ha deciso di dare questo atteso annuncio.

Giovedì sera il gruppo di “Miglianico Cambia” ha organizzato un evento che è stata una vera festa più che una manifestazione pre-elettorale. Lo ha fatto presso il ristorante “Il Casolare”, cioè nel luogo in cui l’associazione è nata una decina d’anni e dove, nell’ottobre del 2013, i sinceri oppositori dello scolorito multicolor-group di Dino De Marco hanno dato loro il via libera al tentativo di portare un vero cambiamento di persone, di idee e di comportamenti amministrativi nella nostra Comunità.

Fabio Adezio ha parlato meno di venti minuti. Ha riassunto in strettissima sintesi non l’elenco delle cose fatte ma i valori che hanno trovato concretizzazione in questi quasi cinque anni, dal giugno 2014 ad oggi. Non ha detto una sola sillaba contro qualcuno. Ha infine invitato tutti a dare una mano nel fare la propria parte, a coinvolgere chiunque abbia voglia di farlo, essenzialmente a pensare positivo per Miglianico. Non ha mostrato nessunissima preoccupazione per il risultato elettorale.

Chi c’era? Quelli che uno si aspettava ci fossero e non pochi che qualche avversario non si aspettava. Il Sindaco ha spiegato che la serata non è stata programmata a tavolino per scopi elettoralistici. Ciascuno di quelli di “Miglianico Cambia” ha invitato una o due persone, senza però aggiungere l’invito a fare il ramificato passa-parola che occorre per avere il pienone in certi casi. Nulla a che vedere con la pressante campagna di inviti fatta per l’evento di venerdì 1 marzo scorso in Sala Civica. Alla fine sono stati oltre 150 quelli che hanno partecipato alla festa di lancio della prossima campagna elettorale. Tutti hanno giocato serenamente (sì, proprio giocato, ad un quizzone a squadre), hanno cantato, si sono divertiti e hanno potuto condividere anche tante le cose buone da mangiare preparate dalla impareggiabile Lady Chef Antonina. E tutti hanno pagato, ciascuno la propria quota. È un particolare piccolo ma non insignificante.

Dulcis in fundo parlo di noi, di Voi, di questo spazio di libertà.

Abbiamo un altro traguardo da festeggiare: è stata superata agevolmente la soglia dei 400.000 visitatori. Per noi è la conferma del valore delle buone idee, della costante e sincera informazione, della disinteressata condivisione di notizie vecchie e attuali, della curiosità positiva di chi si interessa alla propria Comunità.

L’amore per i Miglianichesi e per Miglianico ha grandi numeri e vince.

Buona Domenica.

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